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« IL LUNGO ESILIO PARTE 2GLI EREDI DI TORO SEDUTO »

IL LUNGO ESILIO PARTE 1

Post n°5 pubblicato il 18 Novembre 2009 da toro.seduto.apache

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

Toro Seduto
I Mounties canadesi, chiamati originariamente North-West Mounted Police, esistevano da meno di tre anni quando, il 25 giugno 1876, i Sioux di Toro Seduto uccisero o ferirono più della metà del 7° Cavalleria del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia di Little Bighorn. Toro Seduto non ricoprì un ruolo particolarmente significativo in quella circostanza, ma il capo Hunkpapa era famoso per essere un leader saggio e potente, che voleva essere libero di girovagare e cacciare i bisonti. L’estate successiva Toro Seduto arrivò in Canada come profugo e in questa occasione i Mounties ebbero con lui un rapporto stretto e talvolta pericoloso per circa quattro anni. Il 7 maggio 1877, circa 11 mesi dopo la sconfitta di Custer, il trentaquattrenne maggiore James M. Walsh, un sergente e tre soldati seguivano un sentiero indiano verso le grigie colline e le gole di Pinto Horse Butte, all’incirca 280 miglia a nord di Little Bighorn.
La pista arrivava dal confine col Montana, circa 50 miglia più a sud.
Una banda dalle discrete dimensioni era passata su quel terreno. Gli indiani avevano solcato i territori del nord-ovest del Canada in prossimità della confluenza del fiume White Mud nel Montana.
Secondo le informazioni fornite dai due scout Metis di sangue misto ingaggiati da Walsh, quella era la pista di Toro Seduto. Se questo fosse stato vero, per i Mounties, e specialmente per i 90 uomini che Walsh comandava a Fort Walsh, non sarebbe stato un compito facile preservare la legge e l’ordine sul confine a sud e a est delle Cypress Hills, in quelle che sarebbero diventate le province di Alberta e Saskatchewan.

 

Anche prima della battaglia di Little Bighorn, Walsh e gli altri Mounties avevano realizzato che le operazioni militari degli Stati Uniti contro i Sioux e gli Cheyenne erano dirette a spingere gli indiani ostili a nord attraverso il confine. Sarebbe stata soltanto questione di tempo, e poi Toro Seduto e i suoi seguaci sarebbero arrivati in Canada. Tuttavia, una cosa era attendere il loro arrivo, ma un’altra sarebbe stata occuparsi di loro.
Era circa mezzogiorno quando gli scout di Walsh avvistarono alcuni indiani che sedevano apparentemente senza motivo sulle cime delle colline, un segno che un campo indiano era nelle vicinanze. Avanzando, essi videro altri indiani sulle colline, e altri ancora, finché la piccola pattuglia non fu circondata. In ogni caso, nessuno degli indiani tentò di fermare gli scout. Qualche attimo dopo, Walsh e i suoi uomini doppiarono una collina trovandosi davanti ad un grande accampamento. Rimasero in sella senza muoversi, mentre un gruppo di indiani dirigeva verso di loro. Spotted Eagle, capo guerriero dei Sans Arc Sioux, disse loro che erano i primi uomini bianchi a osare accostarsi all’accampamento di Toro Seduto. Walsh chiese di incontrare Toro Seduto.
Il capo Hunkpapa, alla testa di una scorta di capi minori, arrivò dopo poco.
Walsh studiò il capo, stabilendo che doveva essere più che quarantenne. Osservò che era di corporatura muscolosa. Egli aveva occhi scuri e vivaci, un viso grande e butterato, un prominente naso aquilino e una bocca dura; due lunghe trecce nere penzolavano sulle sue spalle. Aveva le gambe arcuate e zoppicava.
Toro Seduto doveva essere curioso nei confronti di Walsh e dei suoi Mounties. Walsh, che era alto all’incirca come Toro Seduto, rimase dritto come una lancia. Muscoloso come un leone di montagna, egli aveva intensi occhi castani in un volto segnato dalle intemperie, aveva folti baffi e la barba soltanto sul mento, ondulati capelli castani sotto un berretto blu e oro.

Walsh e Toro Seduto si diedero la mano. All’inizio Toro Seduto trattò i soldati inglesi con prudente riserbo, poi gradualmente si scaldò. Quindi si ritirarono sul campo e iniziarono una conferenza che durò per tutto il resto della giornata.
Walsh chiese agli uomini di Toro Seduto perché fossero giunti in terra canadese. Essi risposero che era per trovare la pace.
I Sioux affermarono di avere sofferto moltissimo per mano dei Lunghi Coltelli dal berretto blu, contro i quali avevano combattuto per difendersi per anni. Essi speravano che la “Nonna” (così i Sioux chiamavano la Regina Inglese) avrebbe dato loro rifugio nella sua terra.
Spotted Eagle disse che erano stati obbligati ad attraversare la linea di medicina (il confine – i Sioux lo chiamavano anche “la grande strada”) per proteggere le loro donne e i loro bambini dai Lunghi Coltelli.
John Peter Turner, storico della Royal Canadian Mounted Police, scrisse nel primo volume di “The NortH-West Mounted Police 1873/1893”: “Toro Seduto, in effetti disse ‘Ieri fuggivo dall’uomo bianco maledicendolo. Oggi essi mi sfidano costruendo le loro case sulla mia terra. Il Capo dei Bianchi del Fronte (Walsh) viene alla mia casa solo e disarmato. Egli mi ha stretto la mano in segno di pace. Ho sbagliato? Sono finito?’”
Walsh spiegò che lo scopo della sua visita era scoprire le loro intenzioni e informare i Sioux sulla legge della “Nonna”, a cui ogni uomo, bianco o rosso, doveva obbedire.
Essi non avrebbero dovuto combattere contro le altre tribù e non avrebbero dovuto rubare cavalli o altro.
Essi non avrebbero dovuto uccidere o ferire alcuna persona. Non avrebbero dovuto usare le terre della “Nonna” come un rifugio da cui combattere i soldati americani.
Non avrebbero potuto rimanere se non avessero obbedito alle sue leggi, disse loro Walsh.
Toro Seduto disse che lui e la sua gente avrebbero rispettato la legge, aggiungendo che aveva “seppellito” le sue armi prima di giungere in Canada.

 


L’incontro tra Toro Seduto e Walsh

 

A Toro Seduto piacque quello che Walsh disse a proposito delle leggi della “Nonna”, in particolare il principio della giustizia per tutti, senza badare alla razza.
Egli mostrò a Walsh le medaglie che re Giorgio III aveva assegnato a suo nonno per il servizio reso alla Corona Britannica durante la guerra del 1812 (suo nonno aveva combattuto al fianco delle truppe del re britannico). “Erano uomini in gamba” aveva detto il nonno, aggiungendo “Se tu vorrai trovare la pace, vai al nord nella terra delle giubbe rosse”.
Toro Seduto chiese munizioni affinché il suo popolo potesse cacciare i bufali. Disse che avevano esaurito i proiettili combattendo contro i Lunghi Coltelli. Walsh fu d’accordo a concedere loro abbastanza pallottole per cacciare, ma avvertì che nessuna munizione avrebbe dovuto essere usata per combattere attraverso il confine.
Walsh e i suoi uomini passarono la notte nell’accampamento Sioux.
Il mattino seguente, l’8 maggio, si stavano preparando per partire quando tre Assiniboine provenienti da sotto il confine giunsero all’accampamento con cinque cavalli.
Uno degli scout di Walsh riconobbe tre di essi come i cavalli di un prete cattolico che era stato nelle Cypress Hills poco tempo prima.

 


Toro Seduto con alcuni familiari

 

Walsh arrestò White Dog, il leader dei tre Assiniboine, per furto. White Dog dette un’occhiata ai guerrieri Sioux che si erano radunati intorno a lui, fiducioso che non avrebbero assecondato quell’uomo bianco con la giubba rossa.
Ma Walsh non si fece scoraggiare. La legge era stata infranta.
Facendo penzolare di fronte a White Dog un paio di catene da caviglie, Walsh disse “Dimmi dove hai preso questi cavalli, come li hai presi, e cosa intendi farci, o ti metterò queste catene e ti porterò via”.
Il silenzio scese sull’accampamento. Tutti gli occhi erano puntati sui soldati inglesi e su White Dog. I Sioux erano sbalorditi dal coraggio dei Mounties. Alcuni erano pronti a combattere per i loro fratelli Assiniboine, alcuni erano confusi, altri stavano aspettando di vedere se i soldati inglesi avrebbero portato a termine la loro minaccia.

 
 
 
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Data di creazione: 15/11/2009
 

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                          TORO SEDUTO

 

Toro Seduto, indiano Sioux Stampa giclée

 
 

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