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il razzismo sta tornando tristemente di moda

Post n°47 pubblicato il 28 Maggio 2008 da illuminailcuore
 

DON ZENO SALTINI : LA CROCEFISSIONE DEI POPOLI POVERI è TORNATA DI MODA.

  NOTA: (SE NON VI VA DI LEGGERE TUTTO, LEGGETE SOLTANTO LE COSE SCRITTE IN GRANDE)

Don zeno saltini

 

La vita avventurosa di Don Zeno Saltini, il sacerdote fondatore della comunità di Nomadelfia, viene rievocata su Rai Uno con Giulio Scarpati protagonista, per la regia di Gianluigi Calderone.

Don Zeno l'uomo di Nomadelfia racconta in due serate per la tv l'avventura umana di un prete che per salvare i bambini abbandonati nella miseria e nella disperazione e farli diventare persone libere e oneste, dovette fare i conti con due guerre, con il fascismo, con il nazismo, con la democrazia, con la Chiesa. E con se stesso.

Zeno Saltini era nato in un paese agricolo dell'Emilia nel 1900. La sua famiglia era cattolica. Il nonno, in contraddizione con i tempi, aveva trasformato il suo vasto podere in una comunità dove non si faceva differenza fra padroni e dipendenti. Veniva da questo insegnamento la vocazione di Zeno per la vita religiosa e per la difesa dei più deboli, soprattutto dei bambini.

Dopo la terribile esperienza della Grande Guerra (aveva diciotto anni) Zeno abbandonò la famiglia, lasciò con dolore la ragazza che amava, prese i voti e si dedicò alla fondazione di una piccola comunità cristiana simile a quelle di quasi duemila anni prima, dove tutti erano figli di tutti, e tutti erano genitori di tutti. E lo fece con l'entusiasmo e l'allegria di chi ama la vita ed è pronto a battersi per le sue idee; non solo con il buon esempio, ma anche adoperando le mani in modo battagliero. Se c'era da fare a pugni, Zeno non si tirava indietro.

Prima dovette scontrarsi coi latifondisti, poi fu perseguitato dai fascisti (subì anche un processo dal Tribunale Speciale). Durante la seconda guerra mondiale, quando metà dell'Italia era occupata dagli Alleati Occidentali e metà dai nazisti, traversò con grandi rischi la linea del fuoco, fra morti e macerie, raggiunse il Sud ormai libero, e da lì – militante della propria fede – marciò con i Liberatori verso il Nord, cioè verso il suo piccolo paese, per riportarvi la democrazia.

Fu una delusione. Gli amici di un tempo erano diventati rivali fra loro, sostenendo tesi politiche contrapposte e interessi non precisamente onesti. Il senso della solidarietà si era perduto.

 

“al buio del cinema siamo tutti uguali, quando poi ritorna la luce dovremmo avere il coraggio di rimanerci tutti uguali”

 

“odio dare la comunione! Mi piacerebbe dare ai ricchi impettiti delle ostie di cuoio in maniera che queste non si sciolgano e vedere costoro che per superstizione, e non certo per vero amore e rispetto nei confronti di Dio, se le tengono in bocca. Invece ai poveri dimagriti darei delle ostie al miele”

 

“non basta dare al prossimo il superfluo, bisogna dare amore e amore significa saper rinunciare alle proprie cose per il bene del prossimo e non limitarsi a donare il superfluo“ (parabola l’obolo della vedova)

 

“dalle persone cattive non possono uscire buone parole”  ( solo ipocrisie)

 

CHI ERA:

 

Zeno, obbedientissimo ribelle - Truffatore per il Ministro degli Interni, eretico per il Nunzio, babbo per 4.000 figli. "

 

. La sua comunità, Nomadelfia, è una proposta di vita senza ricchi e poveri, padroni e servi. Zeno, un uomo che ha scelto per fissa dimora l'utopia : contrario per natura e per grazia. Personalità dirompente, carattere vulcanico, indomato e indomabile, ligio e ribelle.

Prete contadino, pretende arare il Vaticano, convertire il S. Offizio. Attacca, denuncia, scuote le fondamenta di San Pietro: "Le opere di Dio per loro natura portano lo scompiglio nelle coscienze.

 

Un suo chiodo fisso: la santità sociale, dimostrare che il lievito del vangelo trasforma famiglia, lavoro, società; che la fede ci è data solo per fare le cose impossibili: superare i vincoli del sangue, fraternizzare le famiglie, produrre e gestire i beni in comune, creare una nuova società.
. I figli abbandonati di ieri, oggi sono i popoli di nessuno alla deriva del mercato globale. Oggi, egli griderebbe dai tetti della Banca Mondiale: "Bisogna fare i conti con le periferie della storia; o la giustizia è globale o non è giustizia; l'unica maniera per sopravvivere è vivere da fratelli in quanto popoli.

AHHAHAHHA ! INVECE NOI STIAMO DANDO LA CACCIA AL CLANDESTINO, e non solo quello che delinque, anche quello che ha solo la disgrazia di essere povero o nullatenente ! MI VIEN DA RIDERE AHHAHAHAHAH!

Come essere alla pari se vi sono economie giganti ed economie nane? La salvezza o sarà planetaria o non sarà salvezza".

Il mondo oggi come ieri divide il popolo mondiale in due mucchi :Da una parte i popoli arricchiti, dall'altra i popoli impoveriti. I primi sono i popoli ricchi e crocifissori, che crocefiggono, disprezzano e umiliano i poveri, i secondi sono i popoli crocefissi ad opera dei crocefissori e sono appunto i poveri che vengono, anziché aiutati, disprezzati, umiliati, condannati, perseguitati, carcerati ecc ecc…

 

E NON è QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN ITALIA E IN EUROPA? NON SI DA LA CACCIA AL CLANDESTINO SOLO PERCHè è POVERO ?

ANCORA UNA VOLTA LA POVERTA’ è MOTIVO DI CROCEFISSIONE anziché SOLIDARIETà. SI COLPISCONO I POVERI CON LA SCUSA DI APPELLARSI AI MOTIVI RAZZIALI, ALLE GENERALIZZAZIONI DI CHI DELINQUE E FA DIVENTARE TUTTA UNA RAZZA UN DETERMINATO POPOLO.

 

COSTORO CHE SI APPELLANO A FAR GIUSTIZIA SI VANTANO DI UNA GIUSTIZIA CHE NON HA NESSUN SAPORE DI GIUSTIZIA VERA, MA DI CONDANNA DEI POPOLI Più DEBOLI E POVERI.

APPROFITTANDO DELL’OGGETTIVITà DEi fatti di  CRONACA nera ESTENDONO ANCHE AI POVERI EMARGINATI che non delinquono la stessa CONDANNA, INTENDENDO COLPIRE GENTE COMPLETAMENTE INNOCENTE, CON LA SOLA "COLPA" DI ESSERE POVERA.

accade in questi giorni :

"Le paure di un aumento d’intolleranza nei confronti degli immigrati in Italia cresce dopo che un gruppo mascherato armato di bastoni si è scatenato in un quartiere multietnico di Roma, spaccando le vetrine dei negozi lanciando insulti.

Nel blitz di sabato durato 10 minuti, il gruppo composto da 10 a 20 uomini ha attaccato un negozio di alimentari di un immigrato indiano e due negozi gestiti da bengalesi; è poi sparito prima dell’arrivo della polizia.

L’attacco accade mentre il governo di Silvio Berlusconi dà il via ad azioni repressive verso l’immigrazione illegale e giorni dopo che la folla ha incendiato i campi degli zingari a Napoli. Lo scorso mese la folla ha dato il benvenuto al nuovo eletto sindato Gianni Napolitano con il saluto fascista, davanti al municipio

Il quartiere Pigneto, dove si è tenuto l’attacco, è tradizionalmente un’area della classe operaia, recentemente occupata anche da immigrati, ma anche da studenti e artisti. Il quartiere è rinomato per la sua coesistenza pacifica.

L’Italia non è una nazione razzista” ha sostenuto il Ministro degli Interni Roberto Maroni del partito anti-immigrati della Lega Nord. “Episodi del genere sono talvolta infiammati dai crimini commessi dagli immigrati illegali”.

"... e sopratutto non è colpa della gente che non sa distinguere tra immigrato delinquente e immigrato onesto o soltanto povero".

“un incredibile ondata di violenza razzista che può solo provocare orrore!

la cosa più schifosa è che sia destra che sinistra stanno strumentalizzando questa realtà.

correggerei l'espressione "l'italia non è un paese razzista...l'italia infatti promette bene di diventarlo, e ancora una volta nella storia ci sarà la guerra tra ricchi e poveri, tra crocefissori e crocefissi, e al posto della fratellanza ci sara' l'orrore del sangue e della rivalità, l'odore delle armi e dei morti!"

l'italia non è un paese razzista...

 
 
 
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