Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Delirio da assuefazione virtuale

Post n°879 pubblicato il 20 Maggio 2019 da gianor1
 

Il lessico interpretativo è frazionato in zone protette dette anche post o articoli, frammenti e incrinature di commenti concreti (vostri) e di risposte fumose (mie) costruite con luoghi comuni, che non  consentono un concetto armonico.
Alla maniera di un ermeneuta proverò ad ampliare e modellare un complesso sfilacciato di contenuti multimediali, stabilendo un'omogeneità dove appare improbabile la sua esistenza.
In sintesi sono prigioniero di una ristretta oligocrazia testuale, che impone tangibilmente gli effettivi contrasti degli stereotipi, ricorrendo ad una sceneggiata di motivi (interventi, commenti e informazioni su temi di interesse comune in aggiornamento continuo, a rimorchio del contatore visite, alla presenze di utenti anonimi) che limitano l'area all'autentica indole nichilista del paranoico sistematico.
Ora valuto opportuno recuperare la facoltà di decidere autonomamente ed avviarmi verso una nuova narrazione di questo diario elettronico che mi è più consona, liberato, come una lanterna di carta, che si libra nella volta celeste verso la libertà.
Aiutooo! Qualcuno mi sblogghi nel più breve tempo possibile!
La colonna sonora agevola la comprensione di me stesso. Ora so come si sente un passerotto (Tico-Tico) nella farina di mais!


                                 Appendice dubbiosa

Detesto l'incavo all'imboccatura delle lattine per le bibite. Mi pone sempre un dubbio amletico: rinunciare alle ultime gocce della bevanda o fare la figura del villanzone aspirando con tutta la forza che ho, magari zufolando?



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Evenienze imprevedute

Post n°878 pubblicato il 13 Maggio 2019 da gianor1
 

In questo periodo trascuro intenzionalmente la prospettiva del domani e non mi curo del tempo prestabilito, sostenendo gli impegni solo nella visione del presente.
Le complessità che si presentano  le affronto istante per istante evitando di posticipare per indifferenza o, peggio, per pusillanimità.
Vi sono decisioni che appaiono complesse per realizzare una composizione da solo. Purtroppo diventeranno incertezze che complicheranno la più adeguata e conveniente attuazione.
Perciò faccio fatica a comprendere dove e come intraprenderò la strada per ricostruire gli eventi e se riuscirò a cogliere una conclusione.
Comprendo che è un percorso complicato e faticoso, ma la realtà impone determinati atteggiamenti, e poichè non sono inquadrato in una anomalia sociale e comportamentale, presumo in definitiva di poter rintracciare una soluzione alle problematiche.
Proseguo nell'itinerario, lungo un sentiero ignoto. Tuttavia, mai in un'unica direzione lineare; a volte, distratto, ruoto se me stesso per mettere insieme un codice, che possa realizzare la personale essenza vitale.
Mi avvio e il cammino è appesantito da tanti afflati ed inciampi, nondimeno pervengo alla meta.
In quello spazio gli attimi appaiono convulsi perchè, talora, l'esistenza è un atto accidentale, incontrollabile.
In questo modo si realizza la sorte senza tanti e inutili perchè, quando, come o dove.
Unico contrattempo è l'accadimento fortuito, perchè il tempo inclemente non permette, in alcuni frangenti, una sosta per ben ponderare, ma persevera ineluttabilmente  la sua corsa.
Nonostante la premessa, ora mi ritrovo ad indietreggiare verso il passato, come un eterno gioco dell'oca.
Memoria e abitudini prendono il sopravvento.
Tuttavia non devo subire la loro rilevanza psicologica, perchè li reputo utili e difensivi unicamente in circostanze avverse che non posso prevedere.

Sono conscio che quotidianamente devo affrontare una contrarietà e devo darmi da fare per rintracciare il mio astro di riferimento in un cielo cinerino.
Mi ritrovo in uno spazio fatto di metafore, e le metafore spesso sono incomprensibili, e circondate da imprevedibilità che mirano a soluzioni che, malvolentieri debbo accettare.
E' la formazione dell' istante irripetibile.
Ed allora cerco, invano Te, Te che mi conosci e sai accompagnare con disponibilità il mio timore.
Accanto al proscenio dei giorni a venire presto attenzione e attendo.



 
 
 

Intermezzo

Post n°877 pubblicato il 09 Maggio 2019 da gianor1

Nella mattinata il firmamento era dipinto d'azzurro con venature rosa. Ora mentre gli attimi trascorrono l'azzurro si è fatto blu e il rosa bianco tenue. Intermezzo armonico che accompagna il mio pensiero al tuo ricordo.
Mi piace appoggiare le mie mani nelle tue. E' un riparo prezioso e sicuro, perchè sanno dialogare e hanno voglia di narrare. Magia di sapere ascoltare con pazienza e comprendere con tenerezza.
Solo il fascino di un sogno svanito.

 

 

 
 
 

Attitudine poetica

Post n°876 pubblicato il 06 Maggio 2019 da gianor1
 

Illusione giovanile
A nessuno mai svelerai le note della tua melodia

e libererai le foglie cadute dal sole come fuochi di risa e di giochi.
Mai comprenderai il filo teso sopra il mare
che delimita lo spazio dei sogni da sognare,
Mai saprai accettare i confini della certezza
sui pezzi di vita quotidiana.
Ma ora che il sole non regalerà nuovi giochi
e la luna coprirà i miei pensieri nascosti, prendimi!
Per sempre prendimi il cuore e voliamo
dove il cielo si apre al nuovo giorno, di sogni.
E il silenzio coprirà il silenzio, l'urlo di te nel mio cuore.

Una soave armonia si prende cura della mia nostalgia.

Considerazione
Accade spesso che la poesia m'induca a riflettere, ad esaminare il tempo e lo spazio.
Raramente turba o consente di dimenticare e abbandonare la concretezza esistenziale.
Suscita la coscienza perché la psiche non rimanga sola e i pensieri dipingano sensazioni e progetti.
Anche se, talvolta, i lemmi espressi assumono una forma e una sostanza diversa da quella
ipotizzata.
Parlare di me per trovare  conferme o negare  inesattezze;  per la presunzione di lasciare delle verità
, nella necessità di ritrovare l'anima rileggendomi. Per costruire una nuova interpretazione sulla base di nuove aspettative o di una diversa situazione culturale.
E quindi parlare di me per ascoltare e sottoporre a prova le attitudini proprie e altrui.
Ma prestare attenzione è un lusso, un dovere e, forse,  un piacere.
Possibile che tutte queste cose insieme non siano sufficienti a spingere la volontà nel mettere in atto le intenzioni? Come è possibile, a volte, non saper uscire dall'ego e confondermi nella palingenesi altrui? Il viaggio dentro la mia interiorità, però, non deve impedire al prossimo di relazionarsi, nè a me di uscire dall'obliterazione.

 
 
 

Tacite venature

Post n°875 pubblicato il 29 Aprile 2019 da gianor1
 

A volte si ha difficoltà a manifestare concetti o ad offrire un dialogo, pur avendo nella mente parole ed espressioni da elargire.
Per questo il silenzio acquisisce inconsuete tonalità e giustificazioni. C'è il silenzio freddo come l'acciaio di chi si sente insultato
o abbandonato; quello compassionevole e opalino che misconosce una sofferenza. Sorpreso e innocente, di chi rimane muto di fronte a una smisurata disumanità o ad una incredibile opera d'arte
. E ancora, il silenzio si colora di girasole nelle intenzioni malevole e  occulte, ma a volte si tinge come il cielo in un meraviglioso tramonto estivo quando la frase giusta non viene espressa tra due timidi amanti. Traccia graffi grigi come polvere di carbone quello impresso dalla melanconia. E' delicato come una rosa di maggio il silenzio di una palpitante aspettattiva. E' confuso tra il colore di un fiore purpureo come l'amore passionale e il pallido scialbore dell'insuccesso. Ho la sensazione che il silenzio trascriva innumerevoli pentagrammi, per chi sa ascoltare. Non visibili nel monitor del pc, agevoliamo l'anonimato, e verniciamo tutti i silenzi di una brumosa nebbia : spregiudicata diplomazia. E' fuorviante ritenere che la pratica silenziosa non sia considerata. Al contrario, la esercitiamo  anche inconsapevolmente nei nostri diari elettronici.  Gli interlocutori spesso rimangono sospesi in un mutismo  solo apparente. Attraversano le righe scritte, danno una scorsa, sostano magari per più tempo su un articolo  e poi si allontanano, senza lasciar un segno del loro transito se non nel web counter. Mi chiedo il motivo. Non apprezzano i contenuti? Alcuni probabilmente sì, altri, invece, ci ripensano e addiritura, li riconosci in seguito,  perchè annotano la tua mail per ripassare con maggior pazienza. In alcuni frangenti si trattengono tacitamente perchè, dopo un lungo periodo di assenza hanno sentore di essere in grave ritardo. E accade anche all'artefice di questo intervento che, in alcune occasioni, non si renda conto di un parere ormai un po' desueto. Occasionalmente il silenzio è nel cosidetto "blocco dello scrittore", in atteggiamenti verecondi, nel tempo mai abbastanza adeguato. A volte ci si arrende con la giustificazione che molti concetti sono state già esposti e studiati, quindi perseverare non avrebbe senso.
Alcuni visitatori studiano il modo di  sottrarre pensieri ed illustrazioni. Saltuariamente può accadere, e allora il silenzio va in cerca del felpato lettore e il silenzio si colora di un rancoroso color erba se cela l'origine del "furto"; ma diviene di un rosso timido se, al contrario,  mostra agli astanti lo scritto come una creazione pregevole, ma non personale, citandone l'autore .
Chi meglio di Beethoven può interpretare il silenzio riproducendo un'insieme di accordi musicali e donando un sostegno poetico per non smettere di sognare?

                                                      Appendice proverbiale

"Donna al volante, pericolo costante". E' un luogo comune sciocco e senza senso. L'ho capito quando, stamane, dalla macchina che mi ha tagliato la strada e a cui ho mostrato il dito medio e contemporaneamente gli ho fatto il gesto dell'ombrello, è sceso un energumeno di almeno due metri...

 
 
 
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L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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