Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Disfunzioni tecniche

Post n°918 pubblicato il 16 Febbraio 2020 da gianor1
 

All'improvviso capisco cosa sia l'inquietudine.
Nel periodo in cui alcuni servizi di Libero erano inagibili per lavori in corso, mi sono reso conto di quanto transitoria e insicura sia la mia presenza in rete.
Un contrattempo, una criticità tecnologica, una circostanza estrinseca impossibile da verificare, e quello che ero, antecedente al fatto, non lo recuperò mai più.
A questo punto ho difficoltà ad affidare le mie convizioni e i miei dati personali ad un blog.
D'ora in poi avrò necessità di alcune cose credibili, concrete e vere.
Qualcosa che possa stringere tenacemente tra le dita.
Qualcosa che possa seguire il filo dei miei pensieri, anche se la tendenza sentimentale conduce su e giù.
In definitiva qualcosa che mi faccia sentire un adulto emancipato. 
Ora mi affretto ad andar fuori per acquistare un colorato yo-yo, anzi ne acquisterò due nell'eventualità che uno si deteriori...

Per incorniciare i lemmi di questo intervento ho scelto un linguaggio musicale fatto di note improvvisate e composte in tempo reale, sulla base di un noto tema sonoro. Ma anche se è un evento improvviso, mostra  tutta l’esperienza accumulata da chi suona.

 
 
 

Dimensione estetica

Post n°917 pubblicato il 09 Febbraio 2020 da gianor1
 

Vorrei abbandonare il bozzolo esistenziale che  con i suoi lacciòli benpensanti mi trattiene per poter inseguire, sereno e risoluto, con cadenze alternate, il respiro dei sogni e liberarmi da un pentagramma prestabilito dal fato.
Ambirei allontanarmi da note di vita, uguali, dure e senza spazio, perchè l'alone del tempo è sempre un iniquo metronomo.
Desiderei vivere attimo su attimo privo di tripudi trascorsi e ipotesi future.
Amerei danzare, arso da errori e mancanze, tra le nebule come rondini festose o come falene incautamente  allate al calore della fiamma.
Perciò chiedo al pensiero, architetto valente, di esentarmi da archetipi consolidati e agevolare nuove geometrie  per il presente.
Compongo una preghiera perchè non temo l'asprezza dell'incerto.


La diffusione musicale che trasporta i lemmi di questo intervento gioca un ruolo funzionale ed adeguato formulando un giudizio estetico sulla composizione e sull'esecuzione dove ciò che è "bello" non è distinguibile da ciò che è "ben fatto".


                          Appendice innamorata o quasi

In questi giorni tra i miei allievi gira questa bella dichiarazione d'amore...
Amare è voler fare le stesse cose.
E noi due ci amiamo,no?
E domani finalmente, amor mio, è un giorno speciale: è San Valentino
In quel giorno possiamo dimostrarci liberamente il nostro amore, la nostra voglia di fare le stesse cose.
Ci saranno regali e parole dolci, e parole spinte, ed abiti sul pavimento, ed amplessi...
Che bello amore mio!
Tu con chi lo passi?







 
 
 

Carabattole effimere

Post n°916 pubblicato il 02 Febbraio 2020 da gianor1
 

Estrapolazioni semiserie dalla mia effemèride settimanale.

Lunedì 27 gennaio
Devo rivelarlo: prima quando guardavo i programmi televisivi cambiavo canale durante gli intervalli; ora sono talmente brutti che guardo solo la pubblicità.

Martedì 28 gennaio
Non ne posso più: in qualsiasi trasmissione televisiva una frotta di politici incompetenti  persevera nel pronunciare parole che non portano a nessuna conclusione pratica nè tantomeno accorta eticamente.
Tutti, contro tutti, sovrapponendo le voci e le "opinioni" senza mai dire qualcosa di costruttivo.
Per fortuna la natura mi ha dotato di padiglioni auditivi che hanno la funzione di abbassare il coefficiente di propagazione nell'aria.


Mercoledì 29 gennaio

Stamane (probabilmente  non  completamente sveglio) il mio stato esistenziale prefigura una disposizione incerta: provo felicità o tristezza? Nel pencolamento ho deciso di essere accorato che fa tendenza.

Giovedì 30 gennaio
Oggi difetto nell'innocenza di chi ha fidanza e assegnamento. Mi manca il fervore nella ricerca dell'illusione. Non trovo la naturalezza e la genuinità di un sorriso che illumina il volto e la coscienza. I pensieri, accarezzati dalla mente, non arrivano all'anima. Si fermano incompiuti nel limbo della malinconia.
Talvolta non sono presente a me stesso.

Venerdì 31 gennaio

Il trascorrere degli anni inizia a farsi sentire: in questa mattinata assai umida ho paura di guardare il cielo, temo che mi si blocchi la cervicale.

Sabato 1 febbraio
Mio nonno Giovanni soleva dire: "Binu malu e pani tostau durant de prus"
(Vino cattivo e pane duro durano di più).
Il detto ricorda che le cose belle durano sempre poco; per questo bisogna cogliere l'attimo e vivere il presente con gioia.
Questo modo di dire ricorda i tempi passati, quando le famiglie facevano il pane in comunità, insieme,  solo una volta la settimana.
Ovviamente, il primo giorno, quando il pane era appena sfornato, veniva mangiato di più rispetto ai giorni successivi, quando invece era duro e meno invitante.

La filigrana musicale di questa ebdomada gioca un ruolo essenziale nell'intreccio strumentale con una buona visione estetica, accompagnata da un'esecuzione professionale assolutamente adeguata e ben funzionale.


 
 
 

Rimebranze

Post n°915 pubblicato il 26 Gennaio 2020 da gianor1
 

Per un attino interrompo il respiro e improvvisamente percepisco una sensazione d'inadeguatezza.
Per quale motivo molte persone riescono ad abradere con indifferenza  incontri e conoscenze?
A me appare arduo cancellare impressioni e vicende, anche se verificate in tempi e luoghi lontani.
Custodisco un posto per amici e colleghi che si trovano distanti fisicamente.
Anche gli amori dispersi o sfumati dimorano nella cassapanca della memoria.

I sorrisi elargiti in circostanze fatte di un attimo hanno una parte importante nel baule della nostalgia.

Nel corso degli anni mi sono impadronito, senza remore, dei volti,  delle incertezze, dei timori, delle gioie  e delle speranze dei miei allievi e li custodisco amorevolmente nei cassetti dell'anima.
Come scordare tante carezze e abbracci inumiditi da  lacrime filiali, o il brusio timido di amici fatto di parole sussurate, a volte nascoste, tra i solchi di una gioia o di un dolore...
In fondo sono viaggi da condividere. Perchè scordarli?

Il percorso musicale di questa settimana ricerca il valore dell' allegrezza, non ricorrendo ad un sentimento incerto,
ma riconoscendo la piacevole e ben definita forma sonora come creazione lieve dello spirito autoriale e permettendo all'esecutore una piacevole interpretazione pianistica.

                                Appendice assurda

Una percentuale che fa venire i brividi: il 15,6% degli italiani nega la Shoah. Crede cioè che lo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti non sia mai avvenuto. A questi cittadini "scettici" che vorrebbero cancellare pagine di storia documentata anche da testimoni che hanno vissuto personalmente la tragedia dei lager, vanno aggiunti quelli che sostengono che l'Olocausto non avrebbe prodotto diciassette milioni di vittime ma molte meno: è il 16,1% degli intervistati a sostenerlo. I dati, allarmanti, emergono dal rapporto Eurispes 2020 sul nostro Paese.
Sono esterefatto, incredulo di fronte a tanta disumanità e ignoranza storica.

 
 
 

Dissertazione sulla scuola

Post n°914 pubblicato il 19 Gennaio 2020 da gianor1
 

"Scuola romana divide bimbi tra ricchi e poveri".

La scuola di oggi è un'istituzione in circostanze critiche, a volte anche senza vie d'uscita.
Ahimè l'istituzione educativa è circondata da superficialità e da prototipi banali che creano incomprensioni e preconcetti.
Mi piacerebbe una scuola, impegnativa e faticosa, che si fermasse ogni tanto per riconsiderare responsabilmente le sue potenzialità.
Vorrei svolgere l'insegnamento con pochi princìpi e chiare norme ma ognuna atta ad aprire nuovi varchi in un mondo in continuo cambiamento e
con un valore asseverativo forte e deciso.
Vorrei operare in una scuola eterogenea che aspiri a divenire "communitas" in una agorà memoriale tramite un dialogo aperto, in un confronto operativo della gestione di testi, docenti ed allievi.
Vorrei costruire delle particolari imbarcazioni per ogni allievo, che si adattino alle capacità individuali, per navigare il mare della conoscenza e di conseguenza dell'apprendimento.
Vorrei una didattica allo stesso tempo semplice e gratificante, lontano dalla cattedra, da manuali desueti, dal pericolo di adeguamento passivo alla professione, ma soprattutto che sproni la passione e la curiosità culturale.
Oggi la scuola è circondata da superficialità e da prototipi banali che creano incomprensioni e preconcetti.
Uno di questi luoghi comuni è che la scuola, come perno culturale della società, non esiste più, perchè si concentra non sull'apprendimento delle conoscenze ma sulle  mere capacità operative e manuali.
La scuola esiste anche se assai lacerata e piagata, ma non molto dissimile da quella degli anni novanta che frequentavo da studente. Anche se mi ritrovo una pedana sotto la cattedra identica a quella dei miei professori di allora. Ciborio patetico!
Infine bandirei l'infingimento artificiale di apprendimento che non è altro che una perdita di tempo per gli allievi
e per tutti gli operatori scolastici.

Le note musicali che ricamano l'intervento di questa settimana
restituisce serenità, gioia di vivere, permettendo all’animo di godere e di apprezzare quell’umanissima bellezza che abbiamo dentro e che incontriamo fuori di noi quando la cerchiamo con l’animo sgombro, con la fede sincera di chi vuole trovare una via diversa da quella con cui ci scontriamo nella vita di tutti i giorni.

 

 
 
 
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AFORISMA
L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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