Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Tempus fugit

Post n°864 pubblicato il 18 Febbraio 2019 da gianor1
 

                        
Mai, nemmeno quando ero studente liceale ho sperato che il tempo trascoresse più in fretta, tranne, forse, una volta durante l'elaborazione della prova di lingua latina agli esami di maturità. Ero conscio di aver svolto e concluso la traduzione in modo esauriente. 

Ho buone ragioni per accogliere il tempo che passa.
E' del tutto improbabile riuscire ad annoiarmi, perché trovo interessante, piacevole e rilassante una grande quantità di opportunità e attività.
Tuttavia sono quasi sempre in ritardo su quel che dovrei realizzare. 
La prima caratteristica è anche una pregevole potenzialità per sostenere i momenti meno frizzanti. 
Sul ritardo sto ancora analizzando le cause, ma sono pervenuto a un limitato chiarimento: la giustificazione primaria è che non riesco ad abbandonare quel che sto eseguendo, in questo modo non mi rendo conto del tempo che passa  e poi cerco di riparare ansimante nel tentativo di onorare appuntamenti e impegni, siano essi afferenti all'ambito del dovere o a quello del diletto. 
Ce la farò a migliorare? Oggi no di sicuro, nemmeno se chiudo qui l'intervento
.

     

 

 
 
 

Fantasia o realtā?

Post n°863 pubblicato il 11 Febbraio 2019 da gianor1
 

Gentile Signora, buondì.
Noto che è in piedi di buon mattino, forse per prepararsi ad andare al lavoro o per rassettare la casa?
Io mi sono alzato con tanti anni sulle spalle e una barba davvero asociale. Sarà perchè è un periodo d'impegno scolastico molto duro, odierò questo inizio di febbraio!
Mi sa tanto che in questi giorni non avrò voglia di capriole, Signora!
Vorrei tanto allentare le fatiche lavorative e perdermi in qualche storia fantastica.
Scrivere della mia vita e inventarne altre. Non conosco molto della sua vita, Signora. La stavo pensando ieri sera: se ci sono problemi nella sua vita, se perde l'acqua nel suo bagno o perde il suo cuore. Se il suo bucato è limpido e se qualcuno l'aiuta in cucina.
La vedo spesso, mentre cammino sulla spiaggia e Lei sul balcone che mi saluta con occhi grandi e con un bimbo attaccato alla gonna. Non conosco molto della sua vita, Signora. Non so se si sente affaticata e se i suoi occhi sono troppo stanchi.
Quando ero bimbo  a febbraio faceva freddo ed io mi distraevo a scuola guardando fuori dalla finestra nuvole e foglie. Oggi non mi distraggo molto. Mi dimentico di molte cose ma per fortuna sono superflue. I ricordi importanti sono ancora appesi al muro, nella mia stanza con il letto troppo grande. Nella mia stanza senza l'amore perfetto.
Alle dieci di stamane, questa stanza è ancora buia e con la porta semichiusa. Tra poco aprirò la finestra, Signora. Non so se diluvia o c'è il sole. Ma penso non cambierà molto. Sorriderò pensando che le nostre vite si sono strusciate. E' bello conoscerla Signora. E' bello anche darle del Lei. 
A proposito posso invitarLa, questo pomeriggio, a prendere un the?

                                     Appendice realista

Se qualcuno ti dice che
sei immaturo, tu puoi rispondergli che sei coerente.
Se un altro ti dice che sei bugiardo, tu puoi rispondergli che sei creativo.
Se un terzo ti dice che sei un pervertito, tu puoi rispondergli che sei fantasioso.
Oppure li mandi tutti e tre affanculo che fai prima.

 
 
 

Non sono un amico

Post n°862 pubblicato il 04 Febbraio 2019 da gianor1
 

                 
Incontro i miei allievi ogni giorno per tutta la fase scolastica e collaboro con i colleghi e gli allievi per raggiungere gli obiettivi educativi e didattici progettati.
Perciò sono contrario alla condivisione in altri spazi virtuali o meno con loro.
Non sono un amico nè ho legami parentali, ma un educatore. Nello stesso tempo ho una funzione sociale e svolgo la professione di fronte a minorenni ancora acerbi; alcuni con problematiche di apprendimento e altri, (pochi invero), con difficoltà comportamentali. Quindi deve essere sempre vigile la considerazioe nel rimarcare la differenza dei ruoli, estraneo nell'esercitare una sorta di buonismo diseducativo.
Non sollecito nè aderisco a collegamenti in linea con gli allievi. Anche se possiedo e utilizzo profili privati per partecipare, soprattutto, a dissertazioni di carattere pedagogico e letterario.
Mai ho considerato di mettere in evidenza gli accadimenti personali  con la classe, ulteriormente ritengo negativa la condivisione di foto, video e altro ancora.
Sulle reti sociali sono ancora più accorto, perchè quello che  pubblico oggi potrebbe diventare, in futuro, ostico e non gestibile, pertanto complicato  rimuoverlo.
In questa eventualità la problematica s'intreccia e vale per gli allievi e i genitori.
Personalmente, dove la prolusione della lectio suggerisce, rimarco che le reti sociali non sono esclusivamente divertimento e passatempo. Segnatamente, possono divenire atti di competenze, di cultura, di riqualificazione.
Infine sono consapevole  ed evidenzio agli allievi e ai genitori che internet è anche un enorme affare regolato dalla pubblicità e che niente nella rete esclude il rapporto finanziario ed economico, con tutti i rischi che ne derivano.

                                                Appendice Salariale

Quando ho iniziato ad insegnare mi avevano detto che avrei preso uno stipendio che mi avrebbe fatto girare la testa. Finora il giramento si è fermato molto più in basso...

 
 
 

Inferenza essenziale

Post n°861 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da gianor1
 

         
Nelle circostanze complicate dell'esistenza  la mia mente vaga riflettendo sulla diversità tra l'essere e il divenire, tra la volontà e il fattuale, tra il passato e il quotidiano e chi lo sa domani cosa sarà. Insomma capita anche a voi d'incasinarvi la vita? 
No?
E' una bugia. 
Capita, eccome se capita e non lo dico per avere l'esclusiva, è che detesto l'ipocrisia.
Quindi se mi trovo a parlare da solo in questo pomeriggio ventoso e freddo e  monologare si dice, già, su un blog, la cosa è grave.
Torna l'eterna domanda insoluta:" Dove andare, cosa costruire?"
Il ricordo tende ad incalzare il desiderio, il sogno, l'illusione che da sempre mi accompagna, ossia di soffermarmi nel tempo, di sopravvivere al nulla.
Il sogno perseguito e rincorso nelle allucinazioni e nei desideri può trovare talvolta soltanto una riflessione concreta laddove la memoria diventa autobiografia e s'incontra con la scrittura ed è da essa catturata; dove gli eventi, i volti, i sogni, i desideri sono trattenuti dall'emozione della produzione letteraria.
Tutto questo si oppone a ciò che è aleatorio, saltuario, passeggero, effimero come quando il ricordo ripropone alla mente i propri cari, gli eventi, le immagini, i fantasmi del passato. La scrittura mi permette di trattenere il ricordo e lottare contro l'oblio inesorabile, crudele che in realtà s'incarica di lasciarmi qualcosa.
Il ricordo è il grande protagonista della mia esistenza perchè concede di rielaborare continuamente il presente.
Quando la memoria si trasforma in scrittura e autobiografia e ottempera al senso e allo scopo della riflessione scritta, nata per lottare contro l'effimero, per aiutarmi a trattenere più a lungo le tracce del mio passaggio nell'esistenza, prende forma la narrazione di me stesso che cerca di far riaffiorare le immagini perdute.
Così nascono i miei diari, le lettere alla ricerca di un tempo perduto, di una traccia tangibile della mia sosta nella realtà dell'essere.
Ogni vita meriterebbe un romanzo, una pagina di diario, una poesia e qualcuno dovrebbe poter raccogliere questo messaggio.
L'esperienza della scrittura  di sè necessita di rituali e momenti imprescindibili senza cui si compie la sfida contro l'oblio lancinante.
Una delle condizioni per scrivere, come afferma Carducci,  è penetrare "...
nel muto orto solingo...".

 

 
 
 

Giornata della memoria - 27 Gennaio 2019

Post n°860 pubblicato il 23 Gennaio 2019 da gianor1
 



Accettai il caos,
e la notte seguente l’anima mia mi visitò.

                                                                                                  C.G.Jung

La storia ha bisogno della memoria. L'oblio è il contrario della verità.
Perciò questo giorno per comprendere il senso di  eventi che hanno segnato il secolo scorso; per comprenderli fino in fondo in uno  sforzo continuo della ragione di penetrare il perché ciò che è accaduto sia  potuto accadere. La memoria, infatti, implica una sfida della ragione per  renderci conto di ciò che la capacità di raziocinio dell'uomo fatica a comprendere. La Shoah è il fatto centrale del Novecento ed essa non è  riconducibile ad un semplice  sterminio; ad uno dei tanti drammatici stermini che la Storia ha registrato. È un evento senza paragoni. Ecco l'obbligo della memoria.
Nell'attuale periodo storico, la nostra democrazia ha bisogno di questa memoria.

 
 
 
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AFORISMA
L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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