Creato da gianor1 il 07/01/2005
Da qualche parte una farfalla batte le ali e mette in moto un meccanismo irreversibile dalle conseguenze imprevedibili.
 

 

Lo scrigno

Post n°949 pubblicato il 19 Ottobre 2020 da gianor1
 

Lo scrigno che ho creato per racchiudere alcune caratteristiche emotive della mia essenza, ineluttabilmente costituisce un ostacolo che impedisce al prossimo la comprensione di alcune mie scelte.
Forse dovrei tradurre gli accadimenti vitali con un comportamento effimero, precario e in ogni istante del giorno trarre vantaggio dal benessere materiale e sminuire contestualmente la risoluzione dei doveri personali per pusillanimità.
Desiderio che potrebbe trasformarsi
in una paradossale suggestione. ma anche in un consistente enigma.
D'altronde avverto il convincimento che abbracciando questa opzione comportamentale metterei a repentaglio l'autonomia di giudizio con gravi inconvenienti emozionali e smarrimento dei valori educativi ed etici della mia libertà.
Pur tuttavia di tanto in tanto abbandonerei la  stabilità  per procurarmi un attimo di utopia.

Il componimento pentagrammatico di questa settimana rispecchia l' abilità artistica e tecnica dell'Autore trasfusa nella tastiera pianofortista con espressività variegate delle sue modulazioni.  Il brano inizialmente, in do minore, ha un andamento discorsivo, molto raccolto e intimo, con l'insistenza sempre sullo stesso tema, ampliato e sviluppato con delicatezza di armonie. Segue un improvviso, in mi bemolle maggiore, che appare uno studio per la regolarità e la quadratura del ritmo. Un ulteriore movimento, in sol bemolle maggiore, emana un penetrante e struggente profumo romantico. La breve raccolta si conclude degnamente con l'Improvviso in la bemolle maggiore, dove, al di là di un pianismo vivace e scorrevole, nasconde un sentimento di delicata e pensosa elegia, appena sfiorata dalla visione della morte imminente dell'Autore.

                            Appendice consapevole

Anche in un tempo diverso come questo, non ci rendiamo conto di quanta gente il covid abbia messo al tappeto. I nuovi poveri sono moltissimi e spesso abbandonano la loro vergogna per mettersi in fila nelle strutture assistenziali per portare cibo a casa. Sono quelli che hanno perso un lavoro, camerieri, baristi, autisti, venditori ambulanti, babysitter, gente che si arrangiava come poteva e che ha sofferto e soffrirà più di tutti le restrizioni anti coronavirus. E insieme la vita si è fatta difficile anche per molti di quelli cui prestavano i loro servizi, i titolari di attività ridimensionate fino al fallimento. Ecco, quando dall'alto di un reddito sicuro ci rammarichiamo per le decisioni del Governo e i nostri figli si lamentano perché non potranno far tardi la sera rinunciando a qualche aperitivo o al cazzeggio di gruppo sui marciapiedi dei bar, pensiamo a questa gente. A chi veramente soffre. A quelli che fino a ieri servivano i nostri vizi e ora sono in coda alla Caritas o in altre strutture benemerite. Pensiamo alla differenza fra chi piange per un capriccio e chi per disperazione.


                                              Appendice controversa
Luc Montagnier è un nome noto nel mondo della medicina. Nel 2008 il medico francese ha ricevuto il Premio Nobel per aver scoperto il virus dell'Hiv. Uno scienziato di fama mondiale, dunque, un luminare, una autorità nel suo campo. Il riconoscimento consegnatogli a Stoccolma dall'Accademia reale svedese delle Scienze deve però avergli dato alla testa. Da allora, infatti, si è allontanato dalla medicina ufficiale per abbracciare teorie alternative. Ha iniziato a assumere posizioni controverse per poi diventare un idolo dei no-vax, sostenendo la più volte smentita correlazione dei vaccini con l'autismo. Infine, l'ex luminare si è convertito all'omeopatia e ha inventato i concentrati di papaya per curare il Parkinson.
Naturalmente, non poteva mancare il suo parere sul tema del momento, la pandemia da Covid-19. Ecco che cosa Luc Montagnier diceva nell'aprile scorso: "Il nuovo coronavirus è artificiale, è stato prodotto dall'uomo. L'epidemia sparirà da sola in breve tempo, poiché il virus si sta autodistruggendo grazie alle mutazioni". Infatti... Vatti a fidare di un Nobel.


 
 
 

Mito e allegoria

Post n°948 pubblicato il 12 Ottobre 2020 da gianor1
 

                                                              
Nelle letture della fanciulezza vi era un eroe dei fumetti che colpiva la mia immaginazione:
In quel periodo scartabellavo vari giornalini della Marvel e poichè erano ben disegnati e illustrati ammiravo le gesta dei protagonisti; devo confessarlo, spesso tralasciavo i dialoghi scritti, non cogliendone il significato, forse ero attratto dai colori vividi e accesi  e dalla impazienza di terminare il racconto per conoscere la conclusione.
Nuvole piccole o grandi contenevano torrenti in piena di vocaboli e sigle che contornavano le linee figurative.
Anche oggi quelle striscie colorate creano un'attesa ansiosa, e conducono lontano  nel mondo della fantasia.
E' sempre impresso nella mente il manto magico di Thor con la sua arma: il martello, allegoria del fulmine. La folgore punicea che infiammava contro le malvagità del mondo.
Seguiva, poi, il boato del tuono in cui l'eroe diventava un semidio.
Si mostrava, superbo e invincibile, con le mani e le braccia protese verso il cielo, come mera forza solo difensiva, mai offensiva e belligerante.
Il volto, contornato da uno sghignazzo sardonico, preparava la struttura corporea e la mente verso il nemico maligno da abbattere. Contemporaneamente lanciava il martello suscitando il tuono che stordiva le percezioni annullando le emozioni del contendente.
Allegoria dello spirito, energia vitale, l'estrema barriera nei confronti di una sorte raramente favorevole.
Modello virtuale di sfide quotidiane esistenziali a cui non mi arrendo, e che ora riappaiono più risonanti e minacciose.
Irriverente e temerario scaglio fulmine e tuono con il braccio privo di martello contro una porzione di cielo avverso e insensibile e verso una società opulenta e ingiusta.
La risolutezza consapevole, che non si rassegna alle contrarietà, è il mio tuono e il martello della mia essenza indica il punto fermo della speranza.
Immoto palpito in preda a forte emozione, oggi come allora.

L' aria musicale della settimana trova nell'Autore l'aspirazione a collegarsi ed immettersi sulla traccia del gusto artistico e culturale che in quel perodo storico vedeva l'egemonia dell'impero ottomano nell' Europa orientale per presentare, nei salotti dell'aristocrazia, quegli stessi stilemi che dovevano attribuire alla musica un sapore barbaresco.
Quel che ingentilisce e sottolinea in modo singolare questa sonata, tuttavia, non è unicamente la picchiettatura del rondò, ma  la costruzione dell'intreccio che, innestando nello spartito un tempo così decisamente contrassegnato, progetta una miscela notistica nel complesso atipica. Infatti questa è l'unica sua sonata il cui primo tempo non si articola nella sua forma predefinita, ma il paradigma  è  piuttosto quello della suite, formata dall'animazione contrastante e danzante.

                                           Appendice mesozoica
Stan batte Sue 27 a 7. Non è il risultato di una partita di rugby. Sono i valori, in milioni di euro sul mercato delle aste, di due giganti dell'era mesozoica. Due grandiosi dinosauri di quattordici metri di lunghezza e quattro di altezza. I nomi borghesi con cui sono stati battezzati non ingannino: erano creature immani di spaventosa bellezza; quando spalancavano le fauci mostravano cinquanta denti da trenta centimetri l'uno. Stan, 67 milioni di anni di antichità, è stato battuto dalla casa d'aste Christie's per 27 milioni di euro. La concorrente Sotheby's aveva venduto, nel 1997, il tirannosauro Sue per 7 milioni. Non solo la bellezza sublime dell'arte, anche quella terrificante dei mostri raggiunge alte quotazioni: è la metafora della bella e la bestia celate nell'animo umano. Spesso la vita sociale ne rivela il conflitto ancestrale, che si rinnova. Specialmente nella politica. Dove per esempio, e tanto per restare in tema, i brutti dinosauri della Prima repubblica si sono estinti lasciando libero il campo del potere prima al bello delle destre, poi ai belli della sinistra. Infine, ecco la bestia: non il terribile dinosauro ma tanti animaletti scuri e oscuri. Che Christie's metterà all'incanto con un baratto: 336 grilli del parlamento di oggi per un dinosauro di quello di ieri.

                                             Appendice burlona
Fai il vaccino mi dissero. A ottobre vaccinati contro l'influenza stagionale:  invitarono anziani e giovani, vecchi e bambini, malati e sani. Sarà la prima barriera contro il dilagare della pandemia. Me lo dissero quando stava per arrivare l'estate e pareva che il Covid cinese stesse allentando la morsa. Non fidarti, è maligno, non abbassare la guardia, è come uno tsunami: arriva a ondate. Passata la prima attendeti la seconda, in autunno. Pensai questa volta il nostro governicchio s'è fatto un'overdose di buon senso; è previdente e non vuole farsi sopraffare dagli eventi. Poi, con il ritmo di un martello pneumatico, politici, scienziati e gazzettieri me lo hanno ripetuto ogni giorno fino a settembre. Ed eccomi a ottobre. Più impaurito che ligio sono corso dal medico di base e in farmacia. Scusa, mi è stato detto, eri su scherzi a parte. Il vaccino non c'è. Ripassa fra qualche settimana; ma prenotati subito perché non ce ne sarà per tutti. Caro presidente Mattarella che veglia su di me, mi scusi se la chiamo in causa: le pare, il nostro, un Paese serio? Lei lo ha spacciato per tale rispondendo con tono offeso a un'insinuazione del premier inglese Boris Johnson. Mi dica la verità, che custodirò in segreto tra le Alpi e il Lilibeo: in cuor suo sapeva che la stava sparando grossa?

 
 
 

La rotta della vita

Post n°947 pubblicato il 05 Ottobre 2020 da gianor1
 

I frangenti salmastri dettano la rotta e le vele della mia barca assecondano la direzione del vento. Le miglia trascorrono e, a volte, il mare induce a timonare in modo impegnativo e affaticante, in altre occasioni le mani accarezzano dolcemente la barra inducendo la fantasia a navigare verso lidi sconosciuti.  Come nella vita, gli itinerari sono ricchi di speranza e in altre occasioni invece sono passaggi strascicati, fiacchi, disicantati. Ma, che lo desideri o meno, il cammino prosegue nella costruzione di un quotidiano in cui la vera aspettativa è per me quella di serbare il sorriso. Ogni giorno determino il mio avvenire proiettando i sogni al di là del presente con cui, con gratitudine, ho tenacemente a che fare, certo non senza fatica ma anche con molto, moltissimo amore. Adoro andare lemme lemme in bici per recarmi a scuola, amo ascoltare i rumori della città che si muove e mi sorprendo la sera ad ascoltare i suoni della vita che giù nelle strade scorre. Continuo a sorridere e riesco solo a ringraziare per esserci, per aver avuto ancora una volta la possibilità di rigiocare alla Vita, per esser stato lanciato in mezzo a questo intreccio di anime, di emozioni, di odori e suoni, tutto immerso in un percorso fulgido e multicolore.

La cornice musicale che circoscrive l'intervento di questa ebdomada è una composizione pianistica espressiva dei canoni della
rappresentazione sentimentale del teatro borghese dell'epoca con la sua analisi dei sentimenti pratici e insieme amorevoli. L' esposizione del primo movimento (Allegro) appare similare  al tema d'inizio della Sonata op. 17 n. 4 di Bach, ma il Compositore di questa sonata sviluppa però un'architettura sonora articolatissima e complessa.  La modulazione  notistica è caratterizzata da un tono pacato, poco festoso, quasi scorresse al suo interno una sottile linea di malinconia. Lo sviluppo pentagrammatico asseconda procedimenti inconsueti di singolare forza espressiva, sintomo di qualche travaglio interiore dell'Artista.

                                                  
Appendice utopica

Teniamoci forte, stringiamci a coorte: "Giuseppi" Conte vuole cambiare il capitalismo. Non ha rivelato se solo in Italia o nell'intero pianeta. Perché, ha sentenziato, "il capitalismo neo liberista è risultato inadeguato di fronte alle crisi e alla pandemia. L'economia deve andare di pari passo con la giustizia sociale". Belle parole. Anche quelle di Carlo Marx e dei grandi utopisti lo sono. Alle loro fascinose chimere mancano però i decreti attuativi, indispensabili per passare dal sogno alla concretezza. Teorizzare lo Stato etico è sublime pensiero, ma non basta. Lo Stato etico appaga i sentimenti più nobili dell'uomo, ma è incompatibile con la sua natura terragna. Va imposto con la forza e costa afflizioni, tragedie e morti. A meno che il premier non coltivi in segreto l'idea spiazzante di affidare il nuovo corso del capitalismo a tal Beppegrillo, possessore delle azioni al portatore del suo governo. È un comico allucinato e ama il delirio. Vuole abolire la povertà nel mondo con il reddito universale: tutti pagati per non fare niente. Una pacchia globale. Dove trovare i soldi è il mistero buffo che il guitto non svela. Presidente, si tolga i grilli dalla testa. Meglio il capitalismo con le sue storture che una società di insetti parassiti.

 
 
 

Aver cura di tutto

Post n°946 pubblicato il 28 Settembre 2020 da gianor1
 

Sussistono realtà oggettive e fondamentali per la nostra esistenza. Il riguardo fa parte di questo archetipo, perché per dare struttura al mio essere debbo aver cura di me, degli altri e del mondo. Il  modo di convivere con gli altri in tutte le attività è collegato intrinsecamente con l'educazione che ho ricevuto e con le azioni formative che metto in opera. Sono quello che faccio e quello di cui ho cura. È indispensabile aver attenzione verso la vita, per serbarla nel tempo, per farla fiorire e per riparare le ferite dell’esserci.
Pertanto alla spirale degli affanni, al susseguirsi d'impegni mi devo adattare, e nel contempo fare oscillare velocemente i pensieri  per riconoscere e ammettere l'agitazione, l'inquietudine, l'afflizione e l'insostenibile. Però è necessario che non fugga dalla spirale per ascoltarmi in silenzio, esigendo alla coscienza il conforto della responsabilità
. In seguito sceglierò i passi da effettuare: accorti nel percorso impervio, abili nel sentiero accessibile. Fino all'esaurimento del vigore in mio possesso.

Ben suggerisce Periandro di aver cura del tutto.

Il percorso musicale della settimana descrive il ritorno ciclico dell'autunno e l'uomo che gode i frutti del proprio lavoro: la ricolta, il vino, la selvaggina. I carmi e le danze sono così scatenati da ingenerare in chi ascolta l'immagine di contadini e contadine arresi alla gaiezza più intensa. E quindi si appassionano con viscerali emozioni al divertimento (allegro iniziale con il "Ballo e canto dei villanelli"), alcuni soddisfano gli impulsi eccessivi ("L'ubriaco"), Nel secondo movimento l'idea musicale si decontrae facile, sempre poggiata sul medesimo basso, che varia impercettibilmente e cede in un meritato e sudato riposo (Adagio molto "Dormienti ubriachi"). Nel terzo movimento il risveglio è dato dai preparativi per la caccia: un tema in Allegro un pò pesante, sempre sul ritmo di 3/8 tipico del valzer. Ora il primo tema tace; sono terminati i preparativi e la partita ha inizio e può anche manifestare la propria vigoria (Allegro - "La caccia").

                                               
Appendice epistolare

(1) Carissimo Gian, con gli uomini vado costantemente in bianco. probabilmente a causa della mia timidezza. Puoi darmi dei consigli per liberarmi da questa debolezza? (Viola Pensierosa)

-Cara Viola Pensierosa, non vi è niente di meglio che una buona quantita di stallatico secco. In questo modo favorirai una crescita lussureggiante della tua personalità.

Solo per palati forti, naturalmente!
                                                  
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(2) Cortese Gian, sono infedele e inganno mio marito. Ma nello stesso tempo vorrei difendere il vincolo matrimoniale. Dovrei trovare il modo di mistificare con ingenuità il mio comportamento, proporli frottole sorridendo dolcemente e dirli che il suo bene è primario, nel frattempo che l'ho sto ingannando. Come comportarmi? (Infedelexscelta)

-Abbi come esempio i discorsi dei nostri politici. Paragonandoli a loro, Cagliostro e Iago sarebbero due cherubini!

 
 
 

Limite tra immaginario e realtā

Post n°945 pubblicato il 21 Settembre 2020 da gianor1
 

 Ciascun suoni, balli e canti
"Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch'a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza".            

             Lorenzo de Medici
Quando gli accadimenti avversi e perniciosi di questo periodo si consumeranno con il trascorrere del tempo,ruzzolerò nella connotazione fatua della mia apparenza per riconquistare un'umanità altera e ironica che esiste nel desiderio e negli obiettivi esistenziali personali.
Architteterò l'avvenire non come uno scrigno di memorie, nè come una pausa dagli affanni vissuti ma il susseguirsi del tempo sarà una fredda sequenza a quattro cifre in cui narrerà pittoreschi aloni alfabetici e colorati su fondi bianchi, liquidati al soffio vitale e alla sequenza trascorsa della mia essenza.
In questo modo sarà inevitabile abbracciare la nostalgia.
Oltre l’odio e la rabbia, il silenzio turberà e, estraneo nella forma e nella sostanza, prenderò il tratto distintivo di un misantropo afferrando una condizione: la solitudine.
Rammenterò la gaiezza che ci ha unito per non scandagliare l'assurdità motivazionale che la sorte ha progettato per dividerci con un riverbero che non saprò più se definire un’illusione, un inganno o un tormento da non alimentare.
Ora sospendo le mie valutazioni perchè nelle
mie elucubrazioni ho il timore di andare oltre il confine ben delimitato tra l' immaginario e la realtà.
La conseguenza sarebbe divenire ineluttabilmente adulto.

 La partitura musicale in accordo con l'intervento letterale si presenta con un tempo unico e allegro anche se la dolcezza evocata è decisamente nostalgica e riflessiva e il suo procedere è connotato da arpeggi alternati a terzine. Il filo conduttore carezzevole è esposto dalla mano destra mentra la sinistra imprime giusti accordi di accompagnamento. Entrambe segnano la memoria di chi ascolta. La particolarità di questa esecuzione sublime e unica dimostra come il talento innarrivabile dell' interprete si proietti oltre le intenzioni del compositore. Il Pianista rispetta l’invenzione musicale, ma nello stesso tempo le dona uno scenario di emozioni, di pensiero, e di profondità con alcuni passaggi di "rallentando e sostenendo", assolutamente non delineati nella partitura originale che, forse, il Compositore, attorniato da clavicembalisti di corteggio e di un seguito ossequioso non avrebbe neppure immaginato. Quasi una seconda scrittura musicale, una attuale rinascenza, espressa interamente sulla maestria del tocco e del colore che costruisce gli accordi, le tonalità, i segni dinamici.

 
 
 
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L'educazione è una cosa ammirevole,ma è bene ricordare,
di tanto in tanto,che nulla che valga la pena di conoscere
si può insegnare.
Oscar Wilde



PROVERBIO SARDO
Nen bella senza peccu,nen fea senza tractu.
Non c'è una bella senza difetto,nè una brutta senza grazia.


"Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell'indifferenza. Per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti.Bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. Può educare solo chi sa cosa significa amare".

 

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