
Oggi stavo leggendo “Il ladro di corpi” di Anne Rice (ed. Tea). E’ la storia di un vampiro che vorrebbe tornare umano e trova qualcuno che lo accontenta, come si sa non sempre ciò che si desidera è ciò che si vuole e il nostro vampiro non è felice.
La trama di per sé è insipida ci sono moltissime storie sui vampiri in circolazione e questa non è certo una delle più riuscite, ma ho trovato divertente il dialogo concernente Dio: In alcuni passaggi è abbastanza originale e mi ha strappato un sorriso. La sua teoria è un po’ rozza, semplice e quasi infantile. Ora non so quanto l’autrice possa condividere tali pensieri ma deve averli concepiti per poterli scrivere, inoltre sono godibili anche le angosce del nostro Lestat.
Ecco un estratto:
L. “ Perché mi trovo qui? So che questo è un sogno. La morte non ha particolare riguardo per nessuno.”
C. “ Sei sicuro?”
C. “ Ora voglio che tu faccia attenzione: guarda questi bambini come soffrono.”
L. “Non puoi dare a me la colpa di tutto. Non lo accetto. E’ il padre la causa dei crimini del figlio? Va bene e se pure questo fosse vero chi c’è a tenerne il conto?
...
C. “Non ha paura a stare così solo?”
L. “ Se la verità non può salvarmi, non esiste nulla che possa farlo.”