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TESTIMONE DI VERITA'

Post n°2325 pubblicato il 11 Marzo 2008 da destraitaliana
 

Pubblichiamo la risposta del direttore Blondet ad un importante scritto di un lettore di origine ebraica.

«
Caro direttore io sono di origine ebraica e nonostante questo (ma poi perchè?) sono un suo affezionato lettore che la stima per il suo coraggio di andare controcorrente e di dire la pura e semplice verità anche a costo di pagarne il prezzo.
Detto questo Le dico che quello che sta succedendo in Palestina è una vergogna ignobile:la cosca attualmente al governo della Knesset sta massacrando un popolo intero nel silenzio totale sia della politica (quella che conta, non certo l’Italia un Paese geniale governato da buffoni buoni per qualsiasi operazione di burattinaggio) che dei
media internazionali, entrambi controllati in gran parte da una lobby governata dall’ala peggiore dell’ebraismo mondiale (purtroppo al di là delle paranoie nazistoidi vi è un pesante fondo di verità in merito al potere nel mondo delle élites finanziarie, politiche e massoniche ebraiche che Lei con grande conoscenza e aggiungo coraggio ben descrive).
Ebrei/Israeliani per bene, che hanno la forza di indignarsi e di combattere questo schifo ve ne sono ancora molti (tra tutti gli splendidi ragazzi aderenti al movimento dei refusnik, i militari che affrontano la galera
pur di non prestarsi più a questo massacro indegno), ma la loro voce è sempre più flebile e sempre più soffocata da questi macellai al governo (il meno bestia, Sharon, i rabbini fanatici lo hanno quasi spedito al creatore con una bella ‘pulsa denura’ spieghi lei ai lettori che cos'è...)che scambiano il diritto di vivere e prosperare in una terra che una volta era (parzialmente) loro con l’oppressione spietata di un popolo.
I palestinesi avranno anche le loro colpe (in primis essersi quasi sempre affidati a capi popolo farabutti e/o ladri), ma quello che hanno e stanno subendo è inimmaginabile: il secondo esercito più potente del mondo (e i suoi alleati ora servi USA) li ha ridotti ormai neanche più alla disperazione ma alla pazzia a furia di torture e umiliazioni e quello che è scandaloso tutto succede NEL PIU’ TOTALE SILENZIO O MEGLIO ACCONDISCENDENZA DEGLI ORGANI DI INFORMAZIONE INTERNAZIONALI.
La saluto e Le rinnovo la mia stima.
Le ricordo solo che noi ebrei non siamo tutti malvagi anche se leggendola capisco sempre più che la nostra colpa è stata rifiutare il cristianesimo tout-court a volte anche solo per tradizione familiare quando invece esplorandone meglio il messaggio se ne può capire la vera portata: la grande lezione di perdono e di pietà verso tutta l’umanità.
Non so se la cosa Le farà piacere, ma dopo averla letta sto pensando seriamente di battezzarmi e di abbracciare la sua fede.
Con grandissima stima
Roberto
».

 
Caro Roberto, sono io che ti devo la massima stima, e ti ringrazio per la tua generosità e il tuo coraggio.
Tutto quello che dici è vero.
E’ vero, verissimo, anche che esistono splendidi coraggiosi israeliani che s’oppongono all’atrocità continuata di Israele, a cominciare dai «refusnik» - i soldati e ufficiali che si rifiutano di andare a commettere delitti contro civili a Gaza, per non dire del gruppo che si chiama B’Tselem, dei «Medici per i diritti umani», del Comitato Pubblico contro la Tortura, di Neturei Karta e di tanti altri che non conosco, perché - anche questo è verissimo - non solo i grandi giornali non ne parlano mai né li intervistano, ma anche io non ne parlo spesso, li conosco poco.
Alcuni però li ho conosciuti.
Ci fornivano molte informazioni, tremende.
Spesso chiedevano aiuto a noi giornalisti occidentali, come fossero prigionieri nel Quarto Reich: diffondete la verità su di noi e su ciò che accade qui… noi rispondevamo: ma vi rendete conto che, se solo proponiamo ai nostri direttori le notizie che voi ci
date, non le pubblicheranno?
E che se le pubblicassimo, tutti i media ci darebbero degli «antisemiti»?
Loro cercavano di suggerirci dei mezzi per dire la verità senza suscitare non tanto l’accusa
di antisemitismo, ma il riflesso di rifiuto che gli ebrei in genere provano di fronte ad accuse,
il riflesso della «paura dell’antisemitismo», che li obbliga a far quadrato «per Israele», a negare, a nascondere e ad accusare gli altri di razzismo.

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

LUIGI LIBERO!

 
 

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