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CRISTIANESIMO FOTOCOPIA?

Post n°2329 pubblicato il 12 Marzo 2008 da destraitaliana
 

E’ possibile rinvenire in internet (e non solo) lo sforzo argomentativo di numerosi sedicenti studiosi (più o meno titolati, non importa!) volto a banalizzare il cristianesimo, catalogandolo come «religione fotocopia» di altri precedenti culti pagani.
Gesù - personaggio di cui codesti illuminati contestano la storicità! - esistito oppure no, non ha detto nulla di nuovo; il suo insegnamento non è originale né unico né tanto innovativo da essere autenticamente rivoluzionario: Gesù è uno tra tanti, perché perdere tempo con Lui?
L’evento del cristianesimo, la Chiesa?
Una delle più grosse bufale dell’umanità.
Costoro si sono mai soffermati a leggere bene le pagine del Santo Vangelo ed hanno indugiato su di esse, confrontandole meticolosamente con gli scritti di altri fondatori di religioni o filosofi?
Siamo proprio certi che non ci sia alcuna novità?
Niente di niente? Chi scrive è perfettamente convinto del contrario e non senza oggettivi riscontri.
Premesso che sia cosa ovvia che il pensiero umano, la saggezza di pensatori e finanche profeti ispirati possa essersi avvicinata a tanta altezza, a nessuno di costoro è dato neppure di tratteggiare la bellezza estrema che appartiene solo a Gesù, alla sua Persona e al suo messaggio.
Tanta profondità meriterebbe di essere creduta già soltanto per questo motivo.
Soffermiamoci sul messaggio di Gesù; e di questo, circoscriviamo solo un aspetto: l’amore.

In Cristo l’insegnamento della carità soprannaturale è completamente innovativo.
Dell’amore parlarono già in molti prima di Gesù, è vero!
Ma in che modo?
E in che contesto?

In Cina, Me-Ti, così come Confucio, pensarono all’amore come panacea dei mali pubblici, come naturale amalgama del tessuto sociale: necessario per evitare disordini nella collettività.
La famosa massima «non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te» detta anche da Confucio, resta sul piano meramente negativo, senza evidenziare l’aspetto positivo dell’aforisma, come invece farà Gesù: «Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Luca 6,31); sembra poco, ma si tratta di un capovolgimento radicale.
Il misterioso Lao-Tse ne parlò ugualmente, ma riducendolo a mero galateo nei confronti delle offese.

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

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