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LA MENZOGNA DELL' EVOLUZIONISMO

Post n°2345 pubblicato il 15 Marzo 2008 da destraitaliana
 
Tag: CULTURA

«Darwin e l’evoluzionismo ancora al centro dell’attenzione della Chiesa. Se ne parlerà in un convegno internazionale promosso dal Pontificio consiglio per la cultura, sul tema ‘Le teorie dell’evoluzione per incontrare e per fare incontrare scienza, teologia e filosofia’. ‘Sarà un percorso molto importante, - ha detto monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero vaticano - perché vedrà convergere qui a Roma, all’Università Gregoriana e sotto il nostro patrocinio, da un lato figure altissime della scienza (ci saranno anche dei Premi Nobel), e dall’altra parte dei grandi teologi e filosofi’. Obiettivo: ‘Guardare ciascuno di noi al di là della nostra frontiera:
lo scienziato che si interroga e ascolta anche l’interrogazione della teologia e il teologo e il filosofo che ascoltano e che vedono i percorsi della scienza’
» (1).

Facciamo chiarezza su un argomento che sembra ancora sia cibo preferito di non pochi ecclesiastici, certamente male informati ed ignoranti (non chiedeteci se in buona o mala fede). A noi interessa difendere la verità dall’assalto di ideologie non supportate da alcuna prova, ma volutamente ed arrogantemente avverse al pensiero cristiano; ideologie diffuse a tutti i livelli del comune pensiero; chi si rende conto, tra gli studenti e/o gli insegnanti (
più colpevoli dei primi) di una scuola superiore che l’evoluzionismo che devono insegnare per imposizione ministeriale, è una delle più grandi frottole circolanti sulla faccia della terra?

Rinvio al libro di Blondet, pubblicato da EFFEDIEFFE sull’argomento, «L’uccellosauro ed altri animali - La catastrofe del darwinismo», non senza tuttavia precisare quanto segue.

Le risultanze scientifiche, riconosciute finanche dagli evoluzionisti, smentiscono la bontà della loro teoria nella quale si ostinano a credere malgrado ogni palese contraddizione ravvisabile dall’evidenza dei fatti. Esistono dei punti fermi che possiamo affermare essere dei capisaldi invalidanti in pieno il delirio di Darwin e discepoli. In primo luogo, la vita nasce soltanto dalla vita. L’evoluzionismo, come noto, asserisce il sorgere della vita da materia inorganica a causa di eventi che potremmo definire casuali! Il caos creatore, appunto. Già Pasteur dimostrò che la vita non può trovare origine dalla materia inorganica, dalla «non-vita». Questa affermazione fu confermata anche in seguito, allorché si approfondì lo studio della cellula!

L’elemento primario dell’esistenza risultò essere di tale complessità, da far dichiarare a convinti evoluzionisti l’impossibilità di concepirne la nascita al di fuori di un contesto già vivo. Alexander Oparin infatti asserì che l’origine della cellula primaria resta un punto oscuro in tutta la teoria evolutiva e Jeffrey Bada ammise che «l’origine della vita resta un mistero». I tentativi sperimentali di dare origine a semplici molecole da materia inorganica fallirono miseramente (si veda su tutti il caso di Miller).

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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

LUIGI LIBERO!

 
 

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