Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta è...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

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Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi ad esso.(cit.Momenti di gloria)

Post n°193 pubblicato il 09 Aprile 2010 da shahra.zad

Quando inizia una corsa?
Nel momento dello sparo?
Nell'attimo del primo passo?
Io credo che inizi mesi prima, dal primo pensiero che si forma e dà consistenza alle parole "la voglio fare", ancora prima di sapere perchè.
Per me inizia dalla prima volta che me lo sento dire, a volte con convinzione, altre volte soltanto con un condizionale, altre volte con voce piena di dubbi, ma sempre con emozione.
E di lì inizia il percorso, il seguire gli allenamenti o i non allenamenti :), gli scoraggiamenti e gli entusiasmi, i "non so", i "vedremo", l'ascoltare gli obiettivi e le motivazioni, il condividere alcuni momenti salienti della preparazione e l'accettare di non poter mai viverne altri, ma soltanto immaginarli.
Il tempo scandito dai passi comunicati in tempo reale "Mi sono iscritto", "mi è appena arrivata la mail con il numero", e i miei personali passi scaramantici forse ormai un po' prevedibili, ma anche dopo anni  fatti con sentimento sempre nuovo, la mascotte, il meteo, la mail propiziatoria, l'ultima telefonata...
Poi gli imprevisti, le preoccupazioni che minano il corpo o la mente, o entrambi, e il senso di impotenza per me che posso solo sostenere con il pensiero continuo e con parole che sembrano sempre inutili.
Ma la montagna non si inchinerà, e il vento non fermerà con il suo ululato, ma aiuterà a volare più veloce.
Finchè si arriva alla partenza...ai giorni di fuoco e di agitazione, agli ultimi preparativi, ai saluti, ai "io aspetto"..."fai così":), 4 parole e un mondo dentro.
E' difficile capire, per chi non corre, il ciclone di emozioni che si scatenano in quelle ore, ma è altrettanto difficile spiegare quello di chi segue da fuori, con l'orologio in mano quando si avvicina il tempo previsto e la testa che ripete solo "dai, dai, dai, dai", come un mantra infinito.
Tutto il resto, la gente, il rumore, oppure la casa e l'intorno quotidiano, scompaiono...quel momento è dedicato e riservato, esistono solo la strada e gli occhi che scrutano in attesa, o le mani che tengono il cellulare.
Un attimo, e poi le lacrime liberatorie, perchè quando si è piagnona, lo si è fino in fondo, ed è l'ultimo atto di condivisione di un'emozione.
Un abbraccio che non ci sarà mai e non sarà mai appeso, e la gioia che ci sarà sempre.
Quando finisce una corsa?
All'arrivo?
Nel momento in cui si crolla piangenti per terra o su una panca?
Io credo che continui anche oltre, nei racconti, nei ricordi, nelle fotografie attese e scelte con cura, in ogni cuore che la segue...

Segui l'orizzonte, sentiti libero, vivi il tuo momento, corri.
Io aspetto.

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sè che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensì un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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