Creato da shahra.zad il 19/12/2007

Arabesque

Lei si dipinge il viso per nascondere il viso, i suoi occhi sono acqua profonda...

 

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bello leggere il tuo articolo. Buona giornata da kepago
Inviato da: diletta.castelli
il 08/10/2016 alle 11:41
 
Dimmi...dove abiti adesso? :))))
Inviato da: cherubinoo
il 28/08/2012 alle 23:49
 
che piacere rivederti :-)
Inviato da: yentlG
il 04/02/2012 alle 11:40
 
Ahahahahahah da mo' che sono negli anta io, enta č...
Inviato da: cesarexxxxxx
il 13/05/2011 alle 10:09
 
Lo sapevo che arrivavo tardi pure stavolta.
Inviato da: non.sono.io
il 01/12/2010 alle 14:37
 
 

Il verbo LEGGERE  non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo 'amare', il verbo 'sognare' ...

-Daniel pennac-

 

 

« .Una luce »

:*

Post n°210 pubblicato il 17 Settembre 2010 da shahra.zad

E' un anno che te ne sei andata.

Ti penso con tenerezza, con la consapevolezza che hai avuto una vita piena, e che nonostante il vuoto che hai lasciato, la tua scomparsa non è stata tragica, ma soltanto l'inevitabile saluto che sapevamo ci sarebbe stato.

Oggi abbiamo brindato con acqua e amaretto al tuo ricordo, due donne un po' traballanti che ne ricordano una tosta.

Mi son tornate in mente le ultime parole che ti ho detto, il racconto di quella parte di me così importante, che pensavo sarebbe rimasta solo tra me e te.

Mi son tornati in mente i tuoi occhi verdi che penetravano senza parole, e i tuoi abbracci alle mie prime ferite "Bisogna mettere il cuore duro" e sapevi bene che non ce l'avrei mai fatta a metterlo.

Oggi non volevo piangere, perchè una sola volta nella tua vita ti hanno vista piangere le persone che mi raccontano di te. Invece l'ho fatto, per te, per me, per tutto quello che oggi è successo, per tutte le persone che amo e che soffrono.

Ma domani è un altro giorno, mi rimbocco le maniche di nuovo, promesso, vengo a trovarti e ti porto i tuoi fiori azzurri, e un sorriso.

A domani, nonna

 

Sono gocce di memoria
Queste lacrime nuove
Siamo anime in una storia
Incancellabile
Le infinte volte che
Mi verrai a cercare nelle mie stanze vuote
Inestimabile
E’ inafferrabile la tua assenza che mi appartiene
Siamo indivisibili
Siamo uguali e fragili
E siamo già così lontani
Con il gelo nella mente
Sto correndo verso te
Siamo nella stessa sorte
Che tagliente ci cambierà
Aspettiamo solo un segno
Un destino, un’eternità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te
Siamo gocce di un passato
Che non può più tornare
Questo tempo ci ha tradito, è inafferabile
Racconterò di te
Inventerò per te quello che non abbiamo
Le promesse sono infrante
Come pioggia su di noi
Le parole sono stanche, ma so che tu mi ascolterai
Aspettiamo un altro viaggio, un destino, una verità
E dimmi come posso fare per raggiungerti adesso
Per raggiungerti adesso, per raggiungere te

 
 
 
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Aveva un folletto dentro di sč che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare
la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica
che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore
e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo
un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione,
bensė un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto,
una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute.


-Herman Hesse-

 

25/02/09

"Danzatrice di parole"

da

punto.di.rottura

*grazie*

 

 

 

 

 
 
 

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