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INTERVISTA AL VETRIOLO A DAVID CEJ (DOM)!!

Post n°32 pubblicato il 21 Maggio 2009 da superninetto26
 

Proseguiamo con le interviste ai protagonisti della serie D. Oggi le parole al vetriolo di David Cej, capitano e bandiera del Dom.

 

David, stagione durissima quest'anno al Dom, culminata con una retrocessione forse evitabile.

"Cominciata con un peccato originale, quello di essere stati convinti fino ad agosto inoltrato di giocare un'altra stagione in promozione, con conseguente disorganizzazione totale. Dei giocatori contattati nel corso dell'estate per un'ipotetica serie D (Busolini, Gratton, Gemello Ambrosi, Lugan, Matteo Miseri, Diego Bressan), c'è chi ha voluto onorare la maglia (Lugan, per esempio, anche se alla fine si è un po' pentito), chi ha voluto fare l'esperimento di giocare fuori (Miseri) e chi, invece, voleva essere certo di giocare in serie D. Emblematico l'esempio di Busolini, che ha firmato con Rosso un giorno prima che David Ambrosi (dirigente, custode, allenatore ecc ecc) decidesse di accettare il ripescaggio, e quello di Gratton, che ha scelto Villesse perchè avevano le idee molto più chiare a livello societario. Fino a settembre non si sapeva chi sarebbe stato l'allenatore. Quindi zero preparazione atletica, nessuna idea di gioco (fai tu che il primo schema provato era un gioco per i lunghi...quali???).
A questo bisogna poi sommare la gente che invece NON voleva o NON poteva giocare in serie D (il povero Miha Gravner e quel CALIFFO di nome Cristiano Franco nel primo caso, l'ormai procuratore Campanello nel secondo), con il risultato di avere una squadra molto più debole rispetto a quella che l'anno scorso aveva "quasi" vinto la promozione. Gli innesti a stagione in corso del comunque ottimo Covi (per quanto tremendamente fuori condizione), del SuperBluff Jani Gorjup (la cui storia è comunque stata seguita in modo molto nebuloso dalla società) e quello, fin troppo tardivo, di un Jacopo Mininel che purtroppo non è mai riuscito ad esprimersi su quelli che secondo me sono i suoi livelli (soprattutto per scarsa lungimiranza dell'allenatore) hanno avuto l'unica funzione di allungare la rosa, senza che però la qualità intrinseca della squadra riuscisse a trarne vantaggio".

Quindi la colpa va divisa tra giocatori, società, allenatore...

"Mah!! La frettolosa decisione di giocare in D ha generato un triplice casino. A mio avviso, per salvarci ci sarebbe bastato avere una delle tre: 1. società più organizzata (insomma, non ci voleva tanto per capire che non c'erano i presupposti per una D dignitosa, quindi declini il ripescaggio), 2. allenatore con poca esperienza...cioè bravo, simpatico, ma per allenare in D deve mangiarne di polenta...David ci saresti tornato più utile in campo che in panca! 3. squadra più esperta e con UN uomo chiave in più (leggi: con Busolini o Bressan a fare il play arrivavamo a metà classifica). Potevano insomma fare molto meglio, io stesso non ho condiviso varie scelte sia in campo che nella stanza dei bottoni ma..."

In effetti negli scontri diretti ve la siete sempre giocata alla pari.

"Ma chiaro! Non avevamo niente in meno rispetto a squadre come Kontovel, Nab, Libertas, Villesse, Poggi ecc. Basti vedere come sono maturate le nostre sconfitte: abbiamo perso negli ultimi 5 minuti le partite contro Nab, Dinamo, Kontovel, Muggia, Libertas, Romans, Fogliano, e pure in casa del San Vito eravamo sotto di 4 a 10' dalla fine, prima che si rompesse Faganel. Poi guardi i numeri e ti rendi conto che bene o male la nostra difesa era piuttosto buona, ma se non segni nemmeno 50 punti a partita non vai da nessuna parte. Ovvero: o io facevo 20+10, qualcun altro riusciva ad andare in doppia cifra e di conseguenza ce la giocavamo, oppure erano cazzi viste le carenze caratteriali, di esperienza, di sale in zucca della squadra. E sono oggettivo. C'è gente che ha perso di media 7 palloni a partita senza riuscire mai a capire che la palla si passa con due mani (lo insegnano a minibasket), di squadra ne perdevamo oltre 20 a gara. A rimbalzo andavamo solo io e Tassilo. Chi sputava sangue in difesa (nel bene e nel male) era solo Max Belli. Così non va".

A inizio anno volevate far maturare qualche giovane, giusto?

L'obiettivo di "far crescere i giovani", in queste condizioni, non è stato e non poteva essere centrato, perchè questi avevano ben pochi esempi in campo dai quali imparare. Questo soprattutto nel ruolo di play, dove giocavamo con 2 ragazzini di 18 anni alla prima esperienza in un campionato seniores (e nemmeno fenomeni alla Manservisi). Resto convinto che con un play esperto (Busolini o Bressan) ci saremmo salvati. Tra i giovani che hanno giocato di più, il più cresciuto, di conseguenza, è l'ala Zavadlav, mentre i due play avevano sulle spalle TROPPE responsabilità e troppa pressione. Mi dispiace - in realtà sono incazzato nero - perchè so che non si sono divertiti.

Programmi per l'anno prossimo.

"Guarda, stavolta punto i piedi: devono essere chiare certe condizioni, a partire dal fatto che sia ben definita nella nostra testa la categoria nella quale giocare. Abbiamo una discreta Under 13 con un ragazzino in selezione regionale, alle spalle c'è un bel settore minibasket ed esordienti, senza contare la nostra solita collaborazione con il "sistema Jadran". Abbiamo un campione regionale Under 19 (Ivan Bernetic, 16enne quest'anno in casacca Jadran) da lanciare, il figlio di Eriberto Dellisanti che è molto forte (anche se non potrà giocare già quest'anno, in quanto è del 93) e tutti i giovani dell'anno scorso.
Quindi queste le due possiblità da valutare in sede di riunione:
Se si vuole fare la promozione, ben venga, che giochino i giovani e che si facciano le ossa, io potrei pensare di andarmene e sparare le ultime cartucce nei campionati regionali prima di appendere le scarpette al chiodo (arrivano già offerte, anche se sono troppo legato alla maglia per accettarle a cuor leggero), sempre che gli impegni musicali non siano troppi.
Se si vuole fare un'altra serie D, invece, è necessario:
1. che la società si organizzi con un addetto agli arbitri, un dirigente accompagnatore, gente che faccia gruppo e che stia vicina alla squadra.

2. uno staff tecnico decente (allenatore Brumen, Bordin, Dellissanti, Miani. Mi piacerebbe uno di questi in quanto hanno già allenato il Dom con ottimi risultati).

3. un pacchetto seniores ampio e che ci costringa a fare turnover. Del resto, quest'anno tutti i "vecchi" hanno avuto diversi problemi personali per i quali abbiamo dovuto spostare alcune partite e presentarci decimati ad altre, almeno un play di categoria e un lungo di categoria".

Mercato?

"Ci sono diversi nomi che mi ronzano per la testa, alcuni dei quali molto più concreti di quanto si possa immaginare. Sinceramente tutto mi fa pensare che l'attuale gruppo sia giunto al capolinea e che sia il caso di dare una rinfrescata. Il Dom è stata sempre una squadra che giocava a basket più con i valori umani e l'abnegazione agonistica che con la tecnica, chi non lo capisce non ha senso che ci giochi. "Il Dom non è gratis" (P. Bordin).

Tra gli esterni ci serve gente come "the dream" Dean Oberdan (che difficilmente giocherà ancora in C1 e che comunque abita a Gorizia, rischiava di venire già l'anno scorso, ma figurati se lo Jadran lo lascia andare. Per lui 2 alternative: o viene con noi o appende le scarpette al chiodo, del resto è già stufo da un paio d'anni). Il reparto cinghiali è quello più attrezzato, ma un paio di giocatori già contattati l'anno scorso li risentiremo. Tra i pivot, i nomi sono sempre quelli, un pò ce ne sono nelle squadre di Gorizia, e magari Delpin (quell'armadio del Dudi Krainer) che allena una delle nostre formazioni minibasket ed è ancora convalescente da operazione di ernia al disco. Può essere che gli faccia comodo una tranquilla serie D prima di tornare a fare il mercenario nella C2 del sud Italia.

Chi sicuramente non giocherà più è Tassilo (che stiamo coccolando come dirigente), in dubbio Faganel (lui è già dirigente, anche se ogni tanto se ne dimentica). Belli vorrebbe restare, ma non so cosa succederà.
Considera inoltre che tra un po' votiamo il nuovo presidente (quest'anno avevamo un pallavolista...), che io sono dirigente e romperò le palle anche ai morti per evitare un'altra stagione di sofferenze e figuracce come quella che ci lasciamo alle spalle".

 

Per il Dom insomma si prospetta un'estate caldissima, di certo a David non manca la voglia di ripartire, e di non ripetere gli errori della passata stagione...l'impressione è che voglia trasmetterlo con grande decisione a tutti...

 

grazie a

David Cej

 
 
 
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