Conti pubblici, l'Ocse promuove l'Italia: ora avanti con le riforme
4 giugno 2007
L’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) promuove l’economia italiana e le recenti scelte del governo Prodi in materia. «In Italia – si legge nel rapporto economico – è in corso una ripresa economica molto opportuna che, dopo una crescita dell’1,9% registrata lo scorso anno, dovrebbe mantenere la stessa velocità del 2007». La crescita del Pil, osserva l’Ocse, «in parte riflette una domanda estera in ebollizione», e quindi è congiunturale, ma è anche, e soprattutto, il frutto di un «miglioramento più ampio, in particolare sul fronte delle esportazioni e del mercato del lavoro».
Dal segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, arriva una piena promozione verso la politica economica del governo Prodi. «Dall’economia italiana – spiega – arrivano segnali incoraggianti. Nei settori strategici della concorrenza, della riforma della pubblica amministrazione e della riduzione del deficit è stato fatto molto». Proprio riguardo al deficit pubblico, i dati forniti dall’Ocse non possono che essere giudicati in modo positivo. Il surplus primario (al netto della spesa per interessi sul debito pubblico) dei conti pubblici italiani è in crescita, e questo dovrebbe permettere di chiudere sia il 2007 che il 2008 con un rapporto deficit/Pil al 2,5% dopo il disastroso 4,5% del 2006, ricevuto in eredità dal governo Berlusconi.
Positivo il commento dell’Ocse anche per quanto riguarda i provvedimenti intrapresi dal governo e in particolare dal ministero per lo Sviluppo economico in materia di liberalizzazioni. «La lenzuolata del pacchetto Bersani – afferma Gurria – va nella giusta direzione per far crescere la competitività e la produttività del sistema economico italiano. Occorre proseguire su questa strada». L’Ocse sottolinea dunque la bontà delle liberalizzazioni e sprona il governo ad andare avanti. «Il nuovo quadro competitivo deve essere pienamente applicato e tenuto sotto osservazione. Il governo e le autorità locali – scrivono gli economisti dell’Ocse nel loro rapporto – devono intervenire per scongiurare qualsiasi interferenza con queste misure». Al riguardo, secondo l’organizzazione economica, le modifiche apportate sul capitolo delle licenze dei taxi rappresentano un pericoloso precedente.
Proseguire con le liberalizzazioni, dunque. Ma non solo. L’Ocse invita il governo italiano a seguire il trend positivo e continuare sulla strada delle riforme. In particolare occorre spingere sull’acceleratore per quanto riguarda la riduzione del deficit e la riforma delle pensioni. Secono Gurria «l’Italia non deve lasciarsi sfuggirer l’opportunità di usare il cosiddetto “tesoretto” per ridurre il deficit e contribuire al riassorbimento del debito pubblico», che, nonostante i segnali positivi sopra citati, non è ancora giunto ad un livello di completa stabilizzazione. Gurria invita l'Italia ad applicare una disciplina fiscale che consenta al nostro Paese di arrivare a un livello di debito pubblico del 60% del Pil, in linea con i parametri di Maastricht. A proposito della riforma previdenziale il segretario generale dell’Ocse consiglia di andare avanti con innalzamento dell’età pensionabile («se la speranza di vita si allunga, perché non continuare a lavorare?», si chiede) e la revisione dei coefficienti.
Positivo il commento di Romano Prodi riguardo al rapporto fornito dall’Ocse. «Ci incoraggia – dice il premier - il riconoscimento da parte dell'Ocse che misure quali ad esempio il Tfr e la lotta all'evasione fiscale stiano dando buoni risultati i cui benefici sono da considerarsi permanenti». Per il presidente del Consiglio buone notizie anche sulle norme contenute nella Finanziaria 2007 che «avranno un impatto strutturale». Quanto alla riduzione del debito pubblico, fin dal momento dell’insediamento del governo uno dei principali obiettivi in materia di politica economica, «è realistico – spiega Prodi – l’obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2011, anche se il percorso che ci aspetta è ancora lungo». Quanto alle liberalizzazioni, il Professore rivolge un’esortazione alle Camere. «Rivolgo al Parlamento un appello, perché ci aiuti a completare le riforme economiche e le liberalizzazioni approvando con celerità la riforma delle professioni e le liberalizzazioni nel sistema energetico, che, affiancate al pacchetto Bersani potrebbero far fare all'Italia quel salto in avanti auspicato dall'Ocse».
Soddisfatto anche il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, che prende in esame uno degli aspetti evidenziati dall’Ocse nel rapporto: quello della necessità di una riduzione della pressione fiscale. «Il calo delle tasse ci sarà. L’articolo 1 della Finanziaria – spiega il titolare di via XX settembre – prevede che ogni risorsa aggiuntiva sia destinata alla riduzione delle imposte. E questo avverrà». Quanto alla riforma delle pensioni, auspicata dagli economisti dell’organizzazione, Padoa Schippa riconosce che le leggi Dini (revisione dei coefficienti) e Maroni (innalzamento dell’età pensionabile) garantiscono già la sostenibilità del sistema finanziario. Per il ministro, quindi, si tratta di applicare le riforme, «o di modificarle leggermente senza però alterare il grado di sostenibilità finanziaria raggiunta».
A tal proposito il ministro del Lavoro Cesare Damiano conferma che l’intenzione del governo, come del resto previsto dal programma dell’Unione è quella di rivedere lo “scalone” introdotto proprio dalla riforma Maroni. «Il governo ha la sua impostazione – spiega Damiano - intendiamo modificare lo scalone. Questa proposta è già stata avanzata al tavolo di concertazione. Il ministro ha affermato anche che «l'applicazione dei coefficienti dovrà tenere conto della flessibilità del mercato del lavoro che si è ampliata con l'introduzione della legge Dini del '95 e che avrà riflessi sui risultati pensionistici delle giovani generazioni». Quanto alla destinazione del “tesoretto” Damiano rispondendo al suggerimento dell’Ocse, sottolinea che «non sia sostenibile la tesi secondo la quale l’intero extragettito debba andare alla riduzione del debito» e che una parte di esso «andrà, come annunciato, alla definizione di interventi sociali».
Soddisfazione per il giudizio positivo del “rapporto Italia” dell’Ocse è stata espressa dal responsabile economico dei Ds Antonello Cabras. «Le conclusioni dell’Ocse – spiega – sottolineano gli elementi positivi già evidenziati della situazione economica del Paese». Cabras pone un accento particolare su alcuni aspetti presi in esame questa mattina dal segretario Angel Gurria. «Si richiama la crescita economica dopo quattro anni di stagnazione e le misure di risanamento della finanza pubblica ricondotta entro binari di equilibrio nel rapporto deficit-Pil». L’attenzione è quindi tutta indirizzata alle prossime mosse del governo. «La discussione e le decisioni conseguenti in materia di previdenza e riforma degli ammortizzatori sociali – prosegue il responsabile del dipartimento Economia della Quercia – devono rispettare questa prospettiva: cambiare la qualità della spesa pubblica e non aumentarla, utilizzare la crescita e i suoi effetti per ridurre in primo luogo il debito e la pressione fiscale. Il governo e le parti sociali – conclude Cabras – entro questa cornice possono e debbono trovare un punto di sintesi in grado di soddisfare l'interesse più generale del sistema Italia».
ORA CARI DESTRI COME LA METTIAMO? CI DIRETE CHE L'OCSE E' UN COVO DI "COMUNISTI" ASSERVITI AL REGIME?
DOPO QUESTA NOTIZIA COMINCIO A SENTIRMI UN PO' MENO COGLIONE!!!
Inviato da: musclecarsilver
il 25/10/2008 alle 12:44
Inviato da: autores
il 03/07/2008 alle 19:47
Inviato da: paraffo
il 14/06/2008 alle 18:17
Inviato da: bonfo67
il 09/06/2008 alle 14:06
Inviato da: paraffo
il 03/06/2008 alle 16:26