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MERCI
Post n°16 pubblicato il 27 Marzo 2009 da blogroom
MERCI, grazie. Semplicemente grazie. Questa è la parola che legge (sente) il compratore-visitatore (curioso) che entra nel grande (grandissimo) concept-store appena inaugurato a Parigi, tra il Marais e il più popolare quartiere tra Bastiglia e Republique, negli spazi di una vecchia fabbrica tessile. Un concept-store fondato sul principio della valorizzazione del dono, che non rinuncia però ad una scenografia di oggetti ad alto valore aggiunto. Oltre ad essere il nome del negozio "MERCI" è anche il ringraziamento dei suoi creatori. E questo perchè chi farà acquisti contribuirà ad una causa benefica. Dai fiori, ai piatti usa&getta (assolutamente in materiale bio), dagli abiti vintage, a quelli creati per MERCI da Stella McCartney (figlia del Beatles) o Isabel Marant, dai 6 profumi di Annick Goutal da spillare e portare via nel proprio flacone-contenitore-bottiglia, come si faceva un tempo con il vino ed il latte, ai libri usati, la merceria, l'oggettistica, il ristorante bio: tutto serve per aiutare una causa. Marie-France e Bernard Cohen hanno riempito il loro concept-store di idee che fanno capo a una sola attualissima concezione: il CHARITY BUSINESS. Lo spazio, articolato su tre piani con ampia corte coperta, offre differenti spunti per l’acquisto a seconda delle categorie merceologiche di interesse, dai libri, per lo più dono di creativi e intellettuali, ai vestiti griffati, anch’essi dono di privati o di maisons grandi e piccole, fino a pezzi di design vintage o contemporanei. Alcuni stilisti hanno accettato di creare capi da vendere il 30% in meno, scrittori francesi, inglesi e tedeschi hanno offerto una parte della loro biblioteca, rendendo possibile la creazione del THE USED BOOK CAFE', personaggi pubblici (tenuti segreti e anonimi) hanno messo a disposizione capi del loro griffatissimo guardaroba. Esemplare l’allestimento, pur nella semplicità dei mezzi: dalla vecchia 500 piena di oggetti di ogni tipo al grande elefante che troneggia di fronte al corner degli abiti per bambino. La supervisione e la scelta degli oggetti è affidata a Marie-France Cohen, madrina dell’iniziativa che non viene mai meno ad una doverosa politica di contenimento dei prezzi. Il fine giustifica i mezzi...e le idee! Il bello si lega a filo stretto con il dono...si consuma per aiutare chi ha bisogno...mi sembra un'idea bellissima...che forse bisognerebbe adottare anche qui...da noi...in questa ITALIA troppo presa da se stessa e con così poca attitudine all'accoglienza VERA! Ci pensate? Un regalo di gusto, valore e significato...per spendere i proprio soldini (sempre più scarsi di questi tempi) con una spinta in più! Io compro già da tempo nei negozi equo-solidali...qua in questo caso si fa un passaggio in più...si va oltre...aiutando cause diverse sfruttando positivamente la febbre consumistica che brucia le mani di molti europei. Vedremo come andrà a finire e se l'idea avrà un futuro...VERDE!!! MARTIN MANTRA |
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