2c Tecnico turistico

Questo è il nostro blog

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 

 

« PRESENTATION MARIAROSA...La tour Eiffel »

La Globalizzazione

Post n°39 pubblicato il 15 Febbraio 2012 da Falcone2011secondaC

LA GLOBALIZZAZIONE

 

 

Negli ultimi anni il termine "Globalizzazione" è entrato prepotentemente nel linguaggio comune. Sempre di più si sente parlare di globalizzazione, sempre di più i giornali, la televisione, insomma i mezzi di informazione si occupano dell'argomento.
Ma esattamente per globalizzazione
COSA SI INTENDE? GLOBALIZZAZIONE COSA VUOLE DIRE?
Con il termine globalizzazione si indica un complesso fenomeno economico che riguarda la progressiva apertura dei mercati nazionali all'estero dando così origine ad un mercato globale che varca i confini nazionali e che condiziona pesantemente con il suo andamento le singole economie nazionali, entro il quale commerciare beni finanziari, beni reali e servizi. La parola deriva dalla fusione di due termini distinti integrazione ed economia globale. Essa denota quindi quel processo tramite il quale aumentano e si intensificano i rapporti di ciascuna nazione nei confronti di molte altre. Quindi non significa come molti credono mondo senza confini, senza frontiere nazionali né mercato unico mondiale .

Il processo di globalizzazione ha origini molto lontane (estrema evoluzione del fenomeno di colonizzazione iniziata  con la scoperta dell’America ), ma è solo a partire dagli anni 80 che si è cominciato a parlare di globalizzazione, e cioè quando le tendenze all'avvicinamento dei mercati si sono accentuate. L'industrializzazione ha imposto l'apertura degli scambi e ha dato avvio alla mobilità territoriale di persone e tecnologie destinata a divenire sempre più intensa. Oggi è possibile inviare in ogni parte del mondo un numero infinito di informazioni, grazie alla rete telematica internet. Il contributo più grande è avvenuto con la rivoluzione informatica e soprattutto dalla possibilità di integrare i sistemi informatici con quelli delle telecomunicazioni. Tale processo è accelerato e facilitato dalla rapidità delle comunicazioni. Questa possibilità di collegare in pochi secondi luoghi distanti migliaia di chilometri ha finito per condizionare anche sistemi di produzione e di commercializzazione in quanto viene eliminato il contatto diretto fra produttore e consumatore, permette alle imprese di avere sedi anche in paesi diversi pur non perdendo mai di vista il loro operato mantenendosi in collegamento con le loro varie filiali. L'opportunità di accedere ai mercati mondiali fa mutare anche lo spirito concorrenziale delle imprese che non si trovano più a competere soltanto con quelle dello stesso territorio. La globalizzazione non ha effetti infatti solo nella commercializzazione ma anche nel campo del lavoro: per molte imprese occidentali il trasferimento di molti stabilimenti produttivi in regioni asiatiche sfrutta il lavoro meno costoso. La globalizzazione ha l'effetto più importante nella finanza mondiale è possibile infatti grazie alle reti telematiche spostare capitali, acquistare titoli o venderli o effettuare qualsiasi azione speculativa digitando pochi tasti. La globalizzazione può essere vista come una internazionalizzazione di determinati prodotti, suscitando una crescente omologazione a livello mondiale dei consumi, una standardizzazione dei comportamenti antropologico-culturali, ai danni delle specificità locali.

La globalizzazione dell’economia infatti influenza la globalizzazione culturale tanto che in alcuni settori della scienza sociale si è affermato il termine Mcdonalizzazione coniato dal sociologo Ritzer. Tale teoria indica il fenomeno attraverso il quale le culture locali vengono sradicate e sostituite dai simboli del consumismo provenienti dal design e dalla pubblicità, come il simbolo della Mc Donald, appunto.

La globalizzazione ha dato tanto e ha migliorato tanto, ma ci ha portato ad essere tutti uguali. Al di là delle singole manifestazioni c'è da dire che questo fenomeno condiziona ogni contesto della vita quotidiana: una stessa bevanda viene consumata a New York come a Pechino, uno stesso zainetto viene utilizzato a Milano come Singapore; uno stesso paio di scarpe viene venduto a Sidney come a Bankok. Lo stesso fenomeno è riscontrabile anche per la cosi detta fabbrica culturale quella che si occupa della vendita di programmi televisivi cosi vengono veicolati non solo le conoscenze ma anche le mode, i fenomeni sociali e anche le credenze religiose. Tutto questo ha portato alla nascita di un "villaggio globale" all'interno del quale le diverse società fino a ieri distinte per culture, tradizioni, credo e mode diverse vengono accomunate .Per non dimenticarci poi di un problema che sta facendo discutere: i reati globali. Lo straordinario sviluppo tecnologico del cyperspazio e la globalizzazione hanno indotto a parlare di un globalismo giuridico. Quest'ultimo dovrebbe contrastare la frammentazione della sovranità dei singoli stati incapaci di disciplinare attività che si svolgono fuori dai loro confini e fra l'altro colpire le attività illecite che una globalizzazione senza norme favorisce e alimenta. Nessuna giurisdizione statale è in grado di affrontarla. Il governo della legge che ha caratterizzato le democrazie liberali da solo non è più sufficiente. Esso ha infatti limitato i confini ai singoli stati. Il principio della territorialità che è alla base del diritto è messo in crisi proprio dalla globalizzazione economica che rimane pericolosamente senza disciplina. Si stanno tentando di trovare delle soluzioni per tutelare gli stati più poveri dalla sovranità degli stati più forti.

Chi appoggia la globalizzazione vede in questo processo una crescente ricchezza mondiale e maggiori possibilità di sviluppo, libertà culturale, progressi tecnologici, istruzione e formazione, competitività e libera concorrenza. Contro questa teoria si schierano diversi sociologi che sostengono che il globale invece non sostituirà il locale perché quest'ultimo fa parte del globale.

Purtroppo la globalizzazione non ha portato solo riscontri positivi all'interno delle nostre società. La globalizzazione ha portato gli stati più ricchi ad arricchirsi sempre di più a discapito di chi povero lo è ancora e lo sta diventando maggiormente, o meglio, i soldi finiscono nelle mani dei pochi ricchi che gestiscono il commercio di materie prime. Tuttavia non tutti colgono gli aspetti positivi di questo processo, primi fra tutti i no global . L'unificazione del mondo nell'ottica di un mercato unico infatti non elimina le disparità fra le varie zone del pianeta, anzi alcuni ritengono che tali differenze aumentino: ciò succede perché i meccanismi di un'economia che tiene conto solo dell'andamento del mercato e del profitto, necessariamente causa dei danni notevoli alle specificità culturali, economiche, ambientali e sociali di una certa zona della terra. La critica principale del movimento va alle multinazionali considerate così potenti da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili da un punto di vista ambientale ed energetico, imperialiste, non rispettose delle peculiarità locali, e dannose per le condizioni dei lavoratori.

"ONE WORLD, ONE THINK, ONE WAY OF LIFE"

 

LA GLOBALIZZAZIONE ANCHE NELLA MUSICA

Sul tema della globalizzazione esistono alcune canzoni che sono diventate quasi un inno, un manifesto di determinati ideali.
Ne abbiamo scelta una:

IMAGINE
di John Lennon

Imagine there's no heaven
it's easy if you try
no hell below us
above us only sky
imagine all the people
living for today.


it isn't hard to do
nothing to kill or die for
and no religion too
imagine all the people
living life in peace.

You may say I'm a dreamer
but I'm not the only one
I hope someday you'll join us
and the world will be as one.

Imagine no possession
I wonder if you can
no need for greed or hunger
a brotherhood of man
Imagine all the people sharing all the world.

You may say I'm a dreamer
but I'm not the only one
I hope someday you'll join us
and the world will be as one.

Traduzione in italiano

IMMAGINA

Immagina che non ci sia il paradiso
è facile se ci provi
nessun inferno sotto di noi
sopra di noi soltanto il cielo
Immagina tutta la gente
che vive per l'oggi.

Immagina che non ci siano nazioni
non è difficile da farsi
niente per cui uccidere o morire
è, in più, nessuna religione
immagina tutta la gente
che vive la vita in pace.

Tu puoi dire che non sono un sognatore
ma non sono l'unico
io spero che un giorno ti unirai a noi
e che il mondo sarà unito.

Immagina che non vi siano possedimenti
mi chiedo se ci riesci
nessun bisogno di abilità o di ingordigia
una fratellanza di uomini
immagina tutta la gente
che si divide il mondo in ugual misura.

Tu puoi dire che sono un sognatore
ma non sono l'unico
io spero che un giorno ti unirai a noi
e che il mondo sarà unito.

 

 Gli effetti della globalizzazione si possono sintetizzare in:

- la formazione di un
mercato finanziario globale;
- l’aumento della
produzione e diffusione delle nuove tecnologie per lo scambio di beni e servizi;
- una maggiore competitività economica;
- lo sviluppo dell'informazione
- una crescente omogeneità culturale
e la perdita di rilevanza del sistema nazionale come punto di riferimento nello scenario economico e politico nel nuovo contesto globale

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: Falcone2011secondaC
Data di creazione: 11/11/2011
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

celenioweller1domenico1864adry_sasammasciarimodaexopipari.francescofrancescastoracemazzali.morenostefanikatiasandro.ignomarcella.labemanoSimox_Fairpasinatoemanuelebaltur5
 

CHI PUŅ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963