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Notte eterna
Post n°222 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da blue.chips
Chi squarcerà il velo nero per far entrare linfa a nutrire, rendere possibile l’amore per la vita come un cristallo degli abissi, fragile a vedere, ma più forte della furia dell’oceano sterminato; simile a quest’anima sempre più torcita che non ha compassione nemmeno per sé stessa.
A voce nuda, solo con l’anima, vivo l’ora fuggitiva non assaporo più il delicato sapore dei giardini chiusi ai sognanti profumi polpa bionda che spandeva intorno una segreta effimera virtù. Ah! come splendeva quel sorriso acerbo inarcato dal sentore di un destino ebbro di lutti, in qualsiasi stagione di sua vita. Lasciami fiorire in questa stagione fredda perché qui posso e desidero rimanere aggrappato alle mie radici.
Almeno ora, in questo festoso tempo, dove persino la vil serpe resta ammutolita e rabbonita dalla grande luce e dal mistero antico; pur ora che l’ansimante terra, arida d’amore, si chiede e cerca un sussulto a sua tragedia si chiede e cerca un tumulto a sua commedia.
E che io mi chiedo, seppur protesto pel pagano rito: nasci tu veramente in una grotta? Una spelonca? Tu Re, tu mio Dio? Fatti gravi eppur splendenti! Deh! Chiamami, e vienimi a trovare: ho già posto l’anima seduta in gelida tua grotta lì attendo, che tu mi dica: non temere, sii sereno.
Mi basterebbe. Mi nutro di poco: solo d’un sorriso ed una carezza; che sia tua, veramente tua. E se vuoi, se puoi, io ti prego, non mi è rimasto molto: una piccola bimba dagli occhi di luna la memoria di quando felicità ci viveva. Solo questo in dono
Ogni sera trasformo la mia scrivania in un teatro di parole in cui recito preghiere mute; ma, spesso, le parole non danno nessun soccorso, se non il silenzio che ti lascia stupefatto mentre odi il cuore che ti batte in petto, ancora. Quale incredibile vicenda si consuma affinché un essere senta la vita. Mi ritrovo a dire: Dio mio! Quanta vita! Quanta vita! Ci sono sempre duplici registri delle nostre descrizioni, emozioni, senso di vita. Gli effetti collaterali sono sempre ignoti, ma gli eventi sono là ad attenderci, con la gola spalancata. O, al buio, sperare che l’amore non cancelli la morte, ma che prolunghi l’agonia all’infinito, con la pretesa di vincere il senso di annientamento che ci attornia, per differire in eterno la fine di un amore lucido, trasparente, silenzioso, che sceglie la sofferenza nel silenzio, nel bianco della neve. Blue.chips
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Inviato da: blue.chips
il 11/02/2009 alle 13:29