Creato da blue.chips il 18/10/2007

save children

nessuno sarà mai solo

 

 

« YerushalayimMemorie. »

Notte eterna

Post n°222 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da blue.chips

 

Chi squarcerà il velo nero per far entrare linfa

a nutrire, rendere possibile l’amore per la vita

come un cristallo degli abissi, fragile a vedere,

ma più forte della furia dell’oceano sterminato;

simile a quest’anima sempre più torcita

che non ha compassione nemmeno per sé stessa.

 

A voce nuda, solo con l’anima, vivo l’ora fuggitiva

non assaporo più il delicato sapore

dei giardini chiusi ai sognanti profumi
come la carne verginale;

polpa bionda che spandeva intorno

una segreta effimera virtù.

Ah! come splendeva quel sorriso acerbo

inarcato dal sentore di un destino ebbro

di lutti, in qualsiasi stagione di sua vita.

Lasciami fiorire in questa stagione fredda

perché qui posso e desidero

rimanere aggrappato alle mie radici.

 

Almeno ora, in questo festoso tempo,

dove persino la vil serpe resta ammutolita e rabbonita

dalla grande luce e dal mistero antico;

pur ora che l’ansimante terra, arida d’amore,

si chiede e cerca un sussulto a sua tragedia

si chiede e cerca un tumulto a sua commedia.

 

E che io mi chiedo, seppur protesto pel pagano rito:

nasci tu veramente in una grotta? Una spelonca?

Tu Re, tu mio Dio? Fatti gravi eppur splendenti!

Deh! Chiamami, e vienimi a trovare:

ho già posto l’anima seduta in gelida tua grotta

lì attendo, che tu mi dica: non temere, sii sereno.

 

Mi basterebbe. Mi nutro di poco:

solo d’un sorriso ed una carezza; che sia tua,

veramente tua. E se vuoi, se puoi,
se è nei tuoi disegni,

io ti prego, non mi è rimasto molto:

una piccola bimba dagli occhi di luna
la mia radice, or d’uomo sofferente,

la memoria di quando felicità ci viveva.

Solo questo in dono
sotto lo spoglio albero del mio Natale.
B.C.

 

Ogni sera trasformo la mia scrivania in un teatro di parole in cui recito preghiere mute; ma, spesso, le parole non danno nessun soccorso, se non il silenzio che ti lascia stupefatto mentre odi il cuore che ti batte in petto, ancora. Quale incredibile vicenda si consuma affinché un essere senta la vita. Mi ritrovo a dire: Dio mio! Quanta vita! Quanta vita! Ci sono sempre duplici registri delle nostre descrizioni, emozioni, senso di vita.
Spesse volte, siamo grotteschi, altre volte compiacenti di aver tacitato i nostri tintinnanti amuleti.

Gli effetti collaterali sono sempre ignoti, ma gli eventi sono là ad attenderci, con la gola spalancata.
C’è dunque una morale, un disegno, nella favola sanguinosa dell’esistenza?

O, al buio, sperare che l’amore non cancelli la morte, ma che prolunghi l’agonia all’infinito, con la pretesa di vincere il senso di annientamento che ci attornia, per differire in eterno la fine di un amore lucido, trasparente, silenzioso, che sceglie la sofferenza nel silenzio, nel bianco della neve.
No, nemmeno questo è concesso; perché per quanto si possa amare un corpo, questo corpo alla fine muore e si spegne e diventa polvere di essere.
Eppure, quel grido contratto in cuore: Dio mio! Quanta vita! dove si riverbera in quest’universo?

Blue.chips

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 23
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Halmvfrancesca0506ILFIUMEDILEIbluiceeeluciana_amatoboezio62ditantestelleLutero_PaganoNarcysseDONNADISTRADAMascherat0to_reviveNues.semilytorn82
 

ULTIMI COMMENTI

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi e commenti in questo Blog.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963