Post n°226 pubblicato il 31 Dicembre 2009 da blue.chips
Ho necessità di una luce innocente un bagliore di lacrima gioiosa Il mio giardino è innevato e candido.
Piccole orme di uccellini affamati immagino con la fronte pallida sognare oasi lontane un morbido cuscino, una ghirlanda di fiori per dondolarsi, sotto un raggio di luna.
Ah! Come adoro la tua bellezza sciogliersi lieve nel sogno di una bimba inseguendo una stella quando l’anno corre al suo riposo. B.C.
M'inventerò un bacio di donna nella notte dei cambiamenti apparenti, per cercare di ricomporre l’ammasso instabile di pensieri pronti a deflagrare in mille direzioni. Le schegge già tagliano l’aria bucando le bolle di malinconia vestite d’incanto.
Avrei desiderato avere la possibilità di spettinare le tue ali per impedirti ancora di volare via dai miei ricordi; da un nuovo volo, lontano da me, nel tuo rifugio. Dio mio! i ricordi. Com’eravamo fanciulli, con quei corpi trasparenti, inconsapevoli e felici.
La vita, questa vita, così disperatamente amata; così disperatamente sospetta di felicità, con quel suo sciamare di stelle in quel blu profondo e ingombro di misteri. Qui, nell’ora ultima di un altro tassello di tempo che fugge, vorrei accanto quella giovane fanciulla con lo sguardo di luna e carezza di prato di primavera.
Abbiamo divorato tutta la sostanza che ci era stata data anche per gli anni a venire. Mi sono chiesto troppe volte: è stato un bene? Se così fosse, perché il profilo della tua schiena scava un solco leggero, quasi impalpabile, ma dal cui margine la vista è quella di un abisso? Non mancano le tenerezze; nei ricordi diventano ancora più lievi e sottili, tanto da penetrare nelle giunture in attesa di diventare carne, sangue, sguardo che assopisce e calma il bruciore del cuore.
Piccola H. è abbastanza grande per affrontare l’ora in cui il calendario cambia vestito e fa fiorire speranze nuove. La terrò in braccio e l’alzerò al cielo in un apparente volo stellare, verso di te. Le darai un bacio, un abbraccio? Quest’estate lei si è scelta la sua stella: cercava una costellazione a forma di casa. L’ha trovata e mantenuto il segreto del suo senso che io potevo solo immaginare.
Oggi, mi ha chiesto se la costellazione dove abita la sua stella è visibile nell’ultimo giorno dell’anno. Insieme abbiamo consultato la mappa dei tuoi viaggi: la sua stella non ci sarà. Nella sua piccola delusione, è stata ottimista: “Papà, non fa niente. La mamma può volare e andrà su una stella più vicina a noi”.
Sì, così dev’essere. Le ho toccato il petto, sul cuore: “qui dentro abita tutto l’universo”. Lei ride e si tocca la parte del cuore imitando il suono del movimento degli astri.
La sua gioia è contagiosa, come il suo candore. Vorrei sempre essere ammalato di questa malattia. Quando scoccherà la mezzanotte, alzerò piccola H.in alto per tutta l’estensione delle mie braccia, e mi ubriacherò del suo spumeggiante sorriso. E tu ci guarderai; sorriderai, col tuo viso gentile e lucente.
Inviato da: blue.chips
il 11/02/2009 alle 13:29