Post n°239 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da blue.chips
San Rimembrino
Così lontana, mi fai tremare ancora; i tuoi occhi vagano sulle mie gote scarne di te e muovono la fissità vitrea della follia lucida, amara. Ricordi? vi era il sorriso di questo giorno vacuo e il lembo bianco della tua veste scalfiva appena il suolo della tua danza e già immaginavo tu fossi rapita in cielo.
Ah! quale malaugurata premonizione colse il mio senno nell'indefinito strappo tra me e il cielo: eri già materia sua? Ti amo! Ti amo! Ti amo! Ripetilo altre mille volte, mi dicevi col tuo fiato leggero e iridescente.
Avrei voluto, amore mio; ma fu solo un istante di luce e ripetere mille volte ancora senza di te, rimane un fiato sopra un vassoio di ceneri, ancora calde. B.C.
E' stato un giorno di grazia. Gli alberi sembravano scolpire nel cielo arcate luminescenti attraversate da fiotti di luce che rimbalzavano sui rami argentati dal freddo dell'inverno.
Frotte di giovani innamorati, giravano abbracciati camminando con l'incedere degli ubriachi di gioia, intralciando i propri piedi e felici di inciampare l'uno contro l'altro: erano belli e luminosi, come solo la luce dell'amore rende tutto intorno, e capovolge in un bagliore di frutto acerbo, la natura, le cose, i pensieri che intorno loro soffocano in un languore, in una baraonda di sensazioni senza più direzioni.
Si dice che l'amore è cieco, nel senso della sua imprevedibilità; ma, in realtà è solo un frutto che nasce nel giardino del primario bisogno umano, pronto ad essere colto dalla sua pianta dall'alto fusto. Bisogna essere in due per arrivare ai suoi rami: l'uno sulle spalle dell'altro. I frutti più belli e succosi sono in alto, quasi in cima, luogo d'estasi dove l'orizzonte diventa infinito e tutto il cielo gira intorno.
Piccola H. ha la guancia sinistra ancora un po' tumefatta da un incidente avvenuto in scuola con un suo compagno. Mi ha pregato di portarla da un "disegnatore di viso" perché vuole vestirsi da pirata e quindi il suo viso deve adattarsi all'abito da pirata che chiede di avere, aggiungendo: "naturalmente, l'abito deve essere da femmina". Ha le idee chiare, la piccola. Così sembra. Brucia in cuore questa sua richiesta, perché è solo il frutto del suo stato che le fa desiderare un maquillage per occultare non solo l'evidenza d'un oltraggio al suo viso, ma anche per fronteggiare la sua anima rimasta in subbuglio. Ha imparato presto che il dolore si può cercare di coprire in qualche modo; ma sono sicuro che imparerà pure che quando si rimane da soli con i propri pensieri, una lacrima insicura galleggerà nelle insenature delle labbra. Il suo desiderio, per festeggiare il carnevale con gli amici, era di vestirsi come la regina indiana Pocahontas. Lei è molto romantica, ed il suo piccolo cuore è maestoso nella sua fragilità. Ho invitato a casa nostra un'amica sceneggiatrice di mestiere e molto brava a dipingere. Lei ha promesso direttamente a piccola H. che farà di lei la più affascinante piratessa (si può dire così?) mai venuta al mondo. Piccola H. era felice della notizia.
Adesso dorme. Mentre le facevo i grattini mi ha chiesto: "papà, nel giorno della festa degli innamorati tu e la mamma vi davate i bacini"? Sì! ho risposto. Mentre affermavo, ho avuto la sensazione di avere la gola attraversata da un termitaio di formiche. Chissà dove vanno i baci; forse, alcuni di essi viaggiando in alto, riescono a bucare la coltre del mistero del cielo, e lì giacere.
Inviato da: blue.chips
il 11/02/2009 alle 13:29