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Penna stilografica

Post n°240 pubblicato il 18 Febbraio 2010 da blue.chips

 

 

Lasciami parlare al tuo cuore
con le poche sillabe rimaste;
or sciamano senza più risorse
e piano cadranno esauste
nel mio pugno chiuso. Sovente

di tutte le possibilità d'amare
la scelta cade sempre in chi
ti lascia estraneo a te stesso.
Si sceglie chi rompe il silenzio
e stordisce in un rombo d'api.

Desideravo solo una carezza
nulla di più. Talvolta,
in certe ore senza senso
cerco anche solo una piuma
d'ali d'uno sguardo sereno.
b.c.

Tutto ciò che mi circonda è scarno, essenziale.
Provo sempre brividi freddi e fastidiosi nell'opulenza.
Anche il mio scrittoio è essenziale: la foto di mia moglie, quella della mia unica bambina, il pc portatile, una penna stilografica, sempre la stessa da anni:  mi fu regalata da lei il giorno della laurea. "Scriverai di noi? vi era scritto sul biglietto che accompagnava il suo dono.

Ogni volta che ricarico la stilo, mi vengono in mente le sue parole e un'eternità di ricordi infiniti.
Il primo segno di prova scrittura incide sempre il suo nome. Ieri, invece, il suo nome si è dissolto in una macchia blu cobalto; sembrava un piccolo lago visto dall'alto, nella consapevolezza che una volta prossimo alle sue rive la prospettiva delle dimensioni sarebbe cambiata.
Avevo già la sensazione d' immergermi in quelle acque profonde.
Lei era là. Mi attendeva; ma era solo il miraggio di quella porzione  increspata del giorno in cui il cuore cerca una carezza, un filo di voce cristallino e leggero, come un sogno senza sbandamento.

Anche il mio blog è essenziale,  scarno di immagini e attrazioni varie. In ogni caso, mi sarebbe piaciuto dare una veste più elegante, un tono magari più allegro. L'ha notato anche piccola H: "come sono belle le case degli altri in internet" . Poi, l'idea del superfluo -giusto o sbagliato che sia - m' impedisce anche di pensarci.
Me ne sono fatto una ragione pensando al risparmio energetico, intasando meno la rete  e la sua fame di energia,  risparmiando sui tempi di caricamento e meno co2 nell'aria. L'avevo letto da qualche parte.
A volte credo che non impareremo mai a risparmiare e proteggere niente della natura non avendo la capacità di proteggere noi stessi.

Piccola H. sa usare abbastanza bene il p.c.  per giocare. Lei vorrebbe anche esplorare il web, ma per ora le permetto di andare solo su siti sicuri e adatti alla sua età. Le piace un sito web dove si può comporre musica con diversi strumenti musicali. Conosce pure i loghi dei blog che frequento.
Spesso rinuncio ad aprire o conservare in memoria alcuni blog solo perché mostrano immagini troppo forti per lei.
E' accaduto una volta di aver aperto un blog con immagini di corpi sezionati e sufficientemente terrifici per destare in lei un'inquietudine durata diversi giorni. Purtroppo, allora bastò pochissimo tempo di mia assenza da p.c., tanto da non poter evitare la visione a lei.
Questo episodio mi ha portato ad immaginare cosa (di brutto) può accadere ai bimbi in assenza di un controllo. nel caso specifico; anche se il testo scritto era - tra l'altro- molto poetico e profondo, ma piccola H. non aveva ( e non ha, come tutti i bambini )  ancora la possibilità di discernimento del caso, poiché le immagini prendono il sopravvento sulle parole scritte.

Stamane, mentre facevamo colazione, le ho chiesto se avesse visto la mia penna stilografica.
Ha sorriso dicendo: "la penna della mamma l'avevi lasciata nel bicchiere dello spazzolino da denti. Ora è nella tua cartella. Ti volevo fare una sorpresa gradita e ricordartelo in macchina".
Adoro la cura con cui piccola H. tratta le mie cose pensando di farmi del bene.
Non è raro che svuoto le tasche dagli abiti quando torno a casa già essendo in bagno per fare una doccia.
Però io so che la penna nel bicchiere dello spazzolino è il segno che lei mi manca.
Amerei immensamente vedere il suo spazzolino da denti adagiato sul mio.

Mia moglie amava cantare questa canzone da quando seppe che mia madre la cantava per farmi addormentare.  Adoravo sentire questa melodia sospendersi nell'aria con la sua voce, i suoi toni e suoi colori.
L'aria si riempiva di ogni attesa e gioia, tanto che ogni cosa intorno a noi sembrava potesse prendere il volo e danzare.
Mio padre mi ha rivelato che mia madre la cantava ogni giorno sin da quando ebbe la consapevolezza di attendermi nel suo ventre. 
Forse, per questo ho nel cuore una visione di pace e il desiderio di abbracciare chiunque abbia un dolore nel cuore.
Blue.chips

 

 

 

 
 
 
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