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Un maestro zen chiese a un suo discepolo di pulire il giardino del monastero. Il discepolo pulì il giardino e lo lasciò in uno stato impeccabile. Il maestro non rimase soddisfatto. Lo rispedì a pulire una seconda volta, e poi una terza. Scoraggiato, il povero discepolo si lamentò: "Maestro non c'è più nulla da metter in ordine, più nulla da pulire in questo giardino! E' già tutto a posto!" "Tranne una cosa" rispose il maestro. Scosse un albero e si staccarono delle foglie, che andarono a cadere in terra.

"Ora il giardino è perfetto" concluse.

 

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« Due passi in giardino.

L’ACQUA DALLE RADICI ALLE FOGLIE

Post n°26 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da Bonsaicaffe
 
Foto di Bonsaicaffe

 

Vorrei iniziare quest’articolo, in modo semplice, per parlare del flusso dell’acqua nelle piante e di come possa arrivare ad altezze incredibili, e di quantità di consumo inverosimili.

Partiamo col dire che nelle piante non esiste un sistema di circolazione dell’acqua ed essa è utilizzata una sola volta, quindi è alla continua ricerca.

L’acqua del terreno, infatti, passa per osmosi all’interno dei peli radicali attraverso la membrana costituita dalle cellule epidermiche.

I peli radicali, assumono dal terreno piccole molecole di acqua che permettono il trasporto delle sostanze nutritive dalle radici alle foglie, i meccanismi di risalita dell’acqua sono diversi, per Capillarità e per Pressione Radicale sono sufficienti per spingere l’acqua ad altezze modeste ma non sono in grado di raggiungere la sommità dei grandi alberi.

C’è bisogno di una forza trainate che faccia arrivare la linfa fino alla sommità della chioma.

Questo fenomeno si chiama Traspirazione ed è regolato dalla maggiore e minore apertura degli Stomi trasformando l’acqua da liquida a gassosa evaporando nell’aria.

Questo passaggio in forma gassosa crea una situazione di squilibrio e di tensione all’interno dei vasi linfatici, creando una forza diretta verso l’alto che attrae l’acqua nella parte superiore del sistema vascolare, trascinato dalle molecole che stanno e vaporando, senza frammentarsi dalle radici alle foglie, che sono continuamente rifornite di soluzione salina, questo flusso continuo di acqua che traspirando si disperde nell’aria.

Il fatto che la pianta utilizza per le sue necessità di crescita meno del 5% dell’acqua introdotta, il restante 95% viene Traspirato, deve essere sempre presente nel vaso per mantenere in salute le nostre piantuzze e avere sostanze nutrienti in continuo movimento.

 

A questo voglio ricordare come letto in alcuni libri come una semplice pianta di mais del peso a fine stagione di 500 gr passano oltre 180 litri di acqua.

Mentre in un albero di betulla, traspiri giornalmente oltre 300 litri.

Quantitativi inverosimili, da non credere.

 

Gli stomi, sono dei minuscoli forellini posti nella pagina inferiore delle foglie, si aprono e si chiudono secondo le reali esigenze della pianta, di norma durante il giorno traspirano, mentre al calar della sera si chiudono permettendo alle radici di ossigenarsi e poter crescere alimentandosi della linfa elaborata discendente.

 

 

 

Alcuni esempi di fattori ambientali che possono influenzare la traspirazione.

 

-Acqua nel terreno: un vegetale non può continuare a traspirare velocemente se la perdita di acqua non è compensata dall’assorbimento di questa dal suolo, perdita del turgore vegetale e chiusura degli stomi, interrompendo la fotosintesi.  

 

 -Temperatura: le piante traspirano più rapidamente ad alte temperature, perche l’acqua evapora più velocemente all’aumentare della temperatura, quindi tenere in considerazione dimensioni dei vasi e il luogo dove esporre le varie essenze.

 

- Vento: alla presenza di brezza normale intediamoci, l’umidità attorno alla foglia è portata via e sostituita da aria secca in questo caso, aumenta la traspirazione, mentre alla presenza di umidità attorno alla foglia la traspirazione diminuisce.

 

-Luce: le piante traspirano più velocemente alla luce che al buio, perché la luce riscalda la foglia e stimola l’apertura degli stomi.

 

Tuttavia l’eccesso di acqua può danneggiare in modo irreparabile le piantuzze.

Abbiamo detto che l’acqua è assorbita dalle radici e il percorso avviene attraverso la membrana cellulare dei peli radicali, queste cellule devono essere perfettamente sane e vive per lavorare e assorbire le sostanze nutrienti.

Le cellule delle radici producono energia mediante la respirazione, consumano ossigeno quindi aria.

Il terreno nei nostri vasi deve essere ben drenati per assicurare la circolazione dell’aria negli spazi vuoti del terreno per ossigenare perfettamente le radici.

 

 

Ricapitolando, di giorno serve acqua nel terreno per la traspirazione, mentre di notte bisogna avere il terreno umido ma non intasato di acqua, permettendo all’aria di circolare liberamente dando possibilità alle radici di crescere .

 

 

Spero aver manifestato nel modo più semplice e comprensibile, questa procedura.

Forte del fatto che conoscere come un organismo vive e si sviluppa, aiuta Noi nel gestirlo al meglio.

 

 

 

Ciao e buona giornata

 

 
 
 
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