Gesù Cristo è Dio

Cristo è la verità

 

MADONNA DELLA SCIARA

Questo è un'evento sicuramente straordinario legato ad un'immagine della Vergine Santissima.Il 12 marzo 1669 un'eruzione dell'Etna travolge tutto al suo passaggio ivi compresa la la Chiesa di Mompilieri(Mascalucia-CT).15 metri di lavano coprono la chiesetta del paese.Nel 1704 la Madonna rivela ad una pia donna che sotto la lava la sua statua è rimasta intatta, e le indica il luogo in cui si dovrà scavare.Si comincia a scavare(ben 15 metri di roccia lavica),dopo tanto lavoro,nel luogo esatto indicato dalla Vergine,venne ritrovata la statua della Madonna,nonostante fosse stata sommersa dalla lava,rimase intatta.E' un fatto scientificamente inspiegabile che solo la fede può provare.Una volta durante un'eruzione dell'Etna,quando la lava minaccia Catania,fu posto di fronte alla lava il velo di Sant'Agata e la lava si fermò.E a Mompilieri,la statua della Madonna pur essendo rimasta per ben  36 anni sotto 15 metri di roccia lavica e dopo essere stata letteralmente inondata dalla lava è rimasta intatta.Anche a Hiroshima durante il bombardamento U.s.a,l'onda d'urto della bomba atomica passò su una Chiesa,ma incredibilmente la Chiesa irmase intatta e i fedeli non subirono nessuna conseguenza.I mriaocli sono segnali della presenza di Dio,ma la nostra fede deve comunque solo essere in Gesù,colui che crea la fede e la rende perfetta(Ebrei 13,2).Dio vi benedica,Amen.

 

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MARIA SANTISSIMA E I SANTI

 

Frasi di Sant'Agostino sulla Madre di Dio

 

 "Eccettuata la Santa Vergine - scrive sant'Agostino in uno dei suoi capolavori, intitolato La natura e la Grazia - della quale, per l'onore del Signore, non voglio assolutamente che si faccia questione quando si parla di peccato, poiché come possiamo sapere quale maggiore abbondanza di grazia le sia stata conferita per vincere da ogni parte il peccato, mentre meritò di concepire e partorire colui che è ben certo di non avere alcun peccato?" 

 

 

 "Allora, sotto la croce la riconobbe, lui che da sempre l'aveva conosciuta. E prima che fosse nato da lei, aveva conosciuto la madre nella predestinazione. Prima che, come Dio, egli creasse colei dalla quale doveva essere creato come uomo, conosceva la madre".

 

 

Essa è certamente madre delle sue membra, che siamo noi, perché cooperò con la sua carità alla nascita dei fedeli nella chiesa, i quali sono membri di quel capo. Quanto al corpo, poi, essa è madre del capo stesso"  

 

 

 

 

 


 

TESTIMONIANZE EUCARISTICHE

In questo piccolo box ho voluto inserire brevemente, una delle maggiori testimonianze cristiane.Ovvero, i miracoli eucaristici.Sono tanti io ne citerò solo alcuni.

Miracolo eucaristico di Lanciano


Siamo nel 750 d.c., un monaco basiliano,aveva dei dubbi circa lil fatto che l'Ostia consacrata diventi  il corpo di Cristo.E aveva chiesto a Dio di togliere da lui quel dubbio che gli procurava non pochi problemi.Mentre stava celebrando la Santa Messa,(nella Chiesa di San Francesco), avvenne il miracolo.Mentre ripensava al suo dubbio, ecco che improvvisamente vide il pane trasformarsi in carne e il vino in sangue.Incredibilmente felice, ebbe da Gesù ciò che aveva chiesto in preghiera, Gesù è il pane disceso dal cieloGv 6,32,33.Il monaco dopo aver visto il miracolo chimò i fedeli vicino a sè e disse''Per confondere la mia incredulità, benedetto Dio ha voluto svelarsi in questo Santissimo Sacramento e rendersi visibile ai vostri occhi.Ancora oggi è visibile il miracolo.


Miracolo eucaristico di Asti.


Siamo nell'anno 1535, il miracolo avvenne nella chiesa di San Secondo.Un sacerdote stava celebrando la Santa Messa, nel momento della frazione del pane, da entrambe le parti dellOstia consacrata vide uscire gocce di sangue che caddero sul calice e sulla patena.Il sangue uscito fu tanto che le dita del Sacerdote furono tinte dal sangue.


Miracolo eucaristico di Siena

Siamo nell'Agosto dell'anno 1750.Alcuni ladri entrarono nella Chiesa di San Francesco e rubarono tutte le particole presenti nel Tabernacolo.Furono ritrovatea distanza di alcuni giorni , nella cassetta delle offerte del Santuario di Santa Maria in Provenzano,dopo esser state ripulite, si notò che tutte le particole erano rimaste intatte,ancora oggi le Particole sono conservate.

 

BIBBIA C.E.I

Cerca nella BIBBIA
Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

 

 

QUALE ╚ VERAMENTE LA CHIESA FONDATA DA CRISTO,A







Quale è la Chiesa di Cristo?E' possibile indentificarla biblicamente?Questa è una delle domande che più dovrebbe interessarci.La Chiesa di cui parla la 
Bibbia è una(Gv 17,11,21), esiste sin dai tempi di Gesù(Lc 6,13-16) ed è fondata su 
S.Pietro(Mt 16,16-18).
Fondata sin dai Tempi di Gesù.Domandiamoci alla luce delle sacre scritture quanto tempo 
fa fu fondata la Chiesa di Gesù Cristo?Quando Gesù scelse i 12 Apostoli(Lc 
6,13-16).L'anno di riferimento  il  29 d.c. .Quale Chiesa può vantare una presenza 
ininterrotta dall'anno 29 d.c.?Ecco l'elenco delle principali Chiese cristiane e l'anno 
di loro fondazione.
Chiesa Cattolica fondazione anno 29 d.c.Chiesa Ortodossa fondazione anno 1054 d.cChiesa Luterana fondazione 1517 d.c.Testimoni di Geova fondazione 1871 d.c.Movimento pentecostale fondazione  1921Movimento neo-penteoctsale fondazione 1974.Guardando questo grafico si vede come 
l'unica Chiesa che vanta una presenza ininterrotta dal 29 d.c. sia solo la Chiesa 
Cattolica(ciò è confermato dagli storici).Ma c'è un'altra differenza per identificare 
la Chiesa di Cristo?Si!Per esempio la Chiesa di Cristo è l'unica ad essere fondata da 
Gesù stesso su San Pietro.Le altre sono state fondate senza nessun mandato da parte di 
Dio e sono quindi state fondate da uomini.Come disse Gamaliele riguardo alla Chiesa di 
Dio''Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, 
stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati, disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa 
quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati persuadere da lui si 
dispersero e finirono nel nulla.Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a 
seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'erano lasciati persuadere da lui furono 
dispersi.Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi 
uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine 
umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a 
combattere contro Dio!».
 Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono 
loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in libertà.La 
stessa Parola di Dio conferma che la Chiesa Cattolica l'unica esistente dall'anno 29 
d.c.  è opera di Dio. 

 

QUALE ╚ VERAMENTE LA CHIESA FONDATA DA CRISTO, B

La 
stessa Parola di Dio conferma che la Chiesa Cattolica l'unica esistente dall'anno 29 
d.c.  è opera di Dio.

Chiesa Cattolica fondata da Gesù su S.Pietro nel 29 d.c.Chiesa Ortodossa fondata nel 1054 dal Patriarca di Costantinopoli.Chiesa Luterana(la più antica chiesa protestante) fondata da Lutero nel 1517.Testimoni di Geova fondati da Charles Taze Russel nel 1871.Movimento Pentecostale fondato  da Smith Wigglesworth nel 1921.Neopentecostalismo fondato da vari personaggi nel 1974.Quale Chiesa fu fondata 
direttamente da Gesù su San Pietro(mt 16,16-18)?Solo la Chiesa Cattolica.Tutte le altre 
chiese cristiane sono state fondate da uomini a partire da 1054 anni dopo la fondazione 
della Chiesa Cattolica.Perchè è importante sapere questo?Perchè Gesù ha detto che 
sarebbe rimasto con noi fino alla consumazione dei secoli(Mt 28,20) e ciò implica che 
la Chiesa da lui fondata doveva essere presente ininterrotamente dal 29 d.c.
E' interessante notare come le maggiori testimonianza della fede cristiana si trovino 
tutte in ambito cattolico.Casa della  Sacra Famiglia(Loreto),Sindone di Nostro 
Signore(Torino),testimonianza storiche sui santi Pietro e Paolo(Roma),corpo di 
S.Marco(Venezia) e potremmo continuare ancora.La Chiesa Cattolica poi è l'unica ad 
avere un'organizzazione biblica.A capo della Chiesa vi è il vescovo di Roma,Il 
Papa(successore di S.Pietro).Poi vi i Cardinali(Vescovi che ''eleggono'' il Papa)i 
Vescovi sono  i successori degli Apostoli,poi i Presbiteri(Sacerdoti),poi i 
Diaconi).Tutte le altre chiese non comprendono tutte queste caratteristiche sono 
fondate o su un gruppo di anziani, o sui presbiteri o sui vescovi ma non comprendono 
tutta  la struttura biblica.

 

SANTA CHIARA D'ASSISI

 

 

In tutti i tempi l'uomo ha sempre avuto bisogno di uomini e donne che gli indicassero la strada migliore per seguire il bene.Gesù Signore è venuto per annunciarci  la Via,Verità e Vita che è egli stesso.Ma la storia della Chiesa Cattolica sin dalle origine ovvero sin dai tempi di Gesù non ha mai smesso di avere esempio di uomini e donne che hanno fatto della loro vita un'imitazione di Cristo ovvero hanno intrapreso la ''Sequela Cristi'' tra queste ricordiamo Santa Chiara d'Assisi.Chiara apparteneva ad una ricchissima e altolocata famiglia.Fu colpita da San Francesco d'Assisi per il modo in cui questo santo(Patrono d'Italia) imitava Cristo e indicava Gesù come ricerca dell'uomo.Santa Chiara fuggì di casa ed andò ad abitare nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli.Qui fu accolta da San Francesco che come segni della sua nuova vita le tagliò i capelli e le diede una tunica.Chiara era colpita dalle prediche di San Francesco che come lei aveva abbandonato le ricchezze e la ricchissima eredità materna per una ricchezza ben più maggiore,ovvero Nostro Signore Gesù Cristo.Dopo poco tempo Agnese sorella di Chiara e la madre Ortolana seguono Chiara nella via della separazione dal mondo e dell'imitazione di Cristo.Attorno a Santa Chiara si formò un gruppo di 50 pie donne che fu il nuclero delle Clarisse fondate da Santa Chiara.Chiara visse 42 anni nella condizione di imitatrice di Cristo e di questi 29 li visse malata.Ma nonostante la malattia, mai cessò di frequentare la Santa Messa,la partecipazione eucaristica e tutti gli offici sacri della fede in Gesù.Una volta non potè andare  Messa e ricevette un'Angelo del Signore che la fece partecipare miracolosamente al sacrificio eucaristico.Un'altra volta Papa Gregorio IX le fece visita e le chiese di benedire il pane, appena la santa beneddisse il pane nel pane stesso si impresse una croce.Un'altra volta ancora la santa  durante un tentativo dei saraceni di invadere il monastero prese l'Ostensorio con l'Ostia e fece il giro del Monastero, dall'Ostensorio uscì una luce potente che fece fuggire i saraceni dalla paura.Questa santa è un'esempio per noi uomini del 2012 a non vivere per i soldi ma per Cristo.Perchè i soldi si svalutano ma l'amore di Cristo rimane lo stesso per sempre.Tra l'altro Santa Chiara abbandonò le ricchezze(molto cospicue) della famiglia e considerò la povertà come un privilegio, anche quando fu invitata a essere meno rigida con se stessa rifiutò.Seguiamo questa nostra sorella.

 

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA(PARTE 1)

Fatima è una piccola località del Portogallo centrale.Questo piccolo centro urbano però è famoso in tutto il mondo per le apparizioni della Madonna.Vi sono state in tutto 6 apparizioni.La Madonna secondo quanto ci dice Gesù ha rivelato la verità(che è Gesù) ai piccoli, del resto Gesù stesso ci dice che chi è come un bambino entra nel Regno dei Cieli.I bambini che ricevettero le visioni erano Lucia dos Santos(10 anni all'epoca) e i suoui due cugini (Francisco 9 anni all'epoca) e Giacinta Marto(7 anni all'epoca).Le autorità portoghesi in quel periodo storico avevano imposto l'ateismo di stato e quindi quando sentirono parlare di apparizione della Madonna oltra ad essere scettici furono preoccupati.Nel 1916 un Angelo del Signore ra apparso ben tre volta ai tre veggenti per rivelare loro che la Madonna avrebbe affidato loro dei messaggi.La prima apparizione della Madonna avvene il 13 giugno 1917.I tre bambini stavano pascolando le pecore, quando video una luce simile a quella di un fulmine, pensando che stesse per  cominciare un temporale si incamminarono verso casa, ma dopo pochi istanti una luca somigliante a un fulimne li abbagliò e da quella luce appare una belissima Signora.La Signora rivolse queste parole ai piccoli veggenti''Non abbiate paura, non voglio farvi del male, la mia patria è il cielo''.La Signora chiese loro l'offerta di loro stessi a Dio per la conversione dei peccatori e per riparare i peccati degli uomini.La Signora li avvertì che avrebbero dovuto subire molte sofferenze.Ma garantì loro che li avrebbe sostenuti nelle sofferenze  chiese di pregare giornalmente il Santo Rosario come arma potente per la pace e contro la guerra.La seconda apparizione avvenne il 13 luglio 1917.In questa apparizione  la Signora rivelò a Francesco e Giacinta che loro l'avrebbe subito seguita in Paradiso, mentre Lucia sarebbe rimasta per dare testimonianza dei messaggi.

 

 

 

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A FATIMA(PARTE 2)

 

La Signora chiese inoltre di diffondere la devozione al suo Cuore Immacolato.Garantì la sua continua assistenza a Lucia, e  fece vere un cuore pieno di spine a simboleggiare i peccati degli uomini.Nella terza apparizione, la Signora promise un grande miracolo pubblico per ottobre e de rivelare la sua identità e le sue intenzioni.Raccomandò ai tre piccoli veggenti di fare sacrifici per i peccatori e insegnò loro questa preghiera ''Gesù è per amore vostro,per la covnersione dei peccatori e in riparazione dei loro peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria''.Inoltre la Signora  fece vere loro l'inferno e disse che molte anime vi vanno.Inoltre disse che la guerra sarebbe finita presto(cosa che si avverò 1 anno dopo), ma che se gli uomini non avrebbero cessato di offendere Dio sarebbe scoppiata una guerra ancora più grande(cosa che avvenne nel 1939-1945), e che gli errori e l'ateismo sarebbero dilagati nel mondo.Inoltre chiese che nel Santo Rosario fosse inserita questa preghiera ''O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno e porta in cielo tutte le anime, sopratutto le più bisognose della tua misericordia''.Nella quarta apparizioni la Madonna oltre ad annunciare il miracolo per ottobre chiese che le fosse costruita una cappella sul luogo delle apparizioni.La quinta apparizione avvenne il 13 di settembre del 1917.In questa apparizione chise sacrifici pèer i peccatori, e avvertì che molte anime vanno all'inferno.Nella sesta e ultima apparizione avvenne il miracolo del sole.Il sole davanti a 70.000(tra cui molti atei andati lì per sfidare le apparizioni'', cominciò a ''danzare'', sembrava che si stacasse dal cielo per precipitare sulla terra e prendeva vari colori.Molti atei che erano andati per prender ein giro le apparizioni inginocchiati chiedevano perdono a Dio.I tre veggenti videro vicino al Sole, Gesù,Giuseppe e Maria che benedicvano l'umanità.Tuttò ciò che la Vergine rivelò si compì nei minimi dettagli.Oggi come sempre la Madonna ci chiede di stare nell'unica Chiesa fondata da Gesù, la Chiesa Cattolica.

 

 

Vita di S.Antonio Abate

Post n°76 pubblicato il 26 Marzo 2017 da tebtrinacriabra
Foto di tebtrinacriabra

S.Antonio Abate  nacque nel 251 d.c  a  Coma(Qumans-Egitto).I suoi genitori erano ricchi  agricoltori  ed erano sinceri cristiani.Prima di compiere i 20 anni,S.Antonio rimase povero e,doveva curarsi della sorella minore ed amministrare i beni ereditati dai genitori.Ma S.Antonio era deciso a seguire l'esortazione di Gesù"Se vuoi essere perfetto,va vendi quello che possiedi e dallo ai poveri".S.Antonio diede tutti i suoi beni ai poveri, e affidò la sorella ad una comunità femminile.S.Antonio scelse di vivere da Anacoreta,quindi   scelse la solitudine ed andò a vivere nel deserto che si trovava fuori Cuma.Un giorno S.Antonio Abate ebbe una visione:Si vide insieme ad un anacoreta con il quale passava la giornata tra la  preghiera e l'intreccio di una corta.S.Antonio intuì che l'intreccio della corda significava che oltre alla preghiera doveva dedicare il suo tempo ad un'attività concreta.Fu così che visse ritirandosi in solitudine.Da quel momento in poi lavorò.Ma il suo lavoro gli serviva solo per avere di che vivere e per fare la carità.Nel primo periodo della sua vita da eremita,molte tentazioni lo tormentarono.Le tentazioni riguardavano la sua vita da eremita.Oltre alle tentazioni vennero i dubbi.Ma,S.Antonio Abate si rivolse ad altri eremiti chiedendo consigli e,fu spronato a proseguire l'eremitaggio.Non solo,gli altri eremiti gli consigliarono di staccarsi definitivamente dal mondo.Fu allora che vestito solo di un rozzo panno andò a vivere in una tomba scavata nella roccia.Fu in questo luogo che il demonio cominciò a vessare S.Antonio tanto che,molte volte le persone che si recavano alla tomba per portargli dei viveri,lo trovavano privo di sensi.Queste persone portarono S.Antonio nella Chiesa di Cuma.Nel 285 d.c ,S.Antonio andò a vivere nella zona del Mar Rosso,esattamente sul monte Pispir.In questo monte c'era una fortezza romana in disuso.Qui il santo decise di vivere.Visse in questa fortezza dal 285 al 305 d.c .Quivi S.Antonio vi condusse una vita austera.Per tutti i 20 anni si nutrì solo del pane che riceveva(2 volte l'anno).Vedendo l'austero vivere del santo,il demonio irato lo assalì.Successivamente, molte persone decisero di stare accanto S.Antonio e, abbattute le mura dell'ex fortezza,si unirono al santo.Fu allora che S.Antonio cominciò a operare miracoli tra i quali numerose guarigioni ed esorcismi.Le persone che conobbero il santo,decisero di seguirlo nel cammino spirituale di santificazione.Fu allora che si formarono due comunità di seguaci del santo.Una viveva ad ovest del nilo e l'altra ad est.Sull' esempio di S.Antonio vissero in grotte .Grazie a S.Antonio sempre più persone decisero di seguire uno stile di vita spirituale.Si narra che nel 307 d.c  Ilarione,che fu il fondare del primo monastero cristiano.E fu per chiedere consiglio su questo argomento che Ilarione andò da S.Antonio.Il monastero sorse a Gaza.4 anni dopo e cioè nel 311 d.c  vi fu l'ennesima persecuzione anticristiana ad opera dell'imperatore Massimino Daia,fu allora che S.Antonio si trasferì ad Alessandria,per confortare i cristiani.In questo periodo S Antonio insieme a S Atanasio si batterono contro  l'eresia di Ario(Arianesimo).Finita la persecuzione S.Antonio visse gli ultimi anni nel deserto della Tebaide(ovvero presso Tebe),dove visse conducendo una vita di preghiera.Si spense a 105 anni nel 356 d.c .Il suo corpo fu sepolto in un luogo segreto.

 

 

Preghiera 1

 

Glorioso S. Antonio, come ci edifica e commuove il vostro esempio! Seguendo il consiglio del Vangelo, rinunciaste alle ricchezze e agli agi ritirandovi nel deserto. Poi, benché vecchio, con la sete del martirio in cuore, lasciaste la solitudine per convertire gli infedeli e rinforzare nella fede i cristiani vacillanti. Vi preghiamo di ottenerci lo zelo nella fede, l'amore alla Chiesa, e la perseveranza nel bene. Vorremmo chiedervi anche l'eroismo di osservare i consigli evangelici per essere associati con maggior merito alla vostra gloria in Cielo. 

 

Preghiera 2

 

O trionfatore glorioso del demonio,
indarno armato in multiformi maniere contro di Voi,
Sant'Antonio abate, proseguite la vittoriosa opera
vostra sull'inferno, congiurato ai nostri danni.
Da quei colpi funesti salvate le anime nostre,
fortificandole nelle spirituali battaglie;
ai nostri corpi impetrate costante la sanità;
dilungate dagli armenti e dai campi ogni maligno influsso;
e la vita presente, vostra mercè tranquilla per noi,
ci sia saggio e apparecchio alla pace perfetta
della vita eterna.
Amen

 

 

 
 
 

"Le due colonne" sogno profetico di S.Giovanni Bosco

Post n°75 pubblicato il 26 Marzo 2017 da tebtrinacriabra
Foto di tebtrinacriabra

«Figuratevi - disse - di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. In tutta quella vasta superficie di acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, con le prore terminate a rostro di ferro acuto a mo' di strale. Queste navi sono armate di cannoni e cariche di fucili, di armi di ogni genere, di materie incendiarie e anche di libri. Esse si avanzano contro una nave molto più grande e alta di tutte, tentando di urtarla con il rostro, di incendiarla e di farle ogni guasto possibile.
A quella maestosa nave, arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle che da lei ricevono ordini ed eseguono evoluzioni per difendersi dalla flotta avversaria. Ma il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici.
In mezzo all'immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l'una dall'altra. Sopra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: "AUXILIUM CHRISTIANO RUM"; sull'altra, che è molto più alta e grossa, sta un'OSTIA di grandezza proporzionata alla colonna, e sotto un altro cartello con le parole: "SALUS CREDENTIUM".
Il comandante supremo della grande nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, convoca intorno a sé i piloti delle navi secondarie per tenere consiglio e decidere sul da farsi. Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso, ma infuriando sempre più la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi.
Fattasi un po' di bonaccia, il Papa raduna intorno a sé i piloti per la seconda volta, mentre la nave capitana segue il suo corso. Ma la burrasca ritorna spaventosa.
Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portare la nave in mezzo a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte ancore e grossi ganci attaccati a catene.
Le navi nemiche tentano di assalirla e farla sommergere: le une con gli scritti, con i libri, con materie incendiarie, che cercano di gettare a bordo; le altre con i cannoni, con i fucili, con i rostri. Il combattimento si fa sempre più accanito; ma inutili riescono i loro sforzi: la grande nave procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta nei suoi fianchi larga e profonda fessura, ma subito spira un soffio dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano.
Frattanto i cannoni degli assalitori scoppiano, i fucili e ogni altra arma si spezzano, molte navi si sconquassano e si sprofondano nel mare. Allora i nemici, furibondi, prendono a combattere ad armi corte: con le mani, con i pugni e con le bestemmie.
A un tratto il Papa, colpito gravemente, cade. Subito è soccorso, ma cade una seconda volta e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio.
Senonché, appena morto il Papa, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così rapidamente che la notizia della morte del Papa giunge con la notizia della elezione del suo successore. Gli avversari cominciano a perdersi di coraggio.
Il nuovo Papa, superando ogni ostacolo, guida la nave in mezzo alle due colonne, quindi con una catenella che pende dalla prora la lega a un'ancora della colonna su cui sta l'Ostia, e con un'altra catenella che pende a poppa la lega dalla parte opposta a un'altra ancora che pende dalla colonna su cui è collocata la Vergine Immacolata.
Allora succede un gran rivolgimento: tutte le navi nemiche fuggono, si disperdono, si urtano, si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le altre, mentre le navi che hanno combattuto valorosamente con il Papa, vengono anch'esse a legarsi alle due colonne. Nel mare ora regna una grande calma».
A questo punto Don Bosco interroga Don Rua:
- Che cosa pensi di questo sogno?
Don Rua risponde:
- Mi pare che la nave del Papa sia la Chiesa, le navi gli uomini, il mare il mondo. Quelli che difendono la grande nave sono i buoni, affezionati alla Chiesa; gli altri, i suoi nemici che la combattono con ogni sorta di armi. Le due colonne di salvezza mi sembra che siano la devozione a Maria SS. e al SS. Sacramento dell'Eucaristia.
- Hai detto bene - commenta Don Bosco -; bisogna soltanto correggere una espressione. Le navi dei nemici sono le persecuzioni. Si preparano gravissimi travagli per la Chiesa. Quello che finora fu, è quasi nulla rispetto a quello che deve accadere. Due soli mezzi restano per salvarsi fra tanto scompiglio: Devozione a Maria SS., frequente Comunione.
Il servo di Dio cardinale Schuster, arcivescovo di Milano, dava tanta importanza a questa visione, che nel 1953, quando fu a Torino come Legato Pontificio al Congresso Eucaristico Nazionale, la notte sul 13 settembre, durante il solenne pontificale di chiusura, sulla Piazza Vittorio, gremita di popolo, diede a questo sogno una parte rilevante della sua Omelia.
Disse tra l'altro: « In quest'ora solenne, nell'Eucaristica Torino del Cottolengo e di Don Bosco, mi torna in mente una visione profetica che il Fondatore del Tempio di Maria Ausiliatrice narrò ai suoi nel maggio del 1862. Gli sembrò di vedere la flotta della Chiesa battuta qua e là dai flutti di una orribile tempesta; tanto che, ad un certo momento, il supremo condottiero della nave capitana - Pio IX - convocò a consiglio i gerarchi delle navi minori.
Purtroppo la bufera, che mugghiava sempre più minacciosa, interruppe a mezzo il Concilio Vaticano (è da notare che Don Bosco annunciava questi eventi otto anni prima che avvenissero). Nelle alterne vicende di quegli anni, per ben due volte gli stessi Supremi Gerarchi soccombettero al travaglio. Quando successe il terzo, in mezzo all'oceano furente cominciarono ad emergere due colonne, in cima alle quali trionfavano i simboli dell'Eucaristia e della Vergine Immacolata.
A quella apparizione il nuovo Pontefice - il Beato Pio X - prese animo e con una salda catena, agganciò la nave Capitana di Pietro a quei due solidi pilastri, calando in mare le ancore.
Allora i navigli minori cominciarono a vogare strenuamente per raccogliersi attorno alla nave del Papa, e così scamparono dal naufragio. La storia confermò la profezia del Veggente. Gli inizi pontificali di Pio X con l'ancora sullo stemma araldico coincisero appunto con il cinquantesimo anno giubilare della proclamazione dogmatica della Concezione Immacolata di Maria, e venne festeggiata in tutto l'orbe cattolico. Tutti noi vecchi ricordiamo l'8 dicembre 1904, in cui il Pontefice in San Pietro circondò la fronte del l'Immacolata d'una preziosa corona di gemme, consacrando alla Madre tutta intera la famiglia che Gesù Crocifisso le aveva commesso.
Il condurre i pargoli innocenti e gli infermi alla Mensa Eucaristica entrò parimenti a far parte del programma del generoso Pontefice, che voleva restaurare in Cristo tutto quanto l'orbe. Fu così che, finché visse Pio X, non ci fu guerra, ed Egli meritò il titolo di pacifico Pontefice dell'Eucaristia.
Da quel tempo le condizioni internazionali non sono davvero migliorate; così che l'esperienza di tre quarti di secolo ci conferma che la nave del Pescatore sul mare in burrasca può sperare salvezza solo con l'agganciarsi alle due colonne dell'Eucaristia e dell'Ausiliatrice, apparse in sogno a Don Bosco » (da L'Italia del 13 settembre 1953).
Lo stesso santo card. Schuster, un giorno disse a un Salesiano:
« Ho visto riprodotta la visione delle due colonne. Dica ai suoi Superiori che la facciano riprodurre in stampe e cartoline, e la diffondano in tutto il mondo cattolico, perché questa visione di Don Bosco è di grande attualità: la Chiesa e il popolo cristiano si salveranno con queste due devozioni: l'Eucaristia e Maria aiuto dei cristiani.

 
 
 

Le glorie di Maria

Post n°74 pubblicato il 22 Marzo 2017 da tebtrinacriabra
Foto di tebtrinacriabra

 

Autore:San Alfonso Maria de Liguori

Pubblicato:1750

Cap.1

Salve,Regina, Madre di misericordia: Quanta deve essere la nostra fiducia in Maria, perché è la regina della misericordia.



Poiché la Vergine Maria fu esaltata ad essere madre del Re dei re, ben a ragione la santa Chiesa l'onora e vuole che da tutti sia onorata con il titolo glorioso di regina. «Se il figlio è re, dice sant'Atanasio, giustamente la madre deve essere considerata e chiamata regina». «Sin da quando Maria, scrive san Bernardino da Siena, diede il suo consenso accettando di essere madre del Verbo eterno, da allora meritò di diventare la regina del mondo e di tutte le creature». «Se la carne di Maria, dice sant'Arnoldo abate, non fu divisa da quella di Gesù, come può esser separata la madre dalla sovranità del Figlio? Si deve dunque reputare che la gloria del regno non solo sia comune tra la madre e il Figlio, ma persino la stessa». Se Gesù è re dell'universo, anche Maria è regina dell'universo. «Costituita Regina, con pieno diritto possiede il regno del Figlio». Sicché, dice san Bernardino da Siena, «quante sono le creature che servono Dio, tante debbono servire anche Maria; poiché gli angeli, gli uomini e tutte le cose che sono nel cielo e sulla terra, essendo soggette all'impero di Dio, sono anche soggette al dominio della Vergine gloriosa». Quindi, rivolto alla divina Madre, Guerrico abate così le parla: « Continua dunque, Maria, continua sicura a dominare; disponi pure ad arbitrio dei beni del Figlio tuo, mentre, essendo tu madre e sposa del re del mondo, a te è dovuto, come regina, il regno e il dominio sopra tutte le creature » Maria è dunque regina. Ma sappia ognuno, per comune consolazione, che è una regina dolce, clemente, incline al bene di noi miseri. Perciò la santa Chiesa vuole che in questa preghiera noi la salutiamo e la chiamiamo Regina della misericordia.

Il nome stesso di regina, come osserva il beato Alberto Magno, significa pietà e provvidenza verso i poveri, a differenza del nome d'imperatrice, che significa severità e rigore. La magnificenza dei re e delle regine consiste nel dar sollievo ai miseri, dice Seneca. Quindi mentre i tiranni nel regnare hanno per fine il proprio bene, i re devono avere per fine il bene del loro popolo. Perciò nella consacrazione dei re le loro teste vengono unte con olio, simbolo di misericordia, per indicare che nel regnare essi devono soprattutto nutrire pensieri di pietà e beneficenza verso i sudditi. I re devono dunque dedicarsi principalmente alle opere di misericordia, ma non al punto di dimenticarsi di esercitare la giustizia verso i colpevoli, quando è necessario. Non così Maria, la quale, benché regina, non è però regina della giustizia, intenta al castigo dei malfattori, ma regina della misericordia, intenta solo alla pietà e al perdono dei peccatori. Perciò la Chiesa vuole che la chiamiamo espressamente regina della misericordia. Il gran cancelliere di Parigi, Giovanni Gersone, riflettendo sulle parole di Davide: « Due cose ho udito: che a Dio appartiene il potere, e a te, Signore, la misericordia » (Sal 61,12), dice che, poiché il regno di Dio consiste nella giustizia e nella misericordia, il Signore l'ha diviso: il regno della giustizia lo ha riservato per sé e il regno della misericordia l'ha ceduto a Maria, ordinando che tutte le misericordie che si dispensano agli uomini passino per le mani di Maria e a suo arbitrio vengano dispensate. Lo conferma san Tommaso nella prefazione alle Epistole canoniche, dicendo che la santa Vergine, allorché concepì nel seno il Verbo divino e lo partorì, ottenne la metà del regno di Dio, divenendo la regina della misericordia, mentre Gesù Cristo resta re della giustizia. 

L'eterno Padre costituì Gesù Cristo re di giustizia e perciò lo fece giudice universale del mondo. Così il profeta cantò: « O Dio, da' al re il tuo giudizio, al figlio del re la tua giustizia » (Sal 71,2). Qui un dotto interprete riprende: « Signore, tu hai dato al Figlio tuo la giustizia, perché alla madre del re hai dato la tua misericordia». Quindi san Bonaventura ben modifica il suddetto passo di Davide dicendo: « O Dio, da' al re il tuo giudizio e alla Madre di lui la tua misericordia». Allo stesso modo l'arcivescovo di Praga Ernesto dice che l'eterno Padre ha affidato al Figlio il compito di giudicare e punire e alla Madre il compito di compatire e soccorrere i miseri. Perciò il profeta Davide predisse che Dio stesso, per così dire, consacrò Maria come regina di misericordia ungendola con olio di allegrezza (Sal 44,8), affinché tutti noi miseri figli di Adamo ci rallegrassimo pensando di avere in cielo questa grande regina tutta piena di unzione di misericordia e di pietà verso noi, come scrive san Bonaventura. A tale proposito il beato Alberto Magno fa una felice applicazione della storia della regina Ester alla nostra regina Maria, della quale Ester fu figura. Si legge nel libro di Ester al capitolo 4 che, sotto il regno di Assuero, fu pubblicato nei suoi stati un decreto con cui si ordinava la morte di tutti i Giudei. Allora Mardocheo, che era uno dei condannati, raccomandò la loro salvezza a Ester, affinché s'interponesse presso il re, allo scopo di ottenere la revoca della sentenza. Dapprima Ester ricusò quest'incarico, temendo di accrescere la collera di Assuero. Ma Mardocheo la rimproverò e le mandò a dire che non pensasse a salvare solo se stessa, mentre il Signore l'aveva posta sul trono per ottenere la salvezza a tutti i Giudei: « Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti i Giudei, perché tu sei nella casa del re » (Est 4,13 Volg.). Così disse Mardocheo alla regina Ester e così possiamo dire anche noi poveri peccatori alla nostra regina Maria, se mai esitasse ad impetrare da Dio la liberazione dal castigo giustamente da noi meritato: « Non pensare di salvare solo te stessa fra tutti gli uomini, perché tu sei nella casa del re. Non pensare, Signora, che Dio ti abbia esaltata ad essere la regina del mondo solo per provvedere al tuo bene, ma affinché tu, fatta così grande, possa più compatire e meglio soccorrere noi miseri ». Assuero, allorché vide Ester alla sua presenza, le domandò con amore che cosa fosse venuta a chiedergli: « Qual è la tua domanda? ». La regina rispose: « Se mai ho trovato grazia agli occhi tuoi, o re, donami il popolo mio, per cui ti prego » (Est 7,2.3 Volg.).

Assuero l'esaudì, ordinando subito che si revocasse la sentenza. Ora, se Assuero accordò a Ester, perché l'amava, la salvezza dei Giudei, come potrà Dio non esaudire Maria, poiché la ama immensamente, quando lo prega per i miseri peccatori che a lei si raccomandano e gli dice: « Mio re e Dio, se mai ho trovato grazia presso di te (ma ben sa la divina Madre di essere stata la benedetta, la beata, la sola fra tutti gli uomini a trovare la grazia perduta dagli uomini; ben sa di essere la diletta del suo Signore, amata più di tutti i santi e angeli insieme), donami il popolo mio, per cui ti prego. Se mai mi ami, donami, Signore, questi peccatori per cui ti supplico ». E possibile che Dio non l'esaudisca? E chi non sa la forza che le preghiere di Maria hanno presso Dio? « La legge della clemenza è sulla sua lingua » (Pro 31,26 Volg.). Ogni sua preghiera è come una legge stabilita dal Signore, che si usi misericordia a tutti coloro per cui intercede Maria. Chiede san Bernardo: « Perché la Chiesa chiama Maria Regina di misericordia? ». E risponde: « Perché noi crediamo che ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge».

Ma possiamo noi temere che Maria disdegni d'interporsi per qualche peccatore, vedendolo troppo carico di peccati? Ci deve forse spaventare la maestà e la santità di questa grande regina? « No, dice san Gregorio, la grandezza e la santità di Maria la rendono ancor più dolce e pietosa verso i peccatori che vogliono emendarsi e a lei ricorrono». I re e le regine con l'ostentazione della loro maestà incutono timore e fanno si che i sudditi temano di andare alla loro presenza. «Ma che timore, dice san Bernardo, può avere l'umana fragilità di andare verso questa regina della misericordia, poiché in lei non vi è nulla di terribile o di austero, ma si dimostra tutta dolcezza e affabilità? Maria non solo dona, ma ella stessa offre a tutti noi latte e lana»: latte di misericordia per animarci alla fiducia e lana di rifugio per ripararci dai fulmini della divina giustizia. Narra Svetonio che l'imperatore Tito non sapeva negare nessuna grazia a chiunque gliela chiedeva; anzi che a volte prometteva più di quello che poteva mantenere e a chi glielo faceva notare rispondeva che il principe non doveva lasciare andar via scontento nessuno di coloro che avesse ammesso a parlargli. Tito così diceva, ma in realtà poi spesso o mentiva o mancava alle promesse. Ma la nostra regina non può mentire e può ottenere tutto quello che vuole per i suoi devoti. 

Ella ha un cuore così benigno e pietoso, che non può permettere di lasciare nella tristezza chiunque la prega, come scrive Ludovico Blosio. San Bernardo così le parla: « Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi ». Quindi tu devi avere più cura di me di tutti gli altri. « Regna dunque su di noi, o regina della misericordia » e pensa a salvarci. « Non ci stare a dire, o Vergine sacrosanta, aggiunge san Gregorio Nicomediense, che non puoi aiutarci per la moltitudine dei nostri peccati, perché hai una tale potenza e pietà, che nessun numero di colpe può mai superarle. Niente resiste alla tua potenza, poiché il tuo Creatore, che è anche il nostro, onorando te che gli sei madre, considera come sua la gloria tua». E sebbene Maria abbia un obbligo infinito verso il Figlio per averla destinata ad essere sua madre, tuttavia non si può negare che anche il Figlio è molto obbligato a questa Madre per avergli dato l'essere umano; perciò Gesù, «quasi per ricompensare quanto deve a Maria, godendo della sua gloria», l'onora specialmente con l'esaudire sempre tutte le sue preghiere. Grande deve essere dunque la nostra fiducia in questa Regina, sapendo quanto è potente presso Dio e sapendo d'altra parte quanto è ricca e piena di misericordia, sicché non vi è nessuno sulla terra che non sia partecipe della pietà e dei favori di Maria. La beata Vergine stessa lo rivelò a santa Brigida. « Io sono, le disse, la regina del cielo e la madre della misericordia; io sono l'allegrezza dei giusti e la porta per condurre i peccatori a Dio. Non c'è sulla terra peccatore che sia così maledetto da essere privato finché vive della mia misericordia; poiché ciascuno, se non ricevesse altro per la mia intercessione, riceve la grazia di essere meno tentato dai demoni di quel che altrimenti sarebbe». «Nessuno poi, soggiunse, purché non sia stato assolutamente maledetto - vale a dire con la finale e irrevocabile maledizione riservata ai dannati - nessuno è così rigettato da Dio che, se mi abbia invocata in suo aiuto, non ritorni a Dio e goda della sua misericordia». «Io sono chiamata da tutti la madre della misericordia e veramente la misericordia di Dio verso gli uomini mi ha fatta così misericordiosa verso di loro. Perciò sarà misero chi, finché può farlo, non ricorre a me » Si, sarà misero e misero per sempre chi potendo in questa vita ricorrere a me, che sono così pietosa con tutti e tanto desidero aiutare i peccatori, non ricorre a me e si danna.

Ricorriamo dunque, ricorriamo sempre ai piedi di questa dolce regina, se vogliamo sicuramente salvarci; e se ci spaventa e ci scoraggia la vista dei nostri peccati, pensiamo che Maria è stata fatta regina della misericordia per salvare con la sua protezione i più grandi e colpevoli peccatori che a lei si raccomandano. Questi devono essere la sua corona in cielo, come le disse il suo divino sposo: « Vieni dal Libano, o mia sposa, vieni dal Libano; sarai incoronata... dalle tane dei leoni, dai monti dei leopardi » (Ct 4,8). E chi mai sono questi covili di fiere e mostri, se non i miseri peccatori, le anime dei quali diventano covili di peccati, i mostri più deformi che possano trovarsi? Proprio di questi miserabili peccatori, commenta Ruperto abate, salvati per mezzo tuo, o gran regina Maria, sarai poi coronata in paradiso, poiché la loro salvezza sarà la tua corona; corona ben degna e propria di una regina della misericordia. « Tu sarai coronata dalle tane di tali leoni e la loro salvezza sarà la tua corona » A tale proposito si legga il seguente esempio.

Esempio

Si narra nella vita di suor Caterina di sant'Agostino che, nel luogo dove viveva questa serva del Signore, si trovava una donna chiamata Maria, la quale in gioventù era stata peccatrice e anche nella vecchiaia seguitava ostinatamente a essere perversa tanto che, scacciata dai cittadini e confinata a vivere in una grotta fuori del suo paese, vi morì quasi putrescente, abbandonata da tutti e senza sacramenti e perciò fu sepolta in campagna come una bestia. Suor Caterina, che era solita raccomandare a Dio con grande affetto tutte le anime di coloro che trapassavano all'altra vita, avendo appreso la morte disgraziata di questa povera vecchia, non pensò affatto a pregare per lei, ritenendola, come tutti la ritenevano, dannata. Passati quattro anni, un giorno le si presentò dinanzi un'anima purgante, che le disse: - Suor Caterina, che mala sorte è la mia? Tu raccomandi a Dio le anime di tutti coloro che muoiono e solamente dell'anima mia non hai avuto pietà? - Chi sei tu? - disse la serva di Dio. - Io sono - rispose - quella povera Maria che morì nella grotta. - Ma come, tu sei salva? - riprese suor Caterina. - Si, sono salva per misericordia di Maria Vergine. - E come? - Quando mi vidi vicina alla morte, sentendomi così piena di peccati e abbandonata da tutti, mi rivolsi alla Madre di Dio e le dissi: Signora, tu sei il rifugio degli abbandonati; io sono adesso abbandonata da tutti; tu sei l'unica speranza mia, tu sola mi puoi aiutare, abbi pietà di me. La santa Vergine ottenne per me un atto di contrizione, morii e mi salvai. E la mia regina mi ha ottenuto anche un'altra grazia: che l'intensità delle mie sofferenze abbreviasse la durata della mia espiazione che avrebbe dovuto prolungarsi per molti più anni; ma ho bisogno di alcune messe per liberarmi dal purgatorio. Ti prego di farmele dire e ti prometto di pregare poi sempre Dio e Maria per te. Suor Caterina fece subito celebrare le messe e dopo pochi giorni le apparve di nuovo quell'anima, più luminosa del sole, e le disse: - Ti ringrazio, Caterina. Ecco, io me ne vado già in paradiso a cantare le misericordie del mio Dio e a pregare per te.

Preghiera

O Maria, Madre del mio Dio e mia signora, come si presenta a una gran regina un povero coperto di piaghe e ripugnante, così io mi presento a te, che sei la regina del cielo e della terra. Dall'alto trono in cui siedi, non disdegnare, ti prego, di volgere i tuoi occhi verso di me, povero peccatore. Dio ti ha fatta così ricca per soccorrere i poveri e ti ha costituita regina della misericordia, affinché tu possa dare sollievo ai miseri. Guardami dunque e compatiscimi. Guardami e non mi lasciare, finché tu non mi abbia cambiato da peccatore in santo. Vedo bene che non merito niente, anzi che per la mia ingratitudine meriterei di essere spogliato di tutte le grazie che per mezzo tuo ho ricevuto dal Signore. Ma tu sei la regina della misericordia e non vai cercando meriti, ma miserie per soccorrere i bisognosi. E chi è più povero e bisognoso di me? O Vergine eccelsa, so bene che tu, essendo la regina dell'universo, sei anche la mia regina; ma in modo più particolare voglio dedicarmi tutto al tuo servizio, affinché tu disponga di me come ti piace. Perciò ti dico con san Bonaventura: « O Signora, voglio affidarmi alla tua potestà, perché tu mi sostenga e governi in ogni cosa. Non mi abbandonare a me stesso». Comandami, serviti di me a tuo arbitrio, castigami quando non ti ubbidisco: quanto salutari saranno per me i castighi che mi verranno dalle tue mani! Io stimo più essere tuo servo che essere signore di tutta la terra. « Io sono tuo: salvami! » (Sal 118,94). Accettami, o Maria, come tuo e come tuo pensa tu a salvarmi. Io non voglio più essere mio, mi dono a te. E se per il passato ti ho servito male, avendo perduto tante belle occasioni di onorarti, per l'avvenire voglio unirmi ai tuoi servi più amanti e più fedeli. No, non voglio che nessuno mi superi da oggi in poi nell'onorare e amare te, mia amabilissima regina. Così prometto e così spero di fare con il tuo aiuto. Amen, amen.


 

 
 
 

Post N° 73

Post n°73 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da tebtrinacriabra
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Vangelo della Domenica

Post n°72 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da tebtrinacriabra
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                              LA  PAROLA DI DIO

"Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:Voce di uno che grida nel deserto:Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri!Ogni burrone sarà riempito,ogni monte e ogni colle sarà abbassato;le vie tortuose diverranno dirittee quelle impervie, spianate.gni uomo vedrà la salvezza di Dio!"S.Luca 3,1-6.


CONTESTO STORICO

S.Luca oltre ad essere medico(Colossesi 4,14),era pittore e secondo la Tradizione,dipinse la prima icona della Madonna.Ma San Luca era uno storico.Egli vuole indicare ai credenti la storicità degli eventi.Ci dice che S.Giovanni Battista iniziò la sua missione nell'anno 15° di Tiberio Cesare.Tiberio Cesare regnò dal 14 d.c al 37 d.c. Quindi il 15° anno è il 29 d.c.E aggiunge che Pilato era governatore della Giudea(dal 26 al 36 d.c) .Ci informa inoltre che Erode(Antipa) era tetrarca della Galilea(dal 4 a.c al 39 d.c),e suo fratello Filippo tetrarca dell'Iturea e della Traconitide(dal 4 a.c al 34 d.c),mentre Lisania era tetrarca dell'Abilene(intorno al 25 d.c).Inoltre Caifa era sommo sacerdote(dal 18 al 36 d.c).Insomma era l'anno 29 d.c Dopo aver inquadrato la cornice storica,S.Luca ci dice che Dio inviò il Battista come precursore del Messia.Difatti Gesù inizierà la missione pubblica (nel 30 d.c).

                                          MEDITAZIONE

Il profeta Isaia aveva annunciato"Una voce grida:«Nel deserto preparate la via al Signore,spianate nella steppa la strada per il nostro Dio." Isaia 40,3.Queste parole combaciano con quelle del profeta Malachia"Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti" Malachia 3,1.Dio nella sua prima venuta si è fatto precedere da un messaggero,perché bisognava che il popolo fosse degno di riceverlo.Dio nella sua infinita misericordia si fa annunciare per dare modo al popolo di farsi trovare pronto.L'annuncio è la parte essenziale.È interessante notare come S.Giovanni sia contemporaneamente l'ultimo profeta ad annunciare la venuta del Signore,e quindi appartiene al vecchio testamento,ma anche il primo ad indicare che Gesù è il Messia e pertanto,appartiene al nuovo testamento.S.Giovanni percorre tutta la regione del Giordano(v3),"percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati"(v3).Giovanni è stato "voce di uno che grida nel deserto".È un'apparente ccontraddizione,perché gridare nel deserto?Nella solitudine?Il deserto di cui si parla in questo caso è il cuore.Questo deserto che è il cuore ha bisogno di Dio"Come la cerva anelaai corsi d'acqua,così l'anima mia anelaa te, o Dio.L'anima mia ha sete di Dio,del Dio vivente:quando verrò e vedròil volto di Dio?"Salmo 42,2,3.Il cuore che si apre al Signore riceve l'acqua viva"«...Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla pe  la vita eterna" S.Giovanni 4,13,14.

                                                CONCLUSIONE

"Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio"(v6).La salvezza è per tutti,quindi tutti vedranno e potranno accedere alla salvezza.Gesù significa"Dio salva",ecco è proprio Gesù l'unico Salvatore:"In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati" Atti 4,12.Non dimentichiamo di essere imitatori della Madonna che ha sempre detto si al Signore. 

 
 
 

Novena all'Immacolata

Post n°71 pubblicato il 02 Dicembre 2016 da tebtrinacriabra
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4° giorno
Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa' che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo. Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen3 Ave Maria

 
 
 

Novena all'Immacolata

Post n°70 pubblicato il 01 Dicembre 2016 da tebtrinacriabra
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3° giorno
Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo.3 Ave Maria

 

 

 

 
 
 

Novena all'Immacolata

Post n°69 pubblicato il 30 Novembre 2016 da tebtrinacriabra
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2° giorno
Ti saluto, o Maria, tutta pura, tutta irre-prensibile e degna di lode. Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali. Compatisci, o purissima, l'infermità dell'a-nima mia. Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finché durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi.3 Ave Maria

 
 
 

Novena all'Immacolata 11

Post n°68 pubblicato il 29 Novembre 2016 da tebtrinacriabra
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1° giorno

MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi. Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l'opera sublime della Redenzio-ne e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvato-ri insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere "segni" di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. 3Ave Maria

 

 

 
 
 

Supplica alla Madonna della medaglia miracolosa

Post n°67 pubblicato il 27 Novembre 2016 da tebtrinacriabra
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SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora tua, o Maria, l'ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest'ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti.
Tu che hai promesso, proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti.
Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch'essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

                             Salve Regina

Salve Regina,Madre di Misercordia, vita dolcezza speranza nostra salve.A te ricorriamo,esuli figli di Eva;a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.Orsù dunque,avvocata nostra,rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.E mostraci,dopo questo esilio,Gesù,il frutto benedetto del tuo seno.O clemente,o pia,o dolce Vergine Maria.

 

 

 
 
 

Vangelo della Domenica

Post n°66 pubblicato il 26 Novembre 2016 da tebtrinacriabra
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Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Gesù parla della seconda venuta.Questa seconda venuta nella fine dei tempi,verrà all'improvviso.Sarà come il diluvio.Infatti Gesù ci  ricorda"Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluviio e li fece morire tutti."Luca 17.La creazione sarà rinnovata. Possiamo esaminare tre fasi nella creazione.Prima fase:Dio crea il sole la lune e le stelle per illuminare il giorno e la notte(Genesi 1,14,15).
Seconda fase:La nascita di Gesù venuto nella "pienezza dei tempi"(Galati 4,4),divide in 2 la storia dell'uomo.
Tersa fase:Prima della seconda venuta di Gesù, la creazione darà i segni della sua fine.Il sole e la luna si oscureranno(Isaia 13,10;Gioele 2,10).
Dopo le 3 fasi inizierà la nuova creazione.
È interessante notare il simbolismo del tempio del quale Gesù annuncia la distruzione.Gli israeliti nella loro storia hanno costruito 3 templi.
1)Tempio di Salomone 826 a.c Distrutto nel 586 a.c da Nabucodonosor
2) Tempio Costruito dopo il ritorno dall'esilio babilonese (538 a.c).
3)Tempio di ErodeIniziato il 19 a.c fu utilizzato come luogo di preghiera soltanto nel 64 d.c.Venne distrutto nel 70 d.c dai Romani su ordine dell'imperatore Tito.
Il tempio si trovava sempre a Gerusalemme capitale d'Israele.Il tempio era composto da varie parti tutte accessibili al popolo tranne una"Il Santo dei Santi",nel quale poteva entrare il sacerdote e solo una volta l'anno.Dopo la morte di Gesù avvenne che:" Il velo del tempio si squarciò a metà" Luca 24,45.Il velo squarciato è il segnale che da quel momento in poi il tempio aveva esaurito la sua funzione e che da quel momento in poi,  grazie al sacrificio di Gesu,ognuno di noi mediante lo Spirito di Dio diventava tempio del Signore:"Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" 1 Corinzi 3,19  e:"Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!" 1 Corinzi 6,15.Quindi l'Apostolo Paolo ispirato dallo Spirito Santo ci rivela che lo Spirito di Dio abita in ognuno di noi e che siamo il nuovo tempio.Siamo membra di Cristo,perché la Chiesa è il corpo mistico di Cristo:"Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli" 1 Corinzi 12,27,28.Ecco allora che l'edificio è formato da pietre rese vive da Cristo:"...se davvero avete gustato che buono è il Signore. Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale" 1 Pietro 2,3-5. Ecco il messaggio di Gesù il vecchio tempio era composto da pietre non vivificate ma il nuovo tempio è vivo.Gesù ci coinvolge,in una missione,annunciare :"Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga" 1 Corinzi 11,26 .Gesù ha stabilito la sua Chiesa quale strumento di salvezza per le genti,ed ha costituito la Chiesa Cattolica su S.Pietro ed i suoi successori(i Papi).Solo nella barca di Pietro(la Chiesa Cattolica) abbiamo la presenza autenticata del Signore.Dopo il Giudizio la Chiesa vivrà nel Paradiso e:"Non vi sarà più notte,e non avranno più bisognodi luce di lampada né di luce di sole,perché il Signore Dio li illuminerà.E regneranno nei secoli dei secoli"Apocalisse 22,5. 

 
 
 

Vangelo della Domenica

Post n°65 pubblicato il 19 Novembre 2016 da tebtrinacriabra

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
                      Situazione storicaLa Palestina era stata occupata dai Romani nel 63 a.c per ordine di Pompeo.Il dominio romano  sulla Palestina durerà 632 anni terminando nel 638 d.c.È in questo contesto che i contemporanei di Gesù aspettavano l'arrivo del Messia che secondo loro,avrebbe cacciato i Romani e restaurato l'antico regno davidico.Per questo nel processo preferiranno il violento Barabba,proprio perché Barabba era un falso messia che voleva espellere i romani dalla Palestina.
" Le sofferenze di Gesù hanno preso la loro forma storica concreta dal fatto che egli è stato "riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi" (Mc 8, 31), i quali lo hanno consegnato "ai pagani perché sia schernito e flagellato e crocifisso" (Mt, 20, 19)» (CCC, 572).
                 Meditazione
I capi(Farisei e Sadducei),  erano riusciti a fare crocifiggere Gesù  e quindi avevano raggiunto il loro obiettivo.Fecero crociffiggere Gesù con l'accusa di essersi proclamato re.In effetti Gesù è Re anzi, è il Re dei Re"(Apocalisse 19,16).Ma il Regno di Gesù non  è terrestre ma celeste.Gesù non vuole conquistare territori ma anime,il suo regno non  si basa sul  potere  ma sul servizio.Questo Regno non poteva essere creduto da chi non apre il cuore e la mente a Dio ed al prossimo.I Farisei e i Sadducei erano cosi accecati dalla luce divina di Gesù da non riconoscere in Lui il loro vero Re.Fa effetto leggere "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso" e subito dopo "Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei".Arrivano a dire di non avere altro oltre Cesare,e ritengono Gesù debole perché non scendeva dalla Croce. Gesù poteva salvare se stesso essendo l'Onnipotente ma,ha dato la sua vita per salvare tutti noi.I potenti non riconobbero Gesù, mentre uno dei due ladroni lo riconobbe come Dio.È bastata una breve preghiera fatta col cuore,perchè Gesù si dimenticasse dei  peccati del ladrone e gli promettesse il Paradiso.Lo stesso vale per noi.Gesù è impaziente vuole donarci il suo perdono,ma noi dobbiamo chiederlo.In Gesù ci sono dimenticanza e memoria.Dimenticanza dei nostri peccatiGesù aspetta impaziente il nostro ritorno e dimentica tutti i peccati se c'e pentimento"poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato"Geremia 31,34.
Ma in Gesù vi è altresì memoria.Gesù non si dimentica di nessuno "Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,il Signore mi ha dimenticato».Si dimentica forse una donna del suo bambino,così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?Anche se costoro si dimenticassero,io invece non ti dimenticherò mai."Isaia 49,14-16.
 "Egli ci ha tutti conosciuti e amati nell'offerta della sua vita" (CCC, 616).
               Vivere il Vangelo oggiLa Croce continua ad essere strumento di salvezza.Non soltanto la Croce del Signore,ma la croce che portiamo ogni giorno.Possiamo definire la croce come la carta d'identità dei cristiani.Portando la croce siamo aiutati dal nostro Dio.Gesù diventa il nostro cireneo e ci  aiuta a portare la croce.Oggi possiamo essere umiliati possiamo sentirci dire "Dov'e il vostro Dio?".Il nostro Dio  è al nostro fianco in ogni occasione.Non importa quale tipo di sofferenza stiamo vivendo o quale difficoltà stiamo attraversando perche Gesù ci ha preceduti nella sofferenza e nelle difficoltà.Può succedere pure che siamo derisi e umiliati dai ricchi dai potenti ma proprio loro facendo questo e  senza saperlo,contribuiscono a renderci più simili a Gesù.

Meditiamo questa profezia del profeta Isaia sul Messia.(scritta  circa 700 anni prima di Cristo).
"Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. "Isaia 53,3-5

 
 
 

Apparizioni a Rue bac (1830)

Post n°64 pubblicato il 18 Novembre 2016 da tebtrinacriabra

Apparizioni della Madonna a Rue Bac (1830)

 

La nitte del 1luglio alle ore 23:30, Suor Labourè,Suora delle figlie della  Carità di San Vincenzo de Paoli,sentì ai piedi del letto  qualcuno che la chiamava  "Suor Labourè! "Suor Labourè".La santa su svegliò e vide un bimbo all'apparente  età di 5 anni(in realtà era il suo Angelo custode),che le disse di recarsi nella Cappella dicendole "Vieni in cappella la Madonna ti aspetta".Suor Labourè non esitò e seguì il suo Angelo custode.Appena giunsero nel Prespiterio, Suor Labourè senti come un fruscio di vesti di seta,ed ecco dal lato destro dal quadro di San Giuseppe apparire la Madonna.Appena la suora vide la Madonna,con una felicità incontenibile si inginocchiò giunse le mani e le appoggiò sul grembo della Madre di Dio. La Madonna e Suor Labourè colloquiarono per 2 ore.Prima di andarsene la Madonna le disse" Ritornerò, figlia mia,perchè ho una missione da affidarti!".La Madonna aveva tra le mani un globo che di colpò si alzò,le mani della Santa Vergine si abbassarono e dalle mani della Vergine uscivano raggi luminosi.Questi raggi dirà la Madre di Dio,sono simbolo delle grazie che la Madonna sparge su coloro che gliele chiedono.Di colpi si formò un quadro ovale lettere d'oro recando la scritta  "O Maria concepita senza peccato prega per noi che a te ricorriamo" dopo apparve una M sormontata da una Croce.
. Ebbe così inizio, tra la Mamma Celeste e l'umile suora, un colloquio durato oltre due ore. Prima di scomparire, come qualcosa che si spegne, la SS. Vergine disse a S. Caterina: "Ritornerò, figlia mia, perché ho una missione da affidarti!". Sotto la M apparvero brillanti il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria,il tutto era circondato da 12 stelle.Suor Labourè senti una voce che le disse"Fai coniare la medaglia su questo modello,le persone che la porteranno al collo con fiducia,riceveranno grandi  grazie". La medaglia  dell'Immacolata venne coniata due anni dopo(1832), e per il grande numero di grazie ottenuti,venne ribattezzata  "La medaglia miracolosa".

!". La medaglia dell'Immacolata, coniata nel 1832, fu denominata dal popolo stesso Medaglia Miracolosa per eccellenza, per il gran numero di grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria.Il 27 novembre 1830,la Madonna apparve per la seconda volta a Suor Labourè.La suora sentì un fruscio di veste di seta e vide sull'altare la Madre di Dio.La Madonna reggeva tra le mani un globo che offriva a Dio con atteggiamento materno.La suora udì una voce che le disse"Questo globo simboleggia il mondo intero ed ogni anima in particolare".

 
 
 

Novena alla Vergine della medaglia miracolosa

Post n°63 pubblicato il 18 Novembre 2016 da tebtrinacriabra

 


LA NOVENA ALLA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA


Da recitarsi in preparazione alla Festa del 27 Novembre
O Immacolata Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, compresi dalla più viva confidenza nella tua potentissima intercessione, manifestata così spesso attraverso la Medaglia, noi fedeli tuoi figli, t'imploriamo di ottenerci le grazie e i favori che domandiamo durante questa Novena. Affidiamo a te i bisogni della Chiesa, le intenzioni del Santo Padre, le necessità delle nostre famiglie e del mondo intero. Raccomandiamo in modo particolare alla tua materna intercessione i peccatori, i poveri, quanti soffrono nel corpo e nello spirito.

(Chiedere le grazie che si desiderano ricevere)

Ti chiediamo, o Maria, soprattutto la liberazione dal peccato e l'impegno costante nel bene, per orientare a Dio ogni nostro pensiero, parola ed opera. Ottienici anche dal tuo divin Figlio lo spirito di preghiera e di penitenza, la fedeltà alla nostra vocazione battesimale per tutta la vita, fino al giorno in cui raggiungeremo la beata dimora, dove tu risplendi Regina degli angeli e dei santi, Mediatrice di grazia per l'intera umanità redenta da Cristo Signore. Amen. 


Ave, Maria 
O Maria concepita ..
 

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai udito dire che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia stato da te abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, e consapevole dei miei peccati mi prostro a chiederti pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltale benigna ed esaudiscile. Amen.

Salve, Regina 
O Maria concepita

  senza peccato prega per noi a che te ricorriamo

 
 
 

Apologetica parte 1

Post n°62 pubblicato il 16 Novembre 2016 da tebtrinacriabra

1a.La Perpetua Verginitá della Madonna.La santa Vergine fin dal I° d.c venne chiamata "apartenion" ovvero "sempre vergine".E questa era l'opinione di tutti i cristiani,ma con lo scisma protestante si diffusero eresie senza numero.Secondo i protestanti(Tranne Luterani e pochi altri),la Madonna ha avuto altri figli.Affermano questo prendendo fuori contesto i seguenti versetti biblici:

"Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi"Mt 13,55 
"Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano" Marco 3,31,32
"Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?»Marco 5,3.
Altri versetti che fanno riferimento ai "fratelli" di Gesù sono:Giovanni 2,12/7,3-10;Atti 1,14;Galati 1,19.In Ebraico non esistono termini generici per cugino.Infatti il termine "ha"(Aha in aramaico),designa sia i fratelli che i parenti in generale.1b.Esempi bibliciAbramo era zio di Lot "Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello.."Genesi 12,5,ma i due si chiamano fratelli."Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli."Genesi 13,8
Abramo era zio di Betuel "Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma che andrai nella mia terra, tra la mia parentela" Genesi 24,2-4
ma i due son detti fratelli
".. disse: «Sia benedetto il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare bontà e fedeltà verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via fino alla casa dei fratelli del mio padrone"Genesi 24,27  Giacobbe e Labano
"Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Làbano e Làbano corse fuori da quell'uomo al pozzo"Genesi 24,
Artaserse era sposato con Ester ma la chiama sorella(Ester 5,7).In Levitico 10,4 son chiamati fratelli i cugini di II° grado:
"Mosè chiamò Misaele ed Elsafàn, figli di Uzzièl, zio di Aronne, e disse loro: «Avvicinatevi, portate via questi vostri fratelli dal santuario.." In 1 Cronace 23,21,22 i cuginisono chiamati fratelli :

'"Figli di Merarì: Maclì e Musì. Figli di Maclì: Eleàzaro e Kis. 22Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli."
1b.I "fratelli di GesùIn base ai versetti citati è facile capire chd "fratelli" presso gli ebrei (ma anche in altri popoli),indichi sia fratelli carnali che parenti
1.Giuda  Giacomo e Giuseppe(Ioses)Sono fratelli.Sono figli di Alfeo e l'altra Maria.Vediamolo nella Bibbia:
"Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe..."
"Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome"
"Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli ..."

".... Giacomo, figlio di Alfeo..."(Luca 6,15);"....Giacomo figlio di Alfeo"(Atti 1,13).Giuda era fratello di Giacomo:
"Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo"(Giuda 1,1).
Simone il "fratello" di Gesù é stato il 2° Vescovo di Gerusalemme ed era cugino di Gesù.
Alfeo era il fratello di S.Giuseppe e pertanto zio di Gesù.Riassumendo:Giuda,Giacomo e Ioses sono figli dell'altra Maria.Simone é figlio di Clopa zio di Gesù.Da notare che la Bibbia non parla di figli della Vergine ma di "fratelli di Gesù.Gesù é chiamato "il figlio di Maria" indicando che era figlio unico di Maria:
"...Non è costui il falegname, il figlio di Maria ......"(Marco 6,3). Inoltre in Atti 1,14 é detto:"Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui"(Atti 1,14).Il testo non dice che i fratelli di Gesù sono figli di Maria,altrimenti avrebbe detto"insieme a Maria ed i suoi figli"...Ma dice"insieme a Maria,la madre di Gesù,e ai fratelli di lui".
" da Eusebio, parla di Cleofa fratello di Giuseppe (il padre di Gesù), ed in seguito aggiunge: 'καὶ μετὰ τὸ μαρτυρῆσαι Ἰάκωβον τὸν δίκαιον'e                                                             dopo l'essere martirizzato Giacomo il Giusto,'ὡς καὶ ὁ κύριος ἐπὶ τῷ αὐτῷ λόγῳ'                                                                               come anche il Signore, secondo lo stesso racconto,'πάλιν ὁ ἐκ θείου αὐτοῦ'                                                                                                  ancora il (figlio ) dello zio di lui (del Signore ),'Συμεὼν ὁ τοῦ Κλωπᾶ καθίσταται ἐπίσκοπος'Simeone,                                                  il (figlio ) di Clopa, sedette vescovo,'ὃν προέθεντο πάντες'il quale proposero tutti,'ὄντα ἀνεψιὸν τοῦ κυρίου δεύτερον'.         essendo cugino del Signore secondo(Traduzione letterale).
1c.Il Figlio primogenito.Se é dimostrato che la Madonna non ha mai avuto figli perché S.Matteo dice che Gesù é il figlio primogenito di Maria?Innanzitutto é bene notare che il termine "Primogenito"  riferito a Gesù ha significato di "Primo-Leader".(Vedi Colossesi 1,15-18;Ebrei 1,6).Presso gli Ebrei la primogenitura era un diritto legale.Ma Gesù é Primogenito del Padre,se vale lo stesso ragionamento adottato su Mt 1,25 allora Dio Padre ha altri figli.Ma se la Vergine avesse avuto altri figli non ci sarebbe stato bisogno che Gesù l'affidasse al discepolo che amava(S.Giovanni Evangelista) .
"Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé".
Per legge i figli dovevano prendersi cura dei genitori,e la Vergine non avendo altri figli oltre Gesù venne affidata a S.Giovanni.
In Numeri 3,40 leggiamo"Il Signore disse a Mosè: «Censisci tutti i primogeniti maschi tra gli Israeliti, da un mese in su, e conta i loro nomi."Erano unigeniti (almeno fino a quel momento),ma sono chiamati primogeniti.
E ancora:
"e all'assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti" Ebrei 12,23.Ciò non significa che tutti i cristiano siano primogeniti ma,che sono nati in Cristo.


"Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé".
Per legge i figli dovevano prendersi cura dei genitori,e la Vergine non avendo altri figli oltre Gesù venne affidata a S.Giovanni.
Inoltre c'e da dire che la Madonna non aveva figli prima di Gesù(Isaia 7,14;Mt 1,25).Vediamo che nell'episodio dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio( Luca 2,41-47)), erano solo Gesù Giuseppe e Maria,e Gesù aveba 12 anni.Alle nozze di Cana quando Gesù aveva quasi 30 anni sono invitati Gesù e Maria,segno che San Giuseppe era già morto e che Gesù non aveva fratelli.
"Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli"
Sotto la Croce di Gesù oltre alla Madonna c'erano alcuni parenti ma nessuno dei "fratelli.

Un epitaffio giudaico scoperto in Egitto e datato dell'anno 5° dopo Cristo (25° di Augusto) chiama "primogenito" il figlio di una donna morta di parto. (op. cit. Diz. di Mariologia p. 487)
1d. E Giuseppe non conobbe Maria finche...Alcuni pretendono dire che dopo la nascita di Gesù San Giuseppe ebbe rapporti con la Vergine.Innanzitutto ciò é blasfemo ma anche falso.Quando l'Arcangelo S.Gabriele fu inviato da Dio per dare l'Annuncio alla Santa Vergine,la Madonna ridpose:
"Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?"
Questo non conosco uomo è un voto di castitá perpetuo.Inoltre si sa che la Madonna gia dai 12 anni viveva nel Tempio e aveva giurato castitá a vita.Ma perche S.Matteo dice "finché"?Sembrerebbe alluda a rapporti matrimoniali dopo la nascita di Gesù.In effetti vuole solo dire che Gesù é nato dallo Spirito Santo e non per rapporti tra Maria e Giuseppe.Ma nella Bibbia ci sono vari testi che hanno il "finché" per indicare uno stato anteriore ad un'evento :
"Mical, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte" 2 Samuele 6,23
Qui si dice che Mical non ebbe figli fino alla.morte,non significa che dopo la morte abbia avuto figli.
"Siedi alla mia destra,finché io non abbia messo i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi"Salmo 110,1
Questo "finché" non significa che dopo la fine del mondo   Gesù non sarà più alla destra del Padre.
"Ti faccia durare quanto il sole,come la luna, di generazione in generazione........Nei suoi giorni fiorisca il giustoe abbondi la pace,finché non si spenga la luna"Salmo 72,5-7.Come si può vedere la luna (secondo il salmista) durerá di generazione in generazione(cioé per sempre), e dice "finchè non si spenga la luna" questo non significa che la luna si spegnerá ma che fino all'eternitá la luna sussisterá .

" Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»Matteo 28,20.Cio non significa che dopo la fine del mondo Gesù non sará più con noi.
"Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso,io vi porterò fino alla canizie.Come ho già fatto, così io vi sosterrò,vi porterò e vi salverò." Isaia 46,4
Dio e eterno non ha fine ,non significa che dopo la morte di quella generazione non sarebbe più stato .
Due testimonianze a riguardo sono fornite dalle omelie di due Apostoli e di un padre della Chiesa.
"Omaggiamo,sopratutto,la Madonna,la Santissima Immacolata,benedetta sopra tutte le creature,la gloriosisdima Madre di Dio,sempre Vergine Maria" Omelia di San Giacomo.il minore

"Ricordiamoci,sopratutto,della Santissima inviolata e benedetta Signora Nostra,la Madre di Dio e sempre Vergine Maria" San Marco Evangelista
"...corpo di Maria tutta santa,sempre vergine,per una concezione immacolata" San Ippolito di Roma(*170-+236 d.c)"
Origene d'Alessandria (185 - 253):
"Se Maria,como quelli  che dichiarano,con esaltare la loro mente sana,non aveva altri figli?ma( solo)Gesù, e Gesù dice a sua madre,"Donna,ecco tuo figlio", e non " Ecco quest'altro figlio"(Commento al Vangelo di S.Giovanni)
1.d Maria Madre di Dio
Alcuni credono che la Madonna sia madre solo del Gesù umano.Ma la Parola del Signore ci dice che Maria è vera Madre di Dio.

 "Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio" Luca 1,35
"....che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?Luca 1,43Maria é chiamata madre del Signore(Kuryos-Yhwh),Madre di Dio.Il Concilio di Efeso del 431 d.c ufficializzò ciò che i cristiani credevano sin dal I° secolo dichiarando Maria "Theotokos=Madre di Dio.
"« Madre di Dio [...] non certo perché la natura del Verbo o la sua divinità avesse avuto origine dalla santa Vergine, ma, poiché nacque da lei il santo corpo dotato di anima razionale a cui il Verbo è unito sostanzialmente, si dice che il Verbo è nato secondo la carne. »" Fonte:Wikipedia
Testimonianze dei padri della Chiesa
""Il Figlio di Dio si è fatto uomo per mezzo della Vergine, affinché la disobbedienza provocata dal serpente fosse annullata attraverso la stessa vita per la quale prese inizio. Come infatti Eva, che era vergine e incorrotta, dopo aver accolto la parola del serpente, partorì disobbedienza e morte, allo stesso modo Maria, la Vergine, avendo ricevuto dall'Angelo Gabriele il buon annuncio che lo Spirito Santo sarebbe disceso su di lei e che la potenza dell'Altissimo l'avrebbe adombrata, concepì fede e gioia, per cui il nato da lei sarebbe stato il Figlio di Dio". San Giustino(100-165 d.c)
"«Come per la sua disobbedienza Eva divenne causa di morte per se e per tutta l'umanità,così Maris per la sua obbedienza divenne causa di salvezza per sè e per tutta l'umanità...In tal modo quello stesso nodo che Eva aveva legato con la sua incredulità, Maria slega con la sua fede"
Sant'Ireneo 
" Scrittura che ci istruisce e la vita di Maria, la Madre di Dio, sono sufficienti come ideale di perfezione e norma di vita celeste"." Sant'Atanasio IV° d.c

 
 
 

''Desiderio'' di Rosy

Post n°61 pubblicato il 20 Marzo 2016 da tebtrinacriabra

 

Desiderio

 

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: “Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: “Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio”.

Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi”.

“Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!”. Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.

E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande.

                                                                                             (Lc  22, 14-23.56)

 

°°°°°°°

 

Il brano della Passione è molto più lungo, come si può vedere dai versetti riportati, ma per questa volta ci soffermiamo sui primi che ci parlano dell’istituzione dell’Eucaristia.

Certamente non è la prima volta che Gesù festeggia la Pasqua con i suoi, ma questa è l’ultima, è la Pasqua del desiderio profondo del Maestro, la brama di donarsi totalmente pur sapendo che ancora nessuno può comprenderlo. Sa già a cosa sta andando incontro, ha presente tutto il dolore fisico e tutta la sofferenza spirituale che l’attende alla fine della cena, tuttavia aveva desiderato ardentemente che arrivasse quel momento in cui avrebbe offerto in dono tutto se stesso. Secondo la tradizione, si facevano quattro giri di calice. Luca riporta il terzo giro: Gesù invita gli apostoli a passare il calice di vino dopo aver pronunziato le parole della benedizione: Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, Re del mondo, che dai a Israele questa festa per la gioia e il ricordo. Sii benedetto Signore, che santifichi Israele e la festa.

Fin qui tutto si svolge secondo le prescrizioni del rito della Pasqua ebraica, poi il cambiamento eclatante: Gesù compie già il suo sacrificio ancor prima di salire sulla croce, benedice il pane e lo dà in cibo rivelando che non è più pane, ma carne, la sua carne: Questo E’ il mio corpo! E con l’ultimo giro di calice: Questo calice è la nuova alleanza del MIO sangue!  E’ la transustanziazione, cioè la completa trasformazione della sostanza del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Gesù, è la realizzazione del suo profondo desiderio di entrare nel corpo dell’uomo per trasformarlo pienamente e conformarlo a sé. Gesù non parla in modo da far capire che è un simbolismo, come tanti vogliono intendere, ma è chiaro, dicendo: E’ IL MIO CORPO, IL MIO SANGUE. Per chi non crede questo, è una forzatura ritenersi cristiano perché dubita delle parole del nostro Salvatore e, comunque, ne dà una spiegazione umana. Ma a parlare è Dio! Durante questa cena Gesù rende reale il suo desiderio istituendo l’Eucaristia e la dona all’uomo per la sua salvezza e per il cammino nella via difficoltosa della santità. Negare questa verità, per quanto misteriosa possa essere, significa annullare il sacrificio dell’Agnello e pensare di essere capaci da soli di santificarci, ma l’uomo non può nulla da sé, solo il nutrimento celeste è in grado di realizzare il mistero della santità. Come non stupirsi dinanzi a tale desiderio? Sa benissimo Gesù che l’istituzione dell’Eucaristia comporta il sacrificio estremo, una sofferenza che supera ogni immaginazione, eppure sin dall’inizio tutto il suo essere era stato teso verso quel doloroso compimento della sua passione. Chi è innamorato tende sempre a voler condividere ogni cosa con l’amato. Noi siamo l’amato e Gesù, non potendo condividere con noi l’unica cosa che è espressamente nostra, cioè il peccato, essendo lui il Puro e l’Innocente per eccellenza, ha voluto pagare per noi quel debito che altrimenti ci avrebbe schiacciato definitivamente. Noi abbiamo a disposizione il dono supremo per la nostra salvezza, il dono che è costato lacrime, sangue e carne ridotta a brandelli al Figlio di Dio, l’Eucarestia che ci viene offerta ogni giorno in tutte le celebrazioni e mi dispiace per chi non vuole accoglierla.

A conti fatti Gesù ha desiderato appassionatamente la sofferenza della croce, cosa del tutto incomprensibile per la mente umana, ma nell’economia della salvezza la sofferenza partorisce la perfezione del cielo per non parlare della capacità di compenetrare i patimenti dei fratelli.

Già, durante la cena, ha inizio la sua passione con la consapevolezza del tradimento di Giuda, amato al pari degli altri, e con lo stupore degli apostoli che sarà di breve durata, poiché l’uomo, quando non comprende qualcosa più grande di lui, puntualmente la sotterra. Infatti, dopo i primi minuti di sbandamento, tornano a parlare delle piccole cose terrene, come, a esempio, un tentativo di valutazione dei loro meriti per scoprire chi di loro sia più grande.

Luca riporta questa discussione in questo contesto proprio per farci riflettere sulla nostra ristrettezza spirituale. Pietro e company hanno con loro il Salvatore che si sta offrendo nella sua totalità, ma non capiscono, sono chiusi nelle loro mentalità banali, fatte di esperienze limitate e regole umane. D’altra parte, non è ancora sceso lo Spirito Santo ad allargare i loro orizzonti per spaziare nell’infinito. Capiranno dopo e scoppieranno!

A questo punto, è logico domandarci come sta la nostra anima di fronte al dono dell’Eucaristia. Noi che abbiamo ricevuto lo Spirito Santo e quindi siamo stati messi nella condizione di comprendere, di credere, di accogliere, dobbiamo fermarci un attimo a considerare la nostra posizione dinanzi al Santissimo che, non contento di essersi donato corporalmente, si lascia chiudere nel Tabernacolo perché in qualsiasi momento possiamo usufruire della sua presenza fisica. E’ il momento di chiederci se ci prepariamo convenientemente per ricevere in noi il Sacro Corpo o se lo facciamo come un’abitudine, un’usanza. Quando ci accostiamo all’Eucarestia, tremiamo di amore e riconoscenza? La nostra vita dovrebbe cambiare pian piano e la nostra anima dovrebbe essere illuminata di divino dopo aver fatto la Comunione, al punto da far impallidire i problemi quotidiani che ci assillano. E’ vero, non possiamo negare che oggi, come in tutti i tempi, ci sono difficoltà gravi, ma questa è la nostra passione, la sofferenza che possiamo utilizzare per conformarci a Gesù e offrire come piccolo contributo per la salvezza dei fratelli.

 

 
 
 

''Scriveva per terra''Di Rosy Romeo

Post n°60 pubblicato il 15 Marzo 2016 da tebtrinacriabra

''Scriveva per terra'' di Rosy Romeo

Scriveva per terra

 

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

                                                                                                          (Gv 8, 1-11)

 

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Ecco la Legge sempre presente, sempre dominante, il mezzo più efficace per trarre in trappola qualche maestro sprovveduto, come scribi e farisei pensavano fosse Gesù. Tuttavia lo temevano, non perché fossero convinti che come maestro valesse granché, ma perché le folle lo ascoltavano e lo seguivano, sminuendo la loro autorità. Per questo motivo erano sempre alla ricerca di qualcosa che potesse smascherarlo. Quale occasione migliore dell’adulterio di una giovane coppia, cosa riprovata dai benpensanti dell’epoca. Certo, c’è da notare che, per quanto sventolassero la Legge come dimostrazione della giustezza delle loro malvage argomentazioni, con il loro comportamento manifestavano un’interpretazione del tutto personale e ambigua, esprimendo tutto il loro veleno non solo contro Gesù, ma anche contro la donna, da loro ritenuta solo come un oggetto utile per i propri comodi.

Vediamo infatti che trascinarono davanti a Gesù con le loro furiose accuse solo la donna colpevole di adulterio. Ma … e l’uomo? Secondo la Legge, infatti, sia l’uomo che la donna dovevano essere considerati colpevoli e ambedue lapidati (Dt 22, 23-24). Non c’è che dire, in tutti i tempi e secondo tutte le mentalità è sempre la donna a dover pagare per due. Solidarietà maschile? Meglio non addentrarci in simili disquisizioni. Per nostra fortuna Dio la pensa diversamente e naturalmente anche Gesù, vissuto sulla terra in un posto in cui la donna era trattata così come ancora oggi in certe culture come la islamica e altre simili, ha dimostrato di essere della stessa idea. Mi viene da sorridere ricordando tanti episodi descritti nei Vangeli in cui il Figlio dell’uomo si è comportato come il più grande femminista di tutti i tempi.

Comunque la perfidia dei farisei è paragonabile a quella di Satana nel deserto. Ricordiamo come il diavolaccio si serviva proprio della Legge per tentare Gesù. I farisei fecero la stessa cosa. Scaraventarono la sventurata, immagino quasi nuda, là in mezzo a tutti gli indici puntati contro, dinanzi al Maestro che intanto scriveva col dito per terra. Cosa scriveva? Tutti si sono scervellati su questo interrogativo. Forse scarabocchiava semplicemente, come a volte facciamo anche noi di fronte a un problema che ci irrita particolarmente per l’ottusità di chi ce lo pone. O forse annotava, Lui che conosceva i cuori, la grettezza di chi si sentiva superiore e pensava di potersi arrogare il diritto di giudicare e condannare. O ancora può darsi che annotasse i loro nomi nella polvere che perfino una brezza leggera poteva spostare cancellando col nome anche le persone ostinate nella loro infame crudeltà. Quel dito che tanto ricorda il dito di Dio che aveva scritto proprio quella Legge che doveva servire per il bene dell’uomo e invece veniva usata anche per andargli contro, visto che Gesù è Dio.

Ma nessuno può far cadere Gesù nel tranello. Si alzò in tutta la sua maestà e rispose in modo da mettere gli accusatori di fronte alla loro ipocrisia. Pensavano di essere a posto, di avere i numeri per poter formulare giudizi sugli altri, e d’improvviso vennero  messi faccia a faccia con il loro peccato. Nessuno è senza peccato, nessuno può giudicare un fratello. Andarono via, iniziando dai più anziani, proprio da coloro che si ritenevano più degni, ma che sicuramente avevano accumulato più colpe insieme agli anni e alle nozioni imparate a memorie. Infatti per loro la Legge non era altro che un insieme di precetti da memorizzare e attualizzare con distacco senza che il cuore ne venisse toccato.

Invece l’Innocente per eccellenza, l’unico senza peccato e in grado di formulare giusti giudizi, non condannò, perdonò e donò la vita rinnovata dalla riconciliazione, chiamando la peccatrice con l’appellativo di “Donna”, lo stesso che spesso usava per la Madre.

In quel momento si era verificato l’incontro sublime degli opposti, quello tanto amato dal nostro Creatore, quello che già ci aveva descritto Luca fra i figli scellerati e il Padre misericordioso. La misericordia vince sempre la miseria perché Dio non punisce il peccatore pentito, ma lo accoglie, comprende la sua fragilità, lo accarezza col suo sguardo e ricrea la sua vita restituendogli la dignità perduta. Infatti, il peccato più grave in questo episodio non è l’adulterio della donna, ma la condanna dell’uomo.

Pensiamoci bene ogni qualvolta guardiamo i peccati degli altri e ce ne scandalizziamo. Non abbiamo nessun diritto di scandalizzarci perché anche la nostra anima è macchiata da svariati peccati e non c’è ragione di fare paragoni fra i vari tipi di colpe, perché il peccato è peccato sempre, ed è unico, sempre grave e irriverente, perché perennemente tende a offendere l’Unico senza peccato.

 
 
 

''Misericordias Domini in aeternum cantabo'' di Rosy

Post n°59 pubblicato il 08 Marzo 2016 da tebtrinacriabra

 

MISERICORDIAS DOMINI

IN AETERNUM CANTABO

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: -Costui accoglie i peccatori e mangia con loro-. Ed egli disse loro questa parabola: -Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". (Lc 15, 1-3.11-32)

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Ecco qui la regina delle parabole, regina perché la più conosciuta e forse ben poco compresa nella sua essenza, così come succede di solito a chi e a cosa è di grande importanza. Non è sfuggita a nessuno, nemmeno a quelli che non hanno mai tenuto una Bibbia in mano, la conoscono come la storiella del figlio prodigo che prima se la spassa e poi, colpito dalle sue stesse magagne, si pente e torna indietro. Sarebbe bene invece leggerla attentamente e attingerne il vero insegnamento: una misericordia gratuita, incomprensibile, paziente, addirittura ingiustificata per la nostra mentalità, e chi la esercita è proprio Colui che avrebbe invece ogni diritto di pretendere accorate richieste di perdono e di infliggere castighi più o meno terribili, a seconda del torto arrecato: è la parabola della Misericordia di Dio. Un Padre messo in mezzo a due figli ugualmente colpevoli e ugualmente amati.

Estraiamo da questo tesoro solo alcune perle. Esaminiamo il presunto pentimento del figlio minore, giovane che non ha niente da invidiare ai ragazzi tecnologici dei nostri tempi che si sentono uomini di grande esperienza e maturità. Egli, pur essendo privo dei nostri mezzi di informazione, era sicuro di poter fare la bella vita, separato dalla famiglia e dalle sue radici, incapace perfino di saper conteggiare le sue sostanze per farle durare a lungo. Trovandosi nel bisogno e nella disperazione, pensò bene di approfittare ancora una volta della bontà del padre. Non pensava al dolore che gli aveva arrecato, non ricordava neanche il fratello che aveva comunque danneggiato e, per assurdo, non si chiedeva se il genitore fosse ancora vivo. Nel suo egoismo pensò ai servi e li invidiò. Così preparò il discorsetto commovente per ottenere almeno il minimo, visto che davvero non poteva chiedere di più, e partì. Questo non è pentimento, è tornaconto! Il padre non era mica scemo, sapeva benissimo cos'aveva spinto il figlio a tornare, ma non gli importò. Ciò che vide fu semplicemente il suo ritorno. Alla stessa maniera, Dio Padre, non si mette lì a valutare la motivazione che spinge un peccatore a ricorrere a Lui: può essere pentimento, o paura, o bisogno di una grazia, o senso di solitudine, non gli importa. A Dio importa solo che torniamo a Lui. Poi sarà Egli stesso a guarire i suoi figli pentiti, a poco a poco, senza forzature. Intanto è subito pronto a restituire loro la dignità perduta e tutta la fiducia che avevano in origine. Come il padre della parabola che fa mettere i sandali ai piedi di quel figlio appena tornato e l'anello al dito, con il quale avrebbe potuto concludere perfino atti di compravendita, lasciando in povertà l'intera famiglia. Quel padre corre incontro, abbraccia, ordina la festa col vitello grasso e si mette nelle mani di un mascalzone senza condizioni, solo perché lo ama così com'è, con tutte le sue brutture, solo perché è suo figlio.

Tuttavia c'è da notare che il vitello grasso non serviva solo per chi se ne era andato, ma anche per chi era sempre rimasto nella casa paterna. Il figlio grande, infatti, era ancora al lavoro e non aveva assistito alla consumazione dell'assurdità d'uno strano amore, ma dopo essersi informato sui motivi della festa, percepì tutta quella tenerezza e quel caloroso benvenuto al fratello come una grave ingiustizia nei suoi confronti e si rifiutò di entrare. Ma come? Era lui il figlio buono, era lui che si era sempre rotto la schiena a lavorare, per lui doveva essere sacrificato il vitello grasso! Eppure era stato sempre zitto, non gli era mai stato dato neanche un capretto da condividere con gli amici, e non aveva mai ricevuto un riconoscimento. Era livido di gelosia.

Era vero, non aveva mai lasciato il padre, ma non aveva capito niente di quel grand'uomo. Il vecchio si catapultò anche da lui, lo supplicò di entrare, intavolò su due piedi un veloce dibattito nel quale la figura del festeggiato veniva palleggiata da una bocca all'altra: "Questo tuo figlio!", no: "Questo tuo fratello!".

Tal figliolo non è meno colpevole del fratello, perché se quello era uno sfruttatore, lui si considerava un semplice servo, scocciato di non essere stato mai pagato. E il padre usò tutta la sua capacità di amare con tutti e due, indifferentemente, anche se con modalità diverse.

Il vitello grasso era comunque stato già sacrificato per essere consumato da tutti e due, era lì, sulla tavola, inerme, pronto per chiunque ne volesse, degni e indegni, anzi, tutti indegni, così come Dio Padre ha sacrificato il Figlio Gesù per qualsiasi figlio degenere che voglia nutrirsene per essere guarito, iniziando a riflettere sulla propria indegnità senza perdere tempo e carica spirituale per mettersi a sindacare sull'indegnità dei fratelli. Ci sarebbero tanti altri spunti su cui meditare, ma ci saranno altre occasioni.

Luca non riferisce nulla sull'eventuale conversione dei due fratelli né su come sia andato il banchetto. Lo scopo principale del suo racconto è puntualizzare l'astronomica misericordia divina ed è ciò su cui dobbiamo tutti riflettere. Non importa tanto capire a chi assomigliamo perché, tanto, apparteniamo a tutt'e due le categorie: siamo opportunisti come il figlio minore e vili e invidiosi servitori come il maggiore.

Ciò che veramente dobbiamo contemplare è il Padre messo come prigioniero in mezzo a tutti i nostri egoismi, con le braccia tese verso un amplesso agognato dall'eternità, non perché vi sia costretto, ma perché ci ama di un amore senza misura, e cantarne le lodi senza fine: "MISERICORDIAS DOMINI IN AETERNUM CANTABO!".

 

 

 
 
 

''Niente frutti'' di Rosy

Post n°58 pubblicato il 28 Febbraio 2016 da tebtrinacriabra

 

Niente frutti

 

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo".

Diceva anche questa parabola: "Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai".

                                                                                                    (Lc 13, 1-9)

 

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Ieri come oggi. Quando si sente parlare di incidenti, si è tentati di pensare che forse chi ne è vittima ha meritato la disgrazia. I contemporanei di Gesù ne erano fermamente convinti. Per loro chi subiva una sciagura o era affetto da una malattia grave, era sicuramente colpevole di qualcosa agli occhi di Dio o discendeva da genitori colpevoli. Questa mentalità sotto sotto ha del comico perché, a dirla tutta, siamo tutti peccatori, quindi colpevoli dinanzi a Dio, per cui il genere umano dovrebbe essere già estinto da un bel pugno di secoli, anzi proprio dall'inizio. Il Creatore, che tutto sa in anticipo, non avrebbe potuto raccomandare ai primi uomini di riempire la terra. Misteri della presunzione umana! L'uomo è stato sempre pronto a indagare sulle colpe degli altri e a giustificare se stesso. Per questo Gesù chiarisce, ieri come oggi, che le disgrazie non succedono per punire gli uomini dei propri misfatti; tuttavia avverte che i peccati non resteranno impuniti. Tale ammonimento nei giorni nostri risulta molto scomodo e in tutti i modi si tenta di accantonarlo. Si esalta a oltranza la misericordia divina, cosa giustissima, ma si omettono i richiami che comunque sono riportati nel Vangelo.

Anche in questo brano, in cui Gesù mostra il suo disappunto nei riguardi di Israele, il popolo eletto e infedele, il riferimento alla giustizia divina è chiaro: taglia quell'albero, eliminalo, esso non ha più ragione di esistere, perché, se non fruttifica, impoverisce il terreno succhiandone inutilmente le sostante a danno delle altre piante. Esso è come  quei tali che camminano tronfi nelle piazze, saturi di preghiere, rigogliosi di fronzoli inutili come osservanze di precetti e feste religiose, imbottiti di nozioni bibliche destinate a dormire nel ripostiglio della mente senza che sia concesso loro di scendere a fecondare il cuore. Ciò nondimeno restano infruttuosi. Essi non si lasciano toccare da tutto ciò che ascoltano e mostrano di professare, rimangono spiritualmente sterili e con il loro stesso esistere danneggiano le anime semplici che li osservano cercando in loro, così devoti, la testimonianza di una fede che faticano a trovare. Trovando i falsi religiosi uguali a loro nello svolgimento della loro vita, finiscono per concludere che non ha nessun fondamento la fede proclamata con le parole e i gesti e che possono fare a meno di tante cerimoniose ipocrisie. Una bella responsabilità! Come può infatti evangelizzare chi rimane fermo nelle sue cattive abitudini, chi resta cieco e sordo di fronte alle sofferenze dei fratelli, chi fa di tutto per arricchirsi e far concorrenza a Paperon de' Paperoni, per conquistare un posto più in alto dei suoi simili? Purtroppo, come gli scribi e i farisei ai quali si rivolgeva spesso Gesù, anche noi cadiamo spesso nell'illusione di essere a posto con la nostra coscienza e dinanzi a Dio, limitandoci a soddisfare determinate tradizioni da devoti, e in questo non si salvano neanche tanti consacrati. Che dire di un prete che dedica tutte le sue energie fino a sfiancarsi per organizzare la festa del Patrono della città, ma lascia il confessionale vuoto?

Alla stessa maniera un cristiano che corre per non giungere tardi a una processione, ma non si accorge nemmeno del fratello che gli chiede un aiuto, sia esso un mendicante o un malato o una persona triste che ha bisogno di una spalla per piangere, è un albero forse bello a vedersi, ma infruttuoso, degno solo di essere tagliato.

Fortunatamente c'è un vignaiolo che vuole continuare a zappare attorno a noi per un altro anno, cioè per tutta la durata della nostra vita, cercando di nutrire bene le radici, donando la sua carne e il suo sangue per concimarci, e ostinarsi, per un eccesso d'amore, ad avere fiducia in noi. Sta a noi accettare le sue cure e corrispondervi o, ahimè, rifiutarle e fare di testa nostra per scoprire troppo tardi quanto siamo stati stolti.

 

 

 
 
 

''Il Verbo'' di Rosy

Post n°57 pubblicato il 02 Gennaio 2016 da tebtrinacriabra

Il Verbo

 

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: “Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me”.

Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

                                                                                                            (Gv 1, 1-18)

 

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Nel Vangelo di Giovanni non troviamo traccia della nascita di Gesù come negli altri Vangeli. Giovanni va diritto al cuore, al fulcro dell’annuncio. Nel prologo c’è la nascita e lo scopo della sua venuta e si intravede la croce scelta per amore dall’inizio.

“Dio disse: - Sia la luce! -. E la luce fu (Gen 1, 3). Dio parlò, emise in un soffio la sua voce, un suono che non echeggiò in nessun timpano, un suono che rivelò il Logos, il Verbo, attraverso cui tutto fu creato, Gesù. Gesù è in Lui, così legato al Padre nell’amore, da essere sia “presso” Dio, sia “in” Dio, sia Dio unico col Padre. Una pulsazione d’amore, come se l’Amore guardasse se stesso e non si riconoscesse bastante a se stesso: doveva creare altri oggetti d’amore. E tutto questo sin dal principio, cioè da sempre, perché il “principio” divino non è un prima di qualcosa, non è un luogo temporale, ma il Suo modo di essere. Nel Suo amore c’è un progetto, esistito da sempre, e in questo progetto il mio essere, che si sta sforzando di comprendere qualcosa, c’è da sempre, così come ci sei tu che stai leggendo. Il sentimento che si può provare dinanzi a questo concetto non può che essere stupore. Dio, che è amore infinito e che può esprimersi nel Figlio dal quale è ricambiato alla stessa maniera in modo assolutamente incomprensibile, fino a rivelarsi nello Spirito Santo, fino a essere Tre in Uno, non è soddisfatto. E’ l’apoteosi dell’amore che si esprime in un’esplosione coinvolgente tutto e tutti, che si spezzetta in miliardi di miliardi di scintille purificatrici e tutto riassume in sé.

“E Gesù si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, perché è innamorato di questa umanità agitata e tormentata dai suoi stessi sogni e desideri, dall’ignoranza di ciò che può essere bene per se stessa, come un bimbo ancora traballante sui piedi che ha la pretesa di scalare montagne; è innamorato perché, tutto sommato, la vede fragile e sempre in pericolo e la ama e vuole salvarla in ogni suo componente, testa per testa, anima per anima. E’ innamorato di ognuno di noi, siamo tutti gioielli che deve salvare dalle grinfie del nemico.

“E Gesù si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, Egli che è luce, è venuto a spaccare le tenebre per conquistare e trasformare le anime da esse tenute prigioniere. Se alcune si sono lasciate illuminare, altre non l’hanno riconosciuto e, colmo dei colmi, proprio coloro che dicevano di aspettarlo, non l’hanno accolto. Gesù si è incarnato per tutti, ha lasciato l’etere per condividere la limitatezza dell’uomo, per abbracciarlo, strapparlo alle fauci del maligno e toglierlo dal regno del dolore e della schiavitù, da un servilismo inconsapevole, ma ugualmente angosciante.

Egli è venuto per rivestire della sua divinità chi lo accoglie e per spogliarlo dell’ansia del nuovo, dal momento che il nuovo lo riceve una volta per tutte dalla Sua croce. L’uomo guadagna la pace per merito del suo Signore!

Cielo e terra si sono uniti indissolubilmente in una mangiatoia e niente potrà più dividerli, né la presunzione dell’uomo né la rabbia del maligno che dovrà assistere, impotente e traboccante veleno, alla redenzione dell’odiata umanità, nel fulgore del sacrificio divino sulla croce. La luce spazza via le tenebre dal cuore che l’accoglie, la gioia della verità dà un senso a ogni evento prima giudicato gravoso, la sapienza apre l’orizzonte dell’ignoto, la vita sconfigge la morte una volta per tutte perché, anche nelle cadute, la misericordia avvolge l’anima ferita. Quale amore può essere pari a quello dell’Eterno, del Perfetto, del Soave che si china sul misero per farlo eterno, perfetto e soave?

“E Gesù si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”, non per una trentina di anni o poco più, ma per sempre. Egli volle un’incarnazione perpetua che si realizza ogni volta che ci accostiamo a Lui e accogliamo in noi la Santissima Eucaristia. Egli è l’Emmanuele, sempre a nostra disposizione per accompagnarci nel difficile cammino apparecchiato nel mondo dal nemico. Noi diciamo di essere suoi servi, ma dimentichiamo che Gesù è il vero, grande Servo che ha lavato i piedi agli apostoli, che ha seguito Giairo per restituirgli la figlia, che ha mutato l’acqua in vino per la gioia degli sposi, che ha guarito e insegnato, tutti segni di servizio fino a quello estremo di donare la vita per noi. Ha indossato il grembiule fino alle estreme conseguenze per farsi accogliere da noi e darci il potere di diventare figli di Dio. Non può rinunziare a noi, perché tutto è stato fatto per mezzo di Lui e siamo la parte migliore di una creazione buona, anzi “molto buona” (Gen 1, 31). Il Padre creò per mezzo del Figlio nello Spirito Santo, siamo il frutto della Perfezione assoluta.

Se il Verbo si è fatto carne, se l’Infinito si è rivestito di finito, se l’Eternità è entrata nel tempo, a noi non resta che accogliere un simile dono e lasciarci lavorare fino a diventare gli uomini di Dio. Prima della nascita di Gesù erano considerati uomini di Dio i separati, quelli che osservavano la legge e non stavano a contatto con i malati e i pubblicani per non esserne contaminati, ma dopo di Gesù tutto cambia: gli uomini di Dio sono i servi che si sporcano le mani con ogni genere di umanità. Se Dio è sceso e si è vestito della nostra carne, noi non possiamo allontanarci da essa, ma restarvi immersi, perché proprio lì troveremo il nostro Signore. Tuttavia questo sarà possibile solo se ci saremo dissetati alla sorgente dell’Amore, permettendo a Gesù di incarnarsi in noi quando ci comunichiamo con il cuore aperto e desideroso di rispondere alle sue richieste.

Non è poi tanto importante bruciare le meningi per capire in profondità certi fatti, certe parole, certe frasi. Decisivo è abbandonarsi nelle braccia del Signore nostro che sa trovare il modo di farci comprendere la sua volontà. Beata la vecchietta che corre dinanzi al Tabernacolo offrendo se stessa con le sue povere parole e riesce a bere l’Amore puro che la conformerà al suo Signore senza che ne sia consapevole.

Come lei andiamo spesso ad abbeverarci a questa sorgente e poi indossiamo il grembiule per servire i fratelli nei loro bisogni materiali e spirituali.

 

“In principio il Verbo si fece carne” e per sempre vi resterà!

 
 
 
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Un blog di: tebtrinacriabra
Data di creazione: 31/03/2006
 

IL GIUSTO POSTO ALLE FESTE

Nella nostra società siamo ormai abituati a pensare che determinate feste hanno solo un significato simbolico e le ricordiamo non già per quello che sono ma come feste(utili per far riposare chi lavora) ma come cristiani e italiani dobbiamo dare un giusto valore alle feste cristiane, perchè anche chi non crede trova in queste feste le tradizioni dei suoi antenati e chi crede ha basata la sua fede proprio in queste feste.

 

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Natale.A Natale si ricorda la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, nato per morire per i nostri peccati e per portarci con lui in Paradiso.Oggi la società fa di natale una festa che si ricorda per l'albero, per i regali ecc.Natale è la celebrazione della nascita di Cristo cerchiamo di andare a Messa tutte le domeniche e di non abbandonare mai la Santa Messa che è ricordo del sacrifico di Cristo.Ricordiamo il Natale per quello che è la nascita di Cristo.

 

Epifania.E' il giorno della manifestazione della Teofania, ovvero la manifestazione di Dio in Gesù Cristo.Non è la Befana che è un'invenzione pagana, per carità una bella tradizione ma l'Epifania è l'Epifania non la befana.

 

Pasqua.A Pasqua si celebra la risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.Pasqua non è l'uovo di pasqua.L'uovo è un simbolo pagano.Gesù è morto per condurci alla vita eterna.

 

Lunedì dell'Angelo.Il Lunedì dell'Angelo è il ricordo  dell'Angelo che annunziò alle donne che Gesù era risorto..Ma oggi lo chiamiamo pasquetta.No signori.Non facciamo rubare le tradizioni.Come dice un famoso detto ''Un popolo che non ricorda il proprio passato è un popolo senza futuro''.La tradizione ci rende più consapevoli di noi stessi come singoli e come famiglie.

 

 

Ognissanti.Ognissanti è il giorno in cui si ricordano tutti i santi ed è preceduto dal giorno in cui si ricordano i nostri fratelli defunti.Oggi la società su ispirazione della massoneria cerca di far sparire le tradizione cristiane, infatti ci vogliono inculcare halloween.Halloween è celebrare le streghe(quindi una leggenda di cattivo gusto).Cosa si insegna ai bambini ad amare le streghe(simbolo del male)?Riscopriamo o scopriamo il valore delle tradizione cristiane antiche ma sempre nuova.

 

 

Dio e la Madonna vi benedicano,Amen!

 

 

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VERSETTI CON FRASI DI NOSTRO SIGNORE GES┘ CRISTO

''Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,perchè chiunque crede in

lui non muoia, ma abbia la vita eterna''

''Io sono la luce del mondo;chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita''

''.Io sono il buon pastore,

conosce le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre;

e ofro la vita per le pecore''

''Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perchè saranno consolati.

Beati i miti perchè erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perchè saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perchè troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,perchè saranno

chiamati figli di Dio.Beati i perseguitati per causa della

giustizia, perchè di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quanto vi insulteranno, vi perseguiteranno e,

mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per

causa mia.Rallegratevi ed esultate, perchè grande è

la vostra ricompensa nei cieli.Così infatti hanno

perseguitato i profeti prima di voi''

''Avete inteso che fu detto:Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;

ma io vi dico:amate i vostri nemici e pregate per i vostri

persecutori,perchè siate figli del Padre vostro celeste,

che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i

buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?...

Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste''

''(Durante la crocifissione), Gesù diceva:Padre, perdonali, perchè non sanno quello che fanno''


 

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

Maria, Madre di Gesù dammi il tuo cuore così bello, così puro così immacolato

così pieno d'amore e d'umiltà affinchè io possa ricevere Gesù nel pane

della vita, amarlo come tu lo hai amato e servirlo nelle sembianze dei più poveri tra i poveri

amen.


Madre Teresa di Calcutta



 

IL DONO DELLE LINGUE OGGI ╚ BIBLICO? PARTE 1


Nelle comunità pentecostali e  neo-pentecostali la risposta è affermativa.Ma per noi Cattolici?Noi basiamo la nostra fede in Gesù Cristo e nella sua Parola.Il dono delle lingue è uno dei doni citati da San Paolo nella prima epistola ai corinzi.Infatti l'Apostolo dice che lo Spirito Santo dava dei doni a chi di profezia a chi doni dele lingue ecc(vedi 1 Corinzi 12,10).Ma quando avvenne la prima discesa dello Spirito Santo?Avvenne il giorno di Pentecoste dell'anno 35 d.c(circa).In Atti degli Apostoli troviamo scritto:''Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio»''Atti 2,1-11.Come abbiamo visto lo Spirito Santo scese sui 120 Apostoli e discepoli tra i quali vi era la Madre di Dio.Lo Spirito scese su tutti non su alcuni.Inoltre tutti parlavano lingue conosciute, non dicevano parole incomprensibili.Ma a cosa serviva questo dono?Serviva come segno ai non credenti per la loro conversione(Vedi 1 Corinzi 14,22).Infatti lo Spirito Santo quando scendeva sui credenti scendeva su tutti e convertiva coloro che non credevano Atti 10,44).E' importante sottolineare che se c'era davvero l'azione dello Spirito di Dio vi doveva essere almeno un'interprete''uando si parla con il dono delle lingue, siano in due o al massimo in tre a parlare, e per ordine; uno poi faccia da interprete. Se non vi è chi interpreta, ciascuno di essi taccia nell'assemblea e parli solo a se stesso e a Dio''.1 Corinzi 14,27,28.Quindi se non c'era alcun interprete non si doveva parlare in lingue.Ma queso avviene nelle comunità pentecostalie  neo-pentecostali?No!Inoltre il dono delle lingue non consisteva in borbotti o suoni sconnessi ma in lingue eistenti(vedi 1 Corinzi 14,9,10).Ma come mai nella Chiesa Cattolica che è la Chiesa del Dio vivente (1 Timeteo 3,15) non si parla più in lingue?La risposta c'è la fornisce la Parola del Signore ''1Corinzi 13:8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto''.1 Corinzi 14,8-12. 

 

IL DONO DELLE LINGUE OGGI ╚ BIBLICO?PARTE 2

Il dono delle lingue è cessato ma quando?Quando si raggiunse la perfezione, cioè quando la Chiesa cresceva come numero di credenti e quando la Chiesa era più ''adulta'' nelle cose che riguardano Cristo.Ma allora i doni delle lingue che avvengono oggi in che cosa consistono?Purtroppo consistono in borbottii o parole sconnesse.Per esempio potrette sentire persone che dicono Rammayah Jesus(una parola in ebraico e una in inglese, quando il nome di Gesù in ebraico è Yehoshuà).Ma verificiamo la condizione della Chiesa primitiva con le chiese pentecostali e  neo pentecostali.
La Chiesa era un'anima sola''La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola''Atti 4,32, secondo quanto Gesù aveva chiesto aL Padre(Giovanni 17,11,21).Le chiese protestanti sono divise in 6 correnti a loro volta divise in 20.000 chiese ognuna in antitesi all'altra e divise al loro interno, inoltre nei neo-penteocstali vi è una corrente che non riconosce la divinità di Cristo.

Nella Chiesa  anche attraverso il dono delle lingue vi erano numerose conversioni(Atti 10,44.Nelle chiese protestanti che affermano di ricevere il dono dello Spirito Santo non avvengono adesioni.
Nella Chiesa  vi erano interpreti per spiegare ai credenti cosa significassero le parole dette in lingua.E tutti parlavano in lingue(Atti 10,44).
Nelle chiese pentecostali e neo pentecostali ciò non avviene.

Le lingue parlate erano lingue d'uomini(Atti 2,8-11).Oggi nelle comunità pentecostali non avviene, le ''lingue'' che parlano sono borbottii e inoltre sono le stese identiche parole, al contrario di ciò che avveniva con i credenti del I secolo d.c.(vedi 1 Corinzi 14,18,19), dove c'era una varietà di linguaggi parlati.

Inoltre la Bibbia afferma che le lingue sarebbero cessate(1 Corinzi 13,8) ciò è già avvenuto.Se davvero esistesse il dono delle lingue allora dovrebbe accedere come a San Paolo di essere immuni ai serpenti come avvenne con San Paolo(se si legge la Bibbia letteralmente).Confrontate Marco 16:17,18 con Atti 19,11,12 e Atti 28,3-5).
Ma obietteranno i fratelli pentecostali San Paolo parlava le lingue degli Angeli.No rispondiamo noi.Poichè San Paolo in 1 Corinzi 13,1 critica un culto pagano dove si adoravano gli Angeli(e non si veneravano) e dove i seguaci affermavano di parlare nelle lingue degli Angeli.Inoltre lo stesso San Paolo afferma che quando salì in Paradiso''fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare''.2 Corinzi 12,1-4.L'uomo di cui parla San Paolo è egli stesso.Vediamo che egli stesso afferma che udì cose che non è lecito a nessun uomo pronunciare.
Ma allora ci potremo chiedere il ''dono delle lingue'' che si verifica oggi come si giustifica.Noi crediamo alla buona fede dei fratelli protestanti e pertanto dicendo ciò che un pastore protestante disse diciamo che tutto si basa su un'emozione interiore   aumentata dalla musica religiosa e dall'indottrinamento che provoca il ''parlare in lingue.

 

IL PURGATORIO NON C'╚ NELLA BIBBIA?PARTE





                          
Secondo molti il Purgatorio sarebbe un'invenzione teologica della Chiesa Cattolica.E' 
facile dimostrare il contrario attraverso questi fatti.1)Il Purgatorio è biblico.2)La 
tradizione della Chiesa sin dall'inizio ha accettato come verità di fede il Purgatorio 
ed ha incoraggiato da sempre le preghiere verso i defunti.3.Inoltre anche se Purgatorio 
non appare mai chiaramente scritto è facile dedurne il contesto.Così come non troveremo 
mai scritta in nessuna parte della Bibbia la parola ''Trinità'' ma si deduce dal 
contesto.Prima di tutto è necessario dire che i protestanti hanno rinnegato libri che i 
primi cristiani  hanno sempre considerato sacri e che noi Cattolici consideriamo 
sacri.Questi libri sono :Sapienza,Ecclesiastico,Baruc(che era il segretario di 
Geremia),I e II Maccabei,Giuditta.E' necessario dire che gli ebrei consideravano 
canonici questi libri ma che non li inclusero nel loro canone perchè scritti in 
greco.La prima e più accurata traduzione biblica ovvero quella dei LXX (settanta) 
inserì tutti questi libri nel canone del Nuovo Testamento.Vari versetti del Nuovo 
Testamento fanno chiaro riferimento a versetti di questi libri.Inoltre è necessario 
capire che il Canone del Nuovo Testamento è stato redatto dalla Chiesa di Cristo per 
mezzo dello Spirito Santo.Infatti i fratelli Ortodossi considerano ispirati questi 
libri.Lutero ad esempio voleva togliere dal Vecchio Testamento il libro di Ester(troppo 
''ebreo'' per Lutero) e nel Nuovo voleva eliminare la Lettera Cattolica di S.Giacomo e 
l'Apocalisse.Tra l'atro tra i protestanti vi fu confusione e alla fine si continuò con 
il Canone Cattolico.Ora in base a che cosa volevano togliere dei libri?Perchè non si 
confacevano alla loro dottrina.E accusano noi cattolici di aver aggiunto dei libri.E' 
un po come Farisei e Sadducei che accusavano Gesù di essere indemoniato mentre Gesù era 
ed è Dio Onnipotente.Ma facciamo parlare la Bibbia.''Giuda Maccabeo fece una colletta e 
la « inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio» e la Bibbia 
dice che agi ,in modo molto buono e nobile, suggerito dal pensiero della Risurrezione. 
Perché se non avesse avuta ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe 
stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli considerava la magnifica 
ricompensa riservata a coloro che si addormentavano nella morte con sentimenti di 
pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio 
espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato » (2 Mac 12, 43-45).

 

IL PURGATORIO NON C'╚ NELLA BIBBIA?PARTE 2

Vediamo 
che la Bibbia giudica nobile il fatto che Giuda Maccabeo pregasse per i morti.Qui il 
testo è chiarissimo.Ma leggiamo ancora.San Pao,o nella  prima lettera ai Corinzi 
scrisse.''Secondo la grazia di Dio che mi e stata data, come un sapiente architetto io 
ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come 
costruisce. Infatti nessuno pub porre un fondamento diverso da quello che gia vi si 
trova, che e Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, 
argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: 
la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la 
qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, 
costui ne riceverà una ricompensa, ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito, tuttavia 
egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (1 Cor 3, 10-17).Cosa 
significa?Significa che anche chi avrà costruito con fieno(anche peccando) sarà salvato 
come attraverso il fuoco, ovvero la purificazioni la purgazione dei peccati.I Padri 
della Chiesa sono sempre stati concordi che in questo passo San Paolo parlasse proprio 
del Purgatorio.Ma leggiamo ancora.Sant' Agostino(354-430) scirsse a proposito del 
purgatorio''Non si può negare che le anime dei defunti possono essere aiutate dalla 
pietà dei loco cari ancora in vita, quando e offerto per loro il sacrificio del 
Mediatore, oppure mediante elemosine » (De fide, spe, et caritate).Una testimonianza di 
uno dei Padri della Chiesa del 300 d.c . Ma leggiamo ancora altre 
testimonianze,Sant'Efrem scrisse  ''Nel trigesimo della mia morte ricordatevi di me, 
fratelli, nella preghiera. I morti infatti ricevono aiuto dalla preghiera fatta dai 
vivi » E' interessante notare poi come tanti santi abbiano manifestato in modo sopranaturale l'esistenza del Purgatorio, uno di questi fu San Pio da Pietrelcina.Il Santo un giorno vide apparirgli davanti un'uomo che disse''Sono Pietro Di Mauro. Sono morto in un incendio, il 18 settembre 1908, in questo convento adibito, dopo l'espropriazione dei beni ecclesiastici, ad un ospizio per vecchi. Morii fra le fiamme, nel mio pagliericcio, sorpreso nel sonno, proprio in questa stanza. Vengo dal Purgatorio: il Signore mi ha concesso di venirvi a chiedere di applicare a me la vostra Santa Messa di domattina. Grazie a questa Messa potrò entrare in Paradiso".Il Santo controllò se la storia fosse vera e trovò conferma,infatti in cimitero trovò la lapide con il nome e la data di morte.E negli archivi comunali veniva narrata la storia dell'incendio dove morì questo nostro fratello.Questa è solo delle tantissime testimonianza di San Pio senza considerare tutte le tantissime testimonianza di cui la storia della Chiesa di Dio è piena.C'è da dire che ''grazie'' al ''Sola scriptura'' di Lutero  sono nate eresie di ogni tipo.Dall'albero si conoscono i frutti.