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GUERRA PANDEMIA & ECONOMIA

Post n°1147 pubblicato il 12 Novembre 2020 da fresbe
 
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Qualcuno afferma che cercare di dare una spiegazione ai fatti, alla guerre ed a qualsivoglia avvenimento straordinario attraverso l’ECONOMIA sia limitato! Io la penso diversamente ed a seguire spiego le mie (e non solo mie,... naturalmente) motivazioni.

Per quanto possa apparire “strano” ai non informati, il mondo e la società globale come la conosciamo, sono regolati secondo un processo vuoto/pieno. Per gli interessi economici, il controllo delle fonti di energia (petrolio, metano, minerali...) vengono dichiarate (anche non...) guerre fratricide come capitato in Kuwait in Siria in Libia. Lo stesso assassinio di Muammar Gheddafi da parte dei francesi, ha spiegazioni che vanno aldilà del fatto che lo stesso fosse un dittatore. Gheddafi, ci informano, avesse finanziato la campagna elettorale di Nicolas Sarkozy (L’ex leader dei Républicains è stato incriminato per associazione a delinquere nel ambito di un’inchiesta sui presunti fondi illeciti per la sua rielezione nella quale risultava indagato dal 2018 per corruzione passiva, finanziamento illecito della campagna elettorale e appropriazione indebita di fondi pubblici della Libia) e non avendo allora intenzione di restituire quanto ricevuto, pensò bene di eliminarlo fisicamente. I rapporti allora cordiali del dittatore con l’Italia governata da Berlusconi, rendeva complicato sfilare all’Italia le concessioni per l’estrazione del petrolio libico. Servivano guerra e caos e la nostra proverbiale difficoltà a difendere i nostri interessi Nazionali, ha fatto il resto. Da Romolo e Remo a seguire, passando attraverso la mitica Guerra di Troia, è sempre l’interesse economico a fornire la motivazione/spiegazione. La posizione strategica di Troia, che imponeva dazi ai traffici mercantili, giustificò l’aggressione e non certo il dichiarato “casus belli” del rapimento di Elena. Casus belli per lo scoppio della prima Guerra Mondiale, fu l'assassinio del re Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, avvenuto il 28 Giugno 1914 a Sarajevo, capitale della Bosnia, e la seconda a seguito della volontà di vendicarsi della Germania per l’umiliazione ricevuta al termine della prima guerra mondiale e sono state ugualmente condizionate dalla volontà di espansione tedesca. Lo sterminio del popolo ebraico, aldilà del dichiarato razzismo che colpì anche l’etnia zingara, fu l’intenzione di appropriarsi delle loro ricchezze, essendo notoriamente molto abili nelle trattative commerciali.
Il verificarsi delle pandemie a scadenza quasi regolare, appare come un sistema di difesa del Pianeta TERRA, sovraffollato da abitanti sempre meno rispettosi dell’ambiente, dove le risorse naturali sono in regresso costante e tra non molto saranno insufficienti al sostentamento dei terrestri. Dopo ogni guerra, durante la quale si conoscono le sofferenze più atroci, segue un periodo di ricostruzione con tanto lavoro, ottimismo e benessere. 
Siamo in troppi e ragioniamo come i topolini rinchiusi in uno spazio angusto. Aumentando il nostro numero e mantenendo lo stesso spazio, si è misurata la crescita esponenziale dell’aggressività, interpretabile come naturale forma di autodifesa.
Non conosciamo la verità sulla diffusione del covid19, ma l’ipotesi che sia stato creato il laboratorio per distruggere le economie del mondo occidentale e dar modo alla Cina, mostruosa entità comunista con la testa capitalistica, di raccattare a prezzo di saldo industrie ed imprese, è forse più che un’ipotesi.

 
 
 

IL DEBITO PUBBLICO IN PANDEMIA

Post n°1146 pubblicato il 11 Novembre 2020 da fresbe
 
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"Se la Bce decidesse di cancellare il debito pubblico, nella fattispecie l’eccedenza creata durante la pandemia per le necessità di finanza pubblica, potrebbe farlo senza alcun problema di sorta: basterebbe – banalmente – la volontà in tal senso"
di Claudio Borghi Aquilini

E’ dal 2012 che la Banca Centrale Europea acquista Titoli di Stato sul mercato (secondario). Lo ha fatto nell’ambito del Quantitative Easing, con il programma Pspp – Public Sector Purchase Programme. Lo ha continuato a fare, reinvestendo i proventi dei titoli in scadenza, anche dopo il termine del Qe. 
Ha ripreso gli acquisti con il Pepp – Pandemic Emergency Purchase Programme, destinato a veder incrementata la propria “dotazione”. 
Ad oggi Banca d’Italia (sono le banche centrali nazionali ad aver effettuato, su mandato Bce, l’acquisto della quasi totalità dei titoli) detiene oltre 500 miliardi del nostro debito pubblico, quota che potrebbe, entro l’anno prossimo, crescere fino a sfiorare i 700 miliardi.
Quella della Bce non è però una “monetizzazione” in termine stretto. Perché si possa parlare di tale fattispecie è necessario infatti che l’Eurotower si impegni esplicitamente a sottoscrivere qualsiasi emissione di debito da parte degli Stati, agendo come una sorta di “ombrello” rispetto alle fiammate di mercato. Non lo può fare perché ciò implicherebbe la violazione dell’articolo 123 del Tfue, il quale vieta “la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici”. Di fatto, è come se lo stesse comunque facendo, non in via ufficiale, incidentalmente quanto vogliamo, potremmo quasi dire “per errore”, in costante retroguardia mentre il resto del mondo arriva a far cadere dei tabù, ma il risultato, è quello.
Ciò doverosamente premesso, veniamo al punto nodale della questione. La Bce può davvero cancellare il debito pubblico? La risposta è affermativa. 
Lo potrebbe bruciare, se i titoli fossero ancora in formato cartaceo, oppure potrebbe tirare una riga sul foglio di bilancio. Più semplicemente, le basterebbero poche mosse su uno schermo.
Facile? Facilissimo. Tanto più che il debito oggi in mano alle Banche Centrali Nazionali è già come se non esistesse. Prendiamo il caso di Banca d’Italia, che incassa i relativi interessi sui titoli e, per la quasi totalità, li gira al ministero dell’Economia all’atto della distribuzione dei dividendi quando chiude l’esercizio. In gergo tecnico si parla di “retrocessione” degli interessi, più pragmaticamente: il debito è sterilizzato. Innocuo quindi ai fini, ad esempio, delle dinamiche dello spread. E dal punto di vista contabile, cosa succederebbe? Anche qui, assolutamente nulla. Perché è vero che quando una Banca Centrale crea denaro, iscrive un valore al passivo che, nel nostro caso, corrisponde ad un uguale valore nell’attivo pari a quello dei titoli acquistati. 
Se questo attivo venisse cancellato, il patrimonio della Bce (e/o delle banche centrali nazionali parte del Sebc) finirebbe in territorio negativo. 
“Stante la sua capacità di creare base monetaria la Banca Nazionale è sempre solvibile nella propria moneta, giacché teoricamente dispone di mezzi di pagamento legali in quantità illimitata. Pertanto, anche con un capitale proprio temporaneamente negativo, essa conserva la piena capacità di agire, e può quindi assolvere in ogni tempo il suo mandato. In caso di capitale proprio negativo, la Banca Nazionale non soggiace ad alcun obbligo giuridico né di risanamento né, tanto meno, di liquidazione. Non sussiste neppure per i suoi azionisti un obbligo di apporto addizionale di capitale”.
Filippo Burla

N.B.: Uno Stato Sovrano che mantenga la capacità di emettere moneta non potrà andare in default (Sovranità Monetaria)


 
 
 

THE GREAT RESET?

Post n°1145 pubblicato il 03 Novembre 2020 da fresbe
 
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Nonostante le ripetute smentite del Presidente della Bce, Christine Lagarde sarebbe d'accordo sulla cancellazione del debito, giacchè è Francese ed ha cuore di più il suo Paese rispetto alla cloaca Europeista. 

Pur avendo Ella di recente escluso categoricamente l'ipotesi replicando la sua litania “Chiedere alla Bce di cancellare debito pubblico sarebbe come chiedere di violare i Trattati europei...” messa di fronte all’evidenza di una seconda ondata del Covid così violenta, che sta colpendo duramente la Francia, mentre la Germania è già in lockdown, la strada pare tracciata...
Anche la cancelliera Angela Merkel si è posta sulla difensiva e se “Atene piange Sparta non ride"  i disordini di piazza si stanno verificando in quasi tutti i Paesi UE e occorre assumere decisioni che salvino lo "status quo" di un sistema premiante solo per la Germania. Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America, ipotizza il “Great Reset” che sarebbe in atto. Secondo il porporato, “si tratterebbe dell’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’introduzione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale”. Si tratterebbe di cedere tutto ciò che abbiamo ed avere in cambio zero debiti, la possibilità di sopravvivere, zero libertà, come formiche mansuete ed operaie. E’ in ultima analisi il tentativo di affermare l’ideologia comunista, nella quale tutti gli uomini sono uguali in quanto schiavi, dove l’unicità dell’uomo viene combattuta in favore della mediocrità, raggiunta attraverso il controllo della moneta – chi stampa moneta ti possiede – la connivenza della politica corrotta e di Stati canaglia, ricattati con la pandemia che sta uccidendo non solo vite ma anche l’economia mondiale. Le piazze daranno la risposta ed attenzione perchè la situazione potrebbe andare fuori controllo!

 
 
 

CANCELLAZIONE DEBITO PANDEMICO IN UE?

Post n°1144 pubblicato il 03 Novembre 2020 da fresbe
 
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Cancellare i debiti contratti durante la pandemia del Covid? Il condizionale è d’obbligo ma secondo alcune indiscrezioni di stampa, sarebbe in corso, una discussione fra i commissari di Bruxelles per far supportare l’Unione Europea, con i Paesi più in crisi, Italia, Spagna, Grecia, ma anche la Francia in pressing sulla BCE per un "reset" del loro debito.

Il 21 Settembre 2020, il Presidente della Bce (Banca Comune Europea) dichiarava: “Chiedere alla Bce di cancellare debito pubblico, sarebbe come chiedere di violare i Trattati Europei e penso che un punto su cui bisogna martellare di fronte a queste richieste è che i debiti vanno ripagati” Ciò veniva proferito dalla Signora, durante un'audizione congiunta per teleconferenza con le Camere dei deputati di Francia e Germania, in merito alle richieste di cancellazione dei debiti pubblici detenuti della Bce, tramite l'accumulo di titoli di Stato. "È chiaro che oggi interveniamo su tutta la curva e compriamo anche obbligazioni che maturano a 30 anni", ha sottolineato Lagarde. Un punto determinante dal momento che in più occasioni la Bce ha assicurato di tenere a scadenza i titoli pubblici rilevati. Ed ancora: "Per parafrasare quello che altri hanno detto, ci sono debiti pubblici buoni e debiti pubblici cattivi, come succede con il colesterolo. Quelli buoni sono quelli che poi vengono usati per investire, sulla transizione digitale, sulla sostenibilità ambientale, sul miglioramento della produttività: sono buoni debiti. Quindi penso che le autorità di Bilancio devono essere molto attente a l'impiego che viene fatto del surplus di debito che viene contratto in questa crisi e che poi peserà sui conti futuri". A sei mesi dall'introduzione delle misure anti-crisi pandemica della Bce, Lagarde ha affermato che "i mercati si sono stabilizzati, l'offerta di credito è stata preservata e la ripresa è in corso. Questi sviluppi – ha aggiunto – permetteranno il ritorno dell'inflazione verso livelli coerenti con i nostri obiettivi di medio termine al mantenimento ella stabilità dei prezzi". Tuttavia "l'incertezza del contesto attuale esige una valutazione molto attenta delle nuove informazioni, incluso il tasso dei cambi, e delle loro implicazioni per l'inflazione nel medio termine. Il Consiglio direttivo della Bce – ha ribadito Lagarde, richiamandosi alle comunicazioni dopo l'ultima riunione – resta pronto a aggiustare l'insieme dei suoi strumenti, in maniera adeguata" per garantire il raggiungimento dei suoi obiettivi. 
Per la presidente della Bce "l'Europa si è indubbiamente rafforzata con la crisi. La pandemia – ha detto Lagarde – è una crisi di ampiezza senza precedenti". Ora, secondo la presidente della Bce, occorre canalizzare la ripresa "in modo da adattare le nostre economie al mondo di domani". Sul piano di acquisti di titoli anticrisi pandemica della Bce, il Pepp, Lagarde ha ribadito che si tratta di uno strumento "eccezionale" adottato alla luce proprio della natura "eccezionale" di questa crisi. "Il Pepp è uno strumento eccezionale, insisto sulla parola eccezionale – ha detto – destinato a lottare contro gli effetti eccezionali della pandemia".
 
N.B.: Notizia di oggi, in attesa di verifica, e che la BCE sembra si sia indirizzata per effetto delle pressioni ricevute dai Paesi membri, a provvedere alla cancellazione del debito “pandemico”, confermando per chi (tanti...) non l’abbiano ancora compreso, come la moneta sia uno strumento, che diviene merce di accumulo al di fuori dalle Banche di emissione pur rimanendo quale che è: una convenzione! Il volume del circolante è effetto di scelte politiche attuate a totale e semi esclusivo beneficio della Germania, la quale essendo attualmente nei guai come il resto dell’Europa, ha preteso ed ottenuto il cambio di paradigma. Strumento eccezionale? La cancellazione del debito, come avvenne nel secondo dopoguerra nei confronti di Germania e Giappone. 

 
 
 

DECRETO RISTORI?

Post n°1143 pubblicato il 29 Ottobre 2020 da fresbe
 
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Il Governo “spara” numeri casuali riferiti al “ristoro” delle categorie commerciali (Ristoranti – Bar – Palestre – Piscine – Teatri – Cinema)...200 per cento, 300 per cento, 400 per cento! Si potrebbe DEFINIRE per favore, la base di riferimento utile al calcolo?

Se stessero facendo riferimento al precedente “sussidio” non sarebbe equo e sufficiente. La fiscalità in Italia è complessa, composta da norme che nel loro insieme, intendono contrastare l’elusione (non si tratta di evasione) ovvero la volontà di interpretare le normative in favore del contribuente. Si tratta di una parte del mio lavoro e mi pongo delle domande. Non si potrebbero usare gli strumenti ideati per castigare chiunque sia titolare di una partita iva, per calcolare il danno economico da loro subito? Nel dettaglio:
 Il raffronto tra i “corrispettivi” dei primi dieci mesi del 2019 con gli stessi del 2020, con la determinazione contabile dei minori incassi lordi? A quel punto erogassero il 75%? Esemplificando: anno 2019 € 100.000,00 anno 2020 € 50.000,00 – Differenza € 50.000,00 x 75% = € 37.500,00 di RISTORO...
 Valutazione tramite i mitici STUDI DI SETTORE, quelli stessi che considerano nello stesso “cluster” un’attività localizzata a Pegazzano ed un’altra a Portovenere, dove la prima è aria depressa abitativa, e la seconda turistica, stabilendo una compensazione in favore della prima?
 Sarebbe il caso che gli annunci clamorosi cessassero ed iniziassero, le concretezze, fosse erogata la CASSA INTEGRAZIONE  a chi ancora non ne abbia usfruito?
 Il rinvio a fine Gennaio 2021 della possibilità per gli imprenditori di licenziare, a fronte di una drastica riduzione del lavoro e degli incassi, rappresenta una ILLEGALE TURBATIVA della attività di gestione di una azienda. Il personale dipendente (ovvio ma vale la pena ribadirlo...) è numericamente parametrato al fatturato realizzato, o meglio nelle attività industriali le assunzioni sono successive alla acquisizione delle commesse, calcolate con riferimenti matematici teorici di produttività.

Come dice qualcuno: “Questi non hanno mai lavorato, non sanno cosa sia un’impresa ed il lavoro di un imprenditore”

 
 
 
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