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TRA ASTRAZIONE E FIGURAZIONE
Post n°88 pubblicato il 27 Agosto 2014 da BLACKAENIMA
Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi. Molte volte avevo fantasticato sul mio futuro, avevo sognato ruoli che mi potevano essere destinati, poeta o profeta o pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò. Né io ero qui per fare il poeta, per predicare o dipingere, non ero qui per questo. Tutto ciò è secondario. quella di conoscere se stessi. Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente. Il problema è realizzare il suo proprio destino, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi, è una mezza misura, è un tentativo di fuga, è il ritorno all’ideale di massa, è adattamento e angoscia di fronte a se stesso.
Io ero un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla. Lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito. Nient’altro. Avevo già assaporato molta solitudine. Ora ebbi l’impressione che ne esistesse una più profonda e forse inconfutabile. |



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