Area personale
Tag
Cerca in questo Blog
Menu
I miei Blog Amici
Ultimi commenti
Chi può scrivere sul blog
| « L'ATTIMO INFINITO | METAFORE » |
NON CI RESTA CHE... PIANGERE
Post n°116 pubblicato il 16 Maggio 2023 da BLACKAENIMA
La maschera della sua carriera. L'antieroe insicuro e complessato, dallo sguardo dolcemente sfuggente, una innocente bellissima timidezza mascherata da un inarrestabile fiume di parole senza artefatti intellettualismi..
"Io faccio film intelligenti? Non lo so, faccio film che mi piacciono, mi propongo sempre di fuggire dai luoghi comuni, dalle cose che potrebbe dire chiunque"
Ha innovato il teatro e il cinema con la sua mimica e gestualità
Il suo è un cinema che rappresenta efficacemente il dualismo dell'animo umano in cui possono convivere coraggio e fragilità, profonde tematiche introspettive e leggerezza. Questo mix di contraddizioni presenti nell'uomo sono particolarmente accentuati in quella perenne indecisione, nella mancanza di determinazione, nell'incapacità di accettare il cambiamento. Una figura annichilita e impotente dinnanzi a quella tematica ricorrente in tutta la sua produzione cinematografica più rilevante: L'AMORE Perennemente combattutto tra atteggiamenti moderni e bisogno di protezione. Un personaggio vittima di se stesso, della sua insicurezza e della sua estrema paura a mettere a nudo il proprio animo. Un animo delicato il cui vissuto personale lo ha portato a interrogarsi profondamente. E proprio per questo vissuto, nel suo cinema ironia, controsenso e malinconia si fondono alla perfezione creando così personaggi incapaci e impreparati al mutamento. Non a caso molte scene dei suoi film prediligono scenari interni, come a voler rafforzare la volontà di andare ma la difficoltà di uscire dalla propria stanza. Troisi aveva questa capacità: sapeva catturare l'essenza delle persone, dei rapporti e dei sentimenti con poco. Un gesto, una smorfia, una ondata di parole farfugliate confusamente. Non incarnava l'eroe romantico del cinema degli anni Sessanta; non era affascinante nel senso più classico del termine. Eppure era meravigliosamente bello perchè era se stesso e questa era la vera rivoluzione. Troisi rappresentava l'uomo medio, comune, dilaniato dall'insicurezza e costantemente in balìa delle aspettative dalla famiglia e del suo desiderio costante di essere altro da ciò che viveva. Il popolano, il figlio di operai, quello che conosce tutte e due le parti della strada: quella in cui si vive discretamente e quella dove ogni notte è scandita da sofferenze e sconfitte. Le persone lo vedevano, e dopo le risate, la reazione più immediata, cominciavano a pensare Troisi vedeva l'altro delle cose e lo vedeva nel cuore, nella sostanza più ingenua e verace della vita.
Troisi era riccioluto come Maradona e per me entrambi rappresentano la stessa cosa: il riscatto e la salvezza.
Ne Il Postino il personaggio di Troisi viene ammazzato in un pestaggio dalla polizia. Troisi, proprio il giorno dopo aver chiuso la sua parte, morì. se n'era andato nel sonno Non importa quanto tempo trascorriamo su questa terra, è il ricordo lasciato a tracciare la differenza tra chi si limita semplicemente ad esistere e chi diventa immortale. Essere presente, partecipe, e non limitarsi mai
|


Inviato da: ChildOfMurder
il 16/11/2025 alle 01:43
Inviato da: cassetta2
il 06/08/2025 alle 19:49
Inviato da: HD_Man_79
il 21/12/2024 alle 22:12
Inviato da: Mr_Crowley80
il 19/08/2024 alle 20:36
Inviato da: Mr_Crowley80
il 19/08/2024 alle 20:36