MESSAGGI INDECIFRATI

IL PARADOSSO DEL MENTITORE

Creato da BLACKAENIMA il 03/03/2011

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NON CI RESTA CHE... PIANGERE

Post n°116 pubblicato il 16 Maggio 2023 da BLACKAENIMA

 

La maschera della sua carriera.

L'antieroe insicuro e complessato,

dallo sguardo dolcemente sfuggente,

una innocente bellissima timidezza

mascherata da un inarrestabile fiume di parole

senza artefatti intellettualismi..

 

"Io faccio film intelligenti? Non lo so, faccio film che mi piacciono, mi propongo sempre di fuggire dai luoghi comuni, dalle cose che potrebbe dire chiunque"

 

Ha innovato il teatro e il cinema con la sua mimica e gestualità

 

Il suo è un cinema che rappresenta efficacemente il dualismo dell'animo umano in cui possono convivere coraggio e fragilità, profonde tematiche introspettive e leggerezza. Questo mix di contraddizioni presenti nell'uomo sono particolarmente accentuati in quella perenne indecisione, nella mancanza di determinazione, nell'incapacità di accettare il cambiamento. Una figura annichilita e impotente dinnanzi a quella tematica ricorrente in tutta la sua produzione cinematografica più rilevante:

L'AMORE

Perennemente combattutto tra atteggiamenti moderni e bisogno di protezione. Un personaggio vittima di se stesso, della sua insicurezza e della sua estrema paura a mettere a nudo il proprio animo. Un animo delicato il cui vissuto personale lo ha portato a interrogarsi profondamente. E proprio per questo vissuto, nel suo cinema ironia, controsenso e malinconia si fondono alla perfezione creando così personaggi incapaci e impreparati al mutamento. Non a caso molte scene dei suoi film prediligono scenari interni, come a voler rafforzare la volontà di andare ma la difficoltà di uscire dalla propria stanza.

Troisi aveva questa capacità: sapeva catturare l'essenza delle persone, dei rapporti e dei sentimenti con poco. Un gesto, una smorfia, una ondata di parole farfugliate confusamente. Non incarnava l'eroe romantico del cinema degli anni Sessanta; non era affascinante nel senso più classico del termine. Eppure era meravigliosamente bello perchè era se stesso e questa era la vera rivoluzione. 

Troisi rappresentava l'uomo medio, comune, dilaniato dall'insicurezza e costantemente in balìa delle aspettative dalla famiglia e del suo desiderio costante di essere altro da ciò che viveva. Il popolano, il figlio di operai, quello che conosce tutte e due le parti della strada: quella in cui si vive discretamente e quella dove ogni notte è scandita da sofferenze e sconfitte.

Le persone lo vedevano, e dopo le risate, la reazione più immediata, cominciavano a pensare

Troisi vedeva l'altro delle cose e lo vedeva nel cuore, nella sostanza più ingenua e verace della vita.

 

 

Troisi era riccioluto come Maradona e per me entrambi rappresentano la stessa cosa:

il riscatto e la salvezza.

 

Ne Il Postino il personaggio di Troisi viene ammazzato in un pestaggio dalla polizia.

Troisi, proprio il giorno dopo aver chiuso la sua parte, morì.

se n'era andato nel sonno

Non importa quanto tempo trascorriamo su questa terra, è il ricordo lasciato a tracciare la differenza tra chi si limita semplicemente ad esistere e chi diventa immortale.

Essere presente, partecipe, e non limitarsi mai

 

 
 
 
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