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Post n°129 pubblicato il 02 Ottobre 2023 da BLACKAENIMA
Amedeo Modigliani Inconfondibile per il suo stile primitivo in cui le figure sono caratterizzate dal lungo collo, la testa ovale e le linee aggraziate e tondeggianti. Figure umane stilizzate da tinte molto intense e smaltate. Il suo carattere irrequieto e il suo ardore contenuto si rivelano tutti nei suoi quadri. Le proporzioni sono totalmente sconvolte. Tutto è teso. La sua natura si sfoga dipingendo e cerca, attraverso linee contorte e tormentate, pennellate radiose e vibranti, il suo senso. È la figura umana il suo principale interesse.
Artista tormentato e tendente all'autodistruzione, è ossessivamente attratto dai sentimenti e dalle passioni umane. La sua rabbia nei confronti del mondo ed il suo desiderio di allontanarvisi si riflettono in quei suoi inquietanti dipinti, emblematiche ricerche continue di se stesso. Temperamento focoso = pittura focosa. Un quadro di Modigliani o piace o urta. Modigliani non aderisce veramente a nessuna corrente artistica, rimanendo fedele a se stesso e sforzandosi di sviluppare un linguaggio del tutto personale. Passionale e attratto proprio dalla vita, scolpisce, dipinge, ama gli eccessi e s'innamora. In quella raffinata deformazione delle figure e dei volti che seguono sempre una sequenza di curve gentili, traspare un'emozionante e intima umanità. Spesso l'arte di Modigliani è stata definita "indecente e oltraggiosa per la pubblica morale", secondo la critica del tempo in quanto troppo estrema nel mostrare la passione e l'erotismo nel nudo. Viene spesso costretto a chiudere le sue mostre a causa dello scandalo dei suoi dipinti e per quelle nudità femminili ritenute oscene. Aveva senz'altro una personalità decisa: qualora un'opera non fosse di suo gusto, la distruggeva. Impossibile da inquadrare in una qualsivoglia corrente, Modigliani non gode di alcuna fama durante la sua breve esistenza proprio perché non omologabile. Un vero artista "maledetto" per la sua incessante polemica antiborghese ed il suo stile di vita bohémien, eternamente in contrasto con il presente e con lo sguardo volto verso ciò che è stato e ciò che sarà. Una vita all'insegna della trasgressione e dell'isolamento a causa di un'innata avversione nei confronti di una società perbenista. E forse mai soprannome è stato più appropriato per un artista del calibro di Modigliani, conosciuto anche come Modì, il cui suono rimanda all'aggettivo francese "maudit" (maledetto). Una ricerca del proprio "io" che viene espressa nell'impenetrabile immobilità dei volti ritratti e negli enigmatici occhi talvolta raffigurati senza pupille. Per l'artista gli occhi non possono essere rappresentati perché sente di non poter dipingere ciò di cui non è a conoscenza, ossia l'anima di chi ha davanti e sta posando per lui. Lo stile di Modigliani era caratterizzato principalmente dalla rappresentazione di ritratti, con l'obiettivo di raggiungere l'armonia e dei ritmi lineari e di colore. Le immagini sono sinuose, e il colore è intenso. Con i suoi dipinti era solito "spogliare l'anima" delle persone.
Uno stile in cui si racchiude quella voragine dell'artista dentro occhi grandi caratterizzati da uno sguardo misterioso e assente. Occhi, dipinti come vuoti, grandi e vitrei, un modo per rappresentare l'introspezione dei personaggi e colli smisuratamente lunghi. Uno degli artisti più originali dell'epoca. Quando era in vita stava cominciando a farsi un nome a Parigi tra i cultori dall'arte moderna, ma era sostanzialmente sconosciuto ai più. Oggi lo percepiamo come un personaggio bohemien per eccellenza, archetipo del genio romantico, incallito donnaiolo e pittore e scultore ossessivo. In realtà in quanto a donne, rimase folgorato da quella che poi sarebbe diventata anche la sua musa, il suo vero grande amore, una pittrice francese agli inizi della sua carriera, Jeanne Hébuterne, soprannominata "noix de coco" cioè noce di cocco, per la bellezza del suo viso e i lunghi capelli castani.
Con lei andrà a convivere in Provenza e da lei avrà una figlia. Jeanne diventerà il principale soggetto artistico di Modigliani.
Nel mese di gennaio l'artista si ammala di polmonite ed entra in coma. Il 24 gennaio del 1920, Modigliani si spegne a soli trentasei anni, ormai consumato dalla tubercolosi e dall'uso smodato di alcool e di droga. Il giorno dopo, alle 3 del mattino, Jeanne, incinta di otto mesi ma distrutta per la perdita di Amedeo, si uccide buttandosi dalla finestra di camera sua. Amedeo Modigliani fu sepolto nel cimitero di Pere Lachaise, accompagnato dagli artisti di Montmartre e Montparnasse. Jeanne fu sepolta il giorno dopo all'alba per evitare ulteriori "scandali", al cimitero di Bagneux. Il padre della Hébuterne infatti si rifiutò di far seppellire la figlia al fianco del pittore che per lui era stato la causa scatenante di tutta la tragedia. Fu solo nel 1930 che la famiglia Hébuterne concesse che le spoglie di Jeanne venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani. Oggi i due sono uniti per l'eternità e riposano assieme nel cimitero di Père Lachaise a Parigi. ...Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi... |







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