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AFRODITE
Post n°132 pubblicato il 22 Novembre 2023 da BLACKAENIMA
... L'imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità, ed è meglio essere assolutamente ridicoli che assolutamente noiosi. Hollywood è un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima... Quel che ho dentro nessuno lo vede. Ho pensieri bellissimi che pesano come una lapide. Ma la gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me, presumendo che io ne sia l'incarnazione...
Norma Jeane Mortenson conosciuta in tutto il mondo come Marilyn Monroe nacque il primo giugno del 1926, alle 9,30 del mattino. Si ipotizzò che la madre fosse rimasta incinta dopo uno stupro. Alcuni mesi dopo il parto, la bambina venne battezzata come "Norma Jeane Mortenson Baker"; molti biografi suggeriscono che Gladys, la madre, le abbia dato i suoi cognomi per evitare che venisse dichiarata illegittima. Marilyn (pseudonimo di Norma Jeane) trascorre un' infanzia estremamente povera e infelice. Fra le altre cose, Gladys accoltellò un'amica e sottopose Marilyn a percosse e punizioni assurde. Un altro choc fu per la bambina quando il suo cane venne ucciso a fucilate da un vicino di casa; quell'episodio le provocò una balbuzie nervosa durata parecchio tempo. Per questo e altri motivi Marilyn fu bullizzata a scuola. Dopo il ricovero della madre in un istituto psichiatrico, passa dall'orfanotrofio a una famiglia adottiva all'altra. A sedici anni, lascia la scuola senza diplomarsi e spera di trovare la felicità sposando un giovane operaio conosciuto nella fabbrica dove lavorano entrambi. Il matrimonio finisce quando il ragazzo parte per la guerra e lei, notata da un fotografo, posa per alcuni scatti che le aprono le porte dell'industria cinematografica. La sua insicurezza era naturale e candida come la sua esplosiva e disinibita sessualità: l'una non poteva esistere senza l'altra. "Era un fiore di creatura: tutta morbida e bianca, compatta come un albero giovane. Quando seppi che l'avevano ammazzata, sembrò anche a me di morire un po" dirà la Magnani dopo la sua morte.
La personalità di Marilyn è una calamita che attira e respinge, in modo incontrollato, coloro che le sono accanto e che inevitabilmente cadono preda di una attrazione mista a paura, folgorati e paralizzati, accecati e oscurati dalla sua luminosità. Impalpabile, non comprensibile, sempre altrove mentalmente, Norma Jeane Mortenson sfugge alla catalogazione dei più, apparendo "vuota e stupida" solo all'occhio frettoloso e superficiale. La sua "vuotezza" è in realtà uno spontaneo scoprirsi, denudarsi, totalmente privo di malizia. Da ragazza preferiva farsi vedere nuda perché si vergognava dei suoi vestiti da orfanatrofio. Da adolescente, priva da sempre di una figura paterna, capisce che il suo corpo è uno strumento di potere nei confronti degli uomini e perciò lo usa, seppur con distacco e ironia. Attiva, intraprendente, sicura e volitiva quando si trattava di aiutare il prossimo. Timida con complessi di inferiorità, quando la interrogano su se stessa. Resta zitta per paura di dire sciocchezze, torturata dalla condanna di dover apparire stupida per avere attenzione. La stereotipizzazione operata da Hollywood, che le cucì addosso il ruolo della fatalona poco arguta, fece sì che l'opinione pubblica, come spesso accade in tali casi, confondesse la persona con il personaggio. Lei: Marilyn
C'è una bellissima poesia di Pier Paolo Pasolini a lei dedicata all'interno della prima parte del documentario "La Rabbia". Ed è così che mi piace ricordare questo dolcissimo petalo di rosa, Norma Jean. Forse nessuno è mai riuscito a intravedere tra le pieghe di quel biondo platino il suo animo fragile sopravvissuto solo apparentemente ad un'infanzia e adolescenza devastanti. Il successo, in molti casi, non riesce a rimarginare certe ferite e mancanze particolarmente profonde. Muore le prime ore della notte del 5 agosto 1962, SUICIDATA.
Del mondo antico e del mondo futuro quella bellezza l'avevi addosso umilmente, Il mondo te l'ha insegnata, Del pauroso mondo antico e del pauroso mondo futuro Così ti sei portata via la tua bellezza. Dello stupido mondo antico e del feroce mondo futuro E per questo era bellezza, Sparì come una colombella d'oro. Il mondo te l'ha insegnata e così la tua bellezza non fu più bellezza. Ma tu continuavi a essere bambina, richiesta dal mondo futuro, posseduta Ora i fratelli maggiori, finalmente, si voltano, Ora sei tu, poverina, col suo sorriso, oltre le porte del mondo abbandonato al suo destino di morte.
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