Pare che quelli dell'Ikea non abbiano inventato niente. E' stata trovata, a Torre Satriano, vicino Potenza, una reggia del VI secolo a.C. assemblata proprio come generalmente si mettono insieme i mobili dell'Ikea. L'edificio pare sia stato estremamente sfarzoso, dotato di un tetto a falde, i cui pezzi sono quasi tutti contrassegnati da iscrizioni che rimandano alle tecniche di montaggio.
Il corpo centrale dell'edificio (reggia o tempio ancora deve essere stabilito), è sormontato da un tetto a due falde, con decorazioni rosse e nere. Vi era, poi, un porticato che abbelliva ulteriormente l'ingresso della costruzione. Il tetto era provvisto di gocciolatoi per consentire il deflusso delle acque piovane (sime), gocciolatoi che, come altre parti dell'edificio, recavano le istruzioni per consentire un corretto montaggio del pezzo sull'edificio. Sono stati recuperati circa un centinaio di frammenti iscritti che recano il numero ordinale al maschile sulle sime ed al femminle sul fregio che correva lungo il perimetro superiore della costruzione.
Ogni componente era indicato con una sigla e, per agevolare ulteriormente l'assemblaggio, questa cifra era espressa al maschile ed al femminile. I decori del tetto della reggia di Torre Satriano sono molto simili alle tracce, più frammentarie, di un'abitazione ritrovata a Braida di Vaglio, non molto lontano da Torre Satriano. La zona, al tempo, era a ridosso delle colonie costiere della Magna Grecia. I signori locali, pertanto, avevano l'abitudine di adeguarsi ai gusti greci che cominciavano a diffondersi. Forse questa è la spiegazione di quella che pare essere una "produzione in serie".
Della Satriano medioevale simbolo tuttora visibile è la torre. Il centro fu abbandonato nel XV secolo, dopo un lungo periodo di popolamento che può farsi risalire alla fine dell'VIII secolo a.C.. Il luogo deve la sua fortuna sicuramente alla posizione strategica, tra due strette vallate parallele a due corsi d'acqua e connesse ai fiumi Agri e Basento, vie direttrici, anticamente, del transito che portava dalle alture interne al Tirreno, allo Ionio ed all'Adriatico.
La crescita demografica di Torre Satriano è datata, dagli archeologi ad un periodo compreso tra la fine del VII secolo a.C. ed il VI secolo a.C.. Sono state ritrovate sepolture databili a questo periodo sulle alture circostanti e sono stati individuati ben trentanove altri siti sepolcrali poco distanti.
In età romana, Torre Satriano conobbe un evidente oblìo a favore della più strutturata Potentia. Bisognerà attendere l'alto medioevo perchè il luogo in cui sorgeva l'antica cittadina torni ad ospitare un nucleo abitativo, Satrianum, che si organizzerà per qualche tempo attorno alla diocesi. Le indagini archeologiche hanno, a questo proposito, interessato proprio l'area della cattedrale di Satrianum, della quale si sono individuate la planimetria e le fasi edilizie.
Il primo impianto di una costruzione religiosa risale al IX secolo ed è a tre navate absidate, scandite da due file di quattro pilastri con ingresso sul lato lungo mediante un portale con arco a tutto sesto. La navata centrale era inizialmente pavimentata con formelle in terracotta a rilievo. Successivamente si ridusse la lunghezza delle navate laterali, chiudendo l'abside a seguito di un cedimento strutturale.
E' stata rinvenuta una sepoltura costituita da quattro deposizioni sovrapposte - l'ultima femminile - risalenti alla prima età angioina. Ad ovest della chiesa sono riemersi una serie di edifici destinati ad ospitare, presumibilmente, la comunità ecclesiastica tra il XII ed il XV secolo. Queste costruzioni sono disposte intorno ad una corte con cisterna nella quale sono state ritrovate numerose sepolture dovute, forse, ad un'epidemia di peste che flagellò il territorio nel XV secolo. Una di queste ha restituito una veste di lino o di seta indossata dal defunto.
Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 11:10