Creato da davidaliuslosyano il 01/06/2009
 

Il Lessicantropo

Il mattino si sveglio' con un kamasutra di rughe sul volto diafano...[davidalius]

 

 

BLABY & ZED & BLAND...

Post n°6654 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da davidaliuslosyano

"La bulimia citatoria fastidia alla lunga", disse uno sdegnato Nib Consalvo, facendo schioccare la lingua come ai bei tempi. (...) Nibelunghi, cavalcando aggrappati alla criniera, minzionano bellamente nelle loro ogive di plastica. "Che copiosa acquaragia oggidì, oh figlio" "si direbbe che ti sei ripreso alla grande dopo l'operazione alla prostata" "che magnifica pisciata, davvero!" "ringraziamo sentitamente gli dei lassù e le mani d'oro del cerusico quaggiù". Nerbate di malizia effondono dalla divina bocca della regina madre. "Davvero pantheonico! Il sansebastianese frecciato al costato liquefatto ha il sanguinaccio!", canta il menestrello. (...) Elitario e solitario...Nella notte le stelle bruciavano le cicatrici del cantastorie, irradiavano furia e paura. Il canto dei fuochi delle stoppie celiavano il coraggio delle mastodontiche magioni agglutinate ai lussureggianti costoni verdemetallo. (...) Dietro-ai-vetri una donna ricama. Un gatto s'innammora. Una sedia contempla file di libri. (...) Intossicati d'amore e di piombo, percorrevamo le lastre ghiacciate dell'Arkansas su una Dobriville GM del '66. Una quattro-cilindri ancora lucente di lacca che si muoveva veloce nel fiammesco torpore dei luoghi. (...) Cosettanna ha un corpo gettato alla rinfusa sul retrosedile tra odore di lacrime, bambole dai capelli argento, barbonesche ciafrusaglie e calcinacci di cartaindorata. (...) La Fumatrice col cipiglio intellettuale armeggiava tra linguaggi di genere alla ricerca della Frase, mentre sboccava vapore allo zenzero. (...) Note di musica Wimpy - ipergettonate sulle stazioni radio delle contee - rendeva fruibile il viaggio e accompagnavano il sonno di Holly-Mo verso indelicate parafrasi mattutine. Alla guida, col capo genuflesso sul volante, Joe-Carl Humpo menava fendenti sull'accelleratore come un leone inebriato dal suo stesso ruggito. Sotto la dittatura di grosse gocce d'amianto l'asfalto comatoso vomitava il suo confortevole calore verso una parte di cielo. Incanto puro nell'essenza fumosa. Gli occhi si perdevano nell'abisso delle montagne sullo sfondo. (...) Un sussulto e parole perfette come una tigre famelica uscirono dalla bocca sdentata della Fumatrice. (...) 86,400 sec. 1,447,200 sec. La risposta alla vita in un numero silenzioso. Brulicano di notte i pensieri come nello spazio assoluto i numeri primi. Acqua che t'immerge i piedi. Poi la cintola. Strappa come un treno in corsa i vestiti e il respiro. Ti fa a pezzi. Nell''intervallo mortale energia che si spande. Il colpo risolutore spazza le certezze, le annega nell'insipida certezza. (...) Torme di uccelli in picchiata. Inferno pieno. Ali che sbattono nel tempo di una virata. Inferno pieno. È un incendio di urla e strepiti. Inferno pieno. (...) Aniello Ford rintuzzava le eccezioni. Le sue mani erano limpide quando afferravano l'ovale e lo lanciava al di sopra delle teste. Il gran tripudio accellerava, si imponeva ma lui non si lasciava accecare dalle eccezioni. Era nato povero tra una montagna di libri. Leggeva tutto quello che poteva e aveva imparato a non farsi mai confondere dalle eccezioni. Aniello Ford aveva una fidanzata, la signorina Bea-Bea destinata a diventare l'erede unica di una delle più facoltose famiglie dell'Est River. (...) Abitava in una grande casa dalle tapparelle sempre abbassate tra pile di libri e gatti randagi. (...) Agire con molta discrezione: siamo cristiani. (...) Rientro da St. Lucia caraibica zavorrato di idee. Otto notti tra Canadiani, Usaniani e naturalmente Albionici e Lucianici, dato che il personale del resort è indigeno. Ha scattato un milione di foto che probabilmente posterà. Lascio fare. (...) Gli occhi di Nominepatre fiammeggiavano durante la messa. (...)

 
 
 

l odyssee

Post n°6653 pubblicato il 24 Gennaio 2019 da davidaliuslosyano

Not completed. Floritura dei sakura. Love: hana mi tesoro. Struggendomi in te son caduco di vita attorno. Introspezione del sacro hano. Degelatinato per una ricognizione prostatica in infrarosso. Dolorecaneboia. La cine rettale esplorò allungo alla ricerca del dubbio patologico. " Prostata gigante, figliuolo" declamò, no sentenziò, meglio pontificò il cerusico nel mentre commentava con l'assistente un fatto di cronaca di gravità moderata accaduto inquellò. Urge, signori, resezione proporzionata. Loading. Rubinetto inglese malfunzionante. Incateterato alla meglio in quellò. Bagnato bagnato. Outlet di Hounslowwwest. Not completed. Musa aspiratrice. Bastone della vecchiaia. Bambino in arrivo. Fregnafrignante. "Andarla a prenderla dall'altra parte del mondo". Fin lì fiuuuu? Not completed. Pensar mata, un colpo di cervello per due colpi gobbi al cerchio. Sbroccatura del brocco. Sbracatura della brocca. Imbracatura per il forte vento di ponente. Not completed. "Eilà Genoveffa, perchè non te la prendi con me". Così il vostro fu apostrofato ragazzino da un nerbcazzuto di nome Enzo dedito all'uso di badile e zappa. Il nostro era accorso in perorazione delle illegittime rimonstranze di un fantino carogna e pezzodì con cui ero in tenzone verbale cruenta. Le mano del nerbcazzuto anch'esse nerbcazzute prudevano di menar fendenti. Raffrenato per il sicuro malpartito, codesto vostro, ricorse inquellò al commodus discessus ed ebbe salvalavita. Loading. "Vinegard amor mio" flautò Belladonna allargando le pupille. Loading. Lucilla è una cretina agnostica. Loading. Sotto iettatura. Not completed.

 
 
 

1, 2, 3 mister Singleton

Post n°6652 pubblicato il 16 Gennaio 2019 da davidaliuslosyano

Bacio bacio. Si deterge il sudore. Scarpe che salgono e scendono. Finito il turno. Una scrollatina. "Prima di andare a nanna bevo 3 pinte di tè alla mentuccia" dice Tomasek "mi rilasso sulla poltrona di vimini e bevo". Il suo barbone lo accompagna dappertutto perfino lì, dove va a lubrificare il cosinodimezzo. Ogni mezz'ora in punta. "Non sarebbe meglio farsi controllare la prostata?" gli dico. Lui ride per l'imbarazzo. (...) Spazi siderali. Universo in rapida espansione secondo le teorie più accreditate. Ci stireremo tutti un giorno di questo passo. È sicurooooooo. Oddio!!! (...) Equazione ternaria a basso gradiente, indice numerico quantico e radice algebrica prima: sarebbe il caos gravitazionale ma forse non lo sappiamo. O facciamo finta di non saperlo. Non ne vogliamo sapere. Ci rifiutiamo si! "Eppure o' fratelli di sventura tutti noi crollasseremo. Gli astri crollasseranno uno su l'altro. I treni e le stazione dell'orbeterraqueo finalmente crollasseranno insieme alle mura gli archi le chiese i cieli gli dei... Si farà festa. Ci sarà birra per tutti. Ovviamente crollassata. Ma va bene lo stesso". (...) Ernesto il matematico del gruppo ha le idee chiare. Le sue "Equazioni apocalittiche", come le chiama lui, mettono ansia e promettono disastri biblici. Cerchiamo di evitarlo come la peste, ma...se avesse raggiooone!!! (...) Aveva un gemello più grande e un padre che alzava il gomito troppo spesso. Abbandonò la baracca appena in tempo. Le circostanze lo spinsero in Florida. "Miami è una bella città con le limousine di lusso e le bionde in tergy e sunflette" mi racconta. "Mi guadagnavo da vivere spulciando cavalli da gara e la sera andavo a scuola per farmi strada nella vita". Ha fatto fortuna giocando ai dadi e riscuotendo crediti per Jimmy "la pulce". (...) Il tempo si è messo al bello. Esce il sole. Le zanzare danzano divertite su un cumoletto lasciato da un cagnotto in rendigote. Mi tocca pulire. È il regolamento. (...) Lucilla mi vede. Si avvicina. Mi abbraccia. Mi bacia. "Mi dai il cambio tra un po'". Accetto di malavoglia. Il suo sogno è avere dei seni rifatti e una vagina ridisegnata come va di moda oggi. "È un must delle nuove generazioni" mi dice. Ha i fianchi larghi e quando cammina mi ricorda qualcuno. (...) "Sono finito in carcere: dieci anni ad Alcatraz". Mikey mi osserva e scuote il capo. "Non doveva accadere". (...) Il dottor Surayama va lì apposta per farsi versare il sakè dalle sue mani graziose. "È per te". "Cos'è" ride divertita Rombei. "Una piccola composizione poetica". Ohhhhhhh! "Nei giardini morenti un sicomoro piange, l'inverno inizia e il cielo terso è già un ricordo". Ohhhhhhhh! "Sono versi bellissimi" "Ma è triste tutto questo!" "Suvvia Sury beva ancora, ecco gliene verso un altro po'". "Vuole fuggire con me, Rombei?". (...) Che triste spettacolo! Che triste spettacolo!! (...) I treni arpionano la piattaforma. Scendono piedi incravattati e sottane ingioiellate. Cappellini di foggia in delicato equilibrio. Mani nervose con champagne d'annata e calici. Si va alla Granfesta della Reggina. Paparazzi in febbrile attività in abiti da burocrati dell'immagine. (...) Mirendoconto mi ferma. Mi soffia qualche parola all'orecchio. (...) Un piccione plana su un mucchio di escrementi che inizia a beccare. Non ho mai capito quella loro andatura a "sì". Appena si muovono fanno sì con la testa. Un passo un sì. Altro passo e ancora altro sì. Chiedo spiegazioni a Patrizio. Non sa che dire. "La Natura ha sempre una sua regola" dice Garibaldi. "Frutto dell'evoluzione millenaria". "Materia di adattamento all'ambiente stazionifero". Garibaldi ha una sua reputazione e guai a contraddirne le ampie vedute. Pertanto le sue parole hanno il segno definitivo. (...) Mirendoconto vuole dei soldi in prestito. Invento una scusa. (...) "Mi sento afflitta". Parla mentre morde una fetta di salame ucraino. "Un senso di disperazione mi attanaglia". "Ho sognato di navigare su un fiume dalle sponde brulle" "Mi sentivo addosso tutta la solitudine dell'universo" "E mentre sognavo queste cose, piangevo". Lucilla ha gli occhi lucidi, ma ha ancora un buon appetito: ha finito l'ultima fetta di salame ucraino. (...) "Mi sento depressa, ottusa burocrazia!". (...) Sulle verdi muraglie di San Francisco c'è un chiesa sconsacrata. Sui muri del sangue incrostato con una scritta "La virtù uccide i deboli". Ci vanno i Duchi con le loro siringhe in processione rituale. (...) Figli dei fiori. Luci all'orizzonte. Un concerto al parco di Longley con tanta musica e strade sconfinate. La penna scorreva sul foglio raccontando di giornate epiche e deliranti. La bomba aveva uno strano fascino (disegnata in quella maniera) e il Poeta faceva del suo meglio per esaltarla. La guerra era la salvezza. Il Vietnam aveva il volto del Budda e i suoi fiumi erano torbidi come le anime dei dannati. (...) Solstizio d'inverno. Nella baia di Frisco una musica accompagna i movimenti lenti dei gabbiani di Orh in volo di ritorno dalle incursioni nelle Terre Vergini. Un fischio di ciminiera. Sbuffi di ruggine e vapore. "L'Alaska non è stata così lontana come oggi" pensa Salazar. Le acque tumultuose sotto la chiglia sono le stesse della Corrente de Golfo. Pastose e brillanti. Il sole è gonfio come il volto del Capitano. Disteso sulla branda ha un segno sotto la gola. (...) "Mi misero a lavorara nelle cucine, e dopo un paio di anni in lavanderia. Sophie veniva a trovarmi spesso nei primi tempi. Mi portava noci e pane di segale. Quelle scollature! Mi facevano impazzire". Mikey ha occhi penetranti come un ferro acuminato. (...) Rombei è sveglia. Pensa alle parole di Sury mentre le dita scorrono in basso. "La fortuna di una gheisa è nelle sue mani sottili". Chiude gli occhi assaporando l'intenso piacere. (...) Mirendoconto è insistente. Attraversa un brutto momento e ha bisogno di soldi. Gli stanno col fiato sul collo. Quelli non perdonano. Un debito di gioco va pagato alla scadenza. (...) Le bionde in limousine ti invitavano ai parties, promettendo "Fiumi di Arcolada e Notti Infuocate". Il brillio remoto delle stelle ci faceva compagnia. Erano adorabili. (...) Le zolfatare in lontananza rigurgitano fumo acre. I fari sono spenti. Il motore borbotta parole incomprensibili. Sotto l'ascella pulsante qualcosa di metallico è in attesa. La foto. Un volto. Un ordine. (...) "Parla maledetto". L'omino è legato. Non ha scampo. Sanguina copiosamente. "Tra poco perderò i sensi e sarà una liberazione", pensa. "Il bastardo è svenuto!" "Che facciamo?" "Lo abbiamo strigliato per bene". "Io dico che quello non parla, capo". "Ognuno di noi ha il suo punto di rottura...con lui ci vuole solo pazienza, infinita pazienza". "Svegliatelo!" (...) Gnut è ai piedi di una radura. Si guarda attorno. Le nuvole promettono pioggia. Lui lo sa e affretta il passo. Deve raggiungere il rifiugio prima che cadano le ombre. Raccoglie dei rami secchi. Tra poco il tepore del fuoco gli permetterà di stare bene. Dà un morso alla carne che ha nella bisaccia. Uno strappo dopo l'altro lo rimette in forze. Il passo ora è più veloce. "Nzuk è adirato con Gnut" "Gnut cattivo!". Tra le mani brilla qualcosa. (...) Su Bellamore Road la mustang color canarino filava alla grande. Il tipo a fianco del guidatore era di poche parole, forse perchè non nutriva molta fiducia nel prossimo. "Il mio punto di vista sul mondo lo conoscete!" dice rivolgendosi alla cinepresa. Un lungo sbuffo di fumo esce dalla bocca. (...) I sentimenti degli esseri senzienti sono talvolta strani e pericolosi. (...) Garibaldi ascolta un programma alla radio, mentre mastica un biscotto all'amarena. I suoi baffi impomatati col wax fidelis gli fanno compagnia senza tanto clamore. Ha perso un centone alle corse dei cavalli. Mi ha confidato di volersi ritirare dalle parti di Limerik in Irlanda. È da un bel po' che ci pensa. (...) Eviscerazione. È una lunga strategia. Arte e cuore. Antica arte e antico cuore. Koshino dopo un bel sonnellino prende la metropolitana per recarsi al lavoro. La pioggia ricama origami sul viso paffutello. "Leggero e alato è l'amore nelle notti di primavera". (...) Le nuvole portate dai venti occidentali sembrano indugiare prima di ripartire per le profondità oceaniche. Un madrigale s'innalza festoso sui tetti di Kimsei, prefettura di kyoto. Stanzetta vuota e il letto in ordine. Sul muro una spada regale appartenuta al samurai Xambei. Tredicesimo secolo dell'era del Falco Cangiante. Mishima scrive. Un pesciolino rosso guizza nella vaschetta. Dei fiori selvatici riempiono un vaso sul davanzale. Versi di un tempo remoto: "la primavera tedia l'animo insensibile alla beltà" "su una foglia di gingko puoi leggere il mondo". Suruyama va ad ammirare i ciliegi in fiore secondo la tradizione. Brucia una foto nell'erba sacra. Si accartoccia lentamente come un cuore deluso. (...) "Una foto è un'omaggio alla realtà che resta", osserva Ilìdo. Fa strani sogni. Un uomo la insegue. Cosa vorrà? Sente il suo fiato, l'odore, la paura che assale la preda. (...) Che spettacolo magnifico! (...) La Città vista dall'alto ti mozza il fiato. Puoi ammirare lo scempio dei quartieri dalla toponomastica imbronciata e le ampie volute di stradine che come fiumi impazziti innervano la cloaca maramalda dei millevicoli. Le cattedrali squarciano con le loro guglie dorate quel che resta del cielo rintronato dal vociare delle genti e dalle auto dai clacson martellanti. I maestosi palazzoni in abito regale sono composti come una fila di bambini dell'asilo. I rendevouz colorati di abiti in festa sembrano correre via tra le friggitorie e le balconate barocche. (...) Tom si arrampicò per il costone. La gamba gli faceva un gran male. La baita non era lontana. La tempesta gli sta alle calcagna. Deve fare in fretta. Farsi cogliere all'aperto lo porterebbe a una morte certa. Si ferma mentre annusa l'aria come un animale selvatico. Le tempie stanno per esplodere. Emicrania. Stringe qualcosa nella mano guantata. (...) La prora del vascello fenicio rompe le acque con una furia insolita. Con la costa alle viste Normuk il nocchiero diventa più solerte nel tenere il cordame che regola il timone e tiene allineata la prua. Il carico è abbondante e ricco pertanto bisogna prestare molta attenzione. Da sud ovest un fortunale è in arrivo. "O' misericordioso Moluck fammi rivedere la mia casa". (...) "Sottoscocca e parallelismo degli assi". Poca cosa tuttosommato ragazzi. La revisione del fuoristrada è finita. Inizia il viaggio. Domani si parte per San Pedro sulla costa occidentale. Nelle acque limacciose del luogo si possono pescare anguille giganti. (...) Sulla camicia c'è qualcosa che assomiglia a uno sbuffo di rossetto. "Non c'è tempo mi aspettano". Il segretario dell'Assemblea Generale incomincia la Relazione Annuale. (...) La cerimonia del tè è l'anima del Giappone. Nella casa ristorante di Minjo è diventata un'arte. Per quest'arte le mani sottili della geisha sono perfette. (...) Xambei aveva mani grandi. Così era agevolato nell'impugnare la pesante spada regale. I nemici ne ammiravano la compostezza nel combattimento e la perizia nell'uso delle armi. (...) "Farò una bella carbonara domani, ci metterò solo le uova". Hannah non ha le idee molto chiare sulla cucina italiana. Le confido i miei dubbi. (...) Ermete colleziona bambole. Di tutte le grandezze e dimensioni. La casa ne è piena. Ha speso una fortuna. (...) Enominazione: eredità dei tempi in cui pronunziare un nome era segno di debolezza. La distanza ci aiutava a fare a meno degli altri se volevamo sopravvivere. La Morale viene dopo ed è per tutti. (...) A conclusione di un bonario alterco sulla condizione economica dell'Italia, che stenta ad uscire dalla spirale recessiva, Garibet mi dice: "tu comunque non hai nulla da temere, tu sei la Germania, un pezzogrosso, un grande formaggio". Annuisco e mi ritiro in buon ordine. (...)

 
 
 

Las Boom Salsas

Post n°6651 pubblicato il 08 Gennaio 2019 da davidaliuslosyano

"Alola alola..." mi diceva Sam ogni volta che mi incontrava. Non saprò mai cosa volesse dire. Troppo tardi. Dovunque tu stai andando ricordati che non camminerai mai da solo. Un ok come la prima volta. (...) Nonmolecole ma nerei ectoplasmi incarnati in sostanziose filosofe prospettazioni fintoumane. Sapiens sapientis. Encefalosapienspiatto. "Mi chiedi cosa ho provato quando ho scoperto la ruota?" "un senso di fastidio ho provato, un languore proprio qui al basso ventre". Ci fu un urlo forse un po' troppo urlato una sorta dii boato di approvazione nella vallata per incoraggiare nuove invenzioni. Munchhhhhhhhhhhh. Con bocca orante sul famoso ponte. E ancora buuuuuuhhhh o muuuuuuuuuuuuu. Con bocca bovante nella famosa stalla. "Per i sapiens francesi pied noir solo popopopo", dice cheri. (...) Salvato dal silenzio nel silenzio ritornò. Formificio abitale. Un sorcio di nome Jon mette fuori la testolina. Per prendere un po' d'aria. Si riprova tra le chiappe di una ragazzina seduta nel suo habitat. (...) Un quadro alla parete. Rocambole lusitane. Braccette che mulinano nel vento di scirocco. Scrigni di feti. Rettatura meglio flettatura al glande. Con lazo argientino. Non piagnere per me muciacia ci rivediamo a Boca per una bisteccata tra amici. (...) Calzoni allumberto e capelli allazuava. Smarrito la filiera del discorso. (...) Calde braci sul montevenoso in sofferenza. Gamba flacca fasciata in bilico sulla sedia. La donnina delle pulizie rumena di nome Rosetta conta i suoi geroglifici "1234" dopo una operazione alle varici. (...) Rizoma 58 differenza e singolarità. Uno sguardo in alto alla finestra che lo vide soccombere. Verso la resa sinapsiale precipiziale. Verso lo spazio ricurvo equazionale. Belcastro mi sovviene. "Ringrazio sua signoria per avermi concesso l'opportunità di far uso delle sue formule pilota. Soffrivo di un mal di gravità per via delle tantissime curve, ma ora sono a posto". Probabilità contro abnormalità. Microquantico. Quantechiacchiere. Creature a San Bernardino in Arizzoma. "Beato sii milord che eri nei Cieli!". (...) "E Venere Venere che fa?". "Te lo dico io cosa fa: si tocca". (...) Fanalino di ode: "a te o' rimpettaio in odor di monno", censurato nell'ottuso dilemma del dio placido. Interprete di suoni vasti e spettrali omaggio di ardore tiepido. (...) Malattia ai reni. Didietro muto una volta scodinzolante. Grand affaire. Dalla finestra io e mia sorella seguivamo la scena. Lei la signora insieme alla figlia occhieggiava e faceva segni in direzione dell'amante, maestro di scuola elementare. Un degenerato marpione becero e manesco con la scolaresca. Il marito allocco a lavorare per portare il companatico alle fedigrafe. Mamma e figliolanza. (...) Incongruenza ricamata nella retina. Pertali insidie chiude un occhio. Forse due. Labbro inferiore lepore. Opacità 0%. (...) "Edema! se non puliamo per bene" il primario con una giravolta prese liniziativa e stantuffò nella bladdervescica acqua saponata frescura nelle profondita. (...) Perette alle 4 del mattino curvo su lastre di ghiaccio pinne e tromboni girodivalzer con tricheco al solleone uno e trino. (...) Barbaruti bedui incoltellati pronti alluso . (...) Monoooossido di carrabone cavernicolo con seggiola preistoica di buon vello vellutato di marca vintage come il pornovero daltritempi e precisamente del tempodelbarbiere della mia garzonanza senzalustro dietro la tenda si guardavano le foto delle riviste di sesso senzamargini con quei diverticoli sempre pronti e ficcanti. (...) Canarini fringuelli testapiatta in volo ricognitivo: "fiuuuuuu peppì e fattela stafoto" semprecaro mi fù il mio mammut orgoglio delle ere savie quando ermafrodita era il genere sapiens ripeto: "suvvia peppiniello fattete stacazzodifoto" "fatto!" "fatto?" "e si si fatto ne convieni bella di mamma?" (...) Elegante cazzuto stoelefante zanne-zanne blanche e spezzato fumo di london costata davorio sugappallermooominchia sugoooooosa pruña prugnoooooosa per monsieur ghost davorio genitore 1234 n volte allinfinito. (...) Aridacce baffo il pubblicitario amico del templare in croce uso al banchetto pantagruelico in gastello ottagonale in puglia dhoc vitiño santogralbenedetto al 12 % di vol. genuine-fake dartù in coppia amorosa con messer lancillotto. (...) Il pazzo che sbraita e labella ragassa 28 terno e due cinquine topschedina 1x2 chi vince? grataevinci anzi venividivici con le famose legioni contra caledoni dipincti smarriti annichiliti sotto mont grepius 1-0 poi tutti a ballare compreso george e nìcola in discoteca ad inverness lord agricola da anfitrione fa gli onori di casa ci sarà anche don asbrubale con una rappresentanza cartaginese e triremi per festedaballo eliorisate in cavalleria aviotrasportata da fort aberdale a braccetto col field mare sciallo massimissa che insserisce un disco nel congegno rock-and-rollo indi afferra latenera lasoffice lapastosa ègida di bronzo effige di zeus-zorro "che si mangia?" "torrone fondente e uovabaconate del pub sottocasa per colazione mio reuccio" affetto da pustole reumatoidee essendo atrabiliare e agorafobico ma ritto ritto al punto ggiusto per la battaglia finale all change all change in quel dolimpo all'una di notte a riprendersi con la suocera filomena il marito che inseguuuiva chimere invece di portare il pane a casa a moglie e quadruplice figliolanza inquantoche consumata tresca in regale alcova con ylia "ti piace o' maglione?" il che manda su tutte le furie martemarit leterno guerriero accalappiacani a 52 mila allanno casa a dupiani ad algarve "no mio amigo non posso venderla giacche pocanzi scherzavo" capelli cotonati come tupè tupamaro bolliwood kaby lunghicapelli e occhibistrati fa il santo kan sulla piattaforma dodecafonica viene fuori un cafonico regghe. (...) In bus per la basilicata alle porte di potenza "son una santadonna tabagista scusate señor autistadibus sarei come lei vvede in crisi graaaaave dastinenza nicotinica fermate e fateme scendere por favor ne fumo 10 tutte dun fiato e riprendiamo il viaggio come da patto scritto e sottoscritto". (...) Al concerto parto gemellare bibite doccasione per natale in mangiatoia asinello stitico e vacca con parrucca a salutare i due bambinelli. (...) Foto di gruppo con rutto e minzione sulla riva tammiggia mettete un sottofondo per alleggerire stimolare i succhetti gastrici tendone performance gig occhiincollati pastrani volta stellare nel planetario di sheffield architetti per unodue meglio a due archi e quattro trombette grancassa e oboe amalfitano vocetta faliscale gne gne che canta una song forse "maybe I" derrata scadente rimandare ai mittenti "ormonicamente tua mio eccellentissimo henry nelle cucine di hampton court preparo per lei mio belbiondomessere in salsa tempura lingua glassata di bue al coriandolo cinnammone perche suona bene" haaa come suona bene. (...) "Antidialettico" uuuuuh heiddeg huuu platton con stellette in giro per sicilia a raccattare sederi e carretti huuu come mi scompiscio sciorina sciorina. (...) Infronteame sguinzio sdentato batte le mani "mamma mi regali il fischietto di quel signore?" (humano nihilo). Sexmachine in perlustrazione sulla 9 e 13 mi vede ma non è venuto il fedigrafo a salutarmi accidenti. Corro più veloce di te. Pum pum pum. Hai scassato il c...(...) Desiderio soddisfatto. Leccalecca e Garybet, detto anche Garibaldi, erano quel giorno ad Ascot a scommettere gli ultimi soldini della Credit. Coi baffi impomatati col Wax Fidelis portano con la loro carcassa la bici scassata e temeraria, reduce di mille intemperie. (...) Carte salse. Commercianti controllati. Vetted tradespeople. Fatturazione affatturata. "Mi mandi il conto garson! ho finalmente inzuppato e sono pronto a pagare per il fio compiuto". (...) Tomasek pronunciò in inglese ghaianico "overholed". Sta per "Riprogettazione suicidale delle stazioni". Vale a dire non passano più i treni. Musei all'aperto con personale pagato e topolini a fare da spettatori, racimolando qualche briciola dai cafè rated 4.5...(...) Resort a 5 stelle. S. Lucia miseriacordosa. Non ha la documentazione. Nei marri caraibbici le zitelle vanno per trovare marito o farsi un amante. (...) Micaele il littuano si è incazzato di brutto in perfetto cockney. Dopo una carriera durata 15 anni non lo lasciano più chiedere l'elemosina. Che ingrati! Urgente petizione al sindaco. Gli anziani vanno rispettati. Mancano 8 mesi all'alba. Calendario gregoriano. Burbanze alla colonia aquamarina (...) C'erano con me quella volta Gegè l'Africano, Solletico, Sparaginocchi, Monsignore, Jim Chicago, Peppe il Canaro e Pasquale l'Astronauta. Il compagno Ulianov e Gennargentu ci raggiunsero in un secondo momento. Tutti ragazzoli con l'Unica Eccezione: Silicon Valley, una robusta camionista dal linguaggio ricercato, buttafuori a tempo perso. Ps. Si dice che sia la morosa di Sparaginocchi, ma i due non l'ammetteranno mai. (...) Garybet mi ha detto che è un "long play" il loro: "... e i risultati si vedranno fra tre generazioni". (...) Vanno a zonzo i seni della Vita, un pò di qua un pò di la. E io ba-ba-ba-lbetto di pfronte a tanta beltà. Mi chiudo nell'arcano dei miei ventanni. Un sogno. Un banchetto e, per frattaglie perifrasi altisonanti. (...) Lerciume attoriale autorale genitoriale. Una macchina corre a perdifumo su per i ripidi tornanti di Omaluh. L'astice si mosse nonostante la stretta. Sparatoria fuori davanti al primo cittadino della cittadina. (...) Hannah era fidanzata con un armadio d'uomo. Arrampicatore di professione con un porporino proprio picciolo. Un centimetro di cubatura soltanto. Ma tanto carino era. Adesso è emigrato. Nella terra dell'epopea guascona. Dove si mangia tre volte al dì e si diventa poeti e satanassi. (...) Il pargolo si inzuppò le terga, poi pianse. La commozione degli astanti fu immediata. L'evento fu liquidato come capolavoro di emissione. (...) Il lezzo. Mi imbratto le manine. Pozze marroncine sulle lenzuola di lino. (...) "Questa non è più la mia religione", esclamò piccato. Ha esautorato il Cristo. Grande e piccino. Si son messi a fare baldoria con la morale. Si vive sul rettifilo del paradosso, quando un "si si" e un "no no" basterebbe e avanza. "È una ascesi anticristica", dice un saccente Garibaldi, "una rinunzia metafisica al Bene del mondo". "Si venera mammona con tutte le proprie forze, il vitello d'oro dell'antico popolo in perfetta costumanza deifica". "Zaratustra ha preso il posto di Gesù nella mangiatoia, e dai costoni montani un giorno scenderà per comunicare alle genti la buona novellatura".

 

 

 
 
 

La pigrante fallita

Post n°6650 pubblicato il 01 Gennaio 2019 da davidaliuslosyano

Un raglio scomposto al capostazione da un ubriaco ubriaco dalle profonde cavità sonore dell'intestino tenue sulla piattaforma numero 11. Chiamo la Seguritate. Accorrono lesti e lerci nelle loro uniforme stagionate. "Lo butto fuori?" "Lascialo andare". Vuoto a pendere a prudere a perdere. Esatto. Lo aspetta un mutuo da pagare, non vorremmo mica fare una scortesia alla venerabile Banca. Nooooo, non me lo perdonerei mai. Una leasehold in ansioso waiting. E se ne annò barcollante e celere per le scale, intossicato sulla via della Redenzione per un Santo Natale in famiglia. (...) Sono una povera donna cinica e amorevole. Pietà per il mio cattivo cuore e la mia lingua biforca. Mi cambierò un dì, mi cambierò. Una lacrimuccia si scompose in mille rivoli sul faccione minuto. (...) Decomposta nel pattume di ieri la merendina della mamma. Affari miei. Affari di famiglia. Torbidi affari. (...) Maurizio il fruttarolo si mangiava davanti a me "alla" mattina presto un filone di pane fumante con giardiniera e tonno sugante. Delizia delle delizie in bocca cariata. Indi una inigienica bevuta a garganella. Sul pioppo distante come vino indecente. Infine una fumatina come in un gulag fratello nella stepposa Siberide. (...) Un venusiano afferra un multiplo di particole atomiche. Gettandole in aria sfolgorano come lucciole. È il mio Natale quest'anno, mi fa. Rubinetterie al germanio fluorescente, mattonelle di cobalto laccato. Regalo turbouraniale ai venusini figli e al vetusto padre in età avanzata un tubopipa gravitazionale di recente invenzione cino-venusiano. Alla venusa consorte un plastificato oggetto bidimensionale per libidinose notti in alcova di lattice cino-marziano. (...) Disegno matite, epatiti e coleotteri e vagine volanti su carrozze bausce tirate da 4 cavalli al trotto. Tassonomie armate di furore. (...) Infuria la battaglia in quel di Lecce. 12/barrato intabarrato nel cromo uvetta avena ciondolo pasticcino all'amaretto pendaglio ricurvo che diventa ritto a suon di tre quarti in chiave di Do. Lisergico andirivieni di coleotteri in discoteca tra albe in sconquasso e attributi inburrati. (...) Occhiate cispose della signorina Mafalda. Slingua con tanto di tarpac colorato fuxia sulle guizzanti gote. Ha sognato un amore proprio l'altra sera. Nel dormiveglia un cavaliere errante, con un fustoso lancillotto impattato, le si faceva avanti e giocava di prestigio con le mani sulla sua cotenna in fiore. (...) La b...guardava incidentalmente nel vetro ombrato dello studio di commerceria. Riscuotendo successi e tremori (...) Un panico arruolamento di coraggio nell'esercito di corazzieri a cavallo. (...) Il troppo storpio. Va là. Stroppia. Susseguente emergente baluginante filante come stellina cometa sul presepe di ggiessù bambolino. (...) Seduzione neutra. Ci casca ogni volta. La imbocco con un cucchiaio vuoto. Si diverte gesticolando in trashtz...Ha una forte emicrania. Emicrania da emigrante. Lontano da casa a fare cassa nella perfida albionense. Sogno infranto con credit card delirante e in mutande. Una "pigrante" fallita. "Mammina manda i soldi alla tua bambolina". Mi chiede: "Quanto tempo possono -quelle ottuse creaturine- possono restare dentro senza problemi". Non so cosa rispondere. Azzardo: "Due, tre giorni". (...) Un rogito di volontà testamentaria, con nomi e cognomi di aventi diritto alle tue cespitanze. Evviva la carogna! Un funerale in tutta fretta e slinguate di approvazione per una rapida dipartita. (...) Ad Alcatraz mi feci due anni. In quel graveolente loco mi feci 24 mensilità. Tutte d'un fiato. Micholas, un georgiano famelico, detto "mano dura", mi voleva un gran bene. (...) Un inverecondo Tomasek insegue di malavoglia le sue mani che si fermano su dei cioccolatini polacchi che Rodolfo ha messo lì per un "helpyourself". Di marca Zorklsh. Regalo di nonna Iolanda Mulzck in visita in quel d'Albione per alcuni giorni. Cioccolatini incilieggiate che ricordano le loro sorelle maggiori italiane. Glielo dico. Rodolfo si offende. "Noi fratello caro abbiamo l'esclusiva del prodotto semmai dico semmai siete voi che avete rubbato la formula". L'arrampicata sugli specchietti retrovisori funziona. Ammutolisco di fronte a tanta baldanza. Raffreno la lingua lappata di condensato zuccherino. Pronunzio solo un "ma" semiavversativo buttato là a mo' di sorcio in bocca al gatto. Che adesso miagola di piacere per aver riportato la Nazione ai suoi fasti di primazia industriale. Per riconquistare la sua benevolenza lo ringrazio ancora una volta dell'aiuto datoci nel 1700 nell'assedio di Vienna contro gli Ottomani. Lui apprezza soddistatto. Prosit. (...) La morale è una costruzione arbitraria artificiosa. Antitesi acerrima della potenza degli elementi.

 
 
 

Arato corrige

Post n°6649 pubblicato il 23 Dicembre 2018 da davidaliuslosyano

Le leonesse tirano a sorte. Chi sarà il prossimo? Chi avrà il premio "Criniera d'oro"? Il dado fa la sua scelta. Le zebre invocano i loro diritti. Perorano un aumento di contributi pensionistici e una migliore cassa malattia. (...) Ricucire un panorama con la carta stagnola per una pancettata allo spaghetto carbonaro. Pepe bianco di Orticciolo. Formaggio di marina. Uvetta sfritta col guanciale stracco di Uppiena. Doppia porzione in fronte al landlord che mi guarda sdegnato. Viene dal pich golfaro. Cross the road. (...) Gli ultimi video ti regalano l'estasi sublime. Ma tu Antiocle regalami un pugno sul naso. (...) Tomasek si soffia il naso impuro. Si mette a giocare alla macchinetta mangiasoldi. L'ultimo uomo nicciano discendente da una gloriosa tribù indiana del Kashmir. Un caveman barbuto della prima ora. Divenuto un gold-digger robusto di mano e di fiasco. (...) Un Che che c'è. Sui contrafforti andini in moto, un rettile fumante carburo dallo scarico borbottante, pistone di ottone, regalo di un tovarisc trozkysta conosciuto in Africa occidentale ai tempi della rivoluzione dei papaveri. Arrivato a malapena sugli Appennini forò. A ragione di cui, lanciò improperi in ogni direzione conosciuta, atteggiando la bocca bestemmiosa e adombrata a quella di un turco dei Carpazi orientali. (...) Un genuine fake sulle porte del suk di Markada. Con la statua imperiosa di Tubilek, il fascinoso, che indica col ditino anellato qualcosa di impreciso laggiù oltre l'orizzonte. Una barca che ancheggia sulle onde di risacca, ruotando la prora con sobbalzi eponimi. (...) "Se schiacci l'Inghilterra nella Polonia, la Polonia rimane ancora grande", mi dice un'accaldata Hannah, facendo il segno dello scrach con le mani. (...) Trovo che chi persiste sia baciato da Dio. Li vedi per anni e anni sempre li ad occupare il proprio posto nella Storia. Serafici come magma che slavina. Eroi moderni sempre in bilico con la stessa faccia sputata nel mistero della Vita, e col senso profondo nel cuore. Cristi in croce. Reietti e anonimi, sempre alla ricerca del silenzio che li accompagnerà alla morte. E un giorno ne sono sicuro moriranno, si evolveranno verso qualcosa di più persistente. (...) Di un cuore che batte forte mi interessa il gradiente sottostante. Differenze minime. Esplosioni di contrasto. Reazione a catena in batteria. (...) Sabari dette filo da torcere ad Asdrubale. Derise la sua tattica. Lo inganno. Ne fece polpette. (...) Quando la gente conquista la Posizione esce fuori dalla Morale, non riconosce più il Limite e diventa un potenziale Delinquente. Rodolfo lo è.

 
 
 

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Post n°6648 pubblicato il 14 Dicembre 2018 da davidaliuslosyano

Si l'alto in basso, dispari in pari. Si intravvedono gli ingranaggi del linguaggio cine-matico. Le volte e le cupole. Gli interstizi del male. In giacca griffata l'oppositore declassato invoca la sua eterna risonanza. Pieno di gesti d'Antico Apocalittico. Nell'orrore l'originalità, ultimo spasmo prima dell'ecatombe finale. Ontologia in preghiera sull'Ossario delle Rimembranze. Preamboli funebri col viso di bambola ibsenica. (...) Oggi l'uranio del Cinema decade, fa decadenza, cade e cede con cadenzato preludio e argomento di destino fluido. Suono di trombe angelicate nell'alito dei Cieli lassù. (...) Si giostra con l'errore d'epoca e l'ipoteca regale. Suffragette dell'ovvio accademico. Diorama pantagruelico. Il dente del giudizio divino che rimastica amaro. S'arroga il vinto lo spartiacque tra il cielo e il nulla. Apostrofa e idiota la fisima cinguettante. Si dice delirio laddove è il canto vibrante di dolce sirena. (...) Si al razzismo razionale. La Dea Ragione al netto di parate e parafrasi alla moda. L'Identitario si ascose e introna. Nobildonna - intonsa nel senno e nel didietro - s'incammina verso tristi bagliori dove le anime dei derelitti - gravide di gravami e mortacci - s'abbandona all'ammuina fintosociale infarcita di creme al pistacchio filosofico. (...) La paura dell'etimologia. Son io il re annudato desnudo con spada snudata fiammeggiante verso le nubi antartiche. Apoteosi brumose d'incenso e mirra e cirri e ori orridi natalizi con schioppettate incluse. Se la gode il Sogno - decerebrato di segno desinente - di fronte alla folla dei Popoli in foia, che sarebbe una fola di follia tuttosommato. (...) Un sommo Giordano Bruno mentecatto e sgnignante sul tumolo insaporito di braciole alle erbe dei caraibi. Una valeriana per calmare i bruciori prima di andare a nanna eterna. La mitria borbonica in paludamento sui curvaggi del regno dei ferrovieri. L'ho rivista dal bus piccolino in attesa davanti alla fritteria di Don Saporito. (...) L'uomo del quarticciolo - chiamato Nestore - si netta il moccio col dito premuto sulla nasche. Si trascina con mamma orsacchiotto per il tornante dei diavoli. Fino alla reggia regalo. Dall'alto soffitto intarsiato. "Aspetta un po'. Fai presto e bene! Ci sonooo!!!" Nave intergalattica agganciata nei profondi spazi siderali. (...) Il rimprovero gesuitico per un soffritto malvenuto. Non ti pagherò questa volta. E s'aggiusta la sottana, succhiando liquerizia al rabarbaro. (...) Il mio amico - illo tempore -Cosma D'Aiaccio - un napoleone avveduto e sanguigno - mi diceva, ai tempi di Nerone l'incendiario, che in una strategia vincente all'errore va trovato il posto giusto, sempre. "Perchè, caro mio, l'errore è la guida, il settimo sigillo, la mandorlina sul torrone". (...) Ago storto nel pagliaio. Nero d'astice, d'istrice. Genocidio in bianco e nero in diretta streeming. Buffoncelli piagnoni. Sagrada famiglia in gambe tese nella plaza de toros. Vade arretro cornuto. Vade vade. All'addiaccio, al fresco lunare, su la panchina come tortorelle nel presepio coi rremmaggi. Per una spaghettata all'aglio fritto e pecorino d'annata. Tuttinsieme. Come ai vecchi tempi. (...) Rroma si riempiva di mocassini cinegiapponesi e si ubriacava di yen&yuan. Poi si annava alla festa der quartiere e si pisciava pe' strada alla faccia dell'oste stronzo che tentava, dico tentava, de' mette aaqua ner vvino. "Anvedi er cagnolo. Ancora tra li piedi. Avvicinati fratello mio che te tajo er codino pe' un buon sughetto ai porcini". (...) C'erano tutti. C'era il tapino un po' e un po'. La fratellanza der bar, agnostici e piscioni, che te ridevano dentro ar viso se solo te azzardavi de' annà a lavorà. Faccioni sciolti nell'afa, affabulanti cialtroni e mici in ganasce e sorci fannulloni, scarcagnati beoni. Pretuncoli in foggia talare innammorrati di donna Prassede. Passeggiatrici colte che recitavano l'Eneide a memoria. Lode a Vergilio Tantesco. Imferno e Pparadisso. Colate di Cieli e stellame vario e orde de' pivelli attrombati che redevano divertiti nella lux divina. E Cerbero che annuncia nefaste ire di zombi e berzebù. Una nuotata là una nuotata qua e se arriva sullartra sponna. E sarà tutta una goduria. Et Voilà. (...) Più grande è, meno paghi. Economia di scala. La curva di Keynes. Un po' malandata di questi tempi, ma rimane ancora una bella curva. Indorata di spezie croccanti. (...) Dagli scaloni di casa di nonna Filò direttamente dalla strada un sibilo lancinante si riversa. Una cagna corre a perdifiato con un c...o infilato in v....a. Strepiti del malcapitato autore del fattaccio in sospensorio. Che non sa come metterlo fuori. (...) Una macumba ad arte...per Teresina la francesa. In confidenza dice di sì sur ponte di Gascoigne tra filari di uva settembrina e foglie di fico. "Ho detto di sì, mio bel fattore dallo sguardo altero e guascone". La notte brulica di moine, di affumate risa, di sogni grulli, di vitigni vigorosi e villaggi festanti. Come fantasmi allegri ci si aggira tra i mostosi vicoli e balconate infiorettate. Sull'acciottolato sfreccia panciatterra una Millemiglia. In bocca un mozzicone e la battuta sempre pronta. Un cappello sulle ventitrè ritto su un fortilizio di testa ritto come un fanale, che mi piace ricordarlo come un Eisenin in combriccola e dileggio delle arti letterarie. Impastoiato nelle politiche virtuose di promesse non mantenute e avviziate di soldoni per clientele ossequienti. "O' miei destrieri, rinsaldiamo il legame con la verità, galoppate in pompa verso le epopee fulgide dei Tempi che saranno". (...) Economie di stile. Calibrate sullo stile di vita che ti puoi permettere. Il denaro in bocca ai pazzi. Lestofanti come pochi. Due gambe all'incontrario in equilibrio sulla testa. La povertà in appendice si compiace nel regno dello scaffale. Ha mani dappertutto e borsoni stracarichi. Il mesto schiavismo genuflesso davanti alla materia senz'anima, celeste impero occidentale. È nata l'ontologia del segno consumistico. Etichettatura invasa di mondo marginale. Lunghe file reiette in attesa dell'ultimo assalto che le decimerà. Desiderio che consumerà l'urlo della specie in un estenuante sogno del cibo e della macchina. (...) Epoca bramosa e rigurgurgitante di yeahhhhhh e hippyiaoooo. L'America in testa, alla testa delle Nazioni. Cavallo al galoppo. Minestra riscaldata. Insaccati d'ordinanza. Regge il peso del Destino. Un battello di marinai di pattuglia in terra nemica: questa è l'America. Un continente saggio su un fiume placido di guardia al Mondo. Così doveva restare. La maestosità dei principi unita al sagace esercizio degli stessi. Una ritirata fatale dal sogno mesto dei Padri è la causa del suo declino. Vetri che scricchiolano sotto i piedi nudi.

 
 
 

Deraglio

Post n°6647 pubblicato il 11 Dicembre 2018 da davidaliuslosyano

Non_molecole. Salvato dal silenzio. Formificio abitale. Calde braci dal monte_venoso in sofferenza. Dirimpettaio e odor di mondo, censurato nell'ottuso dilemma del dio placido. Interprete di suoni vasti e spettrale omaggio di tiepido ardore. Malattia ai reni. Didietro muto. Incongruenza ricamata nella retina. Per_tali insidie chiude un occhio. Labbro inferiore. Opacità zero per_cento.

 
 
 

Elite

Post n°6646 pubblicato il 06 Settembre 2018 da davidaliuslosyano

Se solo fomentassero idee per un giorno cioè per un tempo necessario a vederle ritorcersi e cadere nella polvere, allora sarebbe l'assassinio perfetto dell'Animale Pensante...

 
 
 

Editor

Post n°6645 pubblicato il 30 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Accidiose Metafisiche-accessovvietato ai non-addetti-allo-Svago-il timballo allamatriciana del Volemosibbene-il reggicalze sindac-il Ragno statal-l'iperArteiperbolica per rincitrulliti Avventori di Mostre di Serialisti-anni-‘60 

-il guasconismo bancarottaro del Cubistammilion
-le ludiche marcette nuzziali razionalistiche
-le derrate in dissesto dei Sogni
- Orripilanti epifenomeni/accessori
- Feroci sovrastrutture ammafiate incamorrate indranghetate al Lezzopiedistico SilenteMaggioritario
- Scapoli & Ammogliati 5-0
- Attorcigliato nei Pprobblemi
- Il Rotocalco messo a terra dal Refrattario si appresta a battere un calco d'angolo...
- Frattaglie
- Il Rotocalco si allegge
- Marce & marcette cata: Z dopo un iniziale controproducente ticchete-tocchete, finalmente ha insaccato...È stata una Poiesi Mitica...Un momento creativo dello Spirito...un Refrain hegeliano, insomma un Gooooooollazo!!!
- Pre-politichese (natura-attivismo-spontaneismo)
- Poiesi momento creativo dello spirito
- Poiesi di sifilitiche Politiche
- Un megaloso settario
- Un ramarro un'iguana
- Un procello
- Un camaleontico/geco/mantide religiosa barbapapà
- Lubrico suolo/sdrucciolevole In assetto di guerra

- Si dispiegano le Campane a Morto per accidentate Prefiche
- La logorroica maestà della Indignazione prende il sopravvento
- Manifesti alla X di turno
- Prese di posizione & Prese per il culo assortite
- Il magistero della Verità Rivelata da Chi a Chi!!!
- L'alta valenza del Significato
- PuzzosiSottoAnnasati
- riverberi multiculturali veicolati dall'Ideologia alla Moda-del-momento- Piscio d'Artista doc in testa al Ragno statalista
- Donna Burocrazia discinta a braccetto ... col suo reggicalze veteroseditor... con dannunzianeggianti libertini: Ppiove Ppioviggina sui Ttabernacoli degli Avi, sulle Pprimule viola, sulle Ttamerici e sui Ccipressi e sui Ssalici queruli/gemebondi/lagnosi/lamentosi, o Llussureggiante Llubrica Bbeatrice...
- Il tuo occhio: un zaffiro ingemmato nell'orbita...stanca

 

 
 
 

Etci!

Post n°6644 pubblicato il 30 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Eravamo di fronte a un disordinato pacchetto neuronico che ha cessato di fare glinc-glinc... Dentro quella scatola di attrezzi era rimasto soltanto un reticolo di passi falsi, che avevano preso il posto delle rutilanti verità assiomatiche... sí quelle assiomatiche lucertoline sinuose che si infiltrano in ogni crepa della Vita illuminandola di preziosi dettagli. Ora non c'era nient'altro che un motore imballato senza più quei maestosi cavalli al galoppo che producono la spinta inerziale. (...)
Nel vuoto la mancanza di attrito rende molto più facili i movimenti resistenziali. Normalmente l'individuo, inzavorrato di sovrastrutture e moine ideologiche varie, fa fatica a realizzarsi...Ma coloro che hanno davanti a sè un obiettivo di civiltà-igiene personale dovranno scuotersi di dosso, e -compiacendosi - disarticolare, il polveroso ottovolante metafisico, il ludico refrain filosofico-noumenico, per adottare piste che conducono a linguaggi di civiltà-igiene pre-politica. Rimanendo nelle retrovie dell'angusto prepolitichese si acquisisce, Dio se si acquisisce, il low-style, il low-profile, nelle sembianze del Cencioso Nulla, concepito dai più appunto come Epifenomeno dell'Umanesimo Straccione, assurge stavolta a nomos di spazi liberati dalla cianfrusaglia Rationalistisch, insieme agli arcigni colonnati Jusprudenziali, su cui si regge lo Stato-P...

 

 

 
 
 

Sol

Post n°6643 pubblicato il 24 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Impregna di già l'afrore di deserto eponimo insieme al lezzo di melma claustrale...A Dublino la porta delle case resta aperta e sbatte malvolentieri...

 
 
 

Do

Post n°6642 pubblicato il 24 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Nel numero - ovvero la  metafisica o l'estasi gregaria - si mantiene una potenzialità latente di attesa: la straziante differenza che si farà dissimulata  sintesi. Di mani e di occhi in disuso. Di carne lacerata e di stridor di denti. Di nervi allentati e deroghe insostanziali. Perchè - in fondo - il dominio di Vita, con i suoi aromi preferiti e arcani misfatti,  si accompagna al linguaggio terminale. Mentre col cuore resiste una nota sola.

 
 
 

Fa

Post n°6641 pubblicato il 24 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Segui le briciole. Esse ti ricordano che da qualche parte c'è il pane. Non ti dice l'austero Buddha che non devi turbare il silenzio con le tue parole?

 
 
 

Re

Post n°6640 pubblicato il 24 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Qualcosa ti resta attaccato. Un pezzo di cielo. Una preghiera mal recitata. Il sasso scagliato sull'acqua limpida. Un inferno ben dissimulato nel pensiero di un attimo. L'ala spezzata nel gran salto luminoso. Il turbamento di un bacio cercato nel ricordo. L'ombra in cui confidavi. Perchè nel silenzio mi tremano le mani?

 
 
 

E che ci fa l'elmo in testa ai porci?..

Post n°6639 pubblicato il 17 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

A Zama il peso della Civilta' era piantato sulle mie lance!...
Dov'e' finita la nobilta' dell'umile stirpe?...
E che ci fa l'elmo in testa ai porci?..

 
 
 

La proprietà dell'oggetto è una spuma d'or...

Post n°6638 pubblicato il 17 Agosto 2018 da davidaliuslosyano

Rollavano di sciabordo in sciabordo le acque come ciminiere accese. Si srotolavano ringalluzzite e sazie. In orde fameliche si lanciarono a capofitto di risacca in risacca. Dopo millenni avevano scelto il tempo migliore e gavottavano elegantemente sotto un cielo traslucido. Ma lo champagne! Bollente intrugio di antiche ugole. Nettate prima da sugo di more e mirtilli per sollevare pruriti nell'afflizione. M'afflizione. La proprietà dell'oggetto è una spuma d'or. Di vigneto in vigneto le gonne inebriate stilettano i grossi pomi che ammostano con piedi di fango e gioiosi. Per due mensilità impagate. Ma per dei momenti impagabili sì. Il lucernaio penzolava una sciarpa. Attonita mela lasciata lì su. Per godere della prospettiva rinascimentale. Si dice. Meglio se bacata dal Tempo degli Uomini. Dal gozzo rinsecchito di Smiley si propagò una risata stentorea. Nel preciso istante del momento medesimo s'addossò - ella - uno scialle a fiori ricamati. E le fece starnutire. Dico una spalla o due. Pezzo di donna dalle trine turbantate. Che riposi nella quiete del Giusto Oblio. Non così arzilla era. Mi fa. Confuso dalla foto commemorativa. Nella luce alla luce diede 20 infanti il Padre Prefetto. Attinto da un virus dell'Africa Occidentale. Che fraziona il tempo in respiri affannati nel talamo nuziale. Tra mogli e amanti. Tra ontologie scarne e misteri cartesiani. In vendita un Pube dai desideri mistici. Ombellico di sognatori sofoclei. Epicentro di peccati grecogiudaici e giudaicogreci, perchè alla fin fine le estremità si toccano. Questo m'insegnarono quei cisposi Poeti che recavano Profezie Buone. La Venere implume risorge dalla spuma iridiscente, inscalfita e invorticata in ieratici busti di stecche sottratte a una balenottera smemorata e spiaggiata. Finita nella salamoia a ere avvenire. Da usare - secondo le circostanze - come unguento da spalmare su su per la gamba tesa di Monsieur le préfet per 20 e più infanti...

 
 
 

DISTACCO

Post n°6637 pubblicato il 15 Maggio 2018 da davidaliuslosyano

Ai margini della COSCIENZA GENERALE  tutto quello che MI SI CHIEDE è sopravvivere, in una sorta di  contrapposizione mistica col resto dell'UMANITÀ. Vivo ad un passo dalla MORTE...senza un'IDENTITÀ PRECISA AGGREGANTE...al di fuori dallo SCONQUASSO DEL TEMPO STORICO. Mi muovo a piccoli passi per non risvegliare la RAGIONE. Una menzogna gratificante e illusoria. Alla deriva...fluttuo tra le macerie di INCERTI PASSATI, reso indocile dal  senso estremo delle cose, ma mi sento vivo, univoco, baciato dal sogno finito del DISTACCO dall'ETERNITÀ...

 
 
 

Parto prematuro postumo

Post n°6636 pubblicato il 18 Febbraio 2018 da davidaliuslosyano

la bellezza è una particolare postura dell'anima, la grazia il suo clavicembalo...
Anima abrasa
scalfita dalla routine d'un orologio a pendolo
tic tac tic tac ... toc toc...
d'un fiato sorvolo il soffitto
dove ho appeso salciccie affumicate
per dimenticare...
nei miei pensieri nervosi
l'acqua scorre all'incontrario
l'atomo guizza nelle teorie più lontane
ah! la provola tagliata a dadini
il mestolo per cappello
il sole senza piu' mattini
il pero che annaspa nell'universo
io che inseguo gli attimi di un tempo randagio
per dimenticare...
un telefono gettato in piccionaia
un regalo per il compleanno
ah! la provola è scaduta di già
gettala gettala nel cestino
ti farà male mangiarne tanta...

 
 
 

Esequie

Post n°6635 pubblicato il 18 Febbraio 2018 da davidaliuslosyano

"Ve la spiego io la povertà", disse un accigliato Nib Consalvo, "ve la spiego per filo e per segno..." "È la condizione in cui la speranza è la prima a morire" ...

 
 
 
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