DakarliciousUn blog di Chiara Barison |
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Le toubab senegalizzate. E mò (s)parlate pure.
Post n°282 pubblicato il 01 Ottobre 2012 da djchi
Ripescando dal cilindro magico, ecco uno degli aritcoli che amo. Solo per chi sa andare al di là delle parole.
PREMESSA ALL'ARTICOLO: l'articolo è ironico e attraverso l'ironia che ho cercato di utilizzare ho voluto indagare il cambiamento socio-culturale avvenuto a Dakar negli ultimi anni, cambiamento che ha inglobato la nuova forma di migrazione, dal Nord al Sud del mondo. La pratica dello mbarane (vedere il mio articolo sul sito di 'CorriereImmigrazione Blogspot) è in aumento e a praticarla oggi anche donne non senegalesi, africane ed europee emigrate in Senegal. Cosa ha portato a questa situazione? Quali le cause? E che ruolo hanno avuto gli uomini in tutto questo? E la migrazione? Con la speranza che si riesca ad andare oltre la scrittura, oltre le parole, oltre l'apparenza, oltre la superficie per arrivare all'animo umano, alla radice dei problemi... E' dicembre e sudo. Forse in altre occasioni, in altri tempi lontani avrei voluto essere qui, in maniche corte di fronte al mare. Eppure quest'ultimo periodo, il sole caldo di Dakar ha coperto un animo nuvoloso, autunnale. Nulla di nuovo, sono sempre stata una personalità lunatica e melanconica e, come spesso accade, quando più scavo nelle viscere umane, più cado nello sconforto. Ma davvero non c'è speranza per l'essere umano? Davvero la parte maligna, invidiosa, rancorosa prevale su quella benigna, altruista, compassionevole? Per oggi non mi riferirò a Nietzsche, promesso, lui andava giù pesante proprio con la categoria dei 'buoni', 'altruisti', 'caritatevoli', persone, a suo dire, deboli e forse ancor più egoiste degli egoisti. Chissà. Fatto stà che mi ritrovo nel bel mezzo di una delle città più caotiche e popolose e non ho mai vissuto una solitudine così rumorosa. Una solitudine tanto assordante da aver occupato prepotentemente tutto il mio cervello e fatto appoggiare la penna al tavolo. Tragedia per chi come me ha la scrittura come unica via di salvezza. 'No, domani', continuavo a ripetermi e intanto vagavo nel nulla, nessuna ispirazione, nessuna idea. Tempo di partire? Di lasciare la tanto amata terra senegalese? Bastava un giro in clandò per capire che no, non era ancora tempo di ripartire, di ricominciare un altro viaggio. E allora perché? Perché questo dolore? Sì, forse stà nelle leggerezza dei legami, nella superficialità dei sentimenti. Per vivere qui bisogna avere un cuore di ferro, pronto ad attutire tutti i colpi. Vivere le difficoltà della quotidianità senegalese, la durezza della sopravvivenza, ti portano inevitabilmente a cambiare, ad abbruttirti. Ci si attacca a tutto e a tutti pur di non annegare. E allora i rapporti si trasformano, si mescolano all'interesse e si diventa selettivi, classisti. Si comincia a scegliere l'amicizia in base al background di una persona, chi ha una buona famiglia, dei genitori ricchi, chi è nato all'estero, ha viaggiato, ha una macchina, ha una casa, abita in un quartiere chic. Sì, gli amici del ghetto sono simpatici, una volta forse si credeva ancora all'amore che supera ogni barriera, oggi invece no, l'amore ha grandi occhi e scruta nelle tasche e nei documenti e noi scivoliamo sempre più in basso a toccare il lato più oscuro che è proprio di ogni essere umano. Bisogna prenderne di batoste. E tutti ne prendono, senegalesi, senegalesi emigrati, stranieri. Qui devi essere battezzato alla fregatura, devono 'mettertela nel culo' per essere diretta e far capire bene il senso del mio concetto. E questa fregatura può essere economica o di relazione, poco importa se amicale o amorosa. Si arriva ingenui, si parte paranoici. Poco per volta si instaura un meccanismo perverso che ti porta a dubitare di tutto e di tutti, a tenere sotto controllo tutti e a guardarsi sempre le spalle. No, non ci si fida più, come i senegalesi con i loro stessi familiari e, ancor prima di dialogare con qualcuno, si penserà in automatico a cosa porti l'altro a rivolgerti la parola, a che interesse. Qui tutti diffidano di tutti in un vortice che risucchia, che butta tutti nel mucchio. E le relazioni, di conseguenza, sono tese come corde di violino, si aspetta sempre il passo falso dell'altra persona e, quando non esistono prove contro il povero malcapitato, si inventano, si generalizza. Amici che si fregano a vicenda per 10.000cfa, cugini che si fanno la guerra perché uno ha aperto un negozio e l'altro no; sorelle che adocchiano il marito l'una dell'altra perché appena tornati dall'Italia; fidanzati che cercano almeno tre fidanzate perché 'tanto qui sono tutte materialiste'; e ragazze che calcolano chi potrà dare loro di più per fiondarsi alla caccia della preda predestinata. E in tutto questo noi toubab? Rido. Siamo ancora gli zimbelli, noi facciamo fare risate grasse, sarà la nostra aria goffa quando vestiamo senegalese, o sarà che siamo impacciati nel mouverci in un ambiente nuovo. Sarà, però in tanti cominciano a calcolare non appena sbarchiamo dall'aereo. Visto? Soldi? Chissà. Ieri parlavo con un amico di quartiere, Laye. Da tempo cerca moglie su Internet. Questa l'ultima via alla partenza. Meglio se datata e ricca. Le attempate signorotte cedono facilmente al fascino della pelle cioccolato e sono di manica larga. E poi si affezionano e hanno paura di perderti, di rimanere sole e pur di non farlo ti riempoiono di soldi, regali. Sì, ok, gli chiedo ma poi? Quale lo scopo? 'Se non può portarti in Europa, si deve prendere tutto quello che si può e via, cercarne un'altra subito dopo' mi ha risposto. Sospiro. Fra poco tempo sarò anch'io una signorotta grassa e sola. Però intelligente. Uffa che magra consolazione, di questi tempi il cervello è un handicap. Tutte le mie amiche stupide si sono accasate e credono di essere felici. Amen. Le donne intelligenti fanno paura, sono indisciplinate e indipendenti, difficili da manipolare. E rimangono sole o diventano lesbiche. Qua in Senegal alcune toubab si sono svegliate e ibridandosi con la cultura senegalese sono diventate 'toubab senegalizzate', il peggior genere esistente. Parlo dal punto di vista senegalese. Cazzo, si diranno, queste si sono fatte furbe. La paranoia in cui sono cadute le ha trasformate in abili investigatrici di ogni singolo dettaglio, gesto, parola. I tempi del 'chi-se-ne-frega se è un baye fall della spiaggia senza arte né parte, l'amore ci porterà lontano' sono finiti. Adesso altro che rasta, al massimo il rasta genere 'meticcio proprietario del Nirvana'. Di questi tempi le toubab si sono tolte le fette di salame (di pollo per non urtare la sensibilità religiosa di nessuno) dagli occhi e hanno capito che è meglio fregare, che essere fregate. E allora il gioco si rovescia e da pedine si diventa giocatori. Le periferie? No, 'merci'. Meglio i quartieri bene di Yoff, Almadies, Mermoz. Accettabile anche un Patte d'Oie o un Al Mariste. Gli amici si selezionano, come all'ingresso delle discoteche di Parigi, così come gli amanti o i pseudo fidanzati, tanto, tradite per tradite, meglio esserlo con uno che ti può pagare un w-end al Redisson che con uno che ti chiede di comprarlgi una coca cola in un fast food di ultima classe. Le regole d'oro delle toubab senegalizzate si apprendono stando a contatto con le donne senegalesi. 'Chiara! Bisogna trovare uomini generosi, via i tirchi, via i poveri'. Così sono cominciate le mie lezioni in quel di Baobab. Ok. Quindi? Inanzittutto uomini con lavoro. Nessun contatto con nulla facenti, bevitori di té pomeridiani, ginnasti-lottatori da esercizi pomeridiani sulla spiaggia. E non tutti i lavori. Un lavoro che possa fruttare almeno 200.000 CFA al mese. Minimo, minimo richiesto per una qualsiasi frequentazione. Un proprieterio di qualcosa, taxi, fast food, bar, discoteca, impresa, negozio va benissimo. Odette e le altre insegnano. Un Modou modou? Perfetto se innamorato. E' lontano, ti manda i soldi e non ti rompe le balle. Però quando viene devi fare la sexy geisha. Uhm. Penso, con i capelli alla 'Soldato Jane' non mi ci vedo tanto, mi vedo più sadomaso con frusta. De gustibus. Torniamo alle regole delle toubab senegalizzate. Allora uomo con lavoro o proprieterio di un'attività. Documenti. Preferibilmente con e non senza. Senza 'mom' come dicono qui, nel 90% stanno con te per interesse (e lo farei anche io se fossi una senegalese e non potessi viaggiare). Siccome io ho già dato, no, merci. E Avanti, come dice la Cristina. E quindi, bene chi è nato all'estero, chi è di famiglia ricca e può viaggiare, chi ha già viaggiato per lavoro, chi è già emigrato e si è stabilito. Bene anche un emigrato, purché generoso. Certo, direte voi, facile a dirsi ma difficile a farsi, i senegalesi se vedono toubab pensano a spremere mica ad essere spremuti. SBAGLIATO, care mie. Le toubab senegalizzate sono il genere peggiore. Hanno modi di fare delle senegalesi e soprattutto il loro calcolo sopraffino. 'Se vuoi uscire con me, paghi, io non ho soldi'. Pagano, pagano. Testato. Di questa notte, ore 04.30 del mattino messaggio da mr Dof 'Je le jure, tu es une vrai senegalaise' (te lo giuro sei una vera senegalese). Bisogna essere sfacciate, quello sì, dire a chiare lettere 'io voglio quello che le senegalesi hanno. Con la tua fidanzata senegalese pagavi quando uscivate, ecco, vale lo stesso per me. Ah! Tesoro, non dimenticare le feste, Tabaski e compagnia bella, c'è il vestito, il montone e i regali. Portameli pure a casa, meglio se liquidi'. Morale, mi sono arrivati soldi, vestiti, ricariche, regali, cellulari. Per un momento sono rimasta scioccata. E se la tecnica 'mbarane' delle senegalesi funzionasse davvero? Certo che noia bisogna pur fare due o tre moine, essere carine, dire quello 'cheri' che tanto urta. Però che soddisfazione le facce dei tassisti e dei camerieri quando mi ciondolo a sistemarmi il rossetto e loro aprono il portafoglio e pagano. 'Mi dispiace serigne bi, non serve negoziare, tanto paga lui'. Ahahhhhhhhhhh. Il business delle toubab stà miseramente crollando e le toubab senegalizzate, prodotto della stessa società senegalese è il più pericoloso su piazza. Le stesse senegalesi sono scontente e arrabbiate di essere state, loro stesse, motore involontario di tale mostro. Adessi stè toubab non raccattano più il genere senegalo-maschile che loro non si sarebbero mai pigliate, il genere rasta da spiaggia, con un dente rotto e analfabeta. Adesso ste cazzone si prendono i dirigenti d'azienda, gli emigrati più europeizzati, i ricchi della Dakar bene. E che rabbia, quelle che sbarcano qui adesso si vestono pure bene, conoscono l'arte della seduzione e venno pure dai marabout. Che si stia chiudendo un'epoca? Senghor non ne sarebbe proprio fiero, lui che voleva il meticciato sì, ma quello positivo, certo non il negativo. Ricapitolando, senegalese con lavoro, casa e macchina, documenti e, naturalmente, disposto a firmare monogamia. Non si accettano patteggiamenti del tipo 'No, ma sai se firmo monogamia tutti mi diranno che tu mi comandi, allora non posso firmarla'. No. Le toubab senegalizzate non negoziano. O così o niente. E poi, le nostre care amiche senegalesi ci hanno insegnato che per avere il totale controllo su un uomo bisogna ingraziarsi la madre. Sì, purtroppo bisogna fare un investimento, il che prevede cucinare dolci da portare a casa della futura 'goro', comprare tessuti pregiati al mercato HLM, dell'oro, poi, è il top. E se la madre ti ama, il figlio sarà obbligato a farlo. Madre amica, matrimonio felice. E Ricordatevi le sorelle!! Le vipere alle volte possono trasformarsi in alleate. E anche lì, giù di regali. Ma se è una villa a Mermoz che vi aspetta, un piccolo sforzo vale la pena farlo anche. E la concorrenza con le strafighe senegalesi? Dura battaglia. Lì, bisogna utilizzare le loro stessa armi seduttive ma con più intelligenza. Mai mostrarsi interessate o materialiste e molto, molto abili psicologhe. Mai far capire che si ama, al contrario, sempre far credere di essere lì, lì per mollare, questa è la tecnica modiale. Poi alle toubab senegalizzate non serve lo schiarente per la pelle. Un costo in meno per il futuro marito. Sospiro di nuovo. Le donne senegalesi insegnano l'arte della truffa amorosa, le toubab senegalizzate ne prendono possesso ma restano comunque infelici. Me comresa. L'amore agiato puzza di falso, di marcio. E comunque resta quella fastidiosa paranoia per cui nulla qui è vero, nessuno qui è sincero. E come fanno le senegalesi e i senegalesi optiamo per la scelte del 'poli', 'due o tre sono meglio di uno', tanto visto che uno comunque ti tradirà e comunque non riuscirà mai ad amarti come tu lo vuoi, meglio averne tre, che assieme ti daranno quello che cercavi in uno. Mbarane. E che cazzo, tanto per restare in tema e per dirla terra terra, qui tutti trombano con tutti alla fine. Sì ma non dirlo troppo forte che è tabù. Qui no, sono tutti sono santi/e, come succedeva quando andavo in vacanza in Sicilia da adolescente. Già, anche e soprattutto le toubab senegalizzate. Amen. |
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