Der Steppenwolf

fatui sragionamenti lucidi

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

AREA PERSONALE

 

ULTIME VISITE AL BLOG

ixtlannalessiagervasi_ecoALEFO46luk_thebravedaunfioreossimorafefy69prefazione09manuelabrugnoliferrajolobarbarafrisbi0francesco_culicchil.robyxserventeseyeti1983
 

ULTIMI COMMENTI

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

 

Marie Benedict - La diva geniale

Post n°280 pubblicato il 17 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Avrei di gran lunga preferito passare la sera a parlare dei cambiamenti politici e culturali nei paesi dei miei amici europei più affini a me, o da sola nella mia casa nuova, a suonare il piano o a trafficare con certe mie creazioni scientifiche, frutto degli anni trascorsi a tavola con Fritz senza perdermi una sillaba mentre gli uomini parlavano di invenzioni. Invece eccomi qui ad ascoltare le dichiarazioni autocelebrative di Mayer su di me,"

 

Forse il nome di Hedy Lamarr a molti non dirà nulla, ai miei coetanei, rievocherà film in bianco e nero visti alla televisione e per quelli con una buona memoria fotografica, un volto bellissimo, dietro il quale non  visto si cela una mente davvero straordinaria. Si, sicuramente una donna che non passava inosservata, e che tutti probabilmente relegano al ruolo di attrice tutto corpo e niente testa, stereotipo che ci accompagnerà chissà ancora per quanto.  Immaginato ora la mia meraviglia quando anni or sono scoprii che tutto sommato se usavamo i cellulari in parte era anche merito di Hedy Lamarr all'anagrafe Hedwig Eva Maria Kiesler, nata nel 1914 in Austria.

 

"A volte, come rimedio per la solitudine, mi lasciavo andare al ritmo di vita forsennato degli americani, che si muovevano incessantemente, senza fermarsi a pensare, come se temessero che, rallentando, la realtà dei fatti li avrebbe assaliti come uno strato di ruggine;"

 

La notizia mi incuriosì molto e detti una rapida scorsa alla biografia di quest'attrice, ripromettendomi prima o poi di leggere un libro che ne parasse in modo più approfondito.

E cosi, eccoci a parlare di " La diva geniale", uno dei diversi libri che credo siano stati dedicata a questa donna straordinaria, geniale.

Non vi voglio certo qui raccontare la vita di questa diva, atipica e interessante, ma accennerò solo che studia ingegneria a Vienna, e quando ve in America partecipa alla lotta contro il nazismo in vari modi. Oltre a fare raccolte di fondi ideerà un sistema di guida per i siluri adottato dalla marina. Tutto questo diverrà noto solo agli inizi del XXI secolo!

 

"I giornali arrivavano da luoghi remoti, e se ne trovavano poche copie. In qualunque lingua fossero scritti, le prime pagine sanguinavano notizie orribili. L'Europa era in guerra."

 

La  storia narrata in questa biografia a inizio a Vienna, negli anni Trenta, nella casa dei genitori  della nostra protagonista, un'agiata famiglia ebrea.  Sposata ad un mercante d'armi austriaco, ha la possibilità di trovarsi a incontri del marito con i vertici nazisti, e di ascoltarne segreti colloqui, che la sua mente analitica analizzerà e in seguito sfrutterà. Quando l'aria nel suo paese comincia a farsi pesante Hedy, intuisce che la sua posizione di ebrea non è sicura e che il marito non la proteggerà,  decide quindi di scappare in America.

 

"«Quale Ariano Onorario, lei, naturalmente, sarà immune non soltanto dalle Leggi di Norimberga quando entreranno in vigore alla riunificazione di Germania e Austria, ma anche da qualunque mio futuro progetto di rimuovere definitivamente gli ebrei dalla società tedesca. Lo stesso varrà per sua moglie, che mi dicono essere ebrea a sua volta.» Sentendo Hitler etichettarmi come ebrea, cominciai a tremare in tutto il corpo."

 

La sua sfacciata bellezza, la sua grazia, la porta a diventare subito  un'icona di bellezza, desiderata dai registi più in voga dal momento.  Leggiamo quindi dei sui film, e dei suoi amori, ma anche dei suoi pensieri a ben altri problemi rivolti. Tra queste l'idea che poi segnerà in parte l successo della guerra navale da parte degli alleati,  un sistema di trasmissione radio che, incredibilmente, si sarebbe rivelato la base per la tecnologia wireless.

 

"Gli spiegai con parole semplici i difetti dei siluri filoguidati e il mio desiderio di creare per gli Alleati un sistema di comandi radio per i siluri, preciso nella mira, che utilizzasse frequenze impossibili da disturbare."

 

Forse avrei preferito che si approfondisse di più questa parte della sua vita, anziché quella di diva, ma in ogni caso, un libro molto interessante, che ci rivela ancora una volta, quanto possano essere  sbagliate le differenze che si basano sul genere, cosa che se oggi è ancora vera ma magri mascherata, ai tempi della seconda guerra mondiale era anche palese.

Per chi ama le biografie, sicuramente da leggere, e se non questa, almeno una biografia di questa fantastica donna!!

 

"«Quando abbiamo suonato, ci siamo seguiti a vicenda, saltando da un motivo all'altro senza soluzione di continuità. Tu iniziavi il motivo e io ti venivo dietro. In un certo senso ti comportavi come il trasmettitore di un segnale - un sommergibilista o un marinaio - e io mi comportavo come un ricevitore, cioè come il siluro. E ho cominciato a pensare: cosa succederebbe se il sommergibilista o il marinaio e il siluro saltassero continuamente da una radiofrequenza all'altra, come noi saltavamo da un motivo all'altro? In quel modo per il nemico sarebbe praticamente impossibile disturbare la comunicazione tra trasmettitore e ricevitore, no? Penso che tu possa aiutarmi a costruire un apparecchio che faccia questo.»"

 

 

 

 
 
 

Harry Bernstein - Il Muro Invisibile

Post n°279 pubblicato il 16 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Noi eravamo gli ebrei e loro i cristiani. In realtà quello che avevamo là era un ghetto in miniatura, poiché c'era un muro invisibile fra le due parti, e sebbene lo spazio che le separava fosse solo di pochi metri, in quanto la strada era molto stretta, la distanza sociale avrebbe potuto essere di chilometri e chilometri."

 

Della serie non è mai troppo tardi, dopo Frank McCourt, che scrisse il suo celebre 'Le ceneri di Angela' a 66 anni, vincendo un Pulitzer, ecco Harry Bernstein, che debuttò con questo romanzo all'incredibile età di 96 anni.

Come il primo, anche Bernstein ci racconta della sua infanzia, in una autobiografia che se non è ambientata in Irlanda, si svolge nella vicina Inghilterra, in una strada di un quartiere operaio del Lancashire, dove la povertà regna come nel romanzo di Angela, e come in quel caso, entrambi sono accomunati dall'avere un padre alcolizzato!

 

Ci fermammo entrambi e ci squadrammo, silenziosi, per un attimo, come due cuccioli che si fiutano quando si incontrano. Allora chiesi: "Dove vai?". "A casa tua" disse lui. "Mà mi ha mandato a chiedere uno scellino in prestito per l'affitto. E te?" "Dalla tua" risposi. "Anche la mia mi ha mandato a chiedere uno scellino per l'affitto." "Allora ci vediamo dopo" replicò lui. "Ciao!" "Ciao!" risposi. E scappammo via fiduciosi in direzioni opposte, troppo sciocchi per renderci conto dell'inutilità delle nostre rispettive commissioni. Mia madre e la sua erano anch'esse amiche e più tardi, quando si incontrarono per discutere di questo episodio, scoppiarono in sonore risate. Si sbellicarono entrambe, ridendo a crepapelle fino alle lacrime.

 

Ma qui il filo conduttore è dato dal razzismo, nella stessa strada abitano cristiani ed ebrei, gli una da un lato gli altri dall'altro, e pare che ci sia un muro, invisibile e dividere e a rendere impossibili i contatti tra i due gruppi etnico/religiosi.

Harry ci racconta di quando ha  quattro anni, ed è il più piccolo di cinque fratelli.

Il padre, ebreo immigrato dalla Polonia, lavora nelle locali industrie di  manifatture tessili, ma sperpera  buona parte del suo salario bevendo per poi sfogare la rabbia per la sua vita  stentata  sui figli. Sulla  madre ricade il compito di mandare  avanti casa e famiglia ingegnandosi come può come può, e ricorrendo ad ogni espediente, nella speranza di far mangiare i figli.

 

Non appena se ne andava, mia madre esclamava con disprezzo: "batesky". Era un peggiorativo, in chiave polacca, dell'epiteto offensivo batesemas, che noi ebrei del Lancashire usavamo affibbiare ai cristiani.

 

Vivono in una fatiscente casa a schiera, allineata con altre simili su un lato di una strada di ciottoli. Una strada come ce ne potrebbero essere tante,  ma caratterizzata dall'invisibile muro che divide e separa i due marciapiedi con gli ebrei da una parte, i cristiani dall'altra. Mondi separati e inconciliabili, si fronteggiano con usanze, credenze, abitudini, diverse e pregiudizi che nella loro diversità, sono uguali, proprio perché accomunati da fattori che vanno oltre la razza o la religione, accomunati dallo stesso bisogno, dall'indigenza, dalla miseria, dalla fame. I fratelli vanno a scuola, compatti per difendersi dalle angherie di altri bambini, ma una volta vengono attaccati da una banda di bambini cristiani e a salvarli interviene  Arthur Forshaw, liceale cristiano, una luce che squarcia le tenebre del razzismo. Questo avvenimento sarà il trampolino di lancio per la passione che spingerà la sorella di Harry tra le braccia di Arthur. Ma la vita viene alterata dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che altererà la vita dei protagonisti  e quella della strada, ma non intaccherà il sentimento sbocciato tra i ragazzi. L'amore non conosce differenze. Ma questo solo per chi ama, per gli altri è qualcosa di inconcepibile, di inaccettabile, e come perdere una figlia (l'odierna  cronaca ci mostra come ancora oggi si preferisce uccidere una figlia piuttosto che lasciarla libera di amare chi vuole!) Ma forse a volte l'amore alla fine può vincere.

 

Qualche volta mi domando come gli uomini possano aver mai scritto della gloria della guerra e dipinto quadri che rappresentano questa gloria. La realtà è tutto il contrario. L'ho imparato sulla mia pelle e non penso che potrei continuare ad andare avanti se non sapessi per quale motivo combattiamo, poiché questa potrebbe essere veramente la guerra che mette fine a tutte le guerre. E quello che mi tiene in vita e mi fa andare avanti, è il pensiero del mondo nuovo che questa guerra porterà con sé. Metterà fine a molta della miseria che c'era prima, alla povertà tanto per cominciare, io, spero, e in particolare alle differenze che hanno sempre separato le persone l'una dall'altra..."

 

La scrittura fluente, semplice, non impegnativa, che ancora una volta ci induce a fare un parallelo con McCourt, fa si che il romanzo scivoli via velocemente, toccandoci, il cuore e strappandoci qualche lacrima a volte di tristezza a volte di gioia. Ci commuove e ci diverte, anche narrandoci di gente povera, di fame e di razzismo, ma il tutto filtrato dagli occhi di un bambino di 5 anni.

Certo noi siamo lontano dalle vicende e dall'epoca narrata, eppure in noi risuona un eco, di come se rivivessimo cose sentite se non vissute, forse di quando ci raccontavano della fame e della guerra, della miseria e della forza di affrontarle con un sorriso sulle labbra.

Consigliatissimo, anzi raccomandato!

 

"Ma tutto questo cambierà Harry. Credimi, tutto cambierà. La gente diventerà più accorta. Il cervello umano tende a svilupparsi. Un giorno tutti saranno così evoluti da vedere e capire la verità e non si comporteranno più come un branco di pecore. Allora quel muro che separa i due lati della nostra strada crollerà proprio come le mura di Gerico. Forse, io e Lily, oggi, abbiamo dato una piccola spallata. Ma un giorno sentirai risuonare una tromba e tutto svanirà. Oh, sì, Harry, avremo un mondo migliore. Le cose non saranno sempre come sono adesso. Ci saranno tempi migliori per noi tutti, non solo per pochi. Ascolta quello che ti dico adesso. Ti prometto che ci sarà un mondo migliore di quello in cui stiamo vivendo oggi...""

 

 

 

 
 
 

Stephen M. Baxter, Terry Pratchett - La lunga terra

Post n°278 pubblicato il 16 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Per il genere umano tutto cambia per sempre il giorno in cui viene postato su Internet lo schema di uno strano congegno, lo stesso che l'agente Monica Jansson trova a casa del professor Linsay, scomparso misteriosamente in un incendio: una scatola contenente un intrico di fili e un interruttore a tre vie. E un 'passatore', uno strumento che permette di navigare tra miliardi di versioni diverse della Terra. Assemblarlo è molto semplice e improvvisamente per tutti si aprono le porte di un universo disabitato e selvaggio, inesplorato e ricco di risorse e misteri: è la Lunga Terra, un nuovo inaspettato Far West da esplorare, conquistare e da cui ripartire. Nessuno però sa dire con certezza se i mondi paralleli siano infiniti come sembrano o se siano circolari e a un certo punto si esauriscano. Solo Joshua Valienté può rispondere a questa domanda perché è l'unico a potersi muovere tranquillamente tra gli universi senza passatore. Ingaggiato dalla Black Corporation, Joshua parte da Terra Riferimento per una spedizione segreta sulla Mark Twain insieme a Lobsang, un meccanico di motociclette tibetano reincarnatosi in un computer. Ma l'esplorazione, tra insidie e meravigliose scoperte, rivelerà una terribile minaccia per l'umanità. Al centro della Lunga Terra, scritto a quattro mani da Pratchett e Baxter, c'è un viaggio. Un viaggio tra le infinite possibilità "

 

Che dire, Pratchett che si misura in un genere leggermente diverso, fantascienza pura, anche se la possibilità di descrivere mondi alternativa non si discosta tanto dalla creazione dei mondi di Mondo Disco.

Un romanzo di frontiera, di esplorazione avvincente, ma non convincente. Già benché scritto da due grandi autori al libro manca qualcosa, forse l'azione. Forse, nonostante le bellissime premesse, succedo poco. Forse bisognerebbe leggere gli altri libri che seguono, (altri quattro volumi, non ancora tradotti in italiano)  ma personalmente non credo che lo faro.

 

"Tu hai la sindrome di Daniel Boone, Joshua, una sindrome molto rara. Non hai bisogno della gente. La gente ti piace abbastanza, almeno alcune persone, ma la sua mancanza non ti disturba."

 

Il libro è godibilissimo e si legge d'un fiato, ma alla fine sa di poco, anche se parte da un'idea che sembra geniale, ed è inoltre  arricchito da considerazioni interessanti sull'evoluzione, o anche di natura sociologica, cosi come le considerazioni etiche che arricchiscono il testo, anche se a volte si percepisce un senso di approssimativismo, ma in ogni caso, tutto ciò può renderlo più interessante non certo più avvincente!

 

«È come se fossero state assemblate parti di animali diversi e qualcuno stesse giocando con l'evoluzione».

 «Ormai sei a molte centinaia di migliaia di passi dalla Terra Riferimento. In questo remoto mondo stiamo vedendo rappresentanti di molti ordini animali che sono sul nostro ramo nel diagramma ad albero delle probabilità, ma è come se fossero stati reimmaginati. L'evoluzione evidentemente è caotica, come il clima».

 

Inoltre per chi conosce e apprezza Pratchett, si sta li ad aspettare che compaia, che il suo stile, illumini lo scritto, che il suo umorismo e la sua ironia ci rallegrino e diano una diversa colorazione al testo, ma tutto questo non accadrà, o forse solo occasionalmente, come nel caso di Sorella Agnes, chi cerca il Pratchett di mondo disco, resterà deluso,  e forse sono tra questi, forse ho sbagliato l'approccio iniziale e quindi sono state tradite le mie aspettative!

 

"«Parole fatte di nebbia! Annacquare la moneta dell'espressione facendo sì che una cosa assuma il significato che si vuole finché niente significa più nulla e nulla è preciso!»"

 

Ma, forse, è anche meglio così, il romanzo ha un'impostazione seria, e le rare volte che si incontra  la scrittura di Pratchett, stona, non è uno scrittore per romanzi seriosi.

Quindi alla fin fine un romanzo leggibile e godibile, che piacerà a agli amanti della fantascienza, soprattutto per l'idea che c'è alla base, meno agli amanti di Mondo disco.

 

"'Quando ti alzi il mattino, pensa a quale prezioso privilegio sia essere vivi: respirare, pensare, godere, amare'»."

 

 

 
 
 

Paul Beatty - Tuff e la sua banda

Post n°277 pubblicato il 08 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Una barbetta di spiraline pelose gli vermeggia dal mento. Profonde rughe di preoccupazione gli solcano la fronte. Ha le palpebre a mezz'asta. Le grosse labbra serrate non alludono né a un ringhio né a un sorriso. La faccia di Winston è di quelle che potrebbero chiederti l'ora o il portafoglio con la stessa probabilità."

 

Winston Foshay, detto Tuff, è un nero grande,  grosso,  prepotente e brutale. Vive ad Harlem,  ha abbandonato la scuola e si è dovuto sposare  giovanissimo con la fidanzata incinta, Yolanda, donna sicuramente più colta e  pragmatica, energica e di buon senso cosa che non si può dire del nostro protagonista.

 

"Winston si rannicchiò nel divano, strinse i braccioli e attese il suo olio di ricino letterario. Involontariamente, si lasciò sfuggire le parole Arancia meccanica. Yolanda alzò lo sguardo: «Tuffy, te l'aggiusto io la meccanica. Quando avrò finito di leggerti questo, non sarai più un'arancia». Poi cominciò a leggere a voce così alta da stampare Winston sul divano. Provava una particolare affinità con l'inutile bottone che stava in mezzo al cuscino."

 

Tuff   lavora come picchiatore nel giro dello spaccio. E vive circondato da una corte di personaggi sgangherati e molto folcloristici,  tra cui spicca Fariq, disabile, musulmano e antisemita,  storpio e afflitto da tutte le disgrazie immaginabili, ma sempre pieno di idee. Tuff sopravvive a un regolamento di conti tra bande rivale, ad agguato tesogli da un gruppo di trafficanti e dopo aver fallito un ridicolo tentativo di rapina, in nostro protagonista, decide di dare una svolta alla sua vita e di combinare qualcosa di buono, ma senza cambiarne lo stile. Si presenta al Programma Fratello Maggiore, un programma di assistenza psicologica e sociale per ragazzi  che vivono in condizioni svantaggiate. Ha un mentore in Spencer Throckmorton, un nero convertito all'ebraismo e diventato rabbino.

 

"«Ragazzo, non fare l'arrogante con me, siamo tutti qui per te. Ai miei tempi non c'era bisogno di nessun intervento per raddrizzare la schiena ai ragazzini. C'era coesione. La comunità allevava i bambini. Se la signora Johnson si accorgeva che non ti comportavi bene, ti chiamava, e tu andavi. Ti dava una bella ripassata col bastone, e tu te la prendevi. Ti spediva a casa e telefonava a tua madre. E quando tua madre ti chiedeva: "È vero quello che mi ha detto la signora Johnson?", tu rispondevi: "Sì", e ti prendevi un'altra scarica di botte dai tuoi»."

 

Questa partecipazione e dopo, lunghe discussioni con Spencer, la moglie Yolanda, il padre Clifford, ex militante delle Pantere Nere, e gli amici decide di presentarsi alle elezioni comunali, finanziato da Inez Nomura, una nippo-americana, anche lei, ex militante delle Pantere che sta cercando il nuovo Malcolm X.  La popolarità di cui gode nel quartiere, dove conosce ogni anima, la sa fama di "spaventoso figlio di puttana" e, in più  un paio di giorni trascorsi in galera per un leggero reato fatto all'uopo, per  arringare i compagni di ghetto che sono detenuti,  fanno crescere sempre più il consenso e guadagnare sempre più punti ...

 

"«Un giorno mentre scippavo al Village. Sono passato accanto a un cinema dove davano I 400 colpi. Ignorante com'ero, ho pensato che fosse un film di kung fu, e così sono entrato e ho chiesto: "Uno. Dove sono i pop-corn e le bibite?". Mi aspettavo una di quelle stronzate piene di casino, hai presente? E viene fuori che l'opera...». «Ma lo sentite? L'opera...». «Insomma, come dicevo, questo tizio francese e il suo teppistello stavano...». Winston borbottò qualcosa. Fariq si portò una mano a coppa all'orecchio. «Cosa? Non ti sento». Charley, che era seduto vicino a Winston, tradusse volentieri: «Credo che Winston abbia detto: "Cercando una poetica che desse un senso alle loro esistenze fraintese", e poi una parola tipo balzachiano»."

 

Una storia che potrebbe anche essere avvincente ma che a conti fatti non riesce a catturare completamente, ci si distrae, si resta volte perplessi, non sempre il linguaggio dei protagonisti è chiaro, insomma tante piccole cose concorrono a che alla fine non ci resta un buon sapore in bocca. Il romanzo cha a tratti e anche divertente e graffiante, che ci fornisce un spaccato delle periferie degradate della grandi città americane, non riesce a convincerci.

La prosa resta comunque veloce, decisa, forse più adatta a un pubblico addentro a quanto si racconta che a chi vive a miglia di kilometri dal ghetto. Ma certo non posso neanche denigrare un opera che non ho faticato a finire!

Solo per amanti del genere!

 

"«È come quel film, quella puttanata spagnola dove i ricchi non riescono ad andarsene da una casa. Luis Bustelo o roba del genere. Che cazzo è... surrealismo? Ecco, mi sono preso i surrealismi»."

 

 

 
 
 

Cesar Aira - Come diventai monaca

Post n°276 pubblicato il 07 Giugno 2021 da ixtlann
 

 

"Eravamo sole, isolate, cosa ci restava se non aggrapparci l'una all'altra? In questi casi la necessità si fa virtù, e non per questo è meno virtù. Né meno necessità."

 

Innanzitutto dimenticate il titolo! Già, non so se a voi capita, ma io penso sempre che il titolo abbia a che fare con il romanzo, e quindi aspetto che si realizza la congiunzione. Qui non succede. Non so esattamente perché gli abbiano dato questo titolo, avrebbero potuto chiamarlo il 'Gelato alla fragola', sarebbe stato perfetto perché questo strano romanzo comincia e finisce con il gelato alla fragola! C'è da aggiungere come si può leggere nella nota del traduttore un gioco di parole nella titolo originale, che comunque avrebbe la stessa traduzione ma che se si conoscesse bene parlata popolare del Río de la Plata, potrebbe rivelare sorprese che non vi svelo!

 

"Erano una specie di paradiso, e come tutti i paradisi ottenuti a bassissimo prezzo somigliava a un inferno."

 

Un romanzo surreale  non facile da classificare, 110 pagine che ci affascinano e ci confondono. Il nostro protagonista e voce narrante, César, (il bambino si chiama come l'autore, Cesar Aira, come se sitrattasse di un'autobiografia)  ha sei anni, E si trasferisce dal suo paesino nella grande città di Rosario.

Il padre a promesso al bambino che lo porterà a mangiare il gelato, cosa che César non ha mai fatto, ignora cosa sia in realtà il gelato e aspetta con ansia di fare questa scoperta che nella sua fantasia è tanto cresciuta.

 

"Mi vidi come una bambola smarrita, scartata, senza bambina..."

 

Il bambino sceglie a caso il gelato alla fragola, ma appena lo assaggia viene preso dal disgusto. Il padre non si fa capace, prima lo sgrida, ma alla fine assaggia il gelato, che fa schifo. E il bambino sta male. Tutto questo mentre in Argentina l'intossicazione alimentare miete tante vittime.

 

"Non ho mai saputo come uscii dalla gelateria, come mi tirarono fuori... cosa accadde... Persi i sensi, il mio corpo cominciò a dissolversi, letteralmente... I miei organi divennero vischiosi... straccetti appesi di necrosi rocciose... verdi... blu... [...]Ero rimasta vittima dei temibili cianidi alimentari... la grande ondata di intossicazioni letali che quell'anno imperversava in Argentina e nei paesi limitrofi... [...] A me era toccato il gelato. Ma persino la cena preparata in casa, amorevolmente... poteva essere veleno... I bambini erano i più colpiti... non ce la facevano... Le casalinghe erano disperate. La madre uccideva la sua creatura con la pappina! Era una lotteria... Un sacco di teorie contraddittorie... Erano morti in tanti... I cimiteri si riempivano di piccole lapidi con iscrizioni affettuose... L'angioletto è volato nelle braccia del Signore... firmato: gli inconsolabili genitori. Io me la sono cavata con poco. Sono sopravvissuta."

 

Il bambino sta male, il padre entra nella gelateria e uccide il gelataio affogandolo nel gelato alla fragola, lui finisce in prigione

Il bambino finisce comunque all'ospedale.

Inizia il racconto di un anno di vita di César, che parla di se al femminile, altra cosa che li per li lascia perplessi, invano cercheremo di darci una spiegazione, come per il titolo, buio!

Questo anno che ci viene raccontato e parossistico e allucinante, più che surreale, in parte ci avvince in parte ci stupisce.

Tra le esperienze in ospedali e quelle successive a scuola, la visita al padre, si giunge all'epilogo sorprendente e inverosimile.

 

"Le giornate però si fermavano nella grande stanza bianca, e dovunque si volgesse lo sguardo, lì c'era l'infermiera. Ana Módena era un geroglifico vivente. Non lasciava mai l'ospedale, non aveva illusioni. Era un fantasma.  [...]  La mia manovra consisteva nel darle a intendere che avevo qualcosa di "difficile" da esprimere. Dovevo ricorrere alla forma indiretta, all'allegoria, alla finzione pura e semplice. E lei si vedeva trascinata nella stessa direzione, a indagare quella sottigliezza... che le sfuggiva... Allora cominciai a mentire con la verità (e viceversa), non so come... Anche a me sfuggiva... Le mie strategie mi morivano fra le mani... ma risuscitavano ingigantite... Nel disperato tentativo di farsi capire in una materia così indocile da una bimbetta completamente intontita dalle disgrazie fisiche, Ana Módena cominciò ad aiutarsi con la mimica... la mimica prendeva l'iniziativa... Era una donna precipitosa, priva di metodo: cadde nella trappola dell'intuizione che vola al buio e colpisce il bersaglio prima che entri in gioco la comprensione..."

 

 

Un grande autore, una scrittura fluida, un racconto che ci prende e non ci prende, ci stupisce, ci lascia basiti, difficile inquadrarlo perfettamente e in un attimo siamo alla fine.

Ci resta in bocca il gusto del gelato alla fragola, ma è un gusto che non ci piace, Cesar Aira.ha distrutto un mito, ha invertito un pensiero classico!

Cosa dire, lo consiglio? Forse, a chi ama il surreale, ma anche in quel caso non saprei dire se potrebbe piacere, potreste trovarlo disturbante, come un gelato guasto. Quindi, faccio come Pilato, me ne lavo le mani!

 

"Inspirò profondamente e alla fine parlò: «Io dico sempre la verità. Io verito sempre la dico. Io bambini. Io sono la Verità e la Vita. Io vito. La verta. La bambini. Sono la seconda mamma. La mamonda secò. Io vi voglio bene a tutti ugualmente. Io vi ugualo a tutti per mamma. Vi dico la verità per amore. L'amità per veritore. La mammà per mamore. Per seconda veritanda! A tutti! A tutti! Però ce n'è uno... Uro c'è penò... C'è peruno...»."

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: ixtlann
Data di creazione: 25/11/2013
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: ixtlann
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 68
Prov: PZ
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

 

SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna