Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

 

Christina Olséni e Micke Hansen - La pallina assassina

Post n°300 pubblicato il 24 Giugno 2022 da ixtlann
 

 

Giugno a Falsterbo, Svezia, è il periodo perfetto per giocare a golf. Lo sanno bene Egon, Ragnar, Elisabeth e Märta, già in campo molto presto la mattina. Durante la partita però trovano in un bunker il cadavere di Sven Silfverstolfe, ricco imprenditore e proprietario del campo da golf. Il corpo ha un vistoso livido sulla tempia e i quattro si convincono di averlo colpito a morte con uno swing. Spaventati, invece di seguire il consiglio del nipote di Egon, che suggerisce di cancellare le tracce e lasciare tutto così com'è, decidono di inscenare un suicidio, mettendosi nei guai.

 

Un giallo atipico rispetto ai tanti prodotti in Svezia, attualmente patria di thriller.

In realtà la suspense non si percepisce, si potrebbe dire si trovarsi di fronte a una commedia leggera, appena tinta di rosso e nero, che mette in scena un'improbabile compagnia di anziani ricchi di spirito e d'iniziativa.

 

"Egon e Ragnar si conoscevano fin dai tempi della scuola materna, e anche se finivano sempre per bisticciare s'incontravano praticamente tutti i giorni. Con gli anni avevano imparato ad accettare le peculiarità e i vizi l'uno dell'altro e stavano bene insieme. O meglio, bene quanto si può stare dopo che ci si conosce da settantacinque anni e non si hanno altri amici fra cui scegliere."

 

Lo scenario, inaspettato e insospettabile e una amena località di villeggiatura di ricchi svedesi soprattutto un po' avanti con gli anni, una deliziosa cittadina svedese nella contea di Scania, che ogni estate attira turisti e soprattutto amanti del golf.

I nostri protagonisti sono quattro arzilli vecchietti la cui età si aggira sugli 80 anni, con mille idee stravaganti ed estremamente ingenui, quasi che il crescere facesse tornare bambini e risvegliasse quella bolgia di amare e di essere amati che forse s'era smarrita!

I nostri protagonisti non si arrendo all'età, anzi sprizzano gioia di vivere da ogni poro e bevono a piene mani dal calice della vita!

 

"I vecchi amori non arrugginiscono mai".

 

I nostri protagonisti credendosi degli assassini chiedono aiuto a Fredrick, procuratore e nipote di Egon, che in pessime condizioni fisiche d i lucidità consiglia loro di far finta di nulla, di far sparire le proprie tracce e filarsela senza dare nell'occhio, errore colossale specialmente se dato da chi dovrebbe far rispettare la legge.

Le indagini sono  affidate a due poliziotti, che se possibile sono ancora più improbabili dei nostri protagonisti, Lisa, vedova quarantenne al suo primo incarico e Mårten, impulsivo e sbadato, ma abbastanza presuntuoso da prendere iniziative non sempre ben viste dalla collega che però lascia sempre correre.

 

"Egon constatò che si era fatta di nuovo sbiancare i denti, in una sfumatura se possibile ancora più chiara di quando l'aveva vista l'ultima volta. Non c'era da stupirsi che il suo dentista guidasse una Bentley. Piazzate questa befana con la bocca aperta sul faro e non andrà più a fondo nessuna barca a Falsterbo, pensò."

 

La storia ben costruita comunque cattura, anche senza tenerci con il fiato sospeso e a tratti ci troviamo a sorridere per via di questi eccentrici personaggi che animano la vicenda, primi fra tutti i rappresentanti della legge realmente fuori dai soliti schemi.
La scrittura fluente e ricca di ironia ci permette di godere della lettura e di rilassarci nel seguire le vicende dei nostri protagonisti.
Un romanzo molto piacevole, leggero mai noioso ma non banale, un'ottima lettura estiva!! Consigliatissimo!

 

"Non si può mai sapere dove si va a finire. In fondo è questo il bello della vita."

 

 


 

 

 

 
 
 

Anne Blankman - Blackbird. I colori del cielo

Post n°299 pubblicato il 09 Giugno 2022 da ixtlann
 

 

 

"Valentina si chiese dove fossero finiti gli uccelli. Non li aveva visti ad aspettarla sul davanzale, quando era entrata in salotto quella mattina. Per tutto l'inverno aveva lasciato fuori dei pezzetti di salame per loro. Le ghiandaie venivano tutti i giorni, i merli a volte e i passeri solo raramente."

 

È la mattina del 26 aprile 1986, quando Valentina Kaplan e Oksana Savchenko si svegliano sotto un denso cielo rosso. Il reattore della vicina centrale nucleare di Chernobyl è esploso, anche se i nostri protagonisti non sanno ancora cosa sia successo ne possono immaginare la portata del disastro che è avvenuto, e che mai avrebbero immaginato potesse avvenire, viste le continue rassicurazione avute sulla sicurezza del centro nucleare.

Le due ragazze compagne di quinta elementare ed eterne rivali sono entrambe molto preoccupate, i loro padri lavorano alla centrale di Chernobyl e non sono tornati a casa dopo la fine del turno notturno.

 

"Sua madre non aveva capito. Non capiva mai. Si preoccupava solo di rimanere al sicuro. Se Valentina prendeva il voto più alto in matematica, le diceva che la volta successiva avrebbe dovuto fare di proposito un paio di errori. «Siamo ebrei» disse una volta a Valentina lamentandosi. «Le persone aspettano solo un motivo per odiarci. Non diamoglielo»."

 

Valentina vuole diventare ingegnere, come il padre, Oksana un'artista.

La prima è di origine ebraica, anche se la sua famigli ha sempre mantenuto un profilo molto basso, la seconda è cresciuta in una famiglia tipicamnete sovietica e piena di pregiudizi e disprezzo nei confronti degli ebrei.  

Le due ragazze tanto diverse, opposte come carattere e stile di vita si detestano, ma il caso vuole che prima ancora di rendersene conto, senza aver capito esattamente cosa sia successo,  si ritrovano in fuga, insieme, su un treno che le porterà lontano dal loro paese e dalla loro vita, inviate dalla nonna di Valentina, Rifka, che vive in Russia.

Oksana dovrà fare i conti con le bugie che i genitori le hanno raccontato per tutta la vita, e ricredersi sul conto degli ebrei, Valentina che non aveva mai praticato la sua religione si ritrova a praticarla insieme alla nonna, in un paese in cui gli ebrei sono perseguitati e deve fare attenzione deve proteggere questo segreto di sua nonna, che potrebbe mettere in pericolo le loro vite.

 

"Oksana osservava Valentina Kaplan avvicinarsi. Valentina era quasi la ragazza più alta del quinto anno, seconda solo a Tatiana Gavrilenko. Poteva sembrare una come tante altre, con le sue trecce e i fiocchi bianchi, ma Oksana sapeva che non lo era. «Tutti gli ebrei sono bugiardi» suo padre le ripeteva"

 

Ed entrambe scoprono di avere qualcosa che hanno sempre desiderato: una migliore amica, come è successo alla nonna quando era fuggita nel 1941, per salvarsi dai nazisti ed era stata accolta da una famiglia di gentili che anche a rischio della propria esistenza l'aveva accolta e protetta e dove aveva incontrato Feruza Chorieva, figlia della famiglia e sua coetanea con cui si stabilirà una eterna amicizia.

 

"La sua religione le aveva distrutto la vita. Aveva spinto sua madre a mandarla via da Kiev. Per lo stesso motivo il contadino aveva preso Nathan. E adesso era il motivo per il quale era rimasta da sola. Iniziò a camminare. Non avrebbe più pregato. Perché avrebbe dovuto? Dio l'aveva abbandonata a morire nel nulla."

 

Un romanzo per ragazzi, ma che avvince e piace anche agli adulti.

Diverse sono le tematiche che il romanzo affronta e sicuramente la principale non è il pericolo nucleare che pure incombe e spinge le azioni del nostro romanzo.

Sicuramente più spazio viene dato al razzismo che qui si presenta in varie forme e momenti, e allessere perseguitati in un regime totalitario.

Ma forse il tema pricipale è l'amicizia e l'importanza di avere qualcuni vicino.

Il romazo piacevole da leggere e scritto in modo da risultare scorrevole e avvincete ci trascinera n un vortice di avventure, senza toglierci il fiato ma scaldandoci il cuore e senza mai essere troppo retorico affrontera le varie questioni.

Si forse e una lettura per ragazzi, ma a me è piaciuto tanto e lo consiglio caldamente!!

 

"merli sono quasi magici, si può dire, perché sanno camminare sulla terra come gli uomini e nuotare in mare come i pesci, ma possono anche volare in cielo. Sono un collegamento tra l'universo e la Terra, tra il cielo e la terraferma. «Sono il simbolo dell'eternità» disse Feruza. «E io penso che come loro la nostra amicizia durerà per sempre. Se tu lo vorrai» aggiunse guardando velocemente Rifka. «La nostra amicizia durerà per tutta la vita» promise Rifka e abbracciò Feruza."

 

 

 
 
 

Pierre Lemaitre - Il serpente maiuscolo

Post n°298 pubblicato il 08 Giugno 2022 da ixtlann
 

 

 

" Ogni volta che la va a trovare resta annichilita di fronte allo spettacolo di quella casa di campagna così piccolo borghese da sembrare una caricatura. Suo genero torna dalla partita a tennis con un gran sorriso e l'asciugamano gettato sulle spalle con noncuranza, come in uno spot pubblicitario. Quando sua figlia si occupa del giardino sembra Maria Antonietta al Petit Trianon. Per lei è una continua conferma, sua figlia non è un'aquila, altrimenti non avrebbe sposato un simile idiota... E per di più americano. Ma soprattutto molto idiota. Insomma, americano. Per fortuna non hanno figli, Mathilde spera vivamente che sua figlia sia sterile. Oppure che lo sia lui. Uno dei due, perché non osa nemmeno immaginare che razza di bambini potrebbero avere... Da prendere a schiaffi, ogni volta. Mathilde ama i cani però detesta i bambini, soprattutto le bambine."

 

Potrei dire che i polizieschi non sono il mio genere preferito, ma mi accorgo che comunque sono tanti i libri che leggo riconducibili a questo genere ai suoi sottogeneri.

Tra questa che comunque considero lettura d'evasione, ogni tanto mi capita di beccare un libro che proprio mi piace.

Questo noir mi è piaciuto tanto.

Forse, perché mi è stata subito simpatica la sua protagonista, Mathilde Perrin una  donna di sessantatre anni,  vedova che vive abita con il suo dalmata in una villetta non lontano da Parigi.

Ma sarebbe riduttivo, tante sono le caratteristiche che mi hanno fatto appssionare a questo romanzo e senza dubbio anche la qualità della scrittura e della narrazzione, mi banale, mai prevedibile, con continue sorprese avvincente senza per questo togliere il fiato annzi suscitando anche qualche sorriso.

Certo, oggi è tutto raddoppiato, il mento, il seno, il fondoschiena, ma ha gli stessi occhi azzurri, le stesse labbra sottili e quel qualcosa di armonioso nel volto che testimonia la sua antica bellezza. Con il passare del tempo il corpo a poco a poco ha ceduto, ma Mathilde è molto attenta al resto, ovvero ai dettagli: abiti eleganti e costosi (può permetterselo), parrucchiere ogni settimana, trucco professionale e soprattutto, soprattutto, manicure perfetta. Può tollerare le rughe che si moltiplicano, i chili che aumentano, ma non sopporterebbe mai di avere le mani trascurate.

 

La nostra protagonista elegante, molto curata e attenta ai particolari, un po' sovrappeso, in realtà è un abile insospettabile sicario.

Implacabile, precisa, addestrata fin dalla prima giovinezza, quando militava nella resistenza Mathilde non ha mai sbagliato un colpo portando a termine i suoi incarichi con precisione e sangue freddo, seguendo le direttive di chi le passa gli incarichi, il suo vecchio comandante della resistenza, di cui lei è sempre stata un po' invaghita.  Ma, qualcosa comincia ad incepparsi, in questo perfetto meccanismo che è la nostra protagonista, pensieri azioni, cominciano a perdere un po' dello smalto che l'hanno resa eccellente, in più qualche piccolo capriccio, qualche piccola disubbidienza e le cose non seguono più il loro percorso.. Mathilde si lascia un po' andare a certe crudeltà gratuite e stravaganze nelle sue missioni,  inizia a perdere la testa: comincia ad avere buchi di memoria, dimentica di disfarsi dell'arma, sbaglia bersaglio, si convince che il suo vicino di casa le abbia

decapitato cane... Forse è ora di smettere prima che l'organizzazione si sbarazzi di lei o che la polizia si avvicini troppo.

 

Mathilde ricambia il sorriso e tira fuori dalla tasca la mano destra. L'uomo si ferma di colpo alla vista di una pistola Desert Eagle munita di silenziatore. Il labbro superiore di Mathilde si arriccia impercettibilmente. Per una frazione di secondo la canna si dirige verso la fronte dell'uomo, poi scende e Mathilde lo colpisce nelle parti basse.

 

Tutti i personaggi sono caratterizzati con precisione e accuratezza tanto che ci sembrerà di averli conosciuti di persona, forse perché ricalcano stereotipi in cui tutti, nel bene e nel male,  ci siamo imbattuti, questo fa si che ci restino impressi e che sia facile collocarle nell'ambito della storia!

 

Al di là di questo è un vero idiota. Uno di quei funzionari meschini e ipocriti che devono tutto all'imbecillità e niente al talento.

 

Come dicevo non è il mio genere preferito eppure questo è un libro che consiglio vivamente certo che vi catturerà, vi farà tifare per la nostra 'dolce' signora e a tratti sono sicuro, sorriderete. Se poi amate il genere, allora è imperdibile!

 

La cosa stupefacente di Mathilde è che non si arrende mai, guardatela lì, in piena notte, che fa un altro giro della proprietà, cammina tra i rovi, si fa largo tra i rami, sbuffa come una balena, ma avanza, tasta il muro, la grata, questa donna è un bulldozer.

 

 

 
 
 

Fredrik Backman - L'Uomo Che Metteva in Ordine Il Mondo

Post n°297 pubblicato il 20 Marzo 2022 da ixtlann
 

Ove

 

"Ove ha cinquantanove anni. Guida una Saab. È il tipo di uomo che indica le persone che non gli piacciono un po' come se fossero dei topi d'appartamento e il suo indice una torcia della polizia."

 

Ove ha 59 anni, ma sembra averne molti di più. E questo non per il suo aspetto esteriore, ma per il modo di essere. Ci ricorda forse quelle figure severe della fine del diciannovesimo secolo.

Un uomo tutto d'un pezzo, rigido e silenzioso, austero e burbero, perché non riesce a immaginare un mondo di relazioni e cortesie.

 

"Perché oggigiorno sono tutti trentunenni con i pantaloni troppo stretti, che non bevono più il caffè normale. E nessuno vuole più prendersi le proprie responsabilità. Un mucchio di uomini con la barba di tre giorni che cambiano lavoro e moglie e marca di automobile come se niente fosse, non appena gli fa comodo."

 

È  cresciuto con un  padre duro e puro e da lui ha mutuato atteggiamenti obsoleti, un profondo senso del dovere e dell'onore e tutto questo lo rende diverso quindi lo isola, cosa che in realtà non gli pesa affatto, anzi, è un solitario e quasi un asociale. 

 

"La gente diceva che era inacidito. Forse avevano ragione, per quel che ne sapeva. Non ci aveva mai riflettuto. Gli davano anche dell'asociale, e Ove presumeva intendessero che non gli andava granché a genio stare insieme alla gente. In quel caso, avevano pienamente ragione: spesso la gente non aveva tutte le rotelle a posto.

[...]

A Ove non piaceva molto chiacchierare, e questo al giorno d'oggi viene considerato un grande difetto caratteriale. Oggi bisogna saper blaterare di qualsiasi argomento con qualunque imbecille che ti capiti a tiro, solo perché è "piacevole"."

 

 

Un persona ferma nel  suo modo di pensare, che non scende a compromessi ne valuta il pensiero altrui perché l'unico pensiero valido è il suo. Uno di quelli che conosce solo il bianco e il nero o per dirla come si dice da queste parti, fatto con l'accetta! Già sembra proprio antipatico e senza impegnarsi molto riesce benissimo in questo ruolo.

 

"La moglie di Ove spesso si lamenta che Ove litiga sempre per tutto. Ma Ove non litiga affatto, per la miseria. È solo convinto che quel che è giusto è giusto, punto. Si tratta forse di un modo irragionevole di affrontare la vita? Ove non crede proprio."

 

In tutta la sua vita ha avuto una sola vera relazione, Sonja, la donna che è diventata sua moglie e il suo intero universo, l'unica per cui è disposto  a cedere,  per lei è anche diaposta a prendere in considerazione un rapporto con il suo  gatto, cosa incredibile. L'unica per merito della quale riesce anche ad avere una parvenza di amicizia, con Rune, il marito di Anita, quella che per un po' è la migliore amica di Sonja. Ma che in questo caso il rapporto è molto formale, vuoto, e si guasta quando i due hanno il primo contrasto.

Ma la moglie è morta e per lui la vita non vale più la pena d'essere vissuta, quindi cerca di porvi fine.

Ma, non sempre le cose vanno come vogliamo o forse  è il diavolo a metterci la coda, anche se deve essere davvero un buon diavolo!

 

"Dev'essere alto almeno due metri. Ove nutre un istintivo scetticismo nei confronti di tutti quelli che superano l'uno e ottantacinque. L'esperienza gli ha insegnato che, in quei casi, il sangue non riesce ad arrivare bene al cervello."

 

Arrivano dei nuovi vicini, subito presi in antipatia da Ove, perché sono 'Imbranati' o meglio il marito è imbranato, la moglie, Parvaneh, incintà, invece sembra l'arma del destino che impedirà a Ove di portare a termine il suo lugubre scopo.

 

"«Biscotti arabi, eh? Ma saranno buoni?» borbotta. «Persi» lo corregge lei. «Eh?» «Io vengo dall'Iran. Quindi non sono araba: sono persa» gli spiega Parvaneh. «Tu sei persa?» «Esatto.» «Be', è il minimo che si possa dire» concorda Ove. La risata della donna lo coglie in contropiede. È come una bevanda gassata, versata troppo rapidamente e che trabocca dal bicchiere. Non s'intona per niente con tutto quel cemento grigio e con quelle mattonelle da giardino allineate. È disordinata, e chiassosa, e non si attiene a nessun regolamento condominiale."

 

Non solo, la donna riporta a galla la parte più intima e vera di Ove,  che è tenera, sensibile, altruista, che altre volte si era manifestata ma a cui lui non dava affatto importanza, perche per Ove è sempre stato normale fare le cose che sa fare, anche per gli altri, anche senza ricompensa e in più gli farà accettare il secondo gatto della sua vita.

 

"Mancavano cinque minuti alle sei, la mattina in cui Ove e il gatto si sono incontrati per la prima volta. Il gatto ha pensato subito molto male di Ove. E la cosa è stata del tutto reciproca.

[...]

Il gatto sedeva con noncuranza al centro del vialetto pedonale tra le abitazioni. Gatto, poi. Aveva mezza coda e un solo orecchio, e qua e là chiazze senza pelo, come se qualcuno glielo avesse strappato a manciate. Un gatto davvero spelacchiato, letteralmente, ha pensato Ove, procedendo di un paio di passi nella sua direzione. Il gatto si è alzato. Ove si è bloccato. I due si sono studiati per qualche istante, come dei potenziali rivali in una locanda di campagna a tarda sera. Ove ha meditato se lanciargli contro uno dei suoi zoccoli. Il gatto è sembrato maledire il fatto di non disporre di zoccoli da lanciare a sua volta."

 

E così un po' alla volta con Parvaneh che si insinua sempre più nell'intimità della sua vita, e che lo spinge delicatamente ma con forza, Ove comincia a mostrare sempre più spesso la sua nuova faccia, riprende a vivere e ad amare la vita.

Già a rileggere la trama così raccontata ci si aspetterebbe un libro pesante, ma il narratore a una mano molto felice e il libro scorre con una facilità impressionante e  purtroppo si arriva alla fine  troppo presto. Ci dispiacerà lasciare questa 'famiglia allargata' in cui ci siamo trovati a vivere per un po', che ci ha fatto ridere e commuovere e ci ha donato momenti indimenticabili.

 

"Alla fine, i medici avevano prescritto a Sonja così tanti antidolorifici che, nel loro bagno, avrebbe potuto rifornirsi un narcotrafficante colombiano."

 

Che dire io amo i libri che mi strappano un sorriso e qui mi sono spesso ritrovato a ridere, quindi  non posso che consigliarlo con fermezza, un libro che spero vi incanti!

 

"Ove s'intendeva di ciò che poteva vedere e toccare. Calcestruzzo e cemento. Vetro e acciaio. Attrezzi. Cose che si potevano calcolare. Capiva gli angoli retti e le istruzioni chiare, i modelli delle costruzioni e i progetti. Le cose che si potevano disegnare sulla carta. Era un uomo in bianco e nero. E lei era il colore. Tutto il suo colore."

 

""Amare una persona è come traslocare in una casa nuova" diceva sempre Sonja. "All'inizio ci si innamora senza riserve: ogni mattina ci si stupisce del fatto che tutto ci appartenga, come se si temesse che, all'improvviso, qualcuno possa irrompere dalla porta annunciando che si è verificato un grave errore e che non era previsto che si abitasse in un luogo così bello. Con il passare degli anni, però, le facciate si consumano, il legno si scheggia qua e là. Non si è più sopraffatti dallo stupore ogni mattina, e si comincia ad amare la casa non tanto per quel che è perfetto, quanto per quel che non lo è. S'impara a conoscerne ogni angolo e centimetro: come evitare che la chiave si blocchi nella serratura quando fuori gela, quali assi del parquet affondano leggermente quando le si calpesta, e come aprire le ante del guardaroba senza farle cigolare. Tutti quei piccoli segreti che rendono la casa nostra, e di nessun altro.""

 

 

 
 
 

Jerry Spinelli - Stargirl

Post n°294 pubblicato il 13 Marzo 2022 da ixtlann
 

"Sapevi che esiste un paese dove i "posti incantati" sono indicati ufficialmente? - No. Quale sarebbe? Oz? - L'Islanda. - Ma pensa. - Ignorerò il tuo sarcasmo. Non credi che sarebbe bello avere anche qui una cosa del genere? Camminiamo da qualche parte, o siamo in auto, ed ecco che vediamo una targa di ottone: "Posto Incantato. Ministero degli Interni. U.S." - Lo riempiremmo di spazzatura - commentai. Mi fissò, di colpo seria. - Lo faremmo davvero? Mi sentii a disagio, come se avessi sciupato qualcosa di bello. - Non proprio - la rassicurai. - Non se ci fosse un cartello: Non Sporcare."

 

Davvero una bella sorpresa.

Generalmente non amo molto i libri i cui protagonisti sono dei teen agers, così come non apprezzo gran che quelli che sembrano voler dare delle dritte sulla vita.

Questo piccolo romanzo unisce in se le due cose eppure mi è tanto piaciuto, forse perché riesce ad essere leggero e mai saccente forse perché riesce a parlare d'amore senza mai essere stucchevole, forse perché sentiamo il bisogno di incontrare un a persona come Stargirl, al di là e al di sopra delle convenzioni che ci tengono legati e spesso ci condannano a una esistenza eccessivamente inquadrata!

La vita di provincia dappertutto è soggetta  a regole che ne determinano tutti i canoni, compreso quello estetico e che ti sentire appartenere alla comunittà. Probabilmente in molti stati dell'America la cosa è ancora più pronunciata, come siamo a bituati a notare da libri e film.

 

"L'hai vista? Fu la prima cosa che Kevin mi disse il primo giorno di scuola del penultimo anno delle superiori. - Vista chi? - replicai. - Ah! - Allungò il collo e scrutò la folla. Aveva visto qualcosa di eccezionale, glielo si leggeva in faccia. Ridacchiò, sempre guardandosi attorno. - Te ne accorgerai."

 

Mica, una minuscola città dell'Arizona, e qui le regole sono ferree e il modo di vestire dei ragazzi della high school  somiglia più ad una divisa, e segue i gusti del bello della scuola cos' come la sua compagna detta i modi di comportarsi di tutti. Immaginata il clamore che può suscitare l'arrivo di una nuova studentessa, molto particolare,  che porta con sé un topo, va ai funerali altrui, canta ai suoi compagni di scuola tanti auguri, anche a quelli che non vorrebbero e ha scelto di farsi chiamare Stargirl .

Benchè il suo comportamento sia sempre gentile, non è accettato dalla comunità scolastica, troppo eccentrico, ma un po' alla volta lei riesce  a farsi seguire, anche perché va a fare il tifo per la squadra della scuola che prima non era mai seguita e che invece dopo il suo arrivo e i suoi modi molti allegramente esibizionistici diventa una attrazione. Tra i suoi compagni quello che resta più colpito è Leo, voce narrante della nostra storia, che si innamora di Stargirl, contraccambiato. Si arriva al punto che il suo comportamento fa scuola e viene mutuato da lla maggior parte degli altri studenti che ... cambiano.

 

"Se qualcuno prendeva un bel voto, anche altri gioivano. Se qualcuno si storceva una caviglia, anche altri soffrivano. Scoprimmo quale colore avessero gli occhi degli altri. Fu Stargirl a guidare quella ribellione: una ribellione per invece che contro. Per noi stessi. Per le rane assopite che eravamo stati così a lungo. Ragazzi taciturni prendevano la parola nelle discussioni in classe."

 

Ma, il suo modo di fare comunque alla fine la porta  a ricreare i contrasti non superati mai completamente, quando lei si trova a fare il tifo anche per la squadra avversaria in un eccesso di sportività, superando il contrasto e la rivalità fra le scuole della comunità,  viene quindi considerata troppo egocentrica, impicciona, arrogante, e soprattutto traditrice. Um muro di ostracismo si alza nei suoi confronti. Stargirl si trova così a venire esclusa, senza però dare peso alla cosa dato che per lei hanno più valore i sentimenti delle persone per lei più importanti: la sua famiglia, un paleontologo in pensione, la sua unica amica e Leo di cui ormai è innamorata.

 

"Allora - chiesi - quando comincia l'incantesimo? Eravamo seduti fianco a fianco, di fronte alle montagne. - È cominciato con la nascita della terra. - Aveva gli occhi chiusi. Il viso dorato nel sole calante. - E non finisce mai. C'è sempre. È qui, semplicemente."

 

 Ma è proprio Leo, che trovandosi ad essere escluso dai suoi vecchi amici perché troppo vicino alla ragazza traditrice, non spendo cosa scegliere tra l'amore  che tanto lo aveva preso e finalmente reso felice, e l'essere accettato da tutti, insisterà affinché lei abbandoni il suo modo di essere, che poi era anche ciò che lo aveva irretito, per uniformarsi agli altri studenti e lei ci prova, per amore di Leo cerca di adeguarsi. Ma non basta.

 

"La sua presenza illuminava ogni angolo della mia giornata. M'insegnò a divertirmi. A stupirmi. A ridere. Avevo sempre avuto un buon senso dell'umorismo, ma ero troppo timido per mostrarlo se non a sprazzi. Più che ridere, sorridevo. Ma con lei gettai indietro la testa e risi forte per la prima volta in vita mia."

 

Un romanzo forse leggero e certamente veloce che ci ricorda 'la ragazza del convenient store' anche se diametralmente opposto, chi siamo, ci dobbiamo rispecchiare negli altrui occhi o posiamo trovare in noi la forza per esprimere liberamente ciò che sentiamo, quanto gli altri ci condizionano?

La scrittura fluida e la trama avvincente fa si questo libricino di 170  pagine finisca in un attimo a ci lasci il rimpianto e l'immagine  di Stargirl negli occhi e nel cuore!

Decisamente consigliato.

 

"È molto difficile non fare assolutamente niente. Anche mentre stiamo seduti qui, i nostri corpi fremono, le nostre menti sono in ebollizione. C'è un gran fracasso, dentro di noi. - È grave? - Lo è, se vogliamo sapere cosa c'è al di fuori. - Non bastano occhi e orecchie? - Di solito sí. Ma a volte interferiscono e basta. La terra ci parla, ma non possiamo sentirla perché i nostri sensi fanno troppa confusione."

 

"Ci sono stagni, nel deserto di Sonora. Potresti finirci dritto in mezzo e non saperlo, perché di solito sono asciutti. Non sospetteresti mai l'esistenza di rane addormentate pochi centimetri sotto i tuoi piedi, il battito del cuore rallentato a un paio di pulsazioni al minuto. Dormono e aspettano, quelle rane del fango, perché senz'acqua la loro vita non è completa. Per lunghi mesi dormono sottoterra. Finché arriva la pioggia. E allora centinaia d'occhi sbucano dal fango, centinaia di voci risuonano ogni notte sull'acqua. Fu uno spettacolo meraviglioso assistere al risveglio di noi rane del fango, vivere quel risveglio."

 

 

 
 
 
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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna