Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

 

Magda Szabó La ballata di Iza

Post n°121 pubblicato il 16 Luglio 2018 da ixtlann

Comincia con un funerale termina con un funerale, più o meno, quindi sicuramente non si tratta di un libro facile, veloce, rilassante.

È un libro impegnativo, che tratta argomenti impegnativi, ma che si fa leggere facilmente, con una scrittura scorrevole, anche se a me personalmente non ha entusiasmato anzi all'inizio la sua scrittura mi lasciava perplesso, ma potrebbe anche essere solo una questione di traduzione.

Una vena di malinconia e di nostalgia pervadono il libro che ci racconta del ricambio generazionale, e del diverso modo di percepire le cose, della loro importanza e del significato che possono avere per noi che sicuramente va oltre il loro fine, gli oggetti intorno a noi si impregnano della nostra esistenza è a volte diventano come fotografie, forse anche più significative e portatrici di valori invisibili,  di vita e di ricordi. Come si fa a dare un valore a cose non nostre? Quale significato può avere per gli altri un vecchio oggetto rovinato che noi butteremmo. Per saperlo ci vorrebbe tanta empatia, ma siamo troppo spesso troppo concentrati su di noi, sui nostri desideri, sui nostri obbiettivi per poter davvero empatizzare con chi ci sta intorno e magari al cuore, per poter andare oltre il primo sguardo superficiale e riportare tutto a noi stessi. Di valori una volta veri ora solo esposti, messi la per essere ammirati forse anche inconsciamente, sembra che stia parlando del nostro mondo visuale, invece il libro è del 1963, molto prima dell'avvento dei mezzi di comunicazione che hanno cambiato il nostro mondo e il nostro sistema di valori.

Un libro che parla di tante cose, dei nostri legami, dell'essere e dell'apparire, della capacità di vedersi, di percepirsi al di la di come ci immaginiamo di essere.

Bisognerebbe farlo leggere  tutti quelli che tracciano un proprio profilo e si descrivono magnificamente, una vera lezione, un libro che lascia il segno.

 

 

 
 
 

La caverna di José Saramago

Post n°120 pubblicato il 12 Luglio 2018 da ixtlann

Saramago rilegge il mito di Platone mai attuale come nell'era moderna e contemporanea.

La storia vede il nostro protagonista, un vasaio, artigiano che deve misurarsi con il "progresso", con la società che avanza e decide quale che sia la realtà. Antieroe per eccellenza nella sua qualità di persona al margine della società e che rischia di essere fagocitato dalla modernità e al tempo stesso eroe che si ribella contra la verità imposta, il nostro vasaio con la figlia e il genero sono risucchiati nel gorgo del "centro" gigantesca costruzione che domina la città e che nella sua continua crescita modifica la fisionomia della città stessa, simbolo della caverna che definisce cosa è reale e cosa no, non dando assolutamente peso e importanza alle persone in quanto esseri pensanti ma determinandone le scelte il concetto di realtà.

Quando il libro è stato scritto forse "il grande fratello"  che stabiliva cosa fosse vero e cosa no era sicuramente la televisione, infatti per affermare quanto una cosa fosse vera si diceva "l'ha detto la televisione", internet che avrebbe dovuto invece premiare la  pluralità ci ha portato ancora più giù, e la verità non esiste se non quella globalizzata, imposta dal mercato e dai pochi detentori dei mezzi di comunicazione di massa. Siamo in un epoca in cui le ombre sono davvero la realtà e nessun vasaio apre gli occhi e abbandona il centro, per una vita nuova.

Libro davvero e sempre più attuale, lento ma mai noioso, pieno di speculazioni che lo rendono profondo come tutte le opere di questo grande scrittore, che riesce ad essere fluido ed avvincente anche quando sembra che non succeda niente, mentre tutto è sempre in movimento, tutto cresce tutto si trasforma.

Saramago ha la capacità di dare animo e pensieri anche alle cose inanimate e non solo a persone e animali, e ci lascia con un visione di speranza per un futuro incerto, da cercare, ma migliore in quanto scelto liberamente.

 

 

 

 

 

 
 
 

Galapagos di Kurt Vonnegut

Post n°119 pubblicato il 03 Luglio 2018 da ixtlann

un libro di fatascenza incredibile, teoricamente scritto tra un milione di anni da un fantasma che non vuole lasciare la trerra per la curiosità di vedere come andrà a finire, e che racconta come dal 1984 la stirpe umana comici il suo declino, a causa del cervello troppo grande  responsabile di micidiali catastrofi, fino a trasformarsi in un animale anfibio dal cervello più più piccolo che non crea più problemi. il libro scritto con ironia si rivela un po' per volta alternando flashback ed anticipazioni, senza grandi sorprese, ma mantendo alta la presa sul lettore e vivo  l'interesse. Molto bello, con spuntio e riflessioni davvero inattesi. 

 
 
 

José Saramago - Il Vangelo secondo Gesù Cristo

Post n°118 pubblicato il 22 Maggio 2018 da ixtlann

Leggere Saramago è sempre un'esperienza diversa, un autore che fa dimenticare le trame.

Generalmente quando leggo un libro, per quanto possa fare attenzione alla qualità della scrittura, sono preso dalla storia che viene raccontata. La trama è una componente essenziale di un libro ed è  spesso ciò che infine giudichiamo, che ci fa dire "Mi è piaciuto" o "Bello"  o ...

Con quest'autore mi capita di distrarmi, vengo così preso dalla sua scrittura che a tratti dimentico cosa sto leggendo, potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa, ma non è importante, e l'attimo quello che conta, la costruzione delle frasi, l'uso delle parole, forse le parole stesse, mi incanta. e dopo poche pagine già so che sto leggendo qualcosa di grande, che non solo mi piacerà ma che lascerà il segno. Poi, comunque, ci sono le trame, e anche in questo caso non è mai banale, la sua visione e spesso travolgente, forse per questo usa un linguaggio che travolge.

In questo caso riscrive una storia che immaginiamo di conoscere, quella di Gesù, ma da un suo punto di vista, svelando sentimenti, intimità, riflessioni che mai avremmo attribuito a tale figura e che però ci sembrano ineluttabili, è pur sempre un uomo.

Così leggiamo un vangelo che in parte ci racconta la stessa storia, in parte se ne discosta, ma che ci rende partecipe del dramma che affligge il figlio di Dio, con riflessioni che avremmo voluto fare e che forse sono sempre state lì, ai margini della nostra coscienza, senza venire a galla e che all'improvviso si presentano dinanzi ai nostri occhi, e sono le nostre!

Come tutti i libri di quest'autore, anche questo è superlativo, benché le parole non riescano a renderne l'immagine che produce in noi. Assolutamente da leggere.

 

 

 

 
 
 

Alessia e Michela Orlando Nicoletti - Senza macchie

Post n°117 pubblicato il 02 Maggio 2018 da ixtlann

 

Udite udite!

Mi sono imbattuto nel peggior "libro" mai letto, anche se non dovrei dire letto, perché l'ho abbandonato a pagina 35 di 50 (che poi eliminando inutili foto e pagine bianche saranno anche meno). Anche questo è un record! Ma proprio non sono riuscito a finirlo e sfiderei chiunque (tranne parenti e amici delle autrici) a farlo.

Questo per dare spazio ai giovani! E poi ci si chiede perché uno preferisce i classici o gli autori affermati!

Vorrebbe essere un libro di fantascienza/fantasy, non posso dirlo non avendo visto come va a finire, ma in realtà è solo una vetrina eccessivamente piena, ma talmente piena da dare fastidio. Quando si vuole esagerare per mostrare di "sapere"! le autrici non si risparmiano niente dalla magia alla scienza citano tutto ciò che potrebbe essere contenuto in una enciclopedia del strano. Un'accozzaglia di fatti nome e cose che non centrano e confondono, con un uso spropositato di aggettivi e avverbi studiati per colpire ... e ci riescono, tanto da indurmi a mollare.

 "Un improvviso rumore dall'andamento sequenziale, simile a uno scalpiccio inautentico

e reiterato sul selciato all'esterno del teatro, sorto e proseguito secondo i criteri

predeterminati di una progressione stabilita artificialmente, li induce a girarsi verso

la porta."

Riescono anche a rovinare Shakespeare.

Ottimo esempio di come non scrivere!

 

 

 
 
 
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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna