Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

 

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Murata Sayaka - La ragazza del convenience store

Post n°293 pubblicato il 07 Marzo 2022 da ixtlann
 

Ho solo un ricordo sbiadito del periodo precedente alla mia "rinascita" come commessa del konbini. Sono nata e cresciuta in un quartiere di periferia, in una famiglia come tante, ricevendo una dose di affetto nella media. Eppure ero una ragazzina un po' strana.

 

Una delle ragioni per cui amo leggere e che mi permette di confrontarmi con l'altrui pensiero, e quanto più la cultura che ha prodotto il romanzo è lontana da me tanto più il confronto è interessante.

Così da tempo mi rivolgo agli autori del sol levante per trovare un pensiero diverso con il quale fare i conti.

Capita a volte che il confronto si davvero strano.

 

D'altra parte ero una commessa perfetta perché applicavo alla lettera le istruzioni di un manuale, ma non avevo la più pallida idea di cosa significasse essere una "persona normale" al di fuori del mio konbini, senza niente e nessuno che mi dicesse cosa fare.

 

È chiaro che alla fin fine siamo tutti uomini e la globalizzazione sempre più ci pone di fronte a tematiche simili e a simili problemi.

Forse uno dei più antichi e l'interrogarsi su ci si sia, e forse in questa epoca è sempre più difficile rispondersi.

Certo, chi ama Pirandello, sa quanto siano gli altri spesso a definirci.

In questo romanzo forse l'iperbole usata va ben oltre.

 

In questo piccolo mondo che si regge sulla normalità gli elementi estranei devono essere eliminati, uno dopo l'altro, in silenzio.

 

Keiko é sempre stata considerata una ragazza strana, sia a scuola che in famiglia. Il suo modo di guardare il mondo in maniera logica, senza ipocrisie o compromessi, crea forte imbarazzo in chi la circonda, in una società, come quella giapponese, ma non solo,  in cui la forma e il conformismo vengono prima di tutto, lei è un'aliena!

 

Un giorno al parco trovammo un uccellino morto.

[...]

«Che succede, Keiko? Che cos'hai in mano? Ah, un uccellino! Chissà da dove veniva, poverino. Vuoi che lo seppelliamo?» mi chiese con voce dolce mia madre, accarezzandomi la testa. «Potremmo mangiarlo!» le risposi io decisa, dopo averci pensato un attimo. «Eh? Cosa?».

[...]

«Keiko, sei impazzita?» gridò mia madre, in tono di rimprovero. «È nostro dovere seppellire questo uccellino. Guarda, le tue amichette stanno piangendo. È una cosa triste quando muore qualcuno, questo povero passerotto non ti fa pena?». «Mica tanto... Ormai è morto, no?». Quella risposta lasciò mia madre senza parole.

[...]

Tutti provavano compassione e piangevano la morte di quel piccolo uccello come fosse il loro migliore amico, ma non si facevano scrupolo a massacrare dei poveri fiori strappandoli brutalmente da terra.

 

Ma Keiko non è una ribelle, non vuole sovvertire l'ordine delle cose, vorrebbe solo adeguarvisi, non essere considerata strana, essere come gli altri, poter conoscere le norme che regolano la vita, perché l'ignorarle la allontana da tutti isolandola.

A diciotto anni, mentre studia, risponde all'annuncio di un 'convenience store' (una specie di piccolo supermercato, che cerca commesse part-time. L'ambiente che ci descrive, a noi può sembrare di un altro pianeta, le regole che si seguono sono rigide come potremmo immaginarlo essere nell'esercito.

 

Il primo esercizio riguardava i saluti. Schierati in riga, ci fecero ripetere uno a uno, numerose volte: «Irasshaimase!», la schiena ben dritta e gli angoli delle labbra sollevati in un leggero sorriso,

 

Ma tutto ciò fa buon gioco a Keiko, che finalmente a delle regole precise a cui attenersi, e inoltre dei modelli, le altre commesse da cui mutuare gli atteggiamenti, il modo di parlare e di vestire, per potersi confondere sempre più con il mondo che la circonda.

Infatti diciotto anni dopo lei è ancora lì con un lavoro part time e non intende cambiare, inventando qualche scusa che la giustifichi per una scelta tanto bizzarra, il vivere alla giornata, senza una meta senza uno scopo.

 

«Brava, Furukura!» si complimentò subito il capo, che molto cortesemente mi aveva aiutato a imbustare la spesa dell'anziana signora. «Sei stata perfetta, anche se per te era la prima volta. Continua così, mi raccomando...

 

A questo tran tran porrà fine l'incontro con  Shiraha, altro commesso presto licenziato dal supermarket per i suoi inopportuni comportamenti.

Keiko, vedendo in lui un'alta persona problematica decide di aiutarlo gli propone di andare a vivere insieme, così da mantenere una facciata di rispettabilità nei confronti degli altri. Ma quella che poteva essere un'improbabile storia d'amore diventa invece la brace da cui si cade dalla padella. Questo esaspererà Keiko che cercherà di tornare alla 'normalità'.

 

Ho svolto alla grande il mio ruolo di "normale" essere umano - penso mentre osservo l'espressione compiaciuta sul viso delle mie colleghe.

 

Scritto in modo da catturare l'attenzione del lettore con una scrittura semplice e fluida il  romanzo risulta  raffinato e commovente, come spesso accade con la letteratura giapponese, che si interroga  sulle pressioni sociali e la difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo.

 

Sono passate esattamente 157.800 ore dall'apertura. E a trentasei anni anch'io ho celebrato il mio diciottesimo anniversario come commessa di quel konbini. Nessuno dei miei colleghi dell'epoca del training lavora ancora con me. Nel frattempo si sono avvicendati ben otto responsabili. I prodotti negli scaffali sono completamente diversi rispetto a diciotto anni fa. Ma io continuo a stare nello stesso posto senza mai cambiare, come prima, come sempre.

 

 

 
 
 
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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna