Der Steppenwolf

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EMILE CHARTIER

 

Niente è più pericoloso di un'idea quando è l'unica che si ha.

Emile Chartier

 

 

 

Se io potrò impedire

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.


Emily Dickinson

 

 

FELICITÀ

Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

H. Hesse

 

 

LAO TZE

Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.

 

 

RIDERE

 

L'unica cura contro la vanità è il riso, e l'unico difetto ridicolo è la vanità.

Henri Bergson

 

 

FËDOR DOSTOEVSKIJ

Se avete in animo di conoscere un uomo, allora non dovete far attenzione al modo in cui sta in silenzio, o parla, o piange; nemmeno se è animato da idee elevate. Nulla di tutto ciò! - Guardate piuttosto come ride.

 

 

 

Messaggi di Gennaio 2020

Philip Reeve - Macchine mortali - 4 Volumi

Post n°242 pubblicato il 21 Gennaio 2020 da ixtlann

1) Macchine mortali

2) L'oro dei predoni

3) Congegni infernali

4) Pianura oscura

 

Apprezzo molto i romanzi fantastici, siano essi attribuibile alla fantascienza che al fantasy, cosi come mi piace il sottogenere Steam-punk  che può essere associato ad entrambi i generi succitati.

 

"la paura tira fuori il peggio dalle persone."

 

Quindi di base questa tetralogia ha le carte in regola per essere affascinante e avvincenmte.

Ma, ha un neo, come tanti romanzi, per lo più fantasy, ha come protagonisti principali degli adolescenti, magari cambiano durante i vari volumi, ma alla fin fine fanno si che la connotazione  principale di questi tomi sia quella generalmente definita Young/Adult, quel genere che sembrerebbe scritto per i teen ager, ma destinati ai loro genitori.

Questo genere non mi attira particolarmente, perché in questo tipo di astori alla logica, delle azioni viene preferita, la casualità, l'improvvisazione che nasce dalla spinta emotiva , e che spesso dovrebbe portare il protagonista, in genere non dotato di particolari capacità a soccombere agli eventi più grandi di lui, ma che grazie non si sa a quale provvidenza, sopravvivono e vincono, contro tutto e contro tutti. Questo dal mio punto di vista fa perdere fascino alla trama, e trasforma questi romanzi in un inno alla fortuna che sempre affianca i protagonisti, rendendoli immortali e invincibili. (forse sarebbero anche un po' diseducativi, se i ragazzi li leggessero, perché li spingerebbe a fare ciò che voglio a prescindere da qualsivoglia riflessione o logica, facendoli illude che tanto gli andrà sempre e comunque bene).

 

"«Provengono dall'Impero Elettrico, che ha prosperato in queste terre prima dell'avvento della Cultura del Metallo Blu, intorno all'anno 10.000 dell'Era Pre-Trazionista.»"

 

In questi romanzi si segue l'impulso del momento, il fascino di un sorriso, l'ideale senza fondamento ma dettato dal momento e dal cuore, dove gli adulti sono sempre delle comparse sullo sfondo e a volte i protagonisti sono meno che minorenni.

Peccato, perché l'ambientazione, un futuro molto remoto in cui il mondo è diviso tra città che si "spostano" (Città Trazioniste ) e città che sono ferme in un luogo (insediamenti stazionisti), è affascinante, anche se magari per alcuni versi lascano perplessi, ma questo è l'aspetto che trasforma il fantascientifico in fantastico, la possibilità che esista qualcosa di impossibile! Un futuro in cui anche la religione è cambiata così come i codici deontologici,

 

"D'altra parte Tom sapeva che non doveva preoccuparsi per loro: rientrava nell'ordine naturale delle cose che le metropoli mangiassero le città, così come queste ultime mangiavano paesi e villaggi, e questi, a loro volta, inghiottivano i più deboli insediamenti stazionisti. Era la legge del Darwinismo urbano, ed era così che il mondo funzionava da almeno un migliaio di anni, da quando il grande Ingegnere Nikolas Quirke aveva trasformato Londra nella prima Città Trazionista."

 

 

Una società nata sui resti di quella attuale distrutta in seguito a una grande guerra durata solo sessanta minuti, ma che in quel breve lasso di tempo ha distrutto tutto quello che aveva partorito, relegando ciò che restava a residuo archeologico per le future realtà, appunto quella che qui ci viene descritta.

 

"Attraversò l'atrio principale e le sale dei piani bassi, in cui erano esposte centinaia di oggetti miracolosamente sopravvissuti ai millenni trascorsi da quando gli Antichi si erano autodistrutti. Era accaduto nel corso del terribile turbinio di razzi atomici e bombe chimiche (portatrici dei virus più spietati) che era stata la Guerra dei Sessanta Minuti."

 

Per il resto, se vi piace il genere, i libri sono ben scritti e avvincenti, la storia che si dipana in un tempo medio lungo, e che vede avvicendarsi almeno due generazioni, e veloce,  affascinate, intrigante, i personaggi ben descritti, facili da raffigurarsi diventano subito simpatici o antipatici, ed è fin troppo facile schierarsi.

Quindi che dire, molto  consigliabile a tutti quelli che amano il genere Steam-punk, il meraviglioso, i giovani protagonisti che inseguono l'amore ad ogni costo, per i più maturi, beh, non saprei, tutto sommato sono libri per ragazzi !

 

"Se davvero vogliamo proteggere la Buona Terra, dobbiamo liberarla dagli esseri umani.»"

[...]

"ho capito che l'umanità è una piaga, un branco di scimmie intelligenti che la Buona Terra non può reggere. Tutte le civiltà umane cadono, Tom, e tutte per lo stesso motivo: gli uomini sono troppo avidi. È ora di eliminarli per sempre.»"

 

 

 

 
 
 

Durian Sukegawa - Le ricette della signora Toku

Post n°241 pubblicato il 21 Gennaio 2020 da ixtlann

 

"Sine sole nihil sum. Perché tutto è una maschera."

 

Romanzo di esordio tutto sommato,  promettente,  forse ancora acerbo, forse un po' confuso, forse con più pretese di quante se ne potessero evadere, e sicuramente questo è il suo difetto, il voler raccontare troppe cose.

 

"Così non vediamo mai le nostre vere condizioni finché non ci vengono illustrate dal loro rovescio, e non sappiamo apprezzare quello che abbiamo se non quando ci viene a mancare."

 

Racconta una storia personale, di crescita, di maturazione,  affiancandola  a una memorialistica, storica, riguardante la Cecoslovacchia e la Rivoluzione di Velluto della alla fine degli anni '80. La storia personale che muta a secondo della corrente politica dominate, e ci parla degli affetti e del bisogno di qualcuno.

A tutto questo lega la sua improbabile missione spaziale e una parte che sconfina nella fantascienza o nel fantastico che dir si voglia, un viaggio nello spazio e un incontro con una "entità" aliena.

 

"«Il silenzio ci fa impazzire» disse. «Ma abbiamo paura che ne sentiremo la mancanza. Bože, quassù l'ambiente è ostile, ma la vita è facile. Procedure sempre uguali, computer e cibo confezionato nella plastica. Sì, mi chiedo se riuscirò di nuovo a vivere in mezzo agli altri. Al pensiero di dover mettere la benzina nella macchina mi viene la nausea.»"

 

La colonna portante è comunque la sua storia d'amore, con Lenka, (forse la figura più bella del romanzo)  fondamentale, importantissima, vitale, ma che finisce con diventare formale anziché sostanziale, uccisa dall'abitudine, fina a tradire la passione per l'avventura, per il sogno di gloria e di vendetta, una meschinità che gli costerà tanto, che provocherà uno strappo non ricucibile,  perché le ferite, anche se si chiudono lasciano sempre una cicatrice!

 

"Ha aggiunto che il lavoro è fonte di un piacere profondo. Ma da che mondo viene? Il caffè è un piacere. La macedonia di melone alla vodka, il teatro. Svegliarsi con una ciocca di capelli del tuo amante in bocca. Questi sono piaceri."

 

La prosa è scorrevole, quindi il racconto vola via senza affaticare, ma anche senza avvincere particolarmente, forse alla fine la parte più interessante e proprio la sua storia d'amore, mentre la meno riuscita, forse perché sembra solo un innesto su tutto il, resto e quella "fantastica" il suo improbabile viaggio/visione su mondi alieni, forse avrebbe dovuto scrivere due cose separate, alla fine il troppo ... stroppia!!

 

"Sappiamo che il mondo funziona per capriccio, per un insieme di coincidenze. Esistono due sistemi principali per affrontarlo. Il primo consiste nel temere il caos, nel contrastarlo (per poi prendersela con se stessi quando la battaglia è perduta), nel costruirsi una vita ben strutturata fatta di avoro/matrimonio/palestra/riunioni/figli/depressione/amanti/divorzio/alcolismo/riabilitazione/infarto, una vita in cui ogni decisione è una reazione alla paura di una sorte peggiore (si fanno figli per evitare di essere dimenticati, si scopa qualcuno alla rimpatriata nel caso l'opportunità non si ripresenti più e si ricade nel Santo Graal dei paradossi: ci si sposa per combattere la solitudine, dopo di che si piomba nel costante desiderio di stare da soli tipico di tutti i coniugi). Con questo genere di vita non si può vincere, ma per lo meno si prova la consolazione della lotta: il cuore umano è appagato quando i conflitti lo distraggono. Il secondo sistema è l'accettazione indiscriminata dell'assurdità di quanto ci circonda."

 

 

 
 
 

Virginia Woolf – Orlando

Post n°240 pubblicato il 17 Gennaio 2020 da ixtlann

 

"Da bambino, a volte un paggio lo trovava, a mezzanotte, ancora intento a leggere. Gli toglievano il candeliere, e lui sopperiva allevando delle lucciole. Gli toglievano le lucciole, e per poco non metteva a fuoco la casa con un acciarino. Per dirla in breve, lasciando al romanziere la cura di spianare le pieghe infinite di questa seta, Orlando era un nobile malato d'amore per la letteratura."

 

Ci sono dei libri che non si esauriscono con la storia che raccontano, e forse, per essere davvero capiti/apprezzati hanno bisogni di essere ... "spiegati", "illustrati", "commentati", possibilmente dall'autore, quindi, là dove c'è, bisogna leggere, oltre alla trama, una eventuale prefazione, postfazione introduzione o qualsiasi altra cosa, che ci illumini!

Questo, sicuramente, è il caso di Orlando!

Io non l'ho fatto e non so se lo farò. Ciò implica che mi perda qualcosa, che esula la trama, ma che attiene comunque al contenuto di questo romanzo, a ciò che l'autrice ci voleva dire con questa sua narrazione.

 

"Che il silenzio sia più profondo dopo un rumore, richiede ancora conferma scientifica. Ma che la solitudine risalti maggiormente dopo il corteggiamento, molte donne sarebbero disposte a giurarlo."

 

La voce narrante, fuori campo, è quella di un biografo che ci descrive, scrivendola, la vita di Orlando, fanciullo di nobili origini, venuto alla luce verso la fine del XVI secolo. E di cui sappiamo che è un solitario, riflessivo lettore, che sin da piccolo comincia a manifestare interessi per la scrittura.

Orlando cresce, il suo fascino gli procura successi e carriera, facendolo entrare nelle grazie della regina Elisabetta, la qualcosa aggiunge titoli ai titoli già posseduti, onori e ricchezze. Ma lui continua a nutrire questa passione per la letteratura.

 

"Un bel gentiluomo come lui, dicevano, non ha bisogno di libri. I libri li lasci ai paralitici o ai moribondi, dicevano." [...] "Ma il peggio doveva ancora venire. Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell'organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell'altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna. Lo sventurato comincia a scrivere."

 

La storia procede e il biografo ci illumina sulle avventure di Orlando e sulle sue passioni, sul piacere che ricava dalla natura e dalla scrittura, nonché delle donne che lo bramiscono.

Ma lui si invaghisce solo una volta, di una cortigiana russa, Sasha, figlia dell'ambasciatore, che però lo tradisce e lo abbandona!

Deluso Orlando torna alla casa natia, e dorme per una settimana, alla fine della quale per smaltire il dolore decide di accettare il ruolo di ambasciatore a Costantinopoli.

Qui dopo anni  di missione, Orlando dopo una festa e in seguito a una rivolta, dorme nuovamente per un settima, ma quando si risveglia ... è una donna!!

Fugge da Costantinopoli e si unisce a un gruppo di nomadi, che la accoglie, ma lei non riesce a integrarsi e decide di ritornare a Londra.

 

"Forse c'è una parentela tra le qualità; una ne attira un'altra; e qui il biografo dovrebbe richiamare l'attenzione sul fatto che la sbadataggine si accompagna spesso all'amore per la solitudine."

 

Sembrerebbe tutto lineare senonché lo scorre del tempo non quello che immaginiamo e che dovrebbe essere, anziché gli anni passano i secoli, e cosi, più procediamo verso la fine del romanzo più lo scorrere del tempo accelera, come se niente fosse, e passano i secoli, e una costante del racconto è l'analisi della letteratura del momento nel quale ci troviamo, così leggiamo una storia della letteratura inglese che va dal XVI al XX secolo!

E più si procede più il turbinio intorno a noi accelera in un caleidoscopio di fatti e riflessioni, fino a farci sentire sbandati, privi di un centro, disorientati.

 Che dire, se da una parte ci sfugge qualcosa  e forse più di qualcosa dall'altra si resta affascinati dalla storia e dalla qualità eccelsa della prosa, davvero affascinante.

 

"l'intelletto, pur essendo divino e adorabile, ha l'abitudine di dimorare nelle più logore carcasse, e spesso, ahimè! divora le altre facoltà; cosicché spesso, là dove lo Spirito è più grande, al Cuore, ai Sensi, alla Magnanimità, alla Carità, alla Tolleranza, alla Gentilezza rimane appena posto per respirare."

 

Mi ero avvicinato a questo libro perché avevo letto che la Wolfe lo riteneva un  «libriccino» orchestrato «in uno stile burla», divertente!

Può anche essere ma a me non è sembrato, anzi continuo a ritenerlo piuttosto impegnativo. O forse avrei dovuto leggere una sua spiegazione, ma non l'ho fatto prima di leggerlo e ho rinunciato a farlo dopo!

 

"Le illusioni sono per l'anima ciò che l'atmosfera è per la terra."

 

Lo consiglio? Ma mi sembra difficile, se siete legati alla logica e al pensiero analitico, se la trama non vo interessa più di tanto, allora fateci un pensierino.

 

«La Fama», disse «è simile a...» (e non essendoci più un Nick Greene a fermarlo, si tuffò in una vera orgia di immagini, fra le quali sceglieremo due o tre delle più tranquille): «...a una camicia di forza che immobilizza le membra; a una cotta d'argento che opprime il cuore; a uno scudo dipinto che nasconde uno spaventapasseri»,

 

"Anzi, è piuttosto l'animo umano a elaborare con analoga stranezza il corpo del tempo. Un'ora, entrata che sia nel bizzarro elemento dell'animo umano, può allungarsi di cinquanta o cento volte la sua durata d'orologio; al contrario, un'ora si può rappresentare esattamente, sull'orologio mentale, con un secondo. Questa straordinaria discrepanza fra il tempo dell'orologio e il tempo interiore è meno nota di quanto dovrebbe, e richiederebbe una più ampia indagine."

 

 

 
 
 

Albert Cohen - Bella del signore

Post n°239 pubblicato il 15 Gennaio 2020 da ixtlann

 

 

"Ariane e Solal, lei nobile di nascita, lui altissimo dirigente, entrambi alteri, irrequieti e bellissimi, si incontrano, si amano e fuggono verso la ricerca di una passione assoluta ed esteticamente perfetta."

 "lei staccava talora la mano per aggiustarsi le chiome e non ci riusciva, oh pazienza, e poi forse le luccicava il naso, oh pazienza, lei era la sua bella, lo aveva detto lui. La bella del signore, ripeteva tra sé, sorridendo agli angeli."

 

Che strano libro!

Mi era stato consigliato come libro divertente, così, all'inizio, il suo strano linguaggio ampolloso  mi era parso come un modo per suscitare l'ilarità, unito a una narrazione che mi sembrava quanto meno bizzarra!

Così mi sono fermato un attimo per vedere di cosa sii trattasse. Ho scoperto che "Le Monde" lo classificava come uno dei 100 romanzi più significativi del secolo!

Ho quindi ricominciato la lettura cancellando l'immagine di libro comico e quella di romanzo rosa suggerito dal titolo e dalla copertina.

Il libro  comunque piuttosto voluminoso, 800 pagine, ha bisogno di una mente scevra da pregiudizi e pronta ad affrontare una lettura molto "aperta".

Già, perché è proprio difficile definire o classificare questo grande romanzo, che affronta tante tematiche, anche se sembra parlare dell'amore, dell'amore folle (amour fou) e delle follie d'amore.

 

"Lei gli diceva e gli ridiceva che lo amava, e gli domandava, già conoscendo la miracolosa risposta, se lui l'amasse. Lui le diceva e le ridiceva che l'amava, e le domandava, già conoscendo la miracolosa risposta, se lei lo amasse. Così è l'amore ai suoi inizi. Monotono per gli altri, per loro così interessante."

 

Ma è anche ben altro tanto di più.

 

«Bon, perso abbastanza tempo. Al lavoro, adesso. Ma prima un giretto, giusto un paio di minuti per sgranchirsi le gambe e ventilare un poco le meningi prima di mettersi sotto .»

 

 E molte delle tematiche affrontate per quanto serie e attuali sembrano prese come un scherzo, è quindi facile che ci si ritrovi a sorridere, in special modo in quei capitoli in cui per esempio descrive la giornata lavorativa dell'impiegato, (nella fatti specie quelli della Società delle Nazioni, l'organizzazione poi soppiantata dall'O.N.U., ma che si potrebbe calare in qualsiasi amministrazione pubblica)  o i cocktail in cui si cerca l'arrampicata sociale, incredibilmente attuali!

In entrambi questi casi il protagonista è Adrien Deume, forse una delle figure  più ridicole, e incredibili del romanzo, ma che sono anche quelle che nella vita reale incontriamo più spesso, magari senza accorgercene!

 

"Dolente di gioia, trattenendo le grida che volevano erompere, egli si amava alla follia. «O Adrien, tesoro mio, ti adoro» mormorava."

 

Il libro forse proprio per la sua dimensione alterna momento estremamente appassionanti o interessanti a tratti piuttosto noiosi, dove la lettura procede a stento, alternando stile e modi di scrivere, fino a giungere a capitoli in cui i pensieri viaggiano sciolti, irrequieti, disordinati accavallati. Credevo fosse una prerogativa di Saramago scrivere senza punteggiatura lasciando fluire le parole, e farle scorrere come un torrente impetuoso, ma qui si trova la stessa modalità. Anzi forse ancora più libera, i pensieri vanno avanti e dietro senza un ordine sovrapponendosi, arrivando alla luce e scomparendo subito dopo per riapparire a tratti  e confondersi in un susseguirsi proprio dei pensieri, ma che sembra difficile da mettere in parole!

 

"Giulietta avrebbe forse amato Romeo se Romeo quattro incisivi di meno, un gran buco nero nel mezzo? No! Eppure avrebbe avuto esattamente lo stesso animo, le stesse qualità morali! Allora perché mi ripetono il ritornello che l'importante e le qualità morali?"

 

Certo alla fin fine è soprattutto un romanzo d'amore, e con il procedere questo aspetto diventa sempre più preminente, magari anche inquietante sorprendente, perché non ci immagineremmo che la storia prendesse certi risvolti, anche se non sarebbe stato difficile immaginarlo,  forse già nell'ampollosità e nella teatralità iniziale c'è tutto che quello che dovremmo immaginare!

Interessante la carrellata di personaggi in cui ci imbattiamo, spesso sopra le righe, volutamente eccessivi al limite del credibile, ma al contempo adeguati alla narrazione e alla storia.

La prosa sembra spesso eccessiva, ma ben si confà alla storia, che se da una parte e fin troppo profonda, per contro appare troppo "finta" "teatrale", creando uno strano miscuglio di passione e finzione, che si intrecciano in modo serrato creando uno strano fascino che non avremmo immaginato, ma che, al contempo, stanca, irrita, ci sfugge. Interessanti i salti di registro, le incursioni linguistiche che a volte ci sorprendendo arricchendo lo stile e la narrazione.

 

"Era il talento di quell'imbecille, saper dire nulla in parecchie pagine."

 

Il romanzo è troppo per essere descritto in una semplice recensione, sicuramente va letto, anche se non ha tutti lo consiglierei.

Forse per la sua lunghezza a tratti eccessiva, avrebbe potuto essere ridotta,  alcuni capitoli sembrano non dare niente, superflui, stancanti, e non è facile a quel punto andare avanti, così come il linguaggio scelto non sempre facilmente digeribile, e infine la storia, tutti sogniamo l'amore ma a volte questo amore si rivela un gran fardello e anziché essere affascinante diventa doloroso.

Ma chi deciderà di affrontarne la lettura sicuramente ne sarà ripagato.

 

"«Il sociale, sì. Lo so, lei è troppo nobile per essere snob, lei crede di non annettere alcuna importanza alla mia sottobuffoneria generale. Ma il suo inconscio è follemente snob, come tutti gli inconsci, tutti adoratori della forza. In silenzio, lei protesta, mi trova d'animo basso. E' talmente persuasa che quel che conta per lei è la cultura, la distinzione, la delicatezza di sentimenti, l'onestà, la lealtà, la generosità, l'amore della natura eccetera eccetera. Ma non lo vedi, idiota, che tutte quelle nobiltà sono segni d'appartenenza alla classe dei potenti, e solo questa è la ragione profonda, a te ignota, per cui attribuisci loro un tal prezzo. E' quell'appartenenza che fa tutto il fascino del tipo agli occhi dell'ochetta. Si capisce, lei non mi crede, non mi crederà mai."

 

"«Babbuineria dappertutto. Babbuineria e adorazione animale della forza, il rispetto per la razza militare, detentrice del potere d'uccidere. Babbuineria, il fremito di rispetto quando sfilano i carri armati. Babbuineria, le grida d'entusiasmo per il pugile che sta vincendo, babbuineria gli incitamenti del pubblico. "Dagli, stendilo!" E quando ha messo knock-out il rivale, sono fieri di toccarlo, di dargli pacche sulla schiena. "Questo è sport!" gridano. Babbuineria, l'entusiasmo per i corridori ciclisti. Babbuineria, la conversione del malvagio pestato da Jack London che per il solo fatto d'essere stato pestato, dimentica il suo odio e adora il vincitore."

[...]

"«Babbuineria, la smania femminile di seguire la moda che è pura imitazione della classe superiore e desiderio di farne parte."

 

 

 

 
 
 
 
 

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SENECA

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

 

 

 

BERTRAND RUSSEL

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti

 

OSCAR WILDE

Regala la tua assenza a chi non dà valore alla tua presenza

 

SE TU AVESSI DORMITO?,

Se tu avessi dormito?,

E se, nel sonno, tu avessi sognato?

E se, nel sogno,

tu fossi entrato nel paradiso

e lì avessi colto uno strano, bellissimo fiore?

E se, al risveglio,

ti ritrovassi quel fiore in mano?


Samuel Taylor Coleridge

 

 

IL MOMENTO

Se ne va, se ne va, se ne va!

Se n'è andato!

E col momento,

se n'è andata l'eternità!

            Juan Ramòn Jiménez

 

 

N.NUR-AD-DIN

 

Nasciamo senza portare nulla,

moriamo senza poter portare nulla,

ed in mezzo,

nell'eterno che si ricongiunge

nel breve battito delle ciglia,

litighiamo per possedere qualcosa.

                              

 

 

IL RAGGIO VERDE

In particolari circostanze,

quando il sole scompare dietro l'orizzonte,

nel preciso momento in cui l'ultima luce diretta ci colpisce,

può da esso generarsi un raggio verde

che passando attraverso i nostri occhi,

ha la capacità di illuminare la nostra essenza,

permettendoci di dare uno sguardo

dentro di noi e

vedere chi siamo!

 

 

STRANO VAGARE NELLA NEBBIA

È strano vagare nella nebbia!
Solo è ogni cespuglio e pietra,
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso, che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità, nessuno è saggio
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente
Da tutti lo separa.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è essere soli.
Nessuno uomo conosce l'altro,
Ognuno è solo.

 

H. Hesse

 

 

AMBROSE BIERCE

Riso:  Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati.

È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

 

 

 

OVIDIO

La Fama, che gode con le sue calunnie

a confondere vero e falso, e che dal nulla si dilata

per forza di menzogna