Creato da DiNotteVolo il 02/01/2008

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IL VESTITO ROSSO.

Post n°11 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da DiNotteVolo
 



Era una giornata di inizio primavera;dalla finestra sorseggiando il mio caffe',
mi inebriavo con i primi odori primaverili;sentivo che era una giornata speciale
cosi' decisi di uscire e andare a fare shopping in citta'.
Camminavo per le strade a passo veloce,fermandomi solo davanti alle vetrine
che potevano interessarmi.
I colori e quel tiepido sole mi mettevano buonuomore,cosi' camminavo
sorridendo atutti;anche a quel ragazzo che seduto al tavolo di un bar,
vedendomi passare mi aveva lanciato un fischio...
Le pieghe fiorite della mia gonna,gia' in tinta con la primavera,accompagnavano
ogni mio passo; potevo vederle riflesse nelle vetrine dei negozi.
In realta' non avevo ancora acquistato nulla,poiche'di solito erano le mie
fidate amiche ad accompagnarmi;cosi' decisi di cercare un bar
dove potermi sedere e sfogliare la rivista che,almeno quella,avevo comprato.
Mi giravo intorno con lo sguardo per cercare il posto giusto;
in realta' non amavo i bar troppo affollati,perche'sentire tante voci insieme,
in quella splendida giornata di relax,mi avrebbe disturbata.
Finalmente vidi un bar con poca gente e soprattutto un posticino
esposto al sole.Era quello giusto.
Seduta al mio tavolo,sorseggiavo il mio secondo caffe'
e sfogliavo la mia rivista; qualche volta alzavo lo sguardo,volgevo il viso al sole
e chiudevo gli occhi per assaporarne il calore...
Fu in uno di questi momenti che mi accorsi di due occhi che mi spiavano
dietro un giornale.Proprio cosi': c'era un uomo seduto poco distante
che leggeva il giornale,e con occhiali scuri guardava,anzi spiava verso di me.
La cosa da subito mi fece sorridere,ma tornai subito alla mia rivista.
Dopo pochi minuti,il cameriere mi porto' un biglietto,indicando quell'uomo;
sciolto l'immediato imbarazzo ,con grazia,
perche' sapevo di essere osservata, lessi il biglietto:
"Fammi essere tuo come quel sole che ti accarezza,fa di me quel che vuoi"
Pensai subito che questo era matto,volevo scoppiare in una risata,
ma alzando lo sguardo mi accorsi che aveva tolto i suoi occhiali e
che aveva uno sguardo che non so definire,
ma restai per pochi attimi a guardarlo.
Nemmeno il tempo di accorgermi che stavo facendo una pessima figura,
e lui stava venendo verso di me.Non so perche' quel panico,
quell'imbarazzo,ma stavo perdendo il controllo di me stessa.
Come spesso usavo fare in quelle circostanze,feci un profondo respiro
 e stampai sulla mia faccia
un sorriso che doveva essere di sicuro
 da "deficente". Giunto davanti a me con un sorriso sicuro

mi  invito' a  seguirlo;rimasi incredula e curiosa.
beh,avevo due scelte o mi facevo trasportare da quella sensazione
di intrigo
che mi ispirava,o continuavo ad assecondare l'imbarazzo,
l'esitazione e magari potevo chiedergli di non importunarmi e
la cosa finiva li.Ma non volevo e per una volta volevo essere incosciente,
mi alzai..e mi incamminai al suo fianco verso...non lo sapevo.
Il suo modo di fare e di parlare era gentile,educato e
sembrava un uomo colto.Era alto e ben vestito,un bell'uomo.
Arrivammo davanti ad un negozio di abbigliamento femminile,
mi fece strada ed entrammo.
Inizio' a mostrarmi dei vestiti e quasi mi venne da ridere,
perche' di sicuro mi sarei aspettata di tutto da tanto mistero,
ma quella situazione li' era buffa.
Mi rilassai e cominciammo a discutere di stoffe,abiti,colori..
Non mi ero accorta prima pero' che nel negozio
non c'era nessuno, e che aveva chiuso la porta,cosi' capii che era suo.
Prese un vestito rosso,davvero molto bello e mi prego' di indossarlo.
La cosa mi divertiva e quindi andai nel camerino.
Indossai quel vestito che mi lasciava la schiena completamente nuda,
era davvero bello, pensavo guardandomi allo specchio ;
 con imbarazzo uscii dal camerino.
Lui era fermo e mi guardava con occhi compiaciuti che ora solcavano
ogni angolo del mio corpo.
Disse solo che sembrava me lo avessero diesegnato addosso
e venne verso di me. Appoggio' con fare tranquillo la sua mano
sul mio fianco e mi fece notare che sotto quel vestito aderente
lo slip andava tolto,facendomi decisamente arrossire.
Ora mi sentivo piccolissima mentre si "gustava" il mio imbarazzo;
mi sfioro' la guancia con la mano e alzando il vestito delicatamente
mi sfilo' lo slip accompagnandolo fino alla punta delle dita.
Le sue mani erano cosi' delicate,ma cio' che riusciva a turbarmi
era il suo sguardo nel mio ,che sembrava accompagnasse le mani;
iniziavo a sentire brividi e sensazioni inspiegabili,
ma rimanevo ferma davanti a lui quasi ad aspettare il suo prossimo
gesto e pensavo al suo biglietto e a cio' che aveva scritto,e che a farmi sua
in quel momento era lui.Mi prese dai fianchi e mi giro',
mi sentivo un manichino tra le sue mani;ora era dietro di me e
sentivo i suoi occhi percorrermi la schiena;l'attesa si faceva insopportabile
cosi'con la mano lo afferrai dai fianchi e lo spinsi sulle mie natiche.
Contemporaneamente la sua mano afferava il mio seno e
il suo respiro sul mio collo mi dava un brivido che mi percorreva tutto il corpo.
Mi volli girare perche' volevo tuffarmi nel mare dei suoi occhi. Erano stupendi.
La mia pelle tremava ad ogni passaggio delle sue mani attraverso
quel leggero vestito di seta.
Mi prese tra le braccia e mi adagio' sul bancone del negozio,
con lo sguardo mi accorsi che dalla vetrina da fuori qualcuno poteva vedere,
ma non volevo fermare quel momoento,mentre lui ora sollevava il vestito e
solcava ogni lembo della mia pelle con la calda lingua.
La sua voce ora era caldissima e ogni sua parola sussurrata
era calore nel calore;
faceva suo ogni pezzo di me con fare sapiente e cosi' via finche' mi fece
completamente sua. Ansimavo piu' forte ad ogni suo colpo e
ancora piu' forte ad ogni sua parola,ad ogni stretta della sua mano.
...mi faceva impazzire ondeggiare al suo ritmo sensuale...
mi sussurrava all'orecchio di chiudere gli occhi e di lasciarmi andare....
e mi faceva impazzire quella voce,sempre di piu'...
.. urlai quando tutto il mio corpo si arrese ad un orgasmo intensissimo.
Mi sussurro' di restare con gli occhi chiusi e assaporare quel momento
in cui i miei muscoli e il mio respiro via via si rilassavano ....
Ancora ansimante aprii gli occhi e mi girai verso lo specchio e
mi guardai con indosso ancora il vestito rosso,
adagiata sul bancone con le gambe ancora semi-divaricate..
..ero sola,mi girai per cercarlo,ma non c'era.
Ma accanto a me c'era un biglietto con su scritto :
"hai saputo dar vita a questo splendido vestito,e' tuo.I tuoi vestiti
sono nella busta vicino all'uscita.Addio."
Rimasi sorpresa,e non riuscivo a capire dove poteva essersi nascosto
e come aveva fatto a trovare il tempo di mettermi i vestiti in una busta...
in silenzio e ,accompagnata dalle mie domande, andai verso l'uscita,
presi la busta e uscii. Girai lo sguardo dopo pochi passi e lo vidi
attraverso
il vetro della sua vetrina che guardava verso di me....
respirai il suo profumo che sentivo addosso....
Mi girai e me ne andai con indosso il mio vestito rosso.





 
 
 
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