Creato da EasyTouch il 05/09/2008

LA FATA IGNORANTE

Per chi ignora, le colline sono sempre in fiore.

 

 

II. Felicita la stupida

Post n°1129 pubblicato il 06 Maggio 2024 da EasyTouch

Cosa dire di Felicita la stupida, un caso semplice.

Le ultime visite cui si era diligentemente sottoposta con il suo usuale animo pacato, avevano rivelato danni al tessuto ippocampale e diversi problemi nel funzionamento dei neuroni specchio. Non erano a lei infrequenti episodi di deficit di memoria e disorientamento e sempre più spesso accadeva che mostrasse segni di amnesia anterograda, cioè incapacità di formare o mantenere nuovi ricordi. Continuamente sottoposta ad overflow di informazioni senza poterle passare a setaccio, non riusciva a mettere a fuoco i suoi pensieri e nemmeno le sue voglie, incapace di distinguere desideri da necessità. Il motore le batteva nella pancia che rifletteva immagini generate dalla testa ma senza alcun collegamento, sintesi e ritenzione-o ritegno? Ogni discorso ascoltato, ogni dialogo faticosamente sostenuto erano come un fiume veloce, un rapido passaggio di corrente dal gruppo elettrogeno che correvano ogni volta sempre più in là oltre il limite invalicabile anche a se stessa. Nessun filtro di protezione, nessun filo spinato a segnare i confini. Ambiente o struttura? Ambiente che vince e assedia la struttura. Ordine? Non poteva imporre nessun ordine. Ogni informazione la entusiasmava, tutte la facevano rattristare, ognuna di loro la faceva morire ogni volta. Ma ogni giorno lei ci rinasceva sopra. Ogni prossima parola, ogni azione da compiere era per lei a poco prezzo, prive di peso, consistenza e conseguenze.

Gli ultimi accadimenti e queste anamnesi non furono affatto una sciagura, ma l'occasione per dare l'ultimo giro al chiavistello del portone che la separava  dal mondo. Felicita riusciva ad essere quello che era sempre perchè non sapeva esistere in maniera diversa dal sopravvivere.

 

 

 
 
 

I. Sapphire, ormai

Post n°1127 pubblicato il 02 Maggio 2024 da EasyTouch

Ormai divenuta pietra preziosa scintillante e luccicante, contro ogni sua precisa volontà e previsione, si apprestava ai suoi soliti compiti obbligati. L'animo affascinante ormai la superava travolgendola: quel giorno la grazia e femminilità innate impallidivano di fronte alla forza e determinazione infuse da un vento proveniente da un altro emisfero, forse da un punto del mondo in cui lei non sospettava di vivere una vita in prima linea. Ormai non le importava più niente. Se mai le fosse mai importato davvero e questa era la domanda che le arrovellava i circuiti cerebrali soprattutto dopo essersi masturbata. Accadeva di rado, come di rado accadeva che si sentisse compresa e presa dentro la sua relazione. Anni a pensare e a credere di essere uscita difettosa dalla fabbrica. Certo, poteva essere, ma quel pensiero che anni addietro la portava a rimedi e pozioni magiche da ingurgitare per guarire, adesso si affacciava come una possibilità, una strada aperta, uno spiraglio che solo lei vedeva, dove tutti vedevano mancanze o, peggio, dove tutti non vedevano proprio un bel niente. 

"E se fosse che quei tutti siano privi di occhi? Non ciechi, proprio deoculati?"   

Questo era il nuovo punto di partenza. Le strade neuronali che si era costruita pazientemente tra lamette e tagli sulla pelle avevano generato un baccello. Il seme rimasto nascosto nella terra umida e buia aveva partorito se stesso in una piccola protuberanza che tendeva alla luce. Ma tutto era ancora celato nel rassicurante umido del terriccio dei compiti quotidiani, nel ruolo di affidabile e presente compagna. Non era un problema, quell'abito ormai sdrucito lo aveva indossato appena nata, sulla pelle fresca e le fibre dure l'avevano ormai levigata fino alle ossa. Era allenata a non sentire dolore e anche a negarlo. La svolta delle nuove strade neuronali però, ormai, era di poter scegliere se sentire e soprattutto per chi sentire. Si voltava a guardare la stanza in disordine mentre contava il tempo che le rimaneva prima di adempiere ad un obbligo scelto, uno dei tre di cui aveva deciso lei, senza alcun sentimento se non quello che dichiarava con ipocrisia. Si voltava e si compiaceva di quanto poco ormai riuscisse a sentire dentro, e di quanto fosse fiera di quel poco rimasto solo per lei, dopo anni di vagabondaggio nelle proprie viscere e pieghe del pensiero. Di quanto niente le importasse più di quel tanto, il tempo di dover adempiere al compito e poi null'altro, non ormai, ma finalmente.

 

 
 
 

Vestiti di grigio chiaro luce

Post n°1126 pubblicato il 09 Novembre 2023 da EasyTouch

PROLOGO  non introduzione, non preambolo, non prefazione                                                                                                                                                               

Il nostro legame fu quello che fu. La follia, nostro legame, irragionevole, non ci poteva niente, non ero più niente ma ero tutto.

Nessuna ripida discesa nella ragione, continui saliscendi per circuiti velocissimi, montagne russe.

Forti e sicuri o pazzi e disperati

gioia o dolore insieme

ti gridavo, sono dispersa tu mi deridevi

Tutto quello che fu, fu quello che fu. Altrove.

 
 
 

Johnny

Post n°1125 pubblicato il 09 Novembre 2023 da EasyTouch

Ciao Easy, ciao Alexa, ciao Felicita, ciao Allie

Vi riprendo una ad una. 

E insieme a voi tra poco ci metterò anche Johnny.

https://www.youtube.com/watch?v=4Q6HBLv05wY

 

 
 
 

TRACCE DI UN TESTO DI CUI VOGLIO LA MATERNITA' ASSOLUTA

Post n°1124 pubblicato il 23 Ottobre 2023 da EasyTouch

all I deeply desire is...

Just  flying on a flower

be and enjoy being my only owner

time doesn't anna catch

any sense, that goal is impossible to reach

 

But youtions

as we are alive and as long as we dare

time teaches us who we were and who we are

 

That's insane

T

 

 
 
 

Ritenzione e ritenere

Post n°1123 pubblicato il 21 Ottobre 2023 da EasyTouch

-Ritegno di aver fatto del mio meglio. 

-Invece guarda io le farei questo e anche quello e le risponderei fottiti e se potessi le strapperei dalla testa quei quattro capelli che ero costretta ad acconciarle

-Ritieni di essere nel giusto rispondendo così? Io ritengo che sembri un'isterica, rientrava nel suo potere parlare in quella maniera e farti sentire una shampista per di più sogghignando all'affacciarsi del pensiero che quella professione te l'eri scelta propio tu, abdicando a te stessa e all'intelligenza, ora degnamente e con immensa maestria rappresentata da lei

-Uhhh chiudi quella boccaccia, non sai nemmeno cosa io abbia sopportato per poter fare quel lavoro, non te lo permetto, trattengo ogni tua licenza di insinuare

- Ahahah ridicola, sei solo ridicola  ritengo che l'unica cosa che hai dimostrato è di essere una piccola e stupida persona che invece di ritenere ragionevolmente, trattiene. Ritengo tu sia visibilmente piena di rabbie di ogni tipo.

(...)

 
 
 

Allenamento quotidiano: distilliamo

Post n°1122 pubblicato il 20 Ottobre 2023 da EasyTouch

Mi sono ritrovata a girovagare per i blog e i profili, come si girovaga tra le tombe e si sussulta quando l'iscrizione riporta date pazzesche, tipo qualcuno nato e morto nello stesso giorno. E chi non si ritrova ogni tanto a farsi un giro al cimitero? Eppure il Monumentale ha il suo perchè, ti narra concretamente le divisioni in classi che hanno creato la società in cui viviamo adesso. La distribuzione dei posti è come per i concerti allo stadio: parterre i poveracci e chi arriva prima meglio alloggia, tribuna 1 i piccoli borghesi, la 2 la media borghesia, al riparo sotto il porticato, i nobili nelle nicchie rialzate o in stanze sigillate accanto alla navata della chiesa. Invece che farmi un giro in centro a guardare le vetrine, mi faccio i giri al cimitero a guardare ritratti di persone vissute anche un secolo fa, cercando indizi per capire che sofferenze abbiano attraversato quelle persone che ormai sono solo un mucchietto di denti e ossa.  

Mi sono ritrovata ad affascinarmi vagando per le tombe che ci sono qui, i blog che frequentavo e leggevo con costanza: alcuni di loro si fermano al 2012. Ma i loro padroni si ricordano che hanno delle creature e degli embrioni abbandonati nell'etere?

Mi sono ritrovata a rileggere i miei commenti datati e mi sono compiaciuta della mia arguzia. Però, di più, mi sono sentita mancare cioè è come se avessi perso in questi anni l'abitudine all'abbandono perdendomi dentro un mare di appartenenze e attaccamenti. Non ce la faccio ad essere così virtuosa, non riesco ad abituarmi all'abbandono anche se ogni volta che mi si ripropone, io mi sento a casa.

Ci sarebbero miliardi di cose che vorrei dire ad alcune persone ma ormai sono abituata al fatto che tendo a drammatizzare e a ululare al passato, quindi mi incarto l'emozione di aver riletto alcune cose e la conservo per me, per quando penserò di essere stata sfortunata e sola. Ricordo di aver scritto un tempo qualcosa delle croste di formaggio da non dover mai accettare, ma queste sono proprio da conservare. Ripercorrendo alcuni tratti di strada qui,  mi sono anche messa alla prova:  lasciare andare rabbia, pensieri di concorrenza e stupidi paragoni e arrivare a distillare la creme de la creme delle croste di formaggio. E' per puro egoismo, non voglio più sentirmi banale quindi ho bisogno di disotterrare idee, anche non mie. Se a qualcuno non aggrada ricordo che non c'è copyright per gli spunti. 

Ora devo andare a fare delle cose con le mani, la testa l'ho mossa abbastanza.

 

 
 
 

Riza, che sembra il nome di un biscotto

Post n°1121 pubblicato il 19 Ottobre 2023 da EasyTouch

Ma se nella vita non dobbiamo migliorare allora che vita è?

Voler migliorare è autoimporsi una strada che forse non va bene. E farò bene a scrivere questi pensieri? Perchè pensare troppo è incollare etichette che non si staccheranno mai più mentre tu vuoi liberarti. Incontro un sacco di persone durante il giorno, le incontro senza incontrarle, che è il massimo della vita per me, grazie a questa cosa che l'uomo sapiens ha concepito, l'internet. Ascolto migliaia di video, vocal coach, maestri buddisti, psicoterapeuti e motivatori, mentre pulisco la stanza che adoro pulire perchè mi piace sentire l'odore di pulito mentre vado in bagno, il bagno, la mia stanza, l'acqua che scorre, che toglie, che lava, che cammina mentre io non mi muovo.

Però, ecco, Raffaele, uno dei miei ultimi incontri, in questi giorni mi dice: non pensare- incollare ma filma, filma la scena e guardala nel suo insieme, guarda te che sei attore in uno scenario con tante cose, uno scenario complesso. E constata. Cosa fai, cosa pensi, stai male? Stai bene? ok. Stacce.

Di tanto in tanto userò le stesse parole di Raffaele che ho letteralmente sbobinato prima, perchè credo che ste cose siano la svolta, se le faccio davvero. Ah sai cosa? Ancora mi limito a sognare di muovermi fisicamente ma non lo faccio. Anche oggi sono rimasta chiusa in casa sbandando un pò di quà e un pò di là e cercando di riprenderemi perchè so che arriva sera e molto presto. Ahhaa che pagliaccia. Bene così. Però adesso mi sovviene un'immagine. Raffaele dice che le immagini le possiamo far uscire: io da bambina, inquieta come poche, con le gambe sul muro e tanta immaginazione di riuscire a camminarci sopra come Raffaella Carrà, testa all'ingiu' contro ogni regola fisica. Quanto mi divertivo a sfidarmi in cose impossibili e fisiche mannaggia, fisiche. Perchè da bambina io volevo ballare. Fare la ballerina, saltare e fare bene i passi. Quella bambina non l'ho più rivista. Se penso di ballare adesso non mi piace nemmeno più ma la musica, quella non riesco a toglierla. 

Non lo so, intanto riprendo lo sbobinamento.

Smettere di credere in certezze. Il disagio non è da cancellare subito con l'azione. Se si impara a constatare e non pensare, si entra nel regno dove c'è qualcosa dentro che agirà secondo la mia natura. Essere presente a ciò che accade. Stiamo male perchè guardiamo con gli occhi della somiglianza. Constatare è guardare, non paragonare, guardare e creare il vuoto. Se soffri constati che c'è il dolore e basta.

Insicurezza: le cose che tu vedi fragili, gli errori e le delusioni non hanno bisogno di esplorazione nè di elaborazione. Tutti dimentichiamo una cosa molto importante: la nostra vita sarebbe niente se non fosse che noi possediamo un centro, un seme, che è nella nostra terra e aspetta di crescere. Non potrai mai per nessun motivo uscire dall'insicurezza ragionandoci su.

Nei disagi ci si nasconde e nel nascondimento ci avviciniamo al nostro nucleo. Quelli che noi chiamiamo problemi non esistono ma esiste arrivare ad essere la pianta che sei. Il daimon percorre la tua strada verso il tuo destino, se lo sguardo si posa sugli altri su quello che gli altri vogliono da te, i modelli dell'opinione corrente, se pensi che sei così perchè hai subito qualcosa da bambino e sei segnato, non ce la farai mai. La percezione dei disagi che arrivano: signora provi a perdersi per davvero, in un labirinto senza uscita. Il labirinto come spazio mitico. Dentro c'è un filo di Arianna che ti guida fuori dalle opinioni comuni. Cosa fare? Spazzare via tutte le opinioni e pensieri che si hanno e dirsi io mi sto perdendo. Chiudere gli occhi e cammninare senza saper dove andare. Cammina cammina cammina, non trovo la strada, il mio centro non vuole le strade che percorro. Non vuole quello che voglio, il mio centro vuole che ti allontani da lui e constati senza colpevolizzarti. Non dirti smetterò di farlo e che non vai bene, semplicemente guarda ciò che accade e lo sguardo diventa vuoto di intenzione. 

Molte persone si svalutano perchè sono troppo fortì e non vogliono vedere la propria indipendenza preferendo aggrapparsi a rocce che stanno franando. Ma ciò che ci ha condotto fino qui sono certezze che non compaiono in superficie.

Programma

io non ho un progetto

io non mi conosco e non mi voglio conoscere

io mi affido a qualcosa di sconosciuto e non penso di migliorare e mandare via l'insicurezza

Quanto sono diventato più sconosciuto rispetto a ieri? Nella giornata è accaduto qualche volta che non avevo niente da dirmi.

Guardare. Rimanere presa e catturata dalla meraviglia di una cosa esterna. L'insicurezza è riconoscere che sei in viaggio, che il passato è passato e non torna più, le cose che vuoi non dipendono da te, riconoscere che sei viva adesso, che sei troppo banale e c'è una meraviglia che non sta scendendo in campo, l'essere banale ti fa male dentro, e riconoscere che vuoi essere come tutti gli altri e che non sai stare sola. 

senza il parere di nessuno goccia dopo goccia l'insicurezza svanisce

Sei fatto di inverni, estati, primavere, autunni, di colpi di vento e di sole. Di tutto.

La felicità dell'incertezza e dell'insicurezza. Quando viene l'incertezza viene per spazzare via quello che ti sei messa in testa che vuoi. L'identità che ti sei messa in testa.

Quelli che tu chiami errori sono le prove dell'anima per arrivare alla meta. Il nostro nucleo è fatto per produrre le azioni che ci appartengono e che sono nostre da migliaia di anni.

Le azioni nitide che c'erano da bambini, riprenderle.

Io ora sto giiocando sotto il portone seduta sul sasso dello scalino vicino alla bicicletta e aspetto che smetta di piovere per rimettermi in sella e fare un giro per andare in cascata a cantare. Più o meno. Ero solitaria anche da bambina. Amavo il vento sulla pelle, meno lo sforzo fisico, ma il brivido che provavo quando lanciavo la bicicletta mi faceva sentire protetta e in movimento. Potevo volare. Amo gli aeroplani e li guardo sempre. Mi danno la sensazione di sorpresa.

Horus, il falco, gli uccelli, l'aria la libertà insieme all'acqua e al senso di protezione. Ho sempre immaginato moltissimo, situazioni, spettacoli, luoghi aperti, giochi condivisione, sfide da riprendere da dove mi ero fermata il giorno prima per completare lo schema, la bellezza e disegnarla. Ecco che fa capolino anche Marco, la cosa più bella che abbia mai alimentato nella mia testa, la sua un'immagine che volevo concretizzare solamente  disegnando il suo volto perfetto ma non volendo affrontare una relazione con lui. Mi sarei massacrata, ma sono riuscita a crearmi un mondo protetto dove poterlo guardare e riguardare ogni volta che volevo, in tutta la sua maledetta terribile bellezza. Marco è stato un terremoto assurdo dentro di me. Il volto perfetto esteticamente ma talmente imperfetto in micro movimenti ed espressioni da rovinarmi e dannarmi l'anima per non riuscire a guardarlo quando lo avevo di fronte a me. Marco, una mia costruzione, un episodio da rivivere innumerevoli volte e da portarmi per sempre con me a dispetto di tutti e anche di Marco stesso. Marco che compare smepre nei momenti in cui attraverso molte difficoltà. Lui che era la perfezione imperfetta e terribile. 

Non so nulla di me. Non so chi sono oggi e se quella bambina abbia ricevuto delle risposte adeguate. Ora so che le domande non le poneva lei ma la sua natura che è la stessa che sono adesso. 

In viaggio come ignota verso l'ignoto.

La pagliaccia risponde 

A-I -U-T O. 

 
 
 

Circa la Home

Post n°1120 pubblicato il 18 Ottobre 2023 da EasyTouch

Tornare qui quando voglio è come tornare a casa dei genitori quando hai vent'anni. Solo che nessuno ti apre la porta, nessuno ti abbraccia, nessuno ha preparato il tuo piatto preferito e nessuno si disturba a chiederti se hai fatto un buon viaggio. 

E' tutto come una volta. La stessa schermata di nuovo post che ora sembra del pleistocene. Poi "Inserire un'immagine dal peso max di 100k"  è roba da medioevo! Vorrei vedere poi, un utente di  instagram o di tik tok, quanto tempo resisterebbe anche solo nella schermata delle impostazioni. Troppi scritti. Dove sono le dirette? I contenuti sarebbero degli scritti? 

Per me invece questo scenario è un sollievo: è tutto invariato, a parte qualche template, l'ordine di apparizione del profilo e poche altre cosucce trascurabili. Sono a casa mia. 

Però. Scrivo due righe e poi guardo facebook e le notifiche sul cellulare, vado avanti di altre due righe e mi accorgo che colleziono talmente tanti errori che forse è meglio se posto un disegnino del mio stato. Stato. 

Lo stato. Uno oggi posta il suo stato, un reel, un video, un tik tok. Nessuno che posti un pensiero. Istantanee, fotografie di piatti, cieli e mari tutti vuoti. Post it attaccati al frigorifero senza alcun ordine cronologico, senza didascalie, senza alcuna spiegazione. Solo qualche "ciao Raga" "bella zia" "noi" e tanti tanti cuoricini e faccine che sorridono.

Se nel lontano 2008, quando mi sono iscritta qui, mi avessero detto che stavo costruendo la mia identità scrivendo sul blog, mi sarei messa a ridere e mi sarei pure vergognata perchè la ritenevo un'attività puramente ludica. Scrivere qui, leggere i commenti, simulare identità, pensare a nick name giocare a stanare le mie personalità (sono a guardare la risposta ai miei stati su fb ancora....oh quanto sono figa mi rispondono e mettono i like...in tre...) dicevo....ecco questo gioco che utilizzavo durante il lavoro, tra una cosa e l'altra, mi ha aperto finestre che adesso fatico anche solo a pensare. 

Quanta tristezza. Arrivare qui e dover togliere le ragnatele alle mie dita e ai miei pensieri. Ho solo 15 anni in più ma mi pare di avere raggiunto l'età mentale di 80. Non sono in grado di stratificare nè il mio ragionamento, nè il mio scritto. Non sono più in grado di organizzare un post soddifacente, mentre sono perfettamente in grado di attaccar briga sotto i post di qualcuno o di pubblicare foto o battute senza troppa cura, facendo dipendere la qualità della mia giornata dal numero di like ricevuti. E, non contenta, mi permetto pure di fare l'infastidita mentre mi faccio fagocitare da tutto questo senza opporre resistenza.

Non voglio più guardare al passato con nostalgia. Vorrei assegnare al mio passato virtuale-spirituale il posto che si merita, un gran bel posto e non un post. Ma poi andare avanti con maggior caparbietà e volendo esigere da me stessa scritti sempre diversi e di valore. Come faceva la vecchia giovane Easy. 

Quando entro nel blog incontro tre persone che sono state centrali nella mia vita e che ora sono morte. Mia mamma, Fabio e Xab. Ma è vero che incontro anche tanti altri fantasmi che sono ancora in vita, nel mondo di instagram e fb ma che qui ormai non sono più nulla se non una data e un numero di commento. A tutti non devo più nulla e non voglio dire nulla.

C'è solo una persona a cui devo molto e nei confronti della quale ho un obbligo di risposta quotidiana. Easy. Tenterò di venire qui alla tua porta più spesso. Non ho molte scuse per non farlo se non quella che odio gli obblighi, ma a fronte del fatto che dovrei fare attività fisica quotidiana perchè la mia età ora lo pretende, preferisco avere la scusa che dovevo passare a trovare un'amica, chè accendere il pc nuovo adesso richiede poco più di trenta secondi.

Ora rileggo quanto sono peggiorata.

Credo che anche per quest'anno sia tutto.

 
 
 

Certo che

Post n°1119 pubblicato il 04 Ottobre 2022 da EasyTouch

scrivo di merda

Tanto per iniziare.

Omaggio a Xab. Come mi mancano le tue fastidiosissime chat. Fanculo ovunque tu sia.

 
 
 

E se domani

Post n°1118 pubblicato il 26 Luglio 2022 da EasyTouch

Quando ho smesso  di scrivere nel blog credevo in quello che dicevo, cioè che la vita andasse vissuta e non scritta, per esserci davvero. E pensavo valesse ancor di più per me, abile anguilla sfuggente, con razional postura, alibi perfetto per prendere sempre distanze e sgusciare; persona incapace di affrontare la vita mordendola anche solo con una veloce presa di incisivi. Credevo davvero di fare la cosa giusta per crescere; e soprattutto di essere riuscita a entrarci, in questa vita. A distanza di moltissimo tempo, in cui, peraltro, ho tentato di emanciparmi dagli incubi del passato e di costruirmi una relazione matura e responsabile, sono tornata ancora qui.

Come i ricorsi, come un mulino di un maso chiuso, come il riciclo dell'aria.

Che mente pazzesca, mi sono detta rileggendomi e capendo un quarto di quello che scrivevo.

Non scrivendo più, mi sono semplificata un po' troppo.

Non ho più attacchi di derealizzazione, sono più indirizzata, self confidence e la mia testa vaga un pò di meno. Viaggio meno bene da sola e mi servo molto di più di un tempo di espedienti estrinseci per galleggiare: divoro serie televisive e musica datata. E ho uno smisurato, continuo, assillante bisogno della conferma della presenza di chi mi è vicino, purtroppo. Esito inevitabile di un passato burrascoso. In questo momento la conferma dell'esistenza della persona eletta come "vicina" è il phon acceso in bagno. Le mie orecchie sono peggio di un mastino e tra poco seguirò gli odori della doccia per capire dove è finito.

 

Questa incessante necessità di, parzialmente soddisfatta da surrogati esterni, ora torna alla ribalta più prepotente. In questi giorni dopo la tua morte.

Di fatto, in questi anni ho abdicato a me stessa, mi sono costruita il mio personaggio che mi racconto e ho proseguito svuotandomi fino ad arrivare a:

-piangere a dirotto senza sapere perchè e odiando davvero con tutta me stessa il mio compagno, anche se mi rendevo conto che l'origine non era lui;

-piangere a dirotto perchè non mi trovo più;

-piangere  per tutte le perdite subite e le persone morte che non rivedrò mai più;

-piangere e pestare i piedi per non essere in grado di capire chi sia io realmente.

Per il momento affronto la cosa con la solita ipocrisia quotidiana. 

All'epoca del nostro incontro, una speranza mi aveva guidato a lui e intrappolato,  la stessa che fece inciampare lui su di me: di essere salvata da me stessa e che io salvassi lui. Entrambi esseri senza senso e senza voglia di trovarlo.

Bentornata Easy rompicoglioni, mi sei mancata.

 
 
 

Metti che

Post n°1116 pubblicato il 07 Gennaio 2019 da EasyTouch

Che belli i tafferugli su blog. I post dedicati senza destinatario e tutto il nugolo di gente che ci apeggiava sopra. Chissà chi sapeva di chi e che cosa. L'altro giorno mi arriva in posta una mail di un tipo che ho visto una volta sola, molti anni luce fa, che però poi ho deciso di non rivedere più visto i tratti maniacali e ipomaniacali, la personalità con tendenze auto ed eterolesioniste e chissà che altro. Non che io sia mai stata un fiore di equilibrio, ma l'unica maniera per avere un rapporto con un alter-ego di questo tipo era sparire. Si, a distanza di eoni, mi capita davanti di nuovo quella mail, quell'indirizzo. Un messaggio firmato, ma il nome non mi diceva nulla. Potere di internet, riesco a risalire al ricordo. L'unico ricordo che ho di lui sono i suoi post in cui mi augurava di morire, di essere picchiata a sangue, malcelando queste affermazioni con un incipit di negazione. Che stile! Non ti auguro di essere  etc etc... un maestro. Nei post che seguivano invece, si poteva leggere un lamento continuo, un mea culpa gregoriano, seguito poi subito da altri post di rabbia soffocata. Che tempi. Mi ricordo che seguivo il suo umore sbirciando i post un giorno si e un giorno no, nascondendo pure l'id. Un giorno, in un post in cui mi dava della puttana che la dà aggratis, leggo un intervento di una persona che conosco. Era evidente che il signore mi stava facendo terra bruciata intorno e aveva trovato ristoro nell'altro frustrato che da me non aveva ottenuto nulla, a suo tempo. Ah che tempi. Ricordo di aver passato dei momenti di preoccupazione e quindi vi dico che alla fine il gioco non era propio un gioco. Il virtuale è dannatamente reale e quando si incrocia con le persone in carne ed ossa diventa un potenziale cadavere da scaricare. Cinica? 

Facciamo un gioco: premesso che ogni situazione che io possa prendere come esempio non può reggere il confronto con quella che stavo passando io all'epoca e sorvolo, poniamo che tutti i vostri amici/ contatti/persone di un qualche gruppo, anche quello degli scacchi su facebook improvvisamente si concretizzassero e si mettessero in mezzo al tempo della vostra giornata, che ricordo è di 24 ore, di cui molte occupate. Mettiamo anche che si concretizzi una sola di queste persone di cui non sapete nulla e sostasse davanti a casa vostra pretendendo una fetta del vostro tempo/attenzione/ quellochevolete -e-non- per-forza -la -vostra- fica, dico: ma come pensate di prenderla alla leggera? Come la inserite nelle spiegazioni al vostro consorte/compagno ma anche a voi stessi?

Qui noi non siamo mai stati noi, non lo siamo in nessun altro social perchè paradossalmente siamo dei fantasmi persino in ogni giorno della nostra vita. 

Non c'è via d'uscita. Ho detto che mi cerco e non mi trovo, un tempo dicevo che mi cerco e mi manco, ora direi che, se vogliono mi cercano gli altri che sono molto più bravi di me a decidere dove sono, cosa sono e perchè. 

 
 
 

Ho cancellato e mi sono scoperta

Post n°1115 pubblicato il 30 Dicembre 2018 da EasyTouch

Mi piace questa cosa che ho di nuovo voglia di scrivere, un po' è per ritrovare lembi di me del passato, posto dove mi riconosco e per indole ricerco. Però mi piace questa cosa. Non è più un esercizio di pensiero o di retorica ma è un puro tipettare sulla tastiera. Mi piace il rumore. Potrei farlo su altri social, ma il piacere di farlo qui è solo mio e di pochi altri che manco si ricordaranno di me, anzi, di Easy. Sono tutti via. La mia forza oggi è voltarmi e andare e strada facendo prendere e lasciare quello che mi aggrada. Che bellezza. Che scoperta straordinaria. Di colpo non ho più problemi, pensieri, lascio agli altri la responsabilità delle conseguenze delle loro azioni e mi volto. Mi adoro. Non ho null'altro, per cui mi adoro. Ho lasciato persino i ricordi. il volto di mia madre è incastonato negli anni ottanta che sono trapassati. Ho cancelato tutte le chat di Roberto, erano circa 7000 messaggi. La ragione ragionata per cui l'ho fatto è perchè sospetto che il mio attuale compagno abbia delle tresche perchè gli suona di continuo il cellulare. Per cui, meditando di impossessarmi del telefono, nel frattempo ho sistemato la coscienza del mio. Perchè ho continuato negli anni a scrivere a Roberto e lui a me, con mio enorme vanto. Ho nutrito l'idea perfetta di amore rifugiandomi in essa ogni volta che volevo. Ho costruito l'amore per Roma per ricomincare a vivere. Ho imbastito congetture sulla fine del nostro amore e ripercorso ogni singolo chilometro quando viaggiavo verso Roma con il cuore in subbuglio. Ho cancellato ogni discorso, ogni foto, ogni bacio inviato con il retropensiero di poter recriminare correttezza dal mio compagno. Che asso. Quanto stupido accanimento ben celato. Non è che i miei pensieri siano tanto diversi adesso, ci sono i pensieri-guida, però, che sono più forti. Non ha senso. La strada è già tracciata, ci illudiamo di costruirla, ma l'asfaltiamo e basta. Ho cancellato tutto e ho più di prima, ho pulito e mi sono imbrattata di riconoscenza e semplicità. Che bello il periodo con lui. Che bello i periodi perchè ci sono, se ne vanno e tornano. Oggi ho solo più problemi alle ginocchia ma google Chrome mi fornisce la soluzione anche a questo. Che bello questo mondo di merda. Che bello poterlo considerare di merda. Che bello cancellare i ricordi e ritrovarseli più vivi di prima.

Davanti, non dietro.

 
 
 

La sicurezza

Post n°1114 pubblicato il 30 Dicembre 2018 da EasyTouch

Ho aperto pure un blog parallelo, dove vomitare i disagi, perchè alla fine la caverna di Easy è piuttosto pubblica se paragonata al concetto di pubblico che ho. Buttare disagio lì non ha fatto altro che ingrassare il mostro del disagio, ma non per i motivi che vengno in mente comunemente. Lamentarsi fa male perchè. Sfogare la dark side non è la soluzione perchè. Uno può obiettare che il mostro di fatto esiste e che legittimarlo o meno non lo modificherà. Certo che è così. Però, questi anni di sofferenze, grazie tante, mi hanno persuaso che c'è un'arma più potente ancora. Semplicemente me la sono dimenticata o l'ho cercata dentro altri che ho stimato e che stimo. Non lo considero un errore, ma una mancanza di fiducia nelle mie capacità. Ho scoperto, strada facendo, che possiedo enormi capacità. Perchè io non me ne sia accorta prima, non lo so. Forse stavano ancora maturando. Ora inizio a vederne la testa, come delle piantine in crescita che sbucano dalla terra. Questa cosa bellissima si chiama indifferenza, atarassia o quello che volete. Di fronte a lei cadono tutte le congetture, le prove, i tentativi, le tattiche e le strategie. Subito dopo segue l'azione e il distacco dal risultato. Godere solo dell'azione potenzia l'indifferenza ed è concime della mia piantina. Sono troppo adulta per far finta di niente ed utilizzare strategie. Sono troppo adulta per credere che il dialogo serva. Serve solo percorrere la strada che ho davanti, il dolore non lo posso eliminare. Potessi riconfigurare la mia anima, la concepirei senza pietà ma con pietas, senza slancio ma con amore, senza carne ma con un pizzico di cuore. 

Avanti Easy. Domani ti aspetta e sarà soddisfacente di sicuro.

 
 
 

nessuno risponde

Post n°1113 pubblicato il 23 Dicembre 2018 da EasyTouch

E' consolante avere un luogo dove tornare con la mente quando tutto va male o si prepara al declino. Questo non-luogo rappresenta uno dei miei rifugi mentali che torno ad utilizzare scatenando la nostalgia per il passato. Perchè qui mi sono potuta lamentare sempre senza ricevere rimproveri. Perchè qui ho costruito immagini di me che non sapevo di poter utilizzare a mio piacimento. Perchè la mente costruisce la nostra realtà e questo luogo è stato sempre la mia cartuccia di riposta al crudo realismo e al riduttivismo. Ora mi serve per la medesima ragione. Eppure conservo un certo mordente nell vita, reagisco e sono pure migliorata, conservo anche un certo fascino femminile e non mi serve affatto ricorrere a strumenti del web per conquistare qualcuno. Ma si vede che certe cose non bastano, che forse certi accadimenti e atteggiamenti ancora mi feriscono e ho bosogno della mia caverna consolatrice, dove sono esattamente quella che voglio essere e dove il dentro è il fuori. Si, la discreta sgnacchera qui a me mi fa una pippa.

Però è tutto abbastanza triste, ora.  Non ci siete più voi. Non c'è più Paolo che ci prova incessantemente, non c'è più Roberto da stuzzicare, non c'è più Yukaakuy da contenere o sfidare, non c'è più Halm da accusare. Sono solo personaggi che vivono nel mio passato virtuale. Perchè oggi non abbiamo più solo un passato fattuale ma esiste anche un passato virtuale. Quante ore passate con voi ma con voi che non ho mai realmente vissuto ma che ho vissuto. E Adumpa avrà sistemato le sue cose? E Kallida sarà sempre a scrivere? Il litigio con Cloud, poi, per una chat che lei ha intrecciato con Roberto...Cristina, Nico. Tutti su facebook a dare solo notizie fuorvianti di sé. Mi mancate terribilmente tutti. 

 
 
 

Vista su

Post n°1112 pubblicato il 25 Agosto 2018 da EasyTouch

Visti da qui sembrate tutti belli e bravi.

Solo perchè sono sdraiata con un cocktail e delle noccioline.

 
 
 

Waiting for a miracle

Post n°1111 pubblicato il 07 Luglio 2018 da EasyTouch

Aspettavo un miracolo e forse lo aspetto ancora. Aspettare è pericoloso. La pazienza è pericolosa. Attendere è morire a poco a poco, lasciare marcire gli alimenti in dispensa, non cucinare per inedia e tedio, non impegnarsi in alcunchè per mancanza di motivazione. 

Aspettavo un miracolo ed è arrivato, esattamente come lo chiedevo, addirittura con sembianze ancora migliori di come le avevo desiderate. Ma attendo ancora. L'abitudine ad attendere è più forte della chiamata all'azione, si ruba i momenti di vita altalenando con il fastidio di non riuscire a liberarsi dal tedio. Forse aspetto ancora.

Forse aspetto ancora o è l'ennesimo alibi per non faticare? 

Fatico senza problemi per gli altri, non mi impegno mai per me stessa. 

Se un problema continua a presentarsi o è irrisolvibile o non è un problema o continua ad essere tale e suggerisce altre soluzioni.

Aspettavo un miracolo e forse quello che è arrivato non è un miracolo. Nei sogni si manifestano i desideri e le paure e, mentre seguito ad attendere, sogno in tutte le maniere senza impegnarmi mai. Se siano desideri o suggerimenti di paure, non saprei. 

Aspettavo un miracolo e continuo ad attenderlo, ma no so più di che miracolo si tratti.

Provo a stabire un obiettivo su di me, ma nel momento in cui dovrei visualizzare il risultato finale non riesco a vedere nulla. Nessun desiderio particolare, nessuna proiezione. 

Mi sono arresa per così tanto tempo da perdere ogni slancio all'azione o non è quello che devo chiedere a me stessa?

Ho provato a vivere, lo sto facendo, ma niente di quello che faccio corrisponde a quello che sono. Non so più cosa sono. Non so più dove cercarmi.

 
 
 

Trattatemi come un oggetto

Post n°1110 pubblicato il 12 Settembre 2017 da EasyTouch

(V)

La gente non mi chiama mai, per cui se la domanda è quale sia esattamente il tuo nome, non so cosa rispondere. O meglio, ci sono una serie di perifrasi, sapete, quelle circonlocuzioni imposte o suggerite da motivi di chiarezza, di opportunità, di convenienza, talvolta anche da riserbo timoroso o ipocrita, che possono aiutare a definirmi.  Il termine più appropriato che mi è stato attribuito è stato"scopino del cesso". Mi riconosco particolarmente nell'espressione di natura volgar-popolare perchè poco si presta a un serio discorso tecnico, e per l'esattezza, si allontana da quei discorsi e aggettivi usati a profusione dall'eccentrico, "elicoidale", "ritorto","a spatola", scartandoli di netto con una deviazione laterale. Da più parti è emersa la proposta "spazzola per la pulitura sommaria degli impianti igienici" ma al momento è la definizione che meno convince la maggioranza. Dicono che non si fa a tempo a dire tutta la frase che il fattaccio si è già compiuto.

 

 

 
 
 

Trattatemi come un oggetto

Post n°1109 pubblicato il 11 Settembre 2017 da EasyTouch

(IV)

E quando uno vive con un guscio vuoto, per quanto ricca e lunga sia la sua vita, non si può dire che abbia veramente vissuto.

Probabilmente avrei dovuto sparire inghiottito dentro quel buio, per non dover assistere ancora ai guizzi insulsi ed insensati dell'eccentrico, e ogni volta lo desideravo. Ma, il più delle volte non mi era possibile. Ogni volta, la mia vita si concludeva e riniziava in fondo ad un pozzo rinfrangente una luce sinistra, che veniva a inondarmi a ripetizione, per meno di dieci secondi al giorno. E ogni volta, laddentro, si bruciava progressivamente la linfa della mia vita, senza mai potersi rigenerare.

Mentre la sua si era esaurita dal centro della propria origine; come un vulcano esausto, seguitava a vomitare gli ultimi schizzi di mofete e solfatare.

 

 
 
 

Trattatemi come un oggetto

Post n°1108 pubblicato il 11 Maggio 2017 da EasyTouch

(III)

Procedere in ordine cronologico non mi è mai risultato consono. Sicchè, volendo continuare questo racconto, faticosamente, ve lo assicuro, perchè nel frattempo sono impegnato nel mio lavoro quotidiano, ecco che in men che non si dica, quell'uomo eccentrico mi trasformò nel suo business più riuscito.

Cavalcai aerei per raggiungere mete oltreoceano, fui chiamato per conferenze in Nuova Zelanda e anche a Kuala Lumpur. Tutti mi volevano, tutti mi osannavano, tutti mi compravano e mi mettevano in bella mostra nelle loro case. Punto. Si, punto perchè tutto finiva lì.

L'uomo eccentrico divenne milionario ma infelice. Come ci fosse bisogno di un'ulteriore conferma della legge universale che solo i poveri sognano, mentre i ricchi consumano la loro vita.

 

 
 
 
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