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Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 20 Giugno 2007 da FilmPerLestate

Un nuovo giorno, il sole è appena spuntato da dietro la montagna, ma non sembra una giornata di tempo sereno come quelle precedenti. Le nuvole coprono buona parte del cielo.  
Bruno apre gli occhi. Ha un attimo di perplessità, di disorientamento. E’ esattamente nella stessa posizione che aveva la sera precedente prima di quello strano fluttuare nell’ambiente circostante. Come tutti gli altri, ha dormito seduto, ma non sembra stanco o svigorito. I taoisti, Anna e Caterina sono già in piedi pronti a riprendere il cammino.
Il controllo della mente sta esercitando sul corpo dei ragazzi dei condizionamenti ai quali non erano mai stati sottoposti. Forse troppo abituati in un mondo dove il naturale non è rappresentato da forza di pensiero e volontà, ma da comodità, destrezza, praticità, affermazioni, realizzazioni, svaghi.
La marcia riprende. Si inoltrano nuovamente nel bosco. Ormai sono giorni che camminano. Sanno quale è la loro meta: la montagna dell’aquila. Sanno che per tornare a casa, devono andare là, ma non ne conoscono ne il luogo, ne il motivo. In realtà non conoscono nulla. Non sanno, se si trovano indietro nel tempo e se è così, come ci sono arrivati e perché. Non sanno chi sono quegli individui, che stanno facendo loro da guida, con i loro strani comportamenti ed incomprensibili poteri.
Il cielo è sempre più nuvoloso e sembra che debba piovere da un momento all’altro. Il Guru è sempre in testa a fare l’andatura ed il gruppo segue. I Taoisti sembrano osservare con preoccupazione il cambiamento del clima. Si sente qualche tuono in lontananza e, visibilmente, la preoccupazione in loro aumenta. Un lampo e poi un tuono molto forte fa sobbalzare qualcuno. La taoista più giovane si avvicina al Guru, in un atteggiamento di ricerca di protezione. Questo si gira verso la fanciulla e gli fa un sorriso, ma anche lui sembra preoccupato. Adesso la loro andatura è ancora più veloce.
Bruno rivolgendosi ad Anna –“Ma cosa gli è preso a tutti quanti? Non avranno paura di un temporale?
Anna – “Ma non capisci Bruno? Siamo in mezzo agli alberi e non siamo nel nostro secolo”
Bruno –“Ma che dici Anna? Vuoi dire che in passato i fulmini erano più pericolosi? Non lo sai che è più facile essere mangiati da uno squalo che essere colpiti da un fulmine?
Anna –“No Bruno, non è che i fulmini in passato erano più pericolosi, è che nel nostro tempo viviamo poco sulle montagne e non ci andiamo certo quando piove. Quindi le tue statistiche saltano. Inoltre le nostre montagne sono piene di tralicci metallici, antenne e linee elettriche che, lungo il loro tragitto, sono protette da un cavo che le sovrasta e che protegge per sessanta gradi quello che c’è sotto. Poi ci sono tutte le costruzioni della forestale che sonointeramente ingabbiate. Insomma è come se le montagne fossero piene di parafulmini. Qui invece ci sono solo alberi e quelli i fulmini li attirano, probabilmente loro lo sanno, per questo sono in apprensione.”

Bruno adesso cammina con meno svogliatezza. La spiegazione di Anna lo ha sicuramente spronato.
Comincia a cadere qualche goccia di pioggia e si vedono distintamente fulmini che si abbattono sull’altro versante della montagna. I tuoni che seguono amplificano l’inquietudine.
Finalmente una radura fuori dal fitto degli alberi. Sembra quasi  di sentire un sospiro di sollievo generale. Il Guru rallenta la sua marcia, come se avesse raggiunto la meta o meglio, il suo scopo.
Anna rivolgendosi un po’ a Bruno ed un po’ a se stessa –“Non so se essere contenta oppure no. Sembravano invincibili, indomabili, invece anche loro hanno delle paure e dei limiti.”
Forse nessun essere umano sarà mai padrone assoluto delle circostanze e delle situazioni, se non nella sua, più o meno ridotta, sfera di influenza. Ci sarà sempre un qualcosa o un qualcuno che si presenterà come minaccia e gli incuterà timore.

 
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