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Un blog creato da luce_riflessa il 23/03/2007

ORA D'ARIA

Sono un pazzo schizzato, un deviato cronico; rinnego dio e lo bestemmio a gran voce, sono un coprofago figlio di austera meretrice, sono il male che incede nelle vostre menti, sono il delirio vorace e purulento che divora i vostri sessi, morir vorrei per immergermi nel succo delle vostre vagine; sono cardine su porta infernale; sono un violento che uccide per una dose, un disagiato che fotte corpi morti; non amo nessuno e odio la vita compresa la donna che tutte le notti mi prende il cazzo fin giù in gola.

 
 

ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi nelle strade all'alba, in cerca di droga rabbiosa

e si lasciarono scopare nel culo da santi motociclisti e srillarono di gioia

Allen Ginsberg

 

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PER LEI MORIR VORREI

Post n°40 pubblicato il 03 Agosto 2007 da luce_riflessa


risorgono fenici di austera bellezza,


intrecciano traiettorie perfette tra la vaniglia dei tuoi capelli


e infine muoiono all'incedere di quello sguardo da prima dama


capace di far piegare persino dio.


tremo a guardare siffatta bellezza e abbasso lo sguardo


cercando rifugio tra le tue braccia.

morir-vorrei

nell'attimo in cui, percepite le tue labbra, disintrego il mio io e incenerisco


emozioni d'amor-eterno

al battere-del-cuore-tuo.

eccolo che comincia quel gioco di sguardi di baci rubati al nudo della notte,


sfioro la pelle che trema alla brezza-di-luna e immergo il mio essere


nei meandri della perfezione, tace la notte e volano note di brivido-piacer.


Ed ora la poesia sfiorisce.

Ora emergono ricordi come lance conficcate nelle carni di dio
e succhiano l'ultima linfa rimasta nelle mie vene;
eccomi riflesso nello specchio, sorrido, mentre solo quest'agonia ci separa,
aspetto felice l'ultimo secondo prima di morire,
ti stringo a me,
ed eccoli che risorgono i miei occhi e salgono al tuo cospetto
dove il brivido della tua visione mi rende, di nuovo,
vivo.


 
 
 
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Le uniche persone per me sono i matti.... quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come candele romane gialle e favolose, che esplodono come ragni tra le stelle.

Jack Kerouac

 
La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine - uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere-solo-ricevere- negli occhi - il mondo. 
 
 
 
 

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