Linea Sagace

Situazioni e pensieri in quel di Vicenza

 
 

AREA PERSONALE

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Ferito84
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 42
Prov: VI
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Pixi3.123martinapuglisi91valentinamagnosikamuro_ishigamimimmoaffarierendb32ctthsoelottershlottergstoorresagiorgiatommasiangygFerito84nina_gStrimonetta
 

 

« Piero Pelù -  In facciaMessaggio #76 »

Poesia: Marsilio Santelmi

Post n°75 pubblicato il 13 Giugno 2006 da Ferito84

E' con piacere che mi trovo a parlare del primo libro scritto da Marsilio Santelmi, giovane poeta nato e cresciuto a Vicenza. Il libro, figlio di una lunga gestazione, si intitola semplicemente "Poesie" ed è diviso in due parti concettuali, "La città" e "L'amore".

Dalla prefazione dell'autore:
"La poesia è il linguaggio istintivo e primordiale dell'uomo; si rivolge non alla ragione ma alla ragione e all'inconscio insieme attraverso il linguaggio dell'inconscio. La prosa spiega narrando, descrivendo; la poesia elidendo, nascondendo, suggerendo. La prosa è la retta orientata del pensiero lineare, la mente affilata dell'uomo civile.
    La poesia è la sfera che si espande, l'energia deflagrante dell'inconscio, collettivo e individuale. Il suo germe primitivo affonda nelle tribù che sacrificano mascherate alla Luna, è nel solitario che scruta le stelle e ne trae un canto incontenibile; è nell'uomo che si trova di fronte al mistero e, senza fiato, ne contempla la Bellezza incontaminata."

Pierrot

Ocra sabbia di ragni
mi abbraccia gli occhi

impressione lontana del ricordo
impressione lontana di un'esistenza

odo

le foglie della memoria
del mondo

crepitare

oh povera, povera umanità
indegna!

Sanguinante relitto

esplosione effimera nei mari del cosmo

fioritura di stelle della misera!

Tutto è nenia di bambini

e gnaulo di gattini...

Lettera umile

Mi chiedo spesso, chi hai davanti?
Chi sono io ai tuoi occhi?

Certo non un politico, un giudice,
un venditore, un operaio,

né impiegato né rockstar
né prete né squalo né clochard.

Non ho imparato ad amare un mestiere
né me lo sono a forza fatto piacere

la ripetizione mi svuota e non credo
che avrei la pellaccia per sostenere

a lungo quel peso; e poi bevo.
Magari mi pensi come un artista

un poeta o un letterato; ma non
crederci, non è vero, sono scuse.

La verità è che non ho radici
né porto, né scoglio né direzione.

Ecco,
soltanto, per certo,
ho che ti amo.

Il tuo corpo leggero, profumato,
le tue profondità, la tua storia, le tue storie.

I segreto che conservo di te, ora lo so,
sono i più alti, i più cari di sempre.

Mi hai lasciato tutto ricco di tesori:
quegl'istanti nel ricordo, così seri,

parlare allegramente, stare persi
ognuno in piccoli pensieri amici,

senza urgenza, senza necessità;
paghi della sola presenza

noi stavamo tranquilli, con la sicurezza
della comunione totale dell'amore.

E quella volta che partimmo in auto
di sera senza meta? Tu dormivi di fianco

a me che guidavo, fiduciosa come
una bambina...

Amore, quando ti amo so tutto,
sono tutto ciò che mi serve;

quando ti amo ho ragione,
ho ragione su tutto, sono completo;

amarti unicamente
con forza è
la mia scienza
la mia disciplina
il mio mestiere

una ragione per la vita
una per la morte

quanto di più simile a esistere conosco
è di amare te, amore mio prezioso.

Questo solo,
ma è un incendio
nella notte.

M. Santelmi

Per info, insulti e quant'altro
m.santelmi@libero.it

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: Ferito84
Data di creazione: 30/01/2006
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963