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Fondi Pensione

Post n°53 pubblicato il 19 Giugno 2009 da stefano6680

Pensioni: relazione COVIP, 4.9milioni gli iscritti a fine marzo, rendimenti in calo per il 2008
CGIL, si dimostra la capacità di tenuta del sistema di previdenza complementare
 18/06/2009
Gli iscritti ai fondi pensione sono nel complesso in Italia 4,9 milioni, pari a oltre il 20% dei lavoratori in totale, con un rendimento in calo per il 2008 ma con risultati comunque migliori rispetto all'andamento delle Borse, proprio per la prudenza nella gestione dei fondi stessi. Questi alcuni dei dati che emergono dalla relazione del presidente della Commissione per la vigilanza sui fondi pensione (COVIP), Antonio Finocchiaro, e riferiti al 31 marzo 2009. A dicembre 2008, come si legge nel testo della relazione annuale, gli iscritti ai fondi pensione erano 4.854.000 con un crescita del 6,4% rispetto alla fine del 2007 e una percentuale sul totale dei lavoratori del 20,7%.

Le adesioni sono alte soprattutto nel lavoro dipendente con 3,6 milioni (26%), mentre tra i lavoratori autonomi gli iscritti ai fondi sono 1,1 milioni (18,7%). Quanto al settore pubblico, l’adesione è pari a 137.000 iscritti (3,8%). Sempre a fine 2008 le risorse destinate alle prestazioni per il totale dei fondi erano 61,3 miliardi di euro con un aumento sul 2007 del 6,2%. Nella relazione del presidente Finocchiaro si sottolinea come dal gennaio 2008, dopo l'accelerazione avuta con la riforma che prevedeva l'adesione tacita ai fondi salvo esplicita dichiarazione, si sia rilevato un rallentamento delle adesioni con un incremento su base annua al netto delle uscite dal sistema intorno al 6%, “complici - recita il testo - la crisi finanziaria, il deterioramento del mercato del lavoro e il massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni”.

Quanto ai rendimenti dei fondi pensione, il 2008 ha registrato un calo, anche se i risultati sono comunque migliori rispetto all’andamento delle Borse proprio per la prudenza nella gestione dei fondi stessi. “La crisi dei mercati finanziari - sottolinea la relazione - ha sottoposto i fondi pensione a una prova vera. I segnali di miglioramento stentano ad emergere e l'inversione del ciclo è ipotizzato per il prossimo anno. Ad esclusione dei piani individuali pensionistici di ramo 1 il cui patrimonio non è valorizzato ai prezzi di mercato, i rendimenti medi registrati nel 2008 dalle diverse forme pensionistiche sono stati negativi con perdite del 6% per i fondi negoziali, del 14% per i fondi aperti e del 25% per i PIP unit linked. L'andamento è perdurato nell'anno in corso fino alla prima decade di marzo cui è seguita una fase di recupero”.

La Commissione sottolinea comunque come, grazie alle minori dimensioni del sistema pensionistico integrativo, un quadro regolamentare e di controllo articolato e una gestione prudente degli investimenti “le perdite patrimoniali determinate dalla crisi sono state inferiori rispetto ad altri Paesi”. La relazione sottolinea come il dato negativo di rendimento nel 2008 sia arrivato dopo anni di risultati positivi e come il 2009 stia dando segnali di ripresa. Per i fondi pensione negoziali dopo il -6,3% registrato nel 2008 nei primi cinque mesi dell'anno si è rilevato un aumento del 2,2%. Per i fondi aperti a fronte di un -14% nel 2008 si è avuta una crescita nei primi cinque mesi dell'anno del 2,7%. Per i PIP unit linked dopo il crollo del 24,9% di rendimento nel 2008 si è registrato un incremento nei primi cinque mesi dell'anno del 3,1%.

La CGIL apprezza la relazione del presidente della COVIP, Antonio Finocchiaro, nel sottolineare come “l’analisi fornita dimostra la capacità di tenuta del sistema di previdenza complementare, in particolare dei fondi negoziali, anche in una fase così difficile dell’economia”, commenta la segretaria confederale, con delega alle politiche della previdenza, Morena Piccinini. Per la dirigente sindacale, inoltre, “le proposte avanzate sono utili in termini di rafforzamento del sistema nel riconoscimento dell’indispensabile apporto delle parti sociali, con l’obiettivo comune di rafforzare le tutele previdenziali per i lavoratori nel medio e nel lungo periodo”.

Alla luce del quadro emerso, la CGIL individua delle priorità: “Costruire un sistema di investimenti - elenca Piccinini - che rafforzino la garanzia e la protezione finanziaria per i lavoratori; l’esigenza di una ulteriore agevolazione fiscale per i lavoratori aderenti; una particolare attenzione ai giovani e ai lavoratori dipendenti dalle piccole imprese che, ad oggi, sono coloro che con maggiore difficoltà riescono ad accedere al secondo pilastro; la necessità - conclude - che sia data assoluta priorità alla conclusione del processo di estensione della previdenza complementare a tutto il sistema del pubblico impiego”.

 
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