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Intervista al quotidiano 'Il sole 24 ore' del Segretario Generale della CGIL

Post n°102 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da stefano6680

Epifani: Il PD impari la lezione dalla Lega

Sia presente nei luoghi di crisi e prenda posizione sul referendum tra i meccanici
Intervista al quotidiano 'Il sole 24 ore' del Segretario Generale della CGIL

28/10/2009
Per Guglielmo Epifani, segretario generale della CGIL, era la prima volta ai gazebo del Pd. Non era andato a votare alle primarie per Walter Veltroni ma, questa volta, bisognava scegliere e lui ha scelto Pierluigi Bersani.

Perché ha votato Bersani? Cosa si aspetta?

Ritengo sia il più adatto a un compito che ritengo necessario e difficile. Dare al Pd un radicamento territoriale e sociale. Lo dico dal versante sindacale: non si può immaginare una scissione tra un grande partito progressista-riformatore e il mondo del lavoro. Mi ha molto colpito la sua prima uscita pubblica. La sobrietà di aver scelto un luogo, Prato, tra i più colpiti dalla crisi. E di aver parlato insieme di piccola impresa e lavoro.

Le due cose si tengono? Si deve puntare sulla riduzione dell'Irap o delle tasse sulle famiglie?

La priorità sono i consumi, la ripresa della domanda interna. E questo si fa con una forte riduzione delle tasse sul lavoro, pensioni e redditi bassi. Poi si può anche pensare a un'operazione intelligente sull'Irap togliendo dalla base imponibile il costo del lavoro per non penalizzare le aziende labour intensive.

Quale pensa sarà il Pd di Bersani?

Il mondo del lavoro ha bisogno di riconoscersi in un partito con un'identità chiara sui grandi temi: l'occupazione, un'idea moderna di sicurezza, l'immigrazione. Finora non ho trovato un Pd assente nelle aule parlamentari ma nei luoghi della crisi. Il partito non c'era laddove si manifestavano i problemi. Vedevo invece fuori dalle aziende del Nord i gazebo della Lega. Questo è il cuore del problema. Costruire un partito che non sia fatto solo di amministratori.

Dopo le divisioni sindacali sulla riforma contrattuale e sui meccanici, crede che Bersani debba esercitare un ruolo di mediazione per favorire l'unità?

Dopo la rottura sindacale sulle regole contrattuali non chiesi a Veltroni – che allora era segretario – di schierarsi da una parte o dall'altra ma di dare al partito un'idea sulla democrazia sindacale.

Quindi il neo-segretario dovrà dire se è favorevole al referendum tra lavoratori metalmeccanici?

Quando si vuole tutelare il pluralismo sindacale, si devono anche avere gli strumenti per realizzarlo. Penso che Bersani debba esprimersi e dare al Pd una idea sulla rappresentatività e sulla democrazia.

Bersani ha messo insieme lavoro e impresa ma in questo momento la rottura oltre che sindacale, per la CGIL, è anche con le imprese. Che spazi ha il Pd per ricostruire un dialogo con tutti?

Già esprimersi sulla democrazia darebbe un contributo di chiarezza. Ma c'è una grande tela da tessere con gli attori sociali ed economici ed è quella che riguarda i temi diventati più urgenti con la crisi: il welfare, il mezzogiorno, la politica industriale.

Basterà a ricostruire un dialogo che si è spezzato?

Un conto è l'azione politica un altro è quello sindacale, sono piani diversi. È una fase delicata. Per quanto ci riguarda scontiamo la firma separata del modello contrattuale e dei metalmeccanici. Ma sono le imprese che, alla fine, decidono sugli accordi e ora tocca a loro ricucire lo strappo.

Lei si è schierato con il neo-leader e tutto il gruppo dirigente si è candidato nelle liste di Bersani. È una pesante ipoteca sul Pd come ha detto Raffaele Bonanni?

Il segretario della CISL ha ragione quando dice che questa non è una novità. La CGIL ha sempre avuto suoi esponenti che si sono impegnati in politica senza per questo scalfire la reciproca autonomia. L'impegno politico fa bene alla qualità democratica di un paese.

E cosa dice a chi parla del ripristino della cinghia di trasmissione come ai tempi PCI-CGIL?

Che non ha fondamento. Non serve né alla CGIL né al Pd. Non siamo più nel vecchio schema laburista. Certo, mi auguro che Bersani si schieri con i lavoratori e si impegni a riportare il lavoro al centro della scena. Lo stesso impegno che noi metteremo nella manifestazione del 14 novembre.

 
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