Creato da d.tetro il 17/05/2007
Aiutiamo cinque famiglie a riabbracciare i loro figli

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Post N° 53

Post n°53 pubblicato il 16 Aprile 2008 da d.tetro

FINALMENTE!!!!!

Carissime amiche e carissimi amici, ho ricevuto la lettera del P.E., datata 9 aprile 2008 (un mese esatto dopo la presentazione) con il quale viene assegnato un numero di protocollo alla NOSTRA petizione:
0357-08
...........la petizione adesso è al vaglio della Commissione per vagliarne l'accoglibilità...............INCROCIAMO LE DITA!!
 
Ciao a tutti..............e GRAZIE.
Enzo

 
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PRESENTATA PETIZIONE PARLAMENTO EUROPEO

Post n°52 pubblicato il 11 Marzo 2008 da d.tetro

Bruxelles - 11 marzo 2008 - In Romania ci sono un centinaio di bambini orfani o abbandonati che pur conoscendo da anni mamme e papà adottivi pronti ad offrire loro il calore di una nuova famiglia non possono raggiungerli. La loro situazione è sospesa dal 2005, cioè da quando Bucarest, con una nuova legge, ha bloccato le adozioni internazionali.

È stata presentata ieri al Parlamento europeo una petizione, sostenuta da 40mila firme, per sbloccare i casi di adozione dalla Romania nei quali sono stati già fatti gli abbinamenti fra famiglia e minore e già sono in corso rapporti affettivi. Le adesioni sono state raccolte per la maggior parte in Italia, ma anche in altri paesi europei e negli Stati Uniti.

A promuover l'iniziativa sono cinque famiglie italiane, che parlano anche a nome di quelle francesi, spagnole, svizzere, tedesche, irlandesi e americane che vivono la stessa situazione.

"Abbiamo conosciuto questi bambini attraverso un iter di adozione internazionale legalmente portato avanti fin dal 2001 [quindi prima che entrasse in vigore la nuova legge n.d.r.], con loro abbiamo rapporti quotidiani di affetto, li sentiamo tutti i giorni siamo andati tante volte in Romania a trovarli e anche loro sono stati ospitati da noi" spiega il primo firmatario, Vincenzo Macaluso.

Nessuna denuncia contro le autorità di Bucarest, solo una richiesta umanitaria. "Non chiediamo alla Romania di modificare la sua legge, ma che questi bambini possano ricongiungersi alle famiglie che hanno conosciuto attraverso un iter legale giuridico esatto. È una battaglia per i loro diritti" conclude Macaluso.

Articolo tratto da http://www.stranieriinitalia.it/

 
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Post N° 51

Post n°51 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da d.tetro

..............se lo dicono loro............

 


 



EMIGRAZIONE: ROMANIA; PROVOCA ROTTURE GENITORI-FIGLI, SOROS

(ANSA)
- BUCAREST, 29 GEN - La partenza dei romeni per a lavorare all'estero
provoca rotture nei rapporti con i propri figli. Lo rileva uno studio
sugli effetti dell'emigrazione realizzato dalla Fondazione Soros, reso
pubblico oggi a Bucarest. Stando alla ricerca, la partenza di uno dei
genitori, soprattutto la madre, oltre alla rottura del legame con il
bambino, danneggia anche la relazione di coppia e peggiora le crisi
gia' esistenti, portando spesso a divorzi. ''Oltre all'opportunita' di
guadagnare di piu', le donne romene vanno all' estero anche per
sfuggire ai conflitti col marito'', rileva lo studio. In simili
situazioni il bambino, privo dell'affetto materno, corre il rischio di
abusi da parte del padre, il cui comportamento sbagliato determina
spesso la partenza della madre. Per i bambini, la partenza dei genitori
ha anche effetti psicologici o comportamentali. Lo studio Soros rileva
che i bambini rimasti soli a casa diventano meno comunicativi e si
isolano dai coetanei. I traumi emotivi si manifestano in modo diverso,
in base all'eta' e alla personalita'. Piangono, si ammalano, e cercano
l'affetto di altre persone, come gli insegnanti a scuola. Un altro
effetto della partenza dei genitori e' il rischio dello sfruttamenoto
lavorativo o sessuale da parte delle persone che li seguono in assenza
dei genitori. Dei 710 minorenni con genitori emigrati intervistati
dalla Fondazione Soros, 210 (il 29,6%) hanno sia la madre che il padre
all'estero, mentre gli altri sono rimasti senza solo uno dei genitori.
Un altro studio Soros divulgato lo scorso ottobre indicava che lavorano
all'estero i genitori di 170.000 minori,il doppio dei dati ufficiali.
Circa 12.000 bambini tra 10 e 14 anni vivono almeno due anni senza
entrambi i genitori. (ANSA). YY8-BUS
29/01/2008 13:35

 
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Petizione per portare a casa i nostri figli

Post n°50 pubblicato il 16 Gennaio 2008 da d.tetro


AIUTATE
CORINA, IULIANA, LARISA, MADALINA, NICUSOR ED UN ALTRO CENTINAIO DI
BAMBINI RUMENI A RIUNIRSI PER SEMPRE ALLE LORO FAMIGLIE SOTTOSCRIVENDO LA PETIZIONE DA INOLTRARE AL


PARLAMENTO EUROPEO CHE TROVERETE AL SEGUENTE INDIRIZZO


www.chesipermetta.netsons.org/sito/


 


GRAZIE A NOME DI TUTTE LE FAMIGLIE ADOTTANTI.


 


Potete
inoltre sostenere questa causa aiutandoci con la petizione cartacea che
potete richiedere all’indirizzo di posta elettronica
enzo.64@tin.it


 


Grazie di cuore.


 


Enzo Macaluso

 
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Post N° 47

Post n°47 pubblicato il 30 Novembre 2007 da d.tetro

SICUREZZA:ROMANIA; BASESCU ATTACCA ANCORA, ITALIA TACE

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - Basescu non molla, e ieri, in un intervista al quotidiano El Pais, e' tornato ad attaccare l'Italia sul decreto sicurezza mentre, alla vigilia del dibattito in Senato, il governo di Romano Prodi sceglie di mantenere un profilo basso e di non rispondere alle critiche del presidente romeno. ''Non si risolvono i problemi con le espulsioni, perche' chi puo' evitare che ritornino il giorno dopo?'' dichiara Basescu al giornale spagnolo e ribadisce che ''la Romania non introdurra' restrizioni alla libera circolazione dei suoi cittadini'' che e' ''una garanzia nell'Ue''. Contemporaneamente, Bucarest organizza la ''difesa'' dei romeni colpiti da espulsione. L'ambasciata di Romania a Roma e i consolati a Torino e Milano offrono, da ieri, assistenza legale gratuita ai romeni oggetto di una ''decisione di allontanamento'' delle autorita' italiane in base al decreto adottato il primo novembre scorso. L'assistenza sara' fornita da uno studio legale italiano scelto dal ministero della Giustizia romeno - spiega un comunicato del ministero degli Esteri di Bucarest - e riguardera' ''soltanto le contestazioni contro le decisioni di allontanamento emesse in base al decreto legge italiano e non i litigi tra cittadini romeni ed enti pubblici o privati italiani''. ''Grazie a Dio voi non siete diventati come l'Italia'', aveva detto ieri Basescu al premier spagnolo Jose' Luis Rodriguez Zapatero, precisando di non poter avere ''alcuna sintonia'' con Roma sul provvedimento adottato in tema di sicurezza dopo l'omicidio di Giovanna Reggiani''. Dopo le sue dichiarazioni Palazzo Chigi e la Farnesina avevano scelto la linea del silenzio. Una linea mantenuta anche ieri, con il dibattito politico percorso da fibrillazioni in vista della discussione di oggi in Aula, a Palazzo Madama, sul decreto che sara' poi votato martedi' prossimo e di cui qualche eco e' arrivata in Commissione Affari Europei durante un incontro con una delegazione di parlamentari romeni. In un colloquio improntato a ''grande franchezza'', i senatori hanno sottolineato ''Il dolore e il rammarico'' dell'Italia per le dichiarazioni di Basescu, ha riferito il presidente della Commissione, Andrea Manzella (Pd) rilevando il fatto che il presidente romeno ha parlato ''in un Paese terzo''. I parlamentari romeni hanno chiesto ''assicurazioni'' e, ha risposto Manzella, c'e' la necessita' di garantire ''il diritto di difesa'', di enucleare la ''responsabilita' personale'' e di definire ''con precisione'' quella che e' la ''condotta pericolosa'' che puo' portare all'espulsione''. Non piace il decreto sicurezza a Franco Turigliatto, senatore dissidente del Prc, che scandisce ''sta nascendo una cattiva legge sulla base di una cattiva discussione''. Il senatore, membro della Commissione Affari Europei, ha dato la sua solidarieta' ai romeni, ricordando il contributo degli immigrati all'economia italiana, e ha tenuto a sottolineare che il decreto ha alimentato una ''campagna razzista e xenofoba estremamente pericolosa'', giudicandolo un provvedimento ''completamente sbagliato che calpesta leggi fondamentali del diritto''. Al termine, la delegazione romena ringrazia e Turigliatto commenta: ''mi sono un po' vergognato di essere italiano''.
29/11/2007 11:15

 
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Post N° 46

Post n°46 pubblicato il 27 Novembre 2007 da d.tetro

ROMANIA: EUROPEE; CONFERMATA VITTORIA OPPOSIZIONE, RISULTATI

(ANSA) - BUCAREST, 27 NOV - Il Partito democratico (all' opposizione, vicino al capo dello stato Traian Basescu), ha vinto con il 28,81% dei voti le prime elezioni europee in Romania dopo l'ingresso nell'Ue il primo gennaio scorso. Bassissima l'affluenza con il 29,46%. E' quanto hanno confermato i risultati finali provvisori divulgati oggi a Bucarest (per quelli definitivi si aspetta la convalida in tutte le 41 province ma non si prevedono discordanze). Al secondo posto figura il Partito socialdemocratico (sempre all'opposizione, gruppo dei socialisti europei) con il 23,11%, mentre il partito liberale del premier Calin Popescu Tariceanu (gruppo Alde) ha ottenuto il 13,44%. L'Unione democratica magiari di Romania (Udmr-Ppe), al governo di minoranza insieme ai liberali, ha il 5,52%. I circa 1,4 milioni di ungheresi di Romania saranno rappresentati al Parlamento europeo, oltre che all'Udmr, anche dal vescovo riformato Laszlo Tokes, l'unico candidato indipendente, che ha ottenuto il 3,44%, superando dunque il quorum del 3% necessario per i candidati indipendenti. Il Partito liberale-democratico, formato dai liberali staccatisi dal partito del premier per schierarsi con il presidente Basescu, hanno il 7,78% mentre altri otto partiti, tra cui quello di estrema destra 'Grande Romania' e il partito dei rom 'Pro Europa' non hanno superato lo sbarramento del 5% e non saranno quindi rappresentati in parlamento. Anche se aveva annunciato che si sarebbe dimesso dal Parlamento romeno in caso di sconfitta alle europee, il leader di 'Grande Romania' Corneliu Vadim Tudor ci ha ripensato dichiarando oggi che non rinuncera' piu' al suo seggio parlamentare. (ANSA). YY8-BUS
27/11/2007 12:46

 
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Post N° 45

Post n°45 pubblicato il 27 Novembre 2007 da d.tetro

ROMANIA: EUROPEE; ESITO CONFERMA CONFLITTO ISTITUZIONALE

(ANSA) - BUCAREST, 26 NOV - Le prime elezioni europee in Romania dopo l'adesione all'Ue lo scorso gennaio confermano l' esistenza di un conflitto istituzionale strisciante fra presidente e premier: le urne hanno infatti decretato la vittoria del Partito democratico (Pd), all'opposizione, vicino al popolare capo dello stato Traian Basescu, e una sconfitta del partito del premier Calin Popescu Tariceanu, rendendo ancora piu' debole il governo di minoranza fra il suo partito nazionale liberale (Pnl) e l'Unione democratica magiari di Romania (Udmr). Dopo lo spoglio del 99,41% delle schede, il Pd risulta al 28,78%, il Pnl al 13,45% e l'Udmr al 5,52%. L' affluenza e' stata bassissima (29,41%), ma Basescu ha minimizzato dicendo che si tratta di una tendenza registrata anche in altri stati 'new entry' dell'Ue: ''dobbiamo analizzare seriamente il fenomeno'', ha commentato. Da tempo in rotta di collisione con il premier, Basescu ha osservato che l'esito delle europee restituisce la fotografia dei consensi reali (scarsi) del governo Tariceanu. Il contrasto fra presidente e premier e' stato peraltro evidenziato anche dal referendum sul sistema elettorale proposto da Basescu, e per il quale i romeni sono stati chiamati alle urne sempre ieri in parallelo al voto per le europee. Il modello proposto dal presidente era il sistema maggioritario a doppio turno in collegi uninominali al posto di quello in vigore delle liste di partito. Il premier invece aveva proposto in parlamento un modello misto che combini il sistema uninominale con le liste dei partiti. Dopo lo spoglio del 99,5%, con un affluenza del 26,45%, l'81,34% si e' detto in favore e il 16%,18% contro. Il referendum comunque non avra' corso perche' era necessaria una affluenza del 50% piu' uno degli elettori, ampiamente mancata. Nell'analisi del voto europeo, anche il leader del Partito socialdemocratico Mircea Geoana (all'opposizione, gruppo dei socialisti europei), che ha avuto il 23,14%, ha attaccato il premier: ''continuiamo ad avere un governo privo di sostegno popolare e parlamentare'', ''deve andarsene''. Tariceanu si e' detto invece soddisfatto del risultato elettorale: ''abbiamo dimostrato che i romeni si fidano di noi e dei nostri progetti'', ha detto. Ma alcuni dirigenti liberali, stando all'agenzia Mediafax, potrebbero chiedere ora a Tariceanu un rimpasto per sostituire i ministri di interni, giustizia e esteri. Uno dei vicepresidenti liberali avrebbe dichiarato che il partito avrebbe avuto 2-3 punti percentuali in piu' se non ci fossero state le gaffe del ministro degli esteri Adrian Cioroianu, il quale di recente ha suggerito la 'deportazione' dei delinquenti rom nel deserto egiziano. Il Partito liberale-democratico, formato dai liberali fuoriusciti dal partito del premier per schierarsi con il presidente Basescu, ha ottenuto il 7,78%, mentre altri otto partiti in lizza non hanno superato la soglia del 5%. Il sociologo Mircea Kivu, citato dal quotidiano 'Romania Libera', spiega lo scarso interesse dei romeni per l'elezione dei 35 eurodeputati da inviare a Strasburgo col fatto che per loro ''il potere principale ce l'ha il Parlamento di Bucarest, e il ruolo e l'influenza degli eurodeputati sono poco chiari''. Bassa affluenza anche negli oltre 180 seggi aperti in 95 Paesi per i romeni all'estero, anche per colpa di una cattiva informazione, come scrive il quotidiano 'Cotidianul'. In Italia, dove vivono centinaia di migliaia di romeni, hanno votato nei nove seggi nelle principali citta', solo poche centinaia di persone. Le europee hanno invece messo fuori gioco politico il partito estremista 'Grande Romania', rimasto sotto la soglia del 5% col 4,15%. (ANSA) YY8-BUS
26/11/2007 18:45

 
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Post N° 44

Post n°44 pubblicato il 21 Novembre 2007 da d.tetro

ROMANIA: 250 BAMBINI VITTIME TRAFFICO PERSONE NEL 2007

(ANSA) - BUCAREST, 20 NOV - Oltre 1.500 romeni, di cui 250 bambini, sono stati vittime del traffico di persone negli ultimi dieci mesi, secondo dati resi noti oggi dall'Agenzia nazionale contro il traffico umano e dall'Organizzazione 'Salvate i bambini'. La maggioranza dei 250 bambini, stando alle fonti, sono stati portati in Italia e Spagna. Le statistiche indicano che dall'inizio del 2007, circa 71 minorenni sono stati sfruttati per la prostituzione, due per lavoro e altri cinque per pornografia. Stando ai dati ufficiali, citati oggi dalla tv privata 'Realitatea', l'Italia e la Spagna continuano ad essere le mete principali delle vittime romene. Nel 2007, 58 minori sono stati sfruttati nell'industria del sesso in Italia e altri 16 in Spagna. In Romania gli sfruttatori di minorenni rischiano tra i sette e i 18 anni di carcere, mentre per il traffico di persone maggiorenni le pene vanno dai tre ai 15 anni di reclusione.(ANSA). YY9-BUS
20/11/2007 19:01

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Post N° 43

Post n°43 pubblicato il 16 Novembre 2007 da d.tetro

ECCO LA NOTIZIA: La corte di cassazione e giustizia di Bucarest HA RESPINTO IL NOSTRO APPELLO!!!!

Motivazioni? INFONDATO e IRREVOCABILE!!
Maggiori informazioni seguendo Enzo

 
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Parlamento Europeo

Post n°42 pubblicato il 15 Novembre 2007 da d.tetro

Risoluzione del Parlamento europeo sull'applicazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri

 

(testo approvato a Strasburgo il 15 novembre 2007)

 

Il Parlamento europeo,

    visti gli articoli 2, 6, 13 e 29 del Trattato sull'Unione europea,

    visti gli articoli 61, 62 e 64 del Trattato che istituisce la Comunità europea,

    visti gli articoli 6, 19, 45 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

    vista la direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,

    vista la Convenzione-quadro del Consiglio d'Europa per la tutela delle minoranze nazionali,

    viste le sue risoluzioni sulla libera circolazione delle persone, la lotta contro le discriminazioni e, segnatamente, la sua risoluzione sulla situazione dei Rom nell'Unione europea (RC-B6-0272/2005)

    visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che la libera circolazione delle persone è una libertà fondamentale e inalienabile, che viene riconosciuta ai cittadini dell'Unione dai trattati nonché dalla Carta dei diritti fondamentali e che essa costituisce uno dei pilastri della cittadinanza europea,

B.   considerando che, per tale ragione, la direttiva 2004/38/CE relativa alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, pur prevedendo che uno Stato membro possa allontanare un cittadino dell'Unione, inquadra tale possibilità entro limiti ben precisi onde garantire le libertà fondamentali,

C.  considerando che la sicurezza e la libertà sono diritti fondamentali, e che l'Unione ha come obiettivo di garantire ai suoi cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia,

D.  considerando che la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani costituiscono sfide di portata transnazionale e che la libera circolazione nello spazio europeo è altresì basata su un rafforzamento della cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo nelle attività di indagine e di perseguimento giudiziario, con il sostegno di Eurojust e Europol,

E.   considerando che il rispetto delle leggi di ogni paese membro è una condizione essenziale per la coesistenza e l'inclusione sociale nell'Unione, che ogni individuo ha l'obbligo di rispettare il diritto dell'Unione europea e le leggi in vigore nello Stato membro in cui si trova, che la responsabilità penale è sempre personale, che i cittadini comunitari oltre ad avvalersi dei diritti e delle libertà loro conferite dal trattato, devono espletare le formalità connesse all'esercizio di tali diritti, con particolare riguardo alle normative europee e alla legislazione dello Stato ospitante,

F.   considerando che tutte le legislazioni nazionali sono tenute a rispettare i principi e le disposizioni definiti dalla direttiva,

G.  considerando che la lotta contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia come pure contro qualsiasi forma di discriminazione fa parte dei principi fondamentali sui quali è fondata l'Unione europea,

H.  considerando che, in conformità del principio che proibisce la discriminazione fondata sulla nazionalità, ogni cittadino dell'Unione e i suoi familiari che soggiornano liberamente e legalmente in uno Stato membro dovrebbero godere in tale Stato della parità di trattamento rispetto ai cittadini nazionali,

I.    considerando che i Rom sono ancora oggetto di discriminazioni e di abusi nel territorio dell'Unione europea e che l'integrazione, l'inserimento sociale e la protezione di tale minoranza sono, purtroppo, obiettivi ancora da conseguire,

J.    considerando l'aggressione brutale e l'omicidio di una donna a Roma, di cui è accusato un cittadino rumeno,

K.  considerando l'aggressione razzista subita da cittadini romeni, che ha fatto seguito a tale episodio,

L.   considerando che ci si aspetta dalle personalità pubbliche che si astengano da dichiarazioni che rischiano di essere intese come un incoraggiamento alla stigmatizzazione di determinati gruppi di popolazione,

M.  considerando l'iniziativa congiunta dei due Primi ministri italiano e rumeno nonché la lettera congiunta che hanno inviato al Presidente della Commissione

1.   esprime il proprio dolore per l'assassinio della Signora Giovanna Reggiani, avvenuto a Roma il 31 ottobre scorso, e presenta sentite condoglianze ai suoi familiari;

2.   ribadisce il valore della libertà di circolazione delle persone quale principio fondamentale dell'Unione europea, parte costitutiva della cittadinanza europea ed elemento fondamentale del mercato interno;

3.   riafferma l'obiettivo di fare dell'Unione e delle collettività uno spazio in cui ogni persona può vivere vedendosi garantito un elevato livello di sicurezza, libertà e giustizia;

4.   ricorda che la direttiva 2004/38/CE inquadra la possibilità di allontanare un cittadino dell'Unione entro limiti molto precisi e che prevede, in particolare:

   all'articolo 27, che gli Stati membri possano limitare la libertà di circolazione e di soggiorno solo per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica e che tali motivi non possano essere invocati per fini economici; che i provvedimenti siano proporzionati e fondati esclusivamente sul comportamento personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati e in alcun caso su ragioni di prevenzione generale;

   all'articolo 28, la necessità di compiere una valutazione prima di adottare qualsiasi provvedimento di allontanamento, per tenere conto della situazione personale dell'interessato, segnatamente la durata del suo soggiorno, la sua età, il suo stato di salute, la sua situazione familiare ed economica, la sua integrazione nello Stato membro ospitante;

   all'articolo 30, che ogni decisione di allontanamento sia notificata per iscritto all'interessato e secondo modalità che consentano di comprenderne il contenuto, che l'interessato sia informato in modo circostanziato e completo sui motivi che giustificano l'adozione del provvedimento nei suoi confronti, riportando l'indicazione dell'organo giurisdizionale o dell'autorità amministrativa dinnanzi a cui opporre ricorso e, se del caso, l'indicazione del termine impartito per lasciare il  territorio, che non può essere inferiore a un mese a decorrere dalla data di notificazione;

   all'articolo 31, che l'interessato può accedere ai mezzi di impugnazione giurisdizionali ed amministrativi al fine di presentare ricorso contro il provvedimento di allontanamento nello Stato membro ospitante e che esso ha il diritto di richiedere un'ordinanza provvisoria di sospensione dell'esecuzione di detto provvedimento, richiesta che deve essere soddisfatta, salvo casi precisi di eccezione;

   all'articolo 36, che le sanzioni previste dagli Stati membri siano effettive e proporzionate;

   al considerando 16 e all'articolo 14, la possibilità di allontanamento se il cittadino diventa un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale ma afferma, al contempo, che è necessario un esame approfondito del caso individuale e che, in nessun caso, quest'unica condizione possa giustificare l'allontanamento automatico;

5.    ribadisce che qualsiasi legislazione nazionale deve rispettare rigorosamente tali limiti e garanzie, compreso l'accesso a un ricorso alle vie legali contro l'allontanamento e all'esercizio dei diritti di difesa e che qualsiasi eccezione definita dalla direttiva deve essere interpretata in modo restrittivo; ricorda che le espulsioni collettive sono proibite dalla Carta dei diritti fondamentali e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

6.    si compiace della visita effettuata dal Primo ministro rumeno in Italia e della dichiarazione congiunta di Romano Prodi e Cặlin Tặriceanu; manifesta il proprio appoggio all'appello dei due Primi ministri per l'impegno dell'Unione europea a favore dell'integrazione sociale delle popolazioni meno avvantaggiate e della cooperazione fra gli Stati membri in termini di gestione dei movimenti della loro popolazione, in particolare mediante programmi di sviluppo e di aiuto sociale inclusi nei Fondi strutturali;

7.    invita la Commissione a presentare senza ritardi una valutazione esauriente dell'attuazione, da parte degli Stati membri, della direttiva 2004/38/CE come pure a presentare proposte, tutto ciò in conformità dell'articolo 39 della stessa;

8.    fatte salve le competenze della Commissione, incarica la propria commissione parlamentare competente di effettuare entro il 1° giugno 2008, in collaborazione con i parlamenti nazionali, una valutazione dei problemi di recepimento di tale direttiva in modo da mettere in evidenza le migliori prassi nonché le misure che potrebbero portare a discriminazioni tra i cittadini europei;

9.    invita gli Stati membri a superare qualsiasi esitazione e a procedere più rapidamente al rafforzamento degli strumenti di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale a livello dell'Unione europea per garantire una lotta efficace contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani, fenomeni di dimensione transnazionale, garantendo, al contempo, un quadro uniforme di garanzie procedurali;

10.  respinge il principio della responsabilità collettiva e ribadisce con forza la necessità di lottare contro qualsiasi forma di razzismo e xenofobia e qualsiasi forma di discriminazione e stigmatizzazione basate sulla nazionalità e sull'origine etnica, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

11.  ricorda alla Commissione che è urgente presentare un progetto di direttiva orizzontale contro tutte le discriminazioni esposte all'articolo 13 TCE, prevista nel programma legislativo 2008;

12.  ritiene che la protezione dei diritti dei Rom e la sua integrazione costituiscano una sfida per l'Unione europea nel suo complesso e invita la Commissione ad agire senza indugio elaborando una strategia globale per l'inclusione sociale dei Rom, facendo ricorso, segnatamente, al Fondo per l'integrazione come pure ai Fondi strutturali per sostenere le autorità nazionali, regionali e locali nei loro sforzi atti a garantire l'inclusione sociale dei Rom;

13.  propone l'istituzione di una rete di organizzazioni che si occupino dell'inclusione sociale dei Rom nonché la promozione di strumenti volti ad aumentare la consapevolezza in materia di diritti e doveri dei Rom, ivi compreso lo scambio di migliori prassi; considera, a questo proposito, molto importante una collaborazione intensa e strutturata con il Consiglio d'Europa;

14.  ritiene che le recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa italiana da Franco Frattini, Vicepresidente della Commissione, in occasione dei gravi episodi verificatisi a Roma, siano contrarie allo spirito e alla lettera della direttiva 2004/38/CE, direttiva che gli si chiede di rispettare pienamente; 

15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE.

 

 
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