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Itinerari

Post n°22 pubblicato il 10 Ottobre 2007 da shardana0

I cervi nella foresta e i cavallini sel­vaggi sulla Giara; le tombe dei gi­ganti e i nuraghi; i templi prenuragici e la tonnara; le acropoli e le grotte misteriose. È l’altra faccia della Sardegna, una Sardegna fortu­natamente dimenticata dal turismo di massa che continua a preferire le spiagge affollate, i centri balneari, i residences confortevoli. Ma è la Sar­degna che offre le scoperte più si­gnificative, le sorprese più emozio­nanti, i paesaggi più suggestivi. Tutti traguardi raggiungibili con mezzi diversi: col pulmino e il fuoristrada, con la barca o il cavallo, oppure col treno. Il treno, nella scoperta di que­st’ altra Sardegna, ha un posto parti­colare: non un semplice mezzo di trasporto, ma l’unico strumento che permette di penetrare nel “conti­nente Sardegna”. E non un treno qualsiasi: ma il “trenino verde” che partendo da Cagliari porta a Mandas e ad Arbatax. È un viaggio da affrontare con pazienza, perché du­ra a lungo: in totale, oltre sei ore. Ma il fascino di questo itinerario è impagabile: si snoda fra viadotti, gallerie, silenziose foreste, toccando mari e fiumi, laghi e pianure e montagne, offrendo panorami sem­pre diversi. è vietato sonnecchiare, che altrimenti si perderebbero vi­sioni incantevoli: quelle dello sta­gno di Molentargius, della grande pianura del Campidano, delle mon­tagne e foreste del Sarrabus, dell’immenso pianoro della Giara di Gesturi, della zona archeologica at­torno a Orroli col nuraghe Arrubiu e le numerose domus de janas (case delle streghe), del lago del medio Flumendosa, delle foreste e dei fiu­mi della Barbagia di Seulo.

Lentamente ma con costanza, il “trenino verde” sale e scende per monti e valli, e per un centinaio di chilometri gira e rigira in continue curve a U che permettono di ammi­rare più volte, da diverse prospettive, i panorami: ora strapiombi sel­vaggi, ora impetuosi e limpidi tor­renti, ora lunghe gallerie e ponti ar­ditissimi. In quasi 230 chilometri si passa dal mare di Cagliari a quello dell’Ogliastra, con un ventaglio di emozioni indimenticabili e irripeti­bili. C’è un’organizzazione, la Karalis, che cura la  preparazione e la prenotazione di questi viaggi.

Chi è appassionato di archeolo­gia ed ha a disposizione qualche giorno, e vuol conoscere la vera storia della Sardegna, quella storia che per secoli è stata taciuta e ignorata, la storia dei Shardana che per secoli, sin dal terzo millennio a.C. era il padrone incontrastato del Mediterraneo, può scegliere l’itinerario Cagliari-Olbia passando per la città di Nora, la necropoli di Monte Sirai, Sant’Antioco col suo tophet, l’Antiquarium e le catacombe, Barumini e la sua Reggia nuragica, il tempio ipogeico di San Salvatore di, la città di Tharros Sinis, nell’oristanese, il pozzo sacro di Santa Cristina, e via via tra villaggi nuragici e tombe dei giganti, grotte marine e musei sino ad Olbia. Ancora l’antica storia della Sardegna si riscopre, sempre partendo da Cagliari, con un’escursione nel Sarcidano, attraverso la zona montuosa di Sadali, la vallata del Flu­mendosa, la plaga ar­cheologica di Santa Vit­toria, i resti nuragici di Barumini, la Giara di Gesturi, il nuraghe di Orroli. Itinerari archeo­logici anche nel Sulcis, con tappe a Calasetta, Sant’Antioco, Antas, Carbonia, la valle di Montessu dove nel 4500 avanti Cristo ve­nivano seppelliti gli eroi, Paniloriga, le Grotte is Zuddas di Santadi dalle pareti ri­coperte di fiori di aragonite. Tutti luoghi do­ve storia e paesaggio si intrecciano, si fondono, offrendo immagini in­comparabili di questa terra antichissima.

 
 
 
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