I cervi nella foresta e i cavallini selvaggi sulla Giara; le tombe dei giganti e i nuraghi; i templi prenuragici e la tonnara; le acropoli e le grotte misteriose. È l’altra faccia della Sardegna, una Sardegna fortunatamente dimenticata dal turismo di massa che continua a preferire le spiagge affollate, i centri balneari, i residences confortevoli. Ma è la Sardegna che offre le scoperte più significative, le sorprese più emozionanti, i paesaggi più suggestivi. Tutti traguardi raggiungibili con mezzi diversi: col pulmino e il fuoristrada, con la barca o il cavallo, oppure col treno. Il treno, nella scoperta di quest’ altra Sardegna, ha un posto particolare: non un semplice mezzo di trasporto, ma l’unico strumento che permette di penetrare nel “continente Sardegna”. E non un treno qualsiasi: ma il “trenino verde” che partendo da Cagliari porta a Mandas e ad Arbatax. È un viaggio da affrontare con pazienza, perché dura a lungo: in totale, oltre sei ore. Ma il fascino di questo itinerario è impagabile: si snoda fra viadotti, gallerie, silenziose foreste, toccando mari e fiumi, laghi e pianure e montagne, offrendo panorami sempre diversi. è vietato sonnecchiare, che altrimenti si perderebbero visioni incantevoli: quelle dello stagno di Molentargius, della grande pianura del Campidano, delle montagne e foreste del Sarrabus, dell’immenso pianoro della Giara di Gesturi, della zona archeologica attorno a Orroli col nuraghe Arrubiu e le numerose domus de janas (case delle streghe), del lago del medio Flumendosa, delle foreste e dei fiumi della Barbagia di Seulo.
Lentamente ma con costanza, il “trenino verde” sale e scende per monti e valli, e per un centinaio di chilometri gira e rigira in continue curve a U che permettono di ammirare più volte, da diverse prospettive, i panorami: ora strapiombi selvaggi, ora impetuosi e limpidi torrenti, ora lunghe gallerie e ponti arditissimi. In quasi 230 chilometri si passa dal mare di Cagliari a quello dell’Ogliastra, con un ventaglio di emozioni indimenticabili e irripetibili. C’è un’organizzazione, la Karalis, che cura la preparazione e la prenotazione di questi viaggi.
Chi è appassionato di archeologia ed ha a disposizione qualche giorno, e vuol conoscere la vera storia della Sardegna, quella storia che per secoli è stata taciuta e ignorata, la storia dei Shardana che per secoli, sin dal terzo millennio a.C. era il padrone incontrastato del Mediterraneo, può scegliere l’itinerario Cagliari-Olbia passando per la città di Nora, la necropoli di Monte Sirai, Sant’Antioco col suo tophet, l’Antiquarium e le catacombe, Barumini e la sua Reggia nuragica, il tempio ipogeico di San Salvatore di, la città di Tharros Sinis, nell’oristanese, il pozzo sacro di Santa Cristina, e via via tra villaggi nuragici e tombe dei giganti, grotte marine e musei sino ad Olbia. Ancora l’antica storia della Sardegna si riscopre, sempre partendo da Cagliari, con un’escursione nel Sarcidano, attraverso la zona montuosa di Sadali, la vallata del Flumendosa, la plaga archeologica di Santa Vittoria, i resti nuragici di Barumini, la Giara di Gesturi, il nuraghe di Orroli. Itinerari archeologici anche nel Sulcis, con tappe a Calasetta, Sant’Antioco, Antas, Carbonia, la valle di Montessu dove nel 4500 avanti Cristo venivano seppelliti gli eroi, Paniloriga, le Grotte is Zuddas di Santadi dalle pareti ricoperte di fiori di aragonite. Tutti luoghi dove storia e paesaggio si intrecciano, si fondono, offrendo immagini incomparabili di questa terra antichissima.
Inviato da: lunasmastros_ls
il 14/10/2008 alle 14:59
Inviato da: icknos
il 22/07/2008 alle 18:40
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il 22/07/2008 alle 18:28
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il 18/06/2008 alle 00:11
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il 23/03/2008 alle 15:27