Creato da lukyll il 19/08/2008
GIRO INTORNO AL MONDO IN BARCA A VELA
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Novembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

skipper101marcoupugiovanniliberatoritroccaioli.manuelaligny64vivicoppcodinobaggio1roberto.dellattelukyllperte46melongeo.agigipentagiuvesempreavanti2009casumarcello2005
 

Ultimi commenti

 

Chi può scrivere sul blog

Tutti gli utenti registrati possono pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« PUERTO AYORA - GALAPAGOSDI RITORNO DALL?ISOLA DI... »

ISOLA DI SAN CRISTOBAL - GALAPAGOS

Post n°89 pubblicato il 01 Aprile 2010 da lukyll

Venerdì 31 Marzo Al ritorno dall’isola di San CristobalLa staffa che sorregge l’alternatore è stata saldata e rimontata ma l’alternatore non funziona, occorre l’intervento di un elettrauto! Non si finisce mai!! Lo specialista verrà Lunedì.Intanto con Giovanni decidiamo di andare a visitare l’isola di San Cristobal che dice essere più carina sia come paese sia per i siti da visitare. Intanto gli altri aspetteranno l’elettrauto e poi, dopo le nostre informazioni, ci raggiungeranno. La partenza è alle 14, con il fresco! Prima controllo bagagli, vengono ricercati alimenti e frutta. Temono una importazione di semi, piante od animali che possano turbare l’equilibrio vegetale e animale dell’isola. Quindi si sale su di una barca a motore piuttosto piccola per il servizio che deve svolgere e ben presto si riempie completamente. Noi stiamo fuori, sul flight bridge, dove il vento ci rinfrescherà e scopriremo poi anche gli spruzzi di acqua. Ben presto mi ritrovo con il sedere bagnato perché gli schizzi depositati sul cuscino di plastica convergono inesorabilmente verso la conca creata dal mio peso. Mentre il sole svolge perfettamente il suo lavoro: mi arrostisce le orecchie non protette.A due terzi della traversata sembra finisca il gasolio tanto è vero che un giovane apre due bidoni da 60 litri e con un tubo di plastica travasa il contenuto nel serbatoio principale. Di sotto c’è un altro giovane che innesca il tubo aspirando con la bocca! Alla salute! Pericoloso per lui ma anche per la barca date le possibilità di incendio.Comunque felicemente arrivati al Puerto Baquerizo Moreno di San Cristobal. Appena scesi nel molo noto diversi leoni marini che incuranti del via vai dormono dove a loro più piace. Qualcuno per le scale altri sguazzano vicino mentre una mamma in banchina allatta il piccolo. Scatto qualche foto ma senza avvicinarmi troppo, a Giovanni la madre ha riservato un improvviso ruggito, vicino va bene ma non troppo! Il lungomare, dove si svolgono quasi tutte le attività del paese è molto piacevole, marciapiedi nuovi, aiuole con belle piante con tanto di cartello con il nome botanico e volgare, fichi d’india come piccoli alberi, il mare luccicante per il tramonto, tante barche a dondolare, bambini che giocano o che fanno il bagno tuffandosi da due scivoli o da una passerella, senza nessuno a guardarli, mentre qualche leone marino nuota indisturbato accanto a loro. L’atmosfera che si percepisce è di grande tranquillità e serenità, poche le auto, poco rumore, pochi gli schiamazzi, qualche turista, negozietti di magline con la tartaruga ed i soliti souvenir ma i negozianti fuori nelle panchine in calzoncini e maglietta a chiacchierare. Un’atmosfera di paese, piacevole, alla quale ti assuefai subito e volentieri, una “slow life”.Una signora ci invita ad entrare nell’hotel San Francisco, il suo, ci mostra la camera che è triste nonostante il balcone sul mare molto bello ma arriva un giovane a prendere moglie e figlia e ci dice in perfetto inglese che nelle stanze l’acqua scarseggia e non c’è aria condizionata. Alzo gli occhi e vedo il tetto di latta! Mi vengono in mente i “Piombi di Venezia”! Il signore americano ci dice se vogliamo andare con lui in un residence con acqua abbondante ed aria condizionata. Proprio quello che ci manca in barca, il fresco per dormire ed abbondante acqua per docce infinite! Come si sa in barca l’acqua dolce è un bene molto prezioso. Andiamo con il taxi da lui prenotato, buttiamo i bagagli nel cassone e si parte. Arriviamo alla casa che si trova in periferia, un cortile piastrellato con piccole luci a terra coperte con bottiglie di plastica tagliate a metà e diverse porte disposte regolarmente nel caseggiato. La stanza non è certo da 5 stelle ma c’è acqua ed aria condizionata …. E poi per 20 dollari a notte cosa vuoi di più?La sera, prima della cena, facciamo un giro e fissiamo una gita per il giorno dopo in mountain bike al vulcano e a vedere le tartarughe giganti, bagno al mare, pranzo al ristorante e pennichella in amaca. La mattina alle nove partiamo puntuali: Giovanni, io ed una coppia di sposini novelli di Barcellona. Le bici sono legate nel cassone del fuoristrada. L’autista ci mostra le varie piante che incontriamo e ci dice che un grosso problema è quello dei rovi di more che infestano la foresta e non fanno crescere la vegetazione locale. Poi ci mostra una pianta con dei fiori a campanula rossi e ci dice che da quella pianta si ottiene un a potente droga, un allucinogeno, il suo amico che l’ha provata diceva che camminava sul soffitto! IL principio attivo è la scopolamina, sostanza usata nei cerotti da applicare dietro l’orecchio contro il mal di mare. Se sniffato il polline ci si addormenta subito o si agisce in funzione di quello che ci dicono e poi non si ricorda nulla di quello che si è fatto. Droga usata da criminali senza scrupolo in America latina. Ci indica poi un’altra pianta da non toccare perché il lattice prodotto quando si stacca il frutto è molto irritante, come in Europa il lattice del fico.Arriviamo al vulcano e gli ultimi 300 metri li facciamo a piedi. Per fortuna la guida ogni tanto si ferma a spiegarci qualche pianta. Non so se lo fa per riprendere fiato lui o per farlo riprendere a noi! Dalla cima si vede il cratere, circolare, con un lago dove le fregate vanno a ripulire le loro penne dal sale marino nell’acqua dolce. Questi uccelli non hanno la ghiandola uropigialica e quindi non possono ingrassare le penne e potersi immergere nel mare a pescare. Cosa mangiano? Fregando, appunto, il cibo agli altri animali o pescando in superficie immergendo solo il becco come il giorno dopo abbiamo visto in mare facendoci partecipare alla fortunata pesca con un nostro applauso. Nella località Cerro Colorado si visita un centro per il ripopolamento della tartaruga. Ogni isola delle Galapagos ha una tartaruga leggermente diversa dalle altre soprattutto per il disegno nella corazza. Nell’isola Floreana e in Santa Fe’ sono estinte in un’altra è rimasto solo un maschio al quale è stata donata una femmina di un’altra isola con simile corazza. Sono molto buone da mangiare, hanno tre sapori: una parte sembra porco, una pollo e l’ultima somiglia al vitello. I Bucanieri e gli spagnoli se le caricavano nella nave e quando avevano finito le scorte se le mangiavano. Infatti possono stare fino a sei mesi senza bere o mangiare. Una donna norvegese aveva messo su una industria di carne di tartaruga in scatola. Per fortuna la sua azienda è fallita!Le tartarughe sono giganti, del diametro di un metro e dal peso di 150 chili, ma possono essere ancora di più, campano più di cento anni ma ancora non si sa di preciso. Chi è stato testimone della nascita non è riuscito ad essere testimone della sua naturale morte! Altre tartarughe piccole vengono allevate e quando hanno 30 anni vengono messe in libertà nel nord dell’isola. I predatori sono le formiche rosse, i topi ed i gatti che mangiano i piccoli.Camminata a piedi e poi ci troviamo in una bella spiaggia bianca dove fare un bagno ristoratore e rinfrescante. Ma all’uscita dall’acqua i tafani non ci lasciano in pace, mi rituffo proprio sott’acqua perché continuano a girarmi intorno alla testa. Esco di corsa, mi asciugo e me ne vado velocemente. Prima però uno che era volato su di una gamba lo faccio secco! Pazienza se avrò turbato l’equilibrio della specie, spero che Darwin non mi abbia visto, e poi anch’io sono un animale e sono sicuramente in forte competizione con i tafani! E poi dovevo vendicarmi di un pizzico ricevuto la sera prima che ancora, dopo tre giorni, mi prude. Non ho visto l’animale che me lo ha causato ma intanto cominciamo con il primo che mi capita a tiro!! In realtà ne ho ucciso un altro il giorno dopo, in catamarano, mi stavo per tuffare in mare ed avevo le pinne ai piedi, larghe, non mi poteva sfuggire … una pinnata …..secco!!!Pranzo al ristorante con antipasto di frutta mista, rinfrescante, pollo arrosto, riso e verdure. Persino il gelato. Poi solo 15 minuti a riposare in amaca. Una scolaresca di bambini le aveva tutte sequestrate.In fuoristrada fino al vulcano e da lì in bici fino a Puerto Baquerizo Moreno, praticamente tutta discesa. La classe è classe, non c’è niente da fare, batto tutti infliggendo un distacco di quasi venti minuti!! Come faccio? Rispondo che tutte le settimane mi alleno in piscina.L’autista poi ci porta ad una spiaggia dove possiamo ammirare ancora leoni marini e soprattutto le iguane di mare. La più grande lunga 80 cm, ma il suo aspetto è proprio primordiale, con le squame a criniera sul dorso, immobili sulle rocce di lava nera, a scaldarsi al sole. Mi avvicino con la macchina fotografica, scatto qualche foto ma non riesco a fare un primo piano del muso come vorrei. Mi avvicino ancora ma la bestia sembra sputare violentemente dalle narici. Non oso andare oltre, mi accontenterò del mezzo busto! L’autista poi dirà che sputa sale dalle narici perché cibandosi di alghe e nuotando in mare l’acqua deve essere separata dal sale che si accumula nelle narici ed espulso con violenza ad un metro e mezzo.La sera cena con Giuseppe ed Annamaria che ci hanno raggiunti nel pomeriggio. Ci racconterà che l’alternatore è stato riparato, il surriscaldamento aveva sciupato una spazzola e la centralina di controllo. Passeggiata serale sul lungomare, notiamo una infinità di leoni marini che dormono e ruggiscono, sembra che belino in verità, ma non diminuiamo il prestigioso nome del fiero animale. Sono centinaia, mi soffermo su di un piccolo che viene scacciato da tutte le mamme a cui si avvicina. Si fa tutta la spiaggia in su ed in giù ma non trova la sua. Bela, anzi, ruggisce a mala pena, ma nessuno si prende cura di lui. La guida ci diceva, mostrandoci sulla spiaggia parte di scheletro di un piccolo leone che sono allattati fino a tre anni e se la mamma mentre è in mare per cibarsi viene divorata da uno squalo, il piccolo va incontro a morte sicura. Le altre mamme non lo adotteranno, hanno i loro piccoli a cui badare. Mi faceva pena, avrei voluto aiutarlo. Si dice che questo è normale, è la selezione naturale. Per me è soprattutto sfiga! La popolazione convive con questi animali, sono dappertutto sul lungomare, nel marciapiede, nelle panchine, nella spiaggia che diventa inutilizzabile per gli escrementi e per il cattivo odore che emanano. E’ bella questa condivisione di spiaggia e marciapiede, questa coabitazione in una baia tra uomini e animali marini. Infondo anche noi apparteniamo al regno animale! Per il giorno dopo fissiamo l’escursione in catamarano a varie spiagge e al Leon Dormido che è un isolotto, o meglio un enorme scoglio con due fessure che da lontano sembra un leone marino addormentato. Con noi ci sono altre quattro persone, dei sub, e poi si è aggiunto Giuseppe. Partenza ore 9. Dopo mezz’ora di navigazione raggiungiamo una spiaggia dove ci sono i soliti leoni marini ma dormono sempre, i piccoli non giocano con noi come speravo. In compenso vediamo delle iguane in acqua mentre pascolano le alghe sugli scogli. Nuotano muovendo la lunga coda e si arrampicano con le lunghe dita armate di potenti artigli. Sarebbero anche carine se il loro aspetto non fosse così primordiale. Sono arrivate nell’isole Galapagos sopra tronchi di albero, casualmente e qui si sono adattate bene e soprattutto senza nemici naturali apparenti. Risaliamo in catamarano e ci dirigiamo verso il Leon Dormido. Facciamo snorkeling nella fessura più grande. Dopo poco si vedono 3 grandi razze, come dei rombi che nuotano muovendo appena gli angoli laterali, ci passano sotto, nel mare azzurro, rimaniamo tutti affascinati quando la giuda richiama la nostra attenzione, uno squalo di 1,5 circa, di quelli buoni!, scorre sotto di noi. Lo inseguo per un po’ e provo a tuffarmi immergendomi per due o tre metri, se ne fila con un colpo di coda. Stelle marine, un poco di corallo sulla roccia che scende a picco in profondità, altri pesci colorati ed uno con un testone enorme, forse un Dorado. Intanto la corrente ci fa oltrepassare la fessura fra le rocce ed è poi difficile rientrare verso la barca, ad ogni onda torniamo indietro. Occorre un discreto impegno per riguadagnare la nostra barca. Anche i sub vedono solo gli squali.Riposino di mezz’ora e si riparte verso la seconda fessura, più stretta, l’acqua entra fragorosa con l’onda dalla parte opposta mostrando una grande schiuma bianca che si perde nell’azzurro del mare. La corrente non è forte ma non possiamo andare oltre, le onde ci farebbero sbattere sulle rocce o risucchiare per un po’ verso il fondo. Tre leoni marini adulti se ne stanno nel mezzo, immobili a farsi cullare dalle onde a quel frastuono. Torno indietro per primo, anche perché ero l’ultimo della fila e la giuda ci indica una tartaruga che tranquilla nuota muovendo ritmicamente le poderose pinne anteriori. Poi un’altra ed un’altra ancora. Mi immergo per vederle da vicino ma l’intrusione non è gradita e lentamente si immergono per poi risalire a pochi metri di profondità. Scogliera a picco, pesci colorati, ricci ed infine una medusa piccola e poi una specie di tubo lungo un metro circa del diametro di 15 cm, un po’ ripiegato e trasparente, sembrava fosse costituito da un filo con tante piccole perline brune arrotolato nel vuoto. Non si intravedeva nessun organo. Mai visto, nemmeno nei documentari. La guida dice che appartiene alla famiglia delle meduse. Urticante. Pur non sapendolo, inizialmente, mi sono ben guardato dall’avvicinarmi! Pranzo con riso insieme a verdure e pollo a pezzetti, quello di ieri!, ma buono e poi con quella fame ….!! Ultima spiaggia per vedere i pescecani piccoli che per difendersi si nascondono fra le radici di mangrovie. Ne ho visto uno ma era un metro, non troppo piccolo. Prima di partire la barca è stata condotta al centro della piccola insenatura, in silenzio, a motore spento o quasi, ed abbiamo visto squaletti di 20-40 cm nuotare in prossimità delle mangrovie.Ritorno sdraiato al sole sul catamarano, stanco ma soddisfatto, il sole mi asciuga e mi brucia le spalle e le gambe, allora ricordo che siamo all’equatore! Ceniamo, e dopo un aperitivo, prendo polpo in salsa con latte di cocco. Buono. Mi cibo ormai quasi esclusivamente di pesce. Alle 22 a letto, la mattina dovremo alzarci alle 6 perché alle 7 parte il traghetto per ritornare all’isola di Santa Cruz dove è ancorata Chloe.

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/GIROMONDO/trackback.php?msg=8641120

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Luca il 05/04/10 alle 00:01 via WEB
Ciao babbo, ma fai il bagno con uno squalo di un metro e mezzo ? ma sei scemo? occhi che se mangi sempre i pesci loro alla fine mangiano te!!
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
sergio sacchetti il 02/05/10 alle 23:08 via WEB
tanto luciano non lo mangiano...ètroppo forte. aveva promesso a se stesso di girare il mndo in barca e lo sta facendo,e bene!..ciao sergio
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.