Creato da lukyll il 19/08/2008
GIRO INTORNO AL MONDO IN BARCA A VELA
 

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SANTA CRUZ DI TENERIFE

Post n°101 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da lukyll

SANTA CRUZ DI TENERIFE  -   ISOLE CANARIE

18 Ottobre 2011

 

La mattina del  17 Crilu è salpata per le Isole Selvagge, due piccole isole a 10 miglia circa l’una dall’altra, disabitate e costituenti  Parco Nazionale. La distanza da percorrere è di 160 miglia, quasi 300 Km. L’arrivo  è previsto per  la mattina del giorno dopo. Vento costante sui 10-14 nodi al lasco e velocità della barca sui 6-7 nodi. Traversata tranquilla anche di notte e la mattina arriviamo davanti all’isola verso le 9,30. Dobbiamo entrare nella baia per l’ancoraggio ma ci arriva un avviso dei guardiani via radio che ci sconsiglia l’ancoraggio causa forte risacca. Nel frattempo Loris accende il motore e sente una forte vibrazione dello stesso. Tutti preoccupati ci  mettiamo all’ascolto del rumore che si diffonde e accelerando un po’ risentiamo bene la vibrazione del piede dove ha sede l’elica e tutti gli ingranaggi che  le trasmettono il moto. Iniziano le supposizioni ed ognuno dice la sua. Che si sia rotto ancora una volta l’asse di trasmissione come avvenuto sei mesi fa ? Allora Giorgio si è calato nel vano motori cercando di vedere  se fosse davvero rotto l’asse ma  era necessario smontare parte della scatola ingranaggio della trasmissione. Qualcun altro pensava che ci fosse qualcosa nell’elica, tipo una cima o una rete che si fosse avvolta  e ne determinasse il disturbo. Al Comandante giravano abbastanza le scatole. Il suo meraviglioso gioiello si era rotto e le premesse per un sicuro affidamento sul motore erano diminuite vistosamente. Altre ipotesi sembravano improponibili.  Prove e riprova alla fine il motore parte senza vibrazioni e sembra tutto a posto.  Proseguiamo comunque a vela ed il motore riacceso verso le 21 per mancanza di vento.

L’arrivo a Santa Cruz di Tenerife è previsto per la notte infatti arriviamo a mezzanotte. Per fortuna che esiste il gps  altrimenti sarebbe stato difficile tra le migliaia di luci individuare quelle dell’ingresso del porto dove si trova il nostro marina.  Entriamo e via radio avvisiamo del nostro arrivo: ci attende il marinaio con una barchetta. Facciamo un po’ di manovre per l’ingresso del marina e poi ci viene indicato il pontile dove dobbiamo andare. Ma, proprio nel momento in cui il motore diventa indispensabile, lo stesso non risponde più ai comandi, bloccato. Allora il comandante agisce sull’elica di prua per spostare la barca e girarla nella giusta direzione ma anche quella si blocca girando solo da una parte! Il fumo esce dalle  narici ed anche dalle orecchie dello skipper mentre dalla bocca escono parole che sicuramente il padreterno non avrà apprezzato. Si chiama il ragazzo con la barchetta per farci tirare in una banchina laterale dove ormeggiarsi all’inglese e passare la notte. Poi domani …… sarà un altro giorno!

La preoccupazione è notevole,  se la barca già si comporta male ancor prima di partire per la traversata con guasti ripetuti al motore e all’elica di prua, anch’essa già con qualche problema nei mesi precedenti, e  il morale del comandante è a terra. Domani mattina alle 9 partiremo in cerca di un meccanico e di un elettricista.

Infatti già verso le 10 arriva il meccanico, guarda, mette in moto e sentenzia che la vibrazione è determinata dall’elica o dall’ingranaggio appena a monte di essa. Quindi va a casa a mettersi la muta, Loris tira fuori la bombola dell’aria compressa, pinne e maschera e il meccanico va sott’acqua ad ispezionare l’elica. Esce poco dopo chiedendo un coltello, si immerge di nuovo per uscirne pochi minuti dopo con una grande matassa di cime. Si erano avvolte all’elica e ne bloccavano il movimento. Grande sollievo di tutti e finalmente il sorriso torna sulla faccia del Comandante. La prova motore toglie qualsiasi altro dubbio. Il più è fatto. 

Rimane l’elica di prua indispensabile per ormeggiare nei pontili in presenza di altre barche. Sembra che Crilu non sia molto docile al timone in retromarcia. Il meccanico va a farsi la doccia e dopo una mezz’oretta torna per affrontare il problema dell’elica di prua.  Dopo un po’ viene fuori dal gavone di prua con un pezzo indicando quale, secondo Lui, è il guasto. Un interruttore comandato elettricamente presenta un buco fatto precedentemente da chi lo ha montato  per alloggiarlo con una vite nella sua sede e sembra che sia stato intaccato l’avvolgimento. Il pezzo era stato cambiato di recente ( un mese prima circa)dalla casa costruttrice della barca. Viene avvisata la ditta che lo aveva sostituito la quale dopo due giorni invia una mail annunciando l’invio del pezzo nuovo. In ritardo perché Loris lo aveva già ordinato versando anche un anticipo. Servirà come ricambio data la evidente delicatezza dell’apparato ( ricambio che costa circa ben 700 euro!! ).

Lo skipper , sollevato dei problemi risolti, ci invita a pulire tutta la barca: cabine, frigo, forno ecc. fatte diverse lavatrici per lavare i vestiti  e le copertine dei cuscini che stanno in pozzetto. E, come si sa, a togliere le fodere è facile, molto più difficile rimetterle. Infatti il Loris ci prova con una e dopo un quarto d’ora di lavoro infruttuoso getta via il cuscino e se ne va. Toccherà a me, armato della mia santa pazienza, con l’aiuto di Petra a rimettere le fodere ai materassini, lavoro che ha richiesto grande dispendio di sudore non tanto per la fatica ma per il nervoso dovuto alla pazienza necessaria per non gettare tutto in acqua, considerato che nel frattempo Giorgio faceva bollire l’acqua per la pasta e cucinava altri manicaretti producendo grande quantità di calore. Dopo un’ora e mezza la missione poteva considerarsi compiuta e potevamo sederci a tavola per la meritata cena.

La città di Santa Cruz di Tenerife non presenta particolari bellezze, solo dei palazzi in centro fine ottocento o primi novecento che la impreziosiscono di tanto in tanto e le danno un po’ di storia recente. L’edificio più moderno è l’Opera House, una specie di conchiglia con la parte superiore del guscio aperta. Simile a quella di Sidney, come concetto, ma più piccola e molto meno bella!

Partiremo per il ritorno in Italia il 21 ottobre perché Loris deve tornare per 3 settimane a casa e poi il periodo per la traversata è dalla fine di novembre fino a maggio, quindi partire adesso sarebbe poco prudente. Torneremo a Santa Cruz per fare cambusa e preparare la barca per la traversata  da iniziare verso il 23-24 novembre.

 

 
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