Creato da credoquiaabsurdum978 il 04/06/2008
Homo + canis = ?

CANE: istruzioni per l'uso

 

Benvenuti in questo blog.
Una prima, fondamentale ed imprescindibile precisazione: se avete un cane e siete desiderosi di comprenderlo al meglio e di rispettarlo quanto merita così da godere di lunghi anni in (reciprocamente) piacevole compagnia, questo blog condivide le vostre aspirazioni.

Se avete un cane e sapete solo che deve mangiare due volte al giorno ed uscire ogni tanto per sporcare, qui potreste imparare qualcosa.

Se non avete un cane, ma lo vorreste e tutto quello che sapete e pensate di dover sapere su di un cane é che deve mangiare due volte al giorno ed uscire ogni tanto per sporcare...FERMATEVI!
Prima documentatevi seriamente, poi chiedetevi se DAVVERO volete un cane. In questo blog troverete qualche indicazione, su testi ed argomenti.

Questo blog é contro l'adozione irresponsabile di cani.

 

I prossimi argomenti

 

In questo box trovate i prossimi argomenti che verranno trattati nel blog.


  • Trentino: 'non é un paese per cani'.
  • Gli allevatori: "brutta razza"...
  • Educatori e ri-educatori cinofili: panorama della professsionalità in Italia di queste figure
  • Anatomia: l'apparato della masticazione
  • Anatomia: la coda
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: la coda.
  • Anatomia: le orecchie
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: le orecchie
  • Anatomia: gli occhi
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: gli occhi ed il muso
  • Anatomia: il pelo
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: il pelo
  • Anatomia: l'apparato della fonazione
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: le vocalizzazioni
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: utilizzo del resto del corpo
  • Imparare il "canese". Gli strumenti della comunicazione canina: ormoni e feromoni
 

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...Esemplare...

 

19/07/08 Speedy
Sabato la mia ragazza, il mio cane ed io abbiamo conosciuto una ragazza (dall'accento, francese) ed i suoi tra cagnini al Parco Nord. Tre piccoli cagnetti, ognuno proveniente da una situazione disagiata di canile. La piccola terrier in età avanzata, la femmina di Cirneco dell'Etna con le zampe davanti deformate e lui, Speedy, un meticcino di forse un paio di chili con le zampe posteriori devastate da un investimento. Vederlo correre (sì, correre!) su e giù per la collinetta del parco, trascinandosi sull'erba morbida come un tappeto, festoso ed allegro, mi ha dato da pensare su quanto possiamo imparare dalla forza e semplicità d'animo dei nostri cani. Forse, avere obiettivi semplici e chiari nella vita e riuscire a perseguirli nonostante 'gli incidenti di percorso', é la chiave di ogni serenità e felicità...

 

Ipotesi

 

Da "Il mondo senza di noi", di A. Weisman
Il biologo di Harvard Edward O. Wilson parla del ripopolamento della terra da parte delle specie animali, subito dopo un'ipotetica sparizione della razza umana:
"[...] La megafauna sopravissuta si espanderebbe molto in fretta. Soprattutto i carnivori. In quattro e quattr'otto farebbero fuori il nostro bestiame. Dopo un paio di centinaia d'anni rimarrebbero pochi animali domestici. I cani si inselvatichirebbero, ma non durerebbero molto: non sono mai stati competitivi".
Strana opinione, quella di Wilson. Eppure i canidi esistevano da prima di noi (inteso come sapiens) e non si capisce perché dovrebbero sparire dopo di noi...

 

Il mitico Kong

 

Rappresentano un passatempo utilissimo per i nostri cani; permettono loro di tenere allenate le mascelle e puliti i denti e grazie alla resistenza davvero rimarchevole, possono essere lasciati a loro disposizione in nostra assenza.

Ecco il link della casa produttrice: http://www.kongcompany.com/

 

Giacomo Balla - "Dinamismo di un cane al guinzaglio", 1912

 

Da leggere assolutamente!

 

Università degli Studi di Bologna
Morfofisiologia Veterinaria e produzioni Animali
Università degli Studi di  Milano
Psicologia
Università degli Studi di Parma
Biologia evolutiva e funzionale

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca:
Pier Attilio Corsi (Università di Bologna)

"La qualità della relazione uomo-cane: valutazione del benessere dell'animale attraverso parametri etologici e fisiologici"

Il testo di obiettivi, risultati, bibliografia, etc. all'URL:

http://www.ricercaitaliana.it/prin/dettaglio_completo_prin-2004078103.htm#obiettivi

Lettura vivamente consigliata agli operatori di canili e rifugi!

 

Attenti ai cancelli!

 
21/08/08
Questa mattina, mentre camminavo verso l'ufficio, ho incontrato un mio collega (oggi in ferie) assieme alla sua bassottina con la testa tutta fasciata: é stata azzannata da un altro cane che si é sporto da una recinzione ed é riuscito ad addentarle un orecchio, recidendogliene parte.
Prestate sempre la massima attenzione alle recinzioni, quando siete a passeggio col vostro cane: soprattutto se il vostro é piccolo, essere azzannato all'improvviso da un grosso cane che riesce a sporgere la testa da una cancellata, potrebbe essergli fatale! Insegnate quindi ai vostri cani a non infilare mai la testa tre le sbarre di cancelli e recinti per brucare erba o annusare qualcosa: potrebbe rivelarsi un vizietto estremamente pericoloso.
 

Sleeping dogs

 

 

Idiozie dai forum...parte 1

 

Domanda di un utente sul collare a strozzo: "ma non fa male al cane?"

Risposta: "Non fa male al cane, é solo il nome che fa impressione"

L'idiota risposta é stata gentilmente fornita da una donna che si presenta come 'Professional Handler e Groomer' nel suo blog personale.
Complimenti vivissimi! Che sensibilità e cultura cinofile encomiabili!

 

MALINTESI

 

Confondere lupo e cane domestico é un po' come sostenere che un abitante delle nostre metropoli ed un indio amazzonico hanno grosso modo lo stesso atteggiamento o culture e retaggi paragonabili.

Messa così la questione, dovrebbe essere chiaro a tutti che non regge...

 

"PUG PUPPIES"

 

Franklin Whiting Rogers, 1818 

 

"Venere d'Urbino"

 

Tiziano, 1538
 
 

 

 

Cinofilia? No grazie, non mi piacciono i film…

Post n°14 pubblicato il 10 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978
 

Avere un atteggiamento troppo cattedratico può rendere antipatici.

Così, per una volta, ho pensato di far parlare al posto mio, in questo articolo, chi di cani se ne intende veramente…

Quello che riporto e segue è preso da internet, dalla discussione di un forum come tanti altri che parla di cani, gatti & c. e che ovviamente non citeremo per non ferire i sentimenti delle anime candide che amano tanto i loro cucciolini tatosi e trullallero e trullallà e che potrebbero vedere lesa la loro sensibilità sentendosi dare (ragionevolmente, peraltro) dell’idiota.

Se poi scrivono boiate simili, poco male.

Mi preoccupa solo un pochino la sorte dei loro cani.

…A meno che non pensiate anche voi che, in fondo, un cane ha bisogno solo di mangiare un paio di volte al giorno e di uscire due o tre volte a fare i bisogni…

Con ‘UsrX’ riporterò il testo dei post degli utenti ‘standard’; con ‘Mod’, la perla di saggezza del moderatore della discussione. Una vera garanzia di serietà e correttezza scientifica degli argomenti trattati…

Usr1

Se un cane femmina fa' la pipì con la zampina alzata significa che ha un carattere dominante??”

Mod (avrebbe potuto benissimo rispondere ‘No’ e chiudere la discussione – evidentemente idiota fin dai prodromi - invece…)

“Così dicono”

(…Risposta sibillina; il geniaccio non vuole prendere posizione su un argomento tanto controverso e dibattuto all’interno della comunità scientifica…)

Usr3

Il mio cane dopo mesi di allenamento riesce ad alzare la zampa, ma deve appoggiarla su una superficie non scivolosa ed è dominante, anche se molto equilibrata.. nel senso che domina solo se l'altro si sottomette, ma se l'altro cane è più grosso o più dominante, lei si sottomette senza fiatare.. ma detto così mi vengono i dubbi.. è dominante o no? o solo capace di capire le situazioni?

(…l’importante è avere le idee chiare…)

Usr4

Ho visto una cagnetta completamente inibita alzare la zampetta...quindi non lo prenderei così sul serio come diceria...ci sono cagne molto dominanti che la pipi la fanno accosciate...mah...”

(Finalmente qualcuno ventila la possibilità che si tratti di una stupidaggine, anche se congetture che partono da presupposti errati – v. articolo precedente sulla ‘dominanza’…)

Usr5 (questa persona ne sa una più del diavolo)

“Fare la pipì contro superfici verticali è un modo per marcare il territorio e lo fanno anche le femmine. Stessa funzione ha quando "raspano" per terra, solitamente dopo aver fatto pipì. Sia attraverso l'urina che attraverso alcune ghiandole che hanno sotto le zampine rilasciano feromoni marcando così il territorio. E' diversa la pipì fatta perchè scappa da quella fatta per marcare il territorio”

Usr1

“Ma lei non fa' la pipì contro le pareti verticali ma solo a terra, per farla però solleva la zampa...chissà se mi sono spiegata... non e' facile da descrivere” (eh no…La relatività è più semplice…)

Usr5 (il dubbio si insinua anche in lei)

“A dire il vero lo faceva anche la mia femminuccia ogni tanto, andava un po' a momenti, ogni tanto zampina su, ogni tanto giù...non mi sono mai posta il problema....però la faceva anche contro le piante o contro i pali” (il ‘cane untore’… Ai tempi di Renzo e Lucia, gli avrebbero fatto la pelle…)

Usr6

La mia non è per nulla dominante.. quando la porto in giardino a far la pipì si abbassa normalmente invece quando siamo in giro sempre con la zampetta alzata!”

(Quindi, un caso di sdoppiamento di personalità? Una brutta bipolarità?)

Usr7 (Quando le speranze stavano per svanire, un barlume di razionalità…)

“Ma scusate, chi ha mai detto che solo i cani dominanti marcano il territorio???non mi risulta che sia così”

Usr3 (Con piglio sicuro, di ritorno dopo essersi ‘documentata’, evidentemente…)

“Allora, un cane dominante tenderà a far sentire maggiormente il suo odore rispetto a quello degli altri. Un cane può essere dominante, ma ne puoi trovare uno più dominante di quello. Ci sono cani che per far pipì alzano moltissimo la zampa, con molta "convinzione" diciamo.
Marcare il territorio al giorno d'oggi è un po’ fuorviante. Un territorio, che può essere un quartiere per esempio, è frequentato da un botto di maschi, e certo non è che lo "marcano"... tenderei a dire che provano a far prevalere il loro odore su quello degli altri, difatti se vedi, alla fine i posti più pisciati sono sempre quelli...Ci sono femmine che sono dominanti anche coi maschi, appena il maschio si sposta da far pipì loro vanno sopra e coprono subito col loro odore...”

Usr 7 (al quale, evidentemente, la questione sta a cuore, posta proprio in questi termini e per questo rischia di andare in loop…)

“Coprire con il proprio odore quello degli altri è proprio marcare e infatti è per quello che se frequenti posti frequentati da cani noterai che tutti la fanno negli stessi posti...se 2 cani si incontrano appena uno la fa, l'altro va lì e gliela fa sopra. Spesso anche le femmine. Non ha senso dire "il mio cane non può marcare perchè non è dominante" perchè non è indispensabile che con gli altri cani si dimostri sempre il + dominante per manifestare il comportamento della marcatura del territorio”

********************  Ed infine – finale col botto, direi…******************

Usr8 detto ‘Deus ex machina’ e noto anche sotto pseudonimo ‘Il genio’

Cane dominante o no possono tutti farla con la zampetta alzata.....mi pare che ormai sia chiaro!”

Spero anche voi vi siate fatti delle grasse e sonore risate leggendo questo sapido scambio di cretinate.

Ora, però, torniamo un attimo seri.

Trovo veramente inquietante questa contro-cultura cinofila. Intendo dire: chi non legge libri sull’argomento, nemmeno le rivistucole (che, per la verità, hanno ben poco se non nulla da insegnare …), non si pone domande e quindi non cerca risposte, posso comprendere (non tollerare, che è troppo) che si rotoli nella sua crassa ignoranza e continui a credere che un cane sia più o meno come una moto: spese di manutenzione, portarla a fare almeno un giro ogni tanto sennò si ovalizzato le gomme,…

Ma chi crea e frequenta questi forum tematici? Non è qui dove si dovrebbe cercare di fare ‘cultura cinofila’? E se la risposta è sì, che cosa sono queste sequele di idiozie?

Purtroppo, non ho pescato in rete l’unico e rarissimo scambio di pistolate sui cani. Di forum d’argomento cinofilo (almeno nel nome e, forse, per alcuni utenti, anche nelle intenzioni) ce ne sono moltissimi e vi posso garantire che scambi di questo livello (ed anche peggio) sono quasi (purtroppo) la norma.

Ora, mi chiedo: ma admin e moderatori non dovrebbero essere persone all’altezza (quanto a competenze) di bloccare discussioni idiote o per lo meno di sciogliere dubbi tanto sciocchi ed infondati e di dirigere gli utenti su livelli un po’ più elevati di dibattito?

Mettetevi nei panni di una persona che ha appena portato a casa il suo cucciolino.

Ha il pc e che fa? Prima cosa, si iscrive in uno di questi forum pensando che non possa esserci posto migliore per ‘farsi una cultura’. Scarica una tonnellata di foto del suo cuccioletto, si becca le decine di commenti da diabete e poi comincia a porre domande o a leggere i post alla ricerca di info e risposte sui suoi dubbi più reconditi.

Ed ecco quello che trova!!!!!!!!

Trovate ancora stupefacente la terribile e diffusa ignoranza che scontano i nostri cani?

Penso che buona parte di questi forum siano i bastioni della ‘controrivoluzione culturale’. Chiunque abbia un pc può collegarsi e scrivere una marea di idiozie, confondendo le idee a chi, magari, in buona fede cerca informazioni attendibili e inducendo, indirettamente o direttamente, i meno scrupolosi ad intrattenere atteggiamenti che possono sconfinare nel lesivo per gli animali oggetto delle insane attenzioni.

Ora, è pur vero che la libertà di espressione può avere tra le conseguenze il diffondersi di informazioni errate o parziali. Questo si verifica, peraltro, a riguardo di qualsiasi argomento.

Faccio un esempio: giorni fa mi è saltata la valvola EGR dell’auto. Questa valvola, tra le altre cose, col suo funzionamento abbatte l’emissione di NOx (ossidi di azoto), decisamente inquinanti e parte (tra l’altro) del processo delle piogge acide. Su molti forum, molte persone sostenevano di aver escluso tali valvole dal funzionamento dei loro motori e decantavano aumenti di prestazioni (smentiti da altri) e risparmio di carburante, ma nessuno diceva ‘P.S. contribuirete ad inquinare - e pesantemente! - l’ambiente ulteriormente’.

Questo è il processo di informazione parziale, incompleta e fuorviante dei forum, nei quali molto (troppo) spesso scrive gente che ha solo una vaga idea di cosa stia parlando e, magari, in realtà, cerca un po’ di compagnia, fosse anche solo virtuale.

Questa scarsa qualità delle informazioni credo sia grave e pericolosa nel momento in cui l’oggetto del dibattere sono organismi viventi e senzienti quali i nostri cani.

Per questo invito chiunque frequenti questi forum a prendere posizioni forti e chiare di fronte alle stupidaggini che vi circolano in quantità industriale.

Certo, qualche acido utente potrebbe risentirsi e tacciarvi di supponenza quando lo metterete di fronte all’evidenza di scrivere idiozie (…e la cosa potrebbe diventare tanto fastidiosa e demoralizzante da indurvi a non frequentare più quel forum, come è accaduto talvolta a me), ma è pur sempre meglio seppellire una idiozia sotto evidenze a confutazione e fare dell’informazione seria, che non salvaguardare le buone maniere di facciata e lasciar circolare tutte queste stupidaggini.

 

 

 
 
 

Miti da sfatare.

Post n°15 pubblicato il 10 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978
 

Miti da sfatare – parte 4: dispetti e capricci del cane.

 

Proseguiamo la serie dei luoghi comuni sui cani con i capricci del quadrupede.

Quante volte avete sentito persone attribuire al proprio cane atteggiamenti e sentimenti quali ‘gelosia’, ‘vendicatività’, …?

Ebbene: ‘umanizzare’ i nostri cani è il peggior servizio che potremmo rendere loro; viceversa, avremmo molto da imparare dalle loro virtù, ma pare che la visione antropocentrica della realtà ci impedisca un processo catartico simile.

Tra tutte le qualità (o, meglio, i difetti) umani attribuiti per proprietà transitiva ai nostri compagni più prossimi, quello della gelosia è forse l’unico giustificabile in un qualche modo.

Il padrone, il membro della famiglia, il gruppo nell’insieme (nella versione civilizzata del branco dei nostri cani domestici) rappresentano una risorsa, ovviamente fondamentale, per il nostro cane. Ecco spiegate le manifestazioni di insofferenza qualora una di queste figure dedichi attenzioni ad un altro cane o, talvolta, anche al bambino di casa. Per il nostro cane non è altro che una competizione per risorse per lui vitali. Stabilire una relazione che innalzi la persona ad un livello superiore a quello di risorsa passiva agli occhi del cane è la semplice soluzione della fraintesa gelosia.

La vendicatività riassume un’altra vasta categoria di manifestazioni del cane fraintese dalle persone che, chiaramente, non possono (se non fortuitamente) giungere alla soluzione di un problema che non riconoscono correttamente. Molte persone giurano che il loro cane ‘fa i dispetti’ (se lasciato da solo, se isolato durante visite di conoscenti a casa, ecc.) e così innescano un meccanismo di ‘delitto e castigo’ dostoevskijano, chiaramente inutile ed anzi controproducente. Cosa che sarebbe chiara se fosse riconosciuta e conosciuta la reale causa del 90% dei casi di ‘dispetti’, ovvero le varie sfumature di ansie da separazione. Su questo tema, peraltro esiste una vasta letteratura e rimando quindi ai testi citati qui nel blog.

Altre manifestazioni generalmente fraintese dai proprietari sono le monte sociali, che, nei casi di ignoranza più crassa e perniciosa, vengono scambiate dagli avviliti proprietari come manifestazioni di devianza sessuale dei loro animali (anche il concetto di ‘devianza’ e di sesso ‘secondo natura’ sarebbero da discutere, ad esempio alla luce delle pratiche dei bonobo – 97% del DNA condiviso con homo sapiens – che praticano abbondante sesso, non solo eterosessuale e per puro edonismo). Della stessa categoria, ma che più spesso genera imbarazzata ilarità anziché vera vergogna sono le monte su persone: intendiamoci, il vostro cane non vi ama al punto da desiderare una bella cucciolata da voi. Quello che sta facendo può essere una monta sociale (quindi con le sue implicazioni di manifestazione gerarchica), oppure lo sfogo di un picco di stress (la mia cagnina esibisce spesso questo atteggiamento quando si trova imbarazzata da una situazione o da un luogo che non conosce o dal quale vuole allontanarsi) o più difficilmente – ma non è impossibile – un vero gesto sessuale (d’altra parte, potrebbe esservi capitato di sorprendere il vostro cane montare un oggetto inanimato o leccarsi freneticamente…). Come non citare poi la coprofagia ed il rotolarsi negli escrementi, che sono indiscutibilmente abitudini esecrabili ai nostri occhi, ma difficilmente estirpabili dalle abitudini dei nostri cani. In merito alla coprofagia, dirò che spesso la cosa diventa pressoché impossibile da evitare ad esempio in presenza di feci di gatto, poiché i cibi per gatti contengono un’infinità di aromi che rimangono anche nelle feci e diventano degli inviti a banchettare per i nostri cani. Quanto al rotolarsi negli escrementi, teorie recenti, molto interessanti e, fondamentalmente, condivisibili (se non altro, non confutabili) ventilano l’ipotesi che per i nostri cani coprirsi di sterco e materiale immondo in genere (carogne, pattume) possa essere o una pratica edonistica e senza fini pratici (viene paragonata al nostro ascoltare musica) oppure una dichiarazione di status, ovvero i cani, esibendo un odore per loro gradevole, dichiarano sostanzialmente ai loro simili di provenire da una zona ricca di risorse appetibili (quali le carogne, ad esempio). Il classico rubare il cibo dalla tavola, poi, è una evidente e palese dichiarazione di ‘indipendenza’ del cane, nel senso che vede i padroni come dei compagni di branco, tuttalpiù, ma non come legittimi proprietari della risorsa che rubano ed alla quale, dal loro punto di vista, i padroni non hanno diritto di precedenza nel godimento. E nel dire questo, lascio all’approfondimento sui testi citati il suggerimento di quali rapporti dovreste avere col vostro cane per evitare che ciò accada, fermo restando che, personalmente, non credo per nulla nel tentativo di ricreare nel nostro contesto civilizzato gerarchie lupine, inutili ed irragionevoli per contesto ed interspecificità degli attori della relazione uomo – cane (l’obiettivo, secondo me, dovrebbe essere la reciproca ‘comprensione’, ‘tolleranza’ e la ‘collaborazione’). Sul tirare al guinzaglio, abbiamo già chiarita una delle possibili (spesso, la principale ed unica) cause: il collare a strangolo. Esiste poi certamente la possibilità di cani dal temperamento particolarmente esplosivo (e con manifestazioni commisurate), ma in generale il fatto che il vostro cane ‘vi porta dove vuole’, non dipende da prepotenza nei vostri confronti. Semplicemente, con ogni probabilità và dove lo porta…il tartufo. E se voi non volete seguirlo come un aquilone, dovrete semplicemente rendervi più interessanti ed attraenti della traccia che sta seguendo (può trattarsi anche solo di carisma, una empatia che porti il vostro cane a seguirvi semplicemente perché glielo dite). Oppure il vostro cane non è attratto da qualcosa…ma respinto (per paura: i cani non hanno molti filtri nel loro set di interpretazione/valutazione del mondo e della realtà) da qualcosa nella direzione opposta a quella in cui vi sta trascinando. Ringhiare o mordere se allontanati da letti e divani non è prepotenza o aggressività, ma semplicemente la difesa di un privilegio probabilmente conquistato col vostro benestare. Siate quindi parchi nell’elargire tali privilegi e cercate di avere sempre la certezza di poter chiedere al vostro cane di scendere o non salire sul letto e di poter contare sulla sua collaboratività ed obbedienza in tal senso.

Vi sono poi un’infinità di atteggiamenti dell’uomo che inducono nel cane reazioni antitetiche a quelle che ci aspetteremmo; ma, sempre la maledetta visione antropocentrica della vita, impedisce spesso alle persone di rendersi conto di essere loro in fallo, non il cane. Ad esempio, avvicinandovi frontalmente e poi chinandovi su di un cane con un largo sorriso e riempiendolo di pacche sulla testa, avete commesso in una sola azione ben cinque stupidaggini che, nella meno cruenta delle ipotesi, diminuiranno il vostro piacere nel contatto con un cane che si ritrarrà e forse abbaierà o abbozzerà un ringhio; nella peggiore invece delle ipotesi, vi farà guadagnare un sacrosanto morso. Perché? Primo, non è detto che quel cane tanto carino voglia essere avvicinato e men che meno toccato da voi. Bisogna ammettere la nient’affatto remota ipotesi che un cane stia benissimo senza le vostre carezze. Secondo, approssimarsi ad un cane frontalmente, magari anche impettiti e con passo rigido equivale agli occhi del cane a possibili problemi in avvicinamento (i cani, se sono animanti da buone intenzioni, se non si conoscono tra loro ma conoscono il galateo canino, si avvicinano gli uni agli altri descrivendo una curva più o meno ampia a dire ‘ciao, vengo in pace’…). Terzo, piegarsi ed incombere su di lui frontalmente è (nel linguaggio canino) una seconda minaccia. Quarto, cosa fanno i cani per avvisare che sono a disagio o che stanno per sferrare un attacco, che sia per difendersi o per offendere (questa è facile, dai!)? Mostrano i denti!, quindi il vostro bel sorriso equivale agli occhi del povero cane alla terza minaccia. E, dulcis in fundo, (quinta stupidaggine) gli riempirete la testa di pacche, amichevoli per voi, ma che lui interpreterà come un tentativo di intimorirlo e sottometterlo (anche gli umani danno degli scappelloti ai loro simili quando vogliono schernirli o intimorirli).

A questo punto…anche io vi morderei!

Detto tutto questo, se avete sempre pensato che in giro fosse pieno di cani aggressivi o mal socializzati perché non ricambiavano le vostre manifestazioni d’amore con scodinzolii ed uggiolii appena vi siete accorti della loro esistenza, incontrandoli per la strada, forse siete voi che sbagliate tutto!

E quindi, o provate a rapportarvi più correttamente, o provate ad amarli…di meno!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Cani in città. La dura vita delle metropoli – parte 1.

Post n°16 pubblicato il 13 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978

Personalmente, la parola ‘metropoli’, evoca in me immagini opprimenti: congestione, fretta, asfissia, grigiore, maleducazione.

Sopra e sotto e dentro queste colate di cemento ed asfalto, noi umani abbiamo deciso (chi più, chi meno…) di vivere (o, meglio, ‘sopravvivere’), risucchiati dai ritmi frenetici e parossistici della nostra vita consumata in questa fetta di mondo ‘civilizzato’… Ma i nostri cani?

Cosa significa per loro vivere in questo contesto?

Ecco una riflessione ed alcuni spunti per padroni metropolitani, ma responsabili.

Le nostre case.

Su Internazionale nr. 755 del 01/08/08 è apparso un articolo interessantissimo sugli ascensori ed il trasporto verticale delle persone in genere. Tra le altre cose, viene citato e si parla di uno studio di Otis (uno tra i maggiori produttori di ascensori al mondo) riguardo allo spazio libero attorno a sé minimo, avvertito come necessario dalle persone per non andare in stress; questo spazio è di 70 cmq, ma negli ascensori di solito non sono disponibili più di 60 cmq (in rapporto alla capienza massima in persone dichiarata per la specifica cabina), spesso meno, in funzione della correttezza progettuale e dell’affollamento della cabina. Il meccanismo che si innesca (quando si scende sotto la ‘soglia dell’intimità’, come viene chiamato lo spazio attorno a noi nell’area più prossima al nostro corpo) è quello del fastidio, dell’ansia ed anche dell’aggressività che conosciamo tutti o che abbiamo comunque provato di persona in molti, in un ascensore o in metropolitana. Lo studio testimoniava anche che i detenuti per crimini violenti e gli schizofrenici utilizzati per il test necessitano fino al 15% in più di spazio rispetto alle persone normali, pena un incremento dell’aggressività.

Venendo ai cani, è certa la loro visione ‘padronecentrica’ del mondo, pertanto, in realtà e di contro a noi umani, sopportano di buon grado di vivere in abitazioni decisamente piccole ed affollate, purché:

a) abbiano un loro posto, per quanto piccolo, off-limit per tutti, dove riposare in pace e rifugiarsi in momenti ‘difficili’;

b) abbiano un costante (non ‘continuo’) e concreto contatto col padrone (interazioni quotidiane come gioco, come cura dell’igiene del cane, etc.);

c) abbiano una quotidiana finestra di libertà assoluta in spazi adeguati (parchi, campi agricoli, boschi), che rappresenta una vitale fonte di stimoli (olfattive, visive, tattili, gustative), una valvola di sfogo delle energie (fisiche e psichiche) non altrimenti spese e l’occasione per mantenere tonico il fisico.

Molti, troppi padroni, avendo la fortuna (dal punto di vista umano) di avere un terrazzo o addirittura un giardino, si ritengono ottimi padroni garantendo al limite due o tre uscite di 5 minuti al giorno al loro cane, giusto per portare le deiezioni fuori casa (nel primo caso) oppure anche senza quelle, dato il giardino (nel secondo caso): inutile dire che sono atteggiamenti errati e con pesanti ricadute sulla psiche del cane che, privato in questo modo di tutti gli stimoli prima esposti, di qualsiasi relazione sociale se non quella all’interno della famiglia e di qualsiasi esperienza esterna alla routine quotidiana, presto sviluppa atteggiamenti più o meno deviati, che vanno dalla stereotipia autolesionistica da stress (leccamento, rincorsa e lacerazione della coda, etc.) all’aggressività verso altri cani e/o umani.

Ricapitolando: la casa, grande o piccola che sia, con o senza terrazzi e giardini, dovrà essere la ‘tana’, vostra e dei vostri cani, ma fate in modo che non diventi mai la loro priginione, ancorché ‘dorata’. Dovrà sempre essere e rimanere il posto più piacevole e sicuro dove stare tra una scorribanda e l’altra.

L’alimentazione del canis metropolitanis.

L’alimentazione dei cani è un argomento che ormai ‘tira’ quasi quanto il gossip delle riviste da salone di parrucchiera per signore. Ognuno ha la sua ricetta, ognuno ha la sua idea: dal BARF (Bone And Row Food) alle scatolette più costose, dal secco industriale alle diete casalinghe, le possibilità sembrano infinite.

Un concetto di base ed universalmente valido (e che dovrebbe essere alla base di una scelta sensata) è che i nutraceutici (da Wikipedia: “Un nutraceutico è un ‘alimento-farmaco’ ovvero un alimento salutare che associa a componenti nutrizionali selezionati per caratteristiche quali l’alta digeribilità e l’ipoallergenicità, le proprietà curative di principi attivi naturali estratti da piante, di comprovata e riconosciuta efficacia”) dei quali necessitano i nostri cani non corrispondono ai nostri. In tal senso, scartate a priori le diete casalinghe, il cibo industriale, quando di ottima marca e di comprovata qualità, è un’ottima soluzione, perché garantisce la presenza di quei principi che in una dieta casalinga non sarebbe assolutamente facile (o meglio, sarebbe impossibile) fornire ai nostri cani. Quindi, un ottimo secco industriale unito ad un po’ di umido (che può essere carne comprata e cotta da noi, più riso integrale o pasta e verdure) sarà una dieta ben accetta, varia senza mettere in difficoltà l’apparato digerente del vostro cane e nutriente quanto deve essere.

L’accortezza inevitabile nell’alimentazione del canis metropolitanis sta nelle dosi: considerate che l’attività del vostro cane sarà limitata alla finestra di libertà della sera, quindi non dovrete riempirlo di calorie: probabilmente, durante il giorno, finirebbe con l’essere ansioso e stressato, avendo in corpo una bomba che non può esplodere. Valutate inoltre che un ulteriore apporto calorico il vostro cane l’avrà dai premi che lascerete nei suoi giochini durante la vostra assenza (vedi riquadro del blog circa il Kong).

Il precetto più semplice ed efficace rimane la valutazione ad occhio del vostro cane: una volta trovata la sua linea e la sua dieta ideali, diminuite le dosi di cibo se a parità di attività fisica tende ad ingrassare, aumentatela se cala di peso. Presto dovreste trovare il vostro equilibrio.

Non cadete nel tranello del ‘cane abbuffato, cane soddisfatto’; un cane appesantito da un pasto super-abbondante non è necessariamente un cane più tranquillo, anzi. Un cane appesantito è come una persona appesantita: nervosa, in attesa di sentir passare ‘quel peso’…

Un cane ben nutrito e che fa la giusta attività fisica: questo sì che è un cane felice e sereno.

 

 

 
 
 

Cani in città. La dura vita delle metropoli – parte 2.

Post n°17 pubblicato il 16 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978

La ‘passeggiata di servizio’.

Chiamo così quelle due (inverno) o tre (estate) uscite quotidiane che dovete garantire al vostro cane per l’espletamento delle sue normali funzioni fisiologiche. Queste sono aggiuntive all’uscita quotidiana dedicata alla libertà (prossimo paragrafo).

La passeggiata di servizio può essere il classico ‘giro dell’isolato di pochi minuti’, indicativamente la mattina, a mezzogiorno (se avete la possibilità di rincasare dal lavoro in pausa pranzo o comunque qualcuno se ne occupa per voi) e la sera prima di andare a dormire. Sarebbe auspicabile, in ogni caso, variare il percorso di queste brevi uscite: ricordate che per i nostri cani, annusare le marcature degli altri cani è l’equivalente nostro di leggere il giornale o seguire un notiziario, è il loro modo di mantenersi aggiornati sulle novità del quartiere in cui vivono. Permettete quindi loro di indugiare in questa attività (accantonando i vostri scrupoli da iper-igienisti) e di marcare a loro volta le ‘bacheche d’annunci’ che troveranno più interessanti.

E’ utile in questo paragrafo fare un appello al vostro senso civico riguardo alla raccolta delle deiezioni. Se il vostro cane evacua unicamente sull’erba ed in aiuole non destinate al passaggio dei pedoni, personalmente trovo eccessivo darsi la pena di raccogliere ogni singola deiezione. La disgregazione di queste è molto rapida (ad opera di sole, acqua, insetti, microrganismi) e per esperienza personale posso garantire che uno spazio verde di quartiere di due/trecento mq, ancorché frequentato regolarmente (quotidianamente) da una dozzina di cani, non raggiunge mai il livello di ‘saturazione’… Variando poi i vostri percorsi quotidiani come suggerito, eviterete ulteriormente il presentarsi del problema.

Viceversa, se il vostro cane evacua con facilità anche sull’asfalto (o se – poveri i vostri cani! – non avete verde a disposizione nelle vicinanze), portate sempre con voi paletta e sacchetti: la durata delle feci su di una superficie non assorbente e senza vegetazione quale asfalto e cemento è di molto superiore alle condizioni citate più sopra, si generano cattivi odori e la permanenza a lungo delle feci richiama insetti (come le mosche) che poi costituiscono un fastidio e problema anche per noi. Inoltre, rispettare il decoro e l’igiene pubblici rende l’unico buon servizio ai vostri cani che potete rendere loro per renderli meno invisi a chi proprio non li sopporta (e sono purtroppo molti, spesso arrabbiati coi cani, mentre la colpa della sporcizia che li assilla è una colpa dei padroni irresponsabili). 

Ricordatevi che durante le uscite al guinzaglio, l’incontro con altri cani potrebbe essere problematico: molti cani manifestano atteggiamenti aggressivi quando sono trattenuti dal guinzaglio, che impedisce loro la più economica delle soluzioni (in caso d’ansia) quando incontrano un loro simile: la fuga (della serie, la miglior difesa è l’attacco).

Ricordatevi inoltre che il guinzaglio, oltre ad essere un obbligo in luoghi aperti al pubblico per tutti i cani sopra i 20 kg. di peso, è anche l’unica possibilità ragionevole per portare i vostri cani in mezzo al traffico: mi astengo dal commentare quei pazzi che si aggirano per strade cittadine preceduti o seguiti dai loro cani slegati; per me si tratta solo di idioti irresponsabili, che non hanno il minimo controllo sulle loro bestie (come potrebbero? Spesso, nemmeno li guardano mentre camminano!) e che mettono a repentaglio l’incolumità del loro cane e delle altre persone (se non avete mai visto un’auto che ha investito un cane di taglia grande, vi posso garantire che ha tutto l’aspetto di un vero incidente automobilistico, oltre a costare la vita al povero cane). Evitate inoltre i guinzagli estensibili: non garantiscono alcun controllo sul vostro cane; un esempio banale: vi precede di cinque metri, svolta un angolo prima di voi e, per quando lo raggiungete, è già aggrappato ai calzoni di uno sconosciuto… Inoltre, i guinzagli estensibili, prevedono un solo modo di ‘recuperare’ il cane, dovete procedere come se l’aveste pescato: strappo e riavvolgimento del cavo, strappo e riavvolgimento… Inutile dire che la parte dello strappo è prevedibilmente lesiva per il cane, che viene riacchiappato a furia di strattoni! Con un normale guinzaglio a fettuccia (di tre metri), viceversa, bloccate il cane trattenendo il guinzaglio e riavvolgendolo nelle vostre mani: vi sfido a farlo con il cavo di nylon di quei maledetti guinzagli estensibili, mentre magari il vostro cane è in trazione: vi affettereste come una mortadella…

Ricordatevi di avere sempre quattro occhi quando camminate in città, soprattutto se date al vostro cane qualche metro di guinzaglio: un’auto che sbuca dal cancello elettrico di un cortile, un bambino che attraversa correndo davanti al vostro cane, un gatto nascosto sotto un’auto, il vostro quattrozampe che si fionda giù dal marciapiede per attraversare la strada trafficata perché ha visto un suo simile sul marciapiede opposto,… In un attimo il vostro cane potrebbe essersi fiondato…verso un mare di guai. Guai che, se esistesse una vera giustizia, dovrebbero essere solo ed esclusivamente vostri: la responsabilità di ciò che fa lui è vostra e solo vostra.

Sulla via del parco.

Se per portare il vostro cane a fare la sua sacrosanta oretta di libertà siete costretti a prendere l’auto, vi occorre ricordare quanto disposto dall’ art. 169 del Codice della Strada in materia di trasporto di animali domestici a bordo dell’autovettura:

“6. Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell'art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.“.

Personalmente, odio i trasportini e kennel vari da mettere nel bagagliaio ed io stesso, dopo aver scorrazzato in giro la mia cagnina per oltre due anni nel bagagliaio (piuttosto ampio) della mia auto, mi sono convertito al trasporto nell’abitacolo (proteggendo la stoffa del sedile posteriore con un paio di strati di lenzuola) in virtù di tre considerazioni:

1)       se il cane non soffre l’auto ed è tranquillo durante la marcia, non ha alcun  bisogno di ‘sentirsi protetto’ standosene nel trasportino come sostengono alcuni; per la verità, secondo me si tratta solo di persone che non vogliono sporcare l’abitacolo della loro auto…

2)       salire in abitacolo è meno difficoltoso per il cane che non saltare nel bagagliaio, soprattutto nel caso di cane medio-piccolo e soglia del bagagliaio alta; in questi casi, è il padrone a dover sollevare il cane da terra, cosa che si evita lasciando accedere il  cane all’abitacolo;

3)       il motivo più importante: in caso di tamponamento, che fine farà il  vostro cane nel bagagliaio?

Un ottimo modo per trasportare più di un cane nell’abitacolo senza contravvenire alle norme del CdS sono le cinture di sicurezza per cani: un esempio al link http://www.tuttoperilcane.it/shop.php?key=zoom&id=203&tit=Guinzaglio+%20Pettorina%20di%20Sicurezza

Finalmente liberi!

E’ il momento più bello della giornata per loro ed in fondo anche per voi, che potrete rilassarvi, passeggiare, respirare qualche boccata d’aria forse un po’ meno inquinata. Almeno una volta al giorno, tutti i giorni, dovete garantire al vostro cane almeno un’oretta di corse in libertà, di incontri coi suoi simili, di caccia a lucertole e piccoli altri animaletti. Se non potete garantire questo al vostro cane, come ho già detto altrove, per favore: non prendete un cane!

La nostra realtà caotica ed urbanizzata è certamente alienante per molti di noi, ma fa letteralmente uscire di testa i poveri cani in mano a padroni scriteriati che negano loro questa basilare, elementare necessità.

Negare questa necessità da parte di un cane è semplice e brutale ignoranza: vi prego, non fatene pagare il prezzo ad una povera bestia senza altra colpa se non quella di essere alla vostra mercé.

Se il vostro cane non gode di questo sacrosanto diritto perché non torna al richiamo (è la giustificazione in assoluto più diffusa sulle bocche dei proprietari da quattro soldi di cani) è un problema vostro e voi dovete affrontarlo: non l’avete correttamente educato a ciò: bene, rivolgetevi ad un educatore e risolvete il problema.

Altre particolari precauzioni, non ve ne sono; chiaramente, quando il vostro cane è libero, dovrete essere vigili per qualsiasi evenienza. Un’assicurazione è in ogni caso necessaria, quindi questo vi tutelerà da qualsiasi evento imponderabile. Abbiate rispetto per chi teme i cani e cercate sempre di fare in modo che il piacere vostro e del vostro cane non sia in disarmonia coi luoghi che frequentate e con gli altri frequentatori degli stessi.

 

 

 

 
 
 

Post N° 18

Post n°18 pubblicato il 19 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978

Villa:Pastore Tedesco=Appartamento:Chihuahua

L’equazione del titolo sembra sacrosanta ed è alla base di uno dei malintesi più frequenti, riguardo ai cani ed al loro benessere.

La visita al blog ed il gentile commento di due amici mi ha dato lo spunto per riprendere un argomento particolarmente importante, che ho già trattato in varî altri messaggi del blog, ma che trovo utile riprendere e sottolineare nuovamente, proprio in virtù della facilità con la quale questo aspetto della nostra convivenza coi cani viene spesso travisato e si pone all’origine di parecchi problemi.

Il succo del discorso è questo: mediamente, si parte dal presupposto che il cane domestico necessiti di un ‘areale’ (non a caso prendo – ironicamente – il termine a prestito dallo studio dei lupi) proporzionale alla sua stazza. Ecco quindi che si presume che un cagnino di piccole dimensioni sia automaticamente a suo agio in un appartamento più o meno grande, così come un cane di grosse dimensioni, viceversa, ne soffrirebbe. 

Ora voglio fare un piccolo test con voi: vi è mai capitato di vedere o conoscete almeno uno di quei (tantissimi!) cagnini che vivono soli soletti in vasti giardini di belle villette e casette indipendenti? Se ci pensate, avete mai notato, passando, uno di queste reazioni/atteggiamenti da parte di quel/i cagnetto/i?

  • Vocalizzazioni esasperate

  • Corsa compulsava da un estremo all’altro del giardino lungo la recinzione, avanti e indietro, avanti e indietro,…

  • Stereotipie come girare su se stesso cercando di afferrarsi la coda

  • Attività compulsive come scavare, sollevare giochi e deporli immediatamente dopo, più volte, o masticare sassi o leccarsi con un vigore esasperato…

  • Pratiche al limite dell’autolesionismo tipo schiantarsi contro la recinzione

Se la risposta è Sĺ, siete a buon punto: cominciate ad avere il dubbio che quel cagnino sia ‘strano’, rispetto a come ci aspetteremmo un cane felice e soddisfatto del suo bel giardino tutto per sè, un giardino per giunta tanto grande rispetto a lui, piccoletto.

Cosa c’è, dunque, che non va?

Semplice.

Il cane è un animale sociale (questo lo sappiamo più o meno tutti) ed è un animale particolarmente intelligente e sensibile.

Ora, giustapponete questa definizione del cane all’ipotesi di una vita di isolamento e deprivazione sensoriale anche nel più bello dei giardini e comincerete ad intravedere il problema.

Analizziamo un punto alla volta.

Dicendo che il cane è un animale sociale, molti pensano ‘ah, ecco! Gli ci vuole un compagno per farsi compagnia’. Ed è un errore.

Due cani confinati in un giardino dove trascorrono la loro vita soli e senza altri stimoli rispetto a quelli offerti dalla loro prigione dorata, diventano DUE cani stressati ed infelici  invece di uno. Tutto qui.

Quello di cui ha bisogno qualsiasi cane, è la presenza qualitativamente (non necessariamente quantitativamente) valida del proprio padrone. Interagire ogni giorno per un lasso di tempo congruo col vostro cane gli è semplicemente necessario. Come detto altrove, giocare insieme (e che si tratti di giochi intelligenti ed anche semplici come il nose work, non di concitate e potenzialmente pericolose lotte o giochi di forza in genere), dedicare del tempo alla cura del suo mantello o qualche minuto a massaggiarlo con calma: il cane ha bisogno anche di questo.

Allo stesso modo, qualsiasi cane ha bisogno – proprio perché così intelligenti e sensibili – di una vita ricca di stimoli: passeggiate in libertà, incontri casuali con persone ed altri cani, corse a rotta di collo in campi aperti e boschetti. Nessun giardino potrà mai soddisfare questa esigenza di stimoli, per nessun cane, né grande né piccolo.

Chiaramente, ogni cane, secondo la sua personalità, amerà un’attività piuttosto di un’altra, vi è il cane che correrebbe per ore ed il cane che dopo un’oretta di vagabondaggio al parco, tornerà volentieri a casa, alcuni potrebbero mal tollerare le avversità metereologiche ed essere particolarmente poltroni d’inverno, altri (come la mia cagnina!) uscirà di casa con il medesimo entusiasmo la sera, in dicembre, con – 5°C  e sotto un acquazzone d’agosto… Starà poi al proprietario valutare oltre quale limite le attività fatte col proprio cane diventano troppo pesanti per lui, anziché essere la valvola di sfogo quotidiana.   

Quello che, viceversa, nessun cane può tollerare senza uscire di testa (più o meno visibilmente: purtroppo anche in questo caso i padroni si dimostrano spesso miopi per ignoranza) è vivere una vita chiusa su sé stessa, che sia in appartamento o in giardino, senza contatti sociali ed esterni alla casa, senza una quotidiana e fisica vicinanza al padrone; una vita senza uscite in cui possa correre sguinzagliato ed in piena libertà, una vita che lo costringa esclusivamente ad utilizzare i suoi finissimi sensi per fare la guardia al suo territorio (ed ecco spiegate vocalizzazioni esasperate…ed esasperanti!) e che gli neghi di vivere la sua socialità incontrando altri cani e rapportandosi ad essei.

Ancora una volta: se trovate tutto questo irragionevole o ne negate la veridicità, prima di decidere di prendere un cane a vivere con voi, documentatevi! Leggete qualche serio libro, informatevi con chi vive responsabilmente il proprio ruolo di padrone, interrogatevi onestamente su quanto siete disposti a dare ad un cane, al cane che vi apprestate a prendere con voi. Se è meno di quanto esposto in questo blog (che, pure è da notare, è il minimo sindacale per il benessere di un cane!), bhé… fareste del bene a lasciare il cane sul quale avevate puntato gli occhi là dove sta. Un cane stressato ed infelice, oltre ad essere una crudeltà da parte vostra nei suoi confronti, è una impresa di demolizioni vivente, qualsiasi sia il suo peso e la sua taglia; un cane stressato ed infelice vi farà presto pentire della vostra decisione di prendere un cane con voi e vi sottoporrà alla vergogna dell’abbandono (per chiunque abbia un minimo di coscienza, il rimorso per aver abbandonato un cane dovrebbe essere una tortura a prescindere dal fatto che vi siate cautelati di non  farvi vedere da nessuno e che il vostro cane non sia mai stato microchippato o che l’abbiate lasciato in canile anziché al bordo di una strada…).

Viceversa, non ci saranno particolari vincoli, anche se vivete in un bilocale ed al canile vi siete sciolti davanti agli occhioni di un meticcione di 50 kg: un cane sereno e soddisfatto della sua vita, è un cane che non fa danni in casa, che non arreca fastidi in alcun modo e che farà del vostro appartamentino una reggia!

 

 

 
 
 

 

Post n°19 pubblicato il 19 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978
 

Dell’abbandono ed altre sevizie - parte 1.
Ogni estate, tra le notizie d’obbligo (insieme a quelle sul rincaro degli ombrelloni, quelle sulle code degli esodi estivi e sulle località di mare più gettonate) proposte dal sempre attento servizio d’informazione (pubblico e privato) nazionale, anche i soliti, ipocriti appelli contro gli abbandoni vengono diffusi con enfasi da ogni emittente televisiva.

Quest’anno si è mobilitato anche il Governo ed i cartelloni della campagna patrocinata dal Ministero della Salute sono un po’  ovunque, oltre a passare lo spot in tv. I numeri, tuttavia, anche quest’anno sono altissimi: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/cani-abbandonati/cani-abbandonati/cani-abbandonati.html

E’ chiaramente inutile commentare l’azione di chi abbandona il proprio cane; anche l’inasprimento delle pene negli ultimi anni, evidentemente, non ha sortito gli effetti sperati:

Codice Penale

"Art. 727. - (Abbandono di animali). - Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".

Inoltre, l’evidente e radicata diffusione del fenomeno, dimostra che anche la pratica di microchippare i cani di proprietà (http://www.anagrafecanina.com) è poco diffusa….e talvolta si è portati a credere che sia meglio così, dopo aver visto un cane maciullato dal padrone che ne vuole strappare il microchip prima di abbandonarlo…

L’elenco delle brutalità commesse dalle persone ai danni dei cani (e di tanti altri animali domestici: anche se non ne parlo per ignoranza della materia, non è da dimenticare la poliedricità della cattiveria umana) è lungo e contempla azioni talvolta al limite dell’incredibile; alcune efferatezze dovrebbero portare semplicemente all’arresto dei responsabili (quando individuati…) non per un generico ed ipocrita animalismo , ma perché assunto lo status di ‘esseri senzienti’ dei cani (la scienza e la Legge lo attestano), qualsiasi brutalità ai loro danni rivela nei colpevoli un animo corrotto e malato ed una devianza psicologica che deve essere trattata come si conviene. A meno che non vogliamo ormai accettare la brutalità come un aspetto sdoganato delle nostre vite. E poiché ormai nella nostra società uccidere un nostro simile costa solo qualche mese di carcere, effettivamente le mie riflessioni sono forse poco aderenti alla realtà…

Secondo una mia scala parametrica (è mia!, quindi non la troverete da nessuna parte ed è assolutamente opinabile…o condivisibile… Se ne esiste una simile ed ufficiale, chiedo scusa: non ne ero a conoscenza), i ‘livelli di violenza’ sui cani sono indicativamente sette, in ordine crescente di gravità:

Livello 1.      Esasperazione del rapporto uomo – cane

Livello 2.      Negazione delle esigenze etologicamente proprie

Livello 3.      Deprivazione

Livello 4.      Negazione delle esigenze elementari

Livello 5.      Violenza psicologica

Livello 6.      Violenza fisica e coercizione

Livello 7.      Brutalizzazione

Livello 1. Esasperazione del rapporto uomo – cane.

Come diceva Bruto, l’antagonista di Braccio di Ferro, “il troppo, stroppia!”.

E così – inaspettatamente forse per molti di voi, inaccettabilmente, probabilmente, per alcuni – anche il troppo amore diventa ‘violenza’. Alcuni di noi lo ha provato come figlio di una madre magari un po’ troppo apprensiva o col vizio del controllo esasperato. Sta di fatto che, quando trattate il vostro cane come una persona, come un bambino, lo state snaturando e questo getta spesso le basi per incomprensioni via via crescenti, per un disagio via via più evidente nel cane. Nei casi peggiori, è l’inizio dell’escalation ad altri livelli di violenza. Spesso inconsapevolmente da parte del proprietario, magari animato da ottimi propositi e da amore sincero per il proprio cane. Solo che il cane lo dovrete sempre amare come necessita di essere amato un cane. Sono molti, troppi gli esempi di cani vittime di transfert affettivi. Stigmatizzare queste situazioni può sembrare ingiustamente duro ed inflessibile: in fondo questi padroni amano tanto i loro cagnolini!

Se vi è capitato in vita vostra di essere amati come NON volevate essere amati, aggiungendoci anche la reciproca incomprensibilità data dal rapporto interspecifico, capirete che razza di vita vivono i cani che sono costretti a riempire i vuoti affettivi lasciati da figli mai arrivati o da partner spariti nel passato…

Annoverabili in questo contesto, sono ad esempio:

-         l’esagerata ed irrispettosa manipolazione del cane;

-         l’assoggettarlo a trattamenti per lui stressanti (es., frequenti toelette);

-         l’agghindarlo con vestitini, cappottini ed ogni genere di altra stupidaggine inventata per spillare soldi ai proprietari…;

-         alimentarlo come un umano;

-         vezzeggiarlo e proteggerlo fino a renderlo inetto a normali rapporti sociali coi suoi simili;

-         ecc. ecc. ecc…

Livello 2. Negazione delle esigenze etologicamente proprie.

Ne ho parlato già diffusamente in altri messaggi di questo blog, ma è (credo) utile ricordare qui brevemente gli atteggiamenti contrari alla natura ed esigenze del vostro cane, contestualizzandoli in una scala che contempla anche chi i cani li uccide.

Certo, la differenza che corre tra chi un cane lo ammazza per ‘svago’ e chi, magari, lo fa uscire di casa solo un paio di volte al giorno e solo per il tempo di fare i bisognini, è abissale…ma è giusto che le persone della seconda categoria siano consapevoli ed ammettano di arrecare comunque un danno esistenziale ai loro cani.

Come ricordato, sottolineato e scongiurato in altri messaggi del blog, un cane necessita di contatti sociali coi simili, di inquadrarsi in una gerarchia familiare (ma dimenticate gli inapplicabili pattern delle gerarchie lupine), di avere un contatto costante col proprietario, di fare un’attività fisica congrua e di godere di un’alimentazione sana e bilanciata sulle sue reali necessità. Un cane ha bisogno di stimoli, in grande quantità e di tempo (quotidianamente!) da trascorrere all’aperto e fuori dai limiti della proprietà a lui nota.

Tutto quello  che negherete, di questa lista, al vostro cane, mi dispiace per voi se non lo avevate mai realizzato prima, ma è violenza sul vostro cane.

Tranquilli, però: solo di livello 2, secondo questa scala… 

Livello 3. Deprivazione.

Non si fosse mai sentita una storia simile…

Arriva un bel cucciolo a casa: i primi tempi sono fantastici, la palla di pelo si conquista l’amore di tutti… per qualche settimana. Poi, comincia ad essere inviso a chi deve pulire le pisciatine e cacatine in casa, a chi si è ritrovato con qualcosa di rosicchiato,… ‘Inspiegabilmente’, da giocherellone con tutti, verso il primo  anno di età diventa indomabile quando incontra altri cani per strada e le rare e brevi passeggiate diventano un’angoscia per chi, già svogliatamente, se ne occupava: fortuna che c’è il giardino. Dietro casa, poi: così, quando attacca ad abbaiare, non disturba…

Et voilà: il cuccioletto beniamino di casa di una volta finisce in disarmo nel giardino di casa (dove non rientrerà più o quasi, dato che sporcherebbe i pavimenti…), dove rimarrà finché scampa. Non c’è più nemmeno bisogno di portarlo fuori: sporca in giardino e la sua gestione si limita a mettergli da mangiare una o due volte al giorno…con cautela: ha iniziato anche a ringhiare sulla ciotola da un po’ di tempo e fa cose strane come acchiapparsi la coda o correre ossessivamente avanti e indietro o in tondo.

Questa è la deprivazione (da ‘deprivare’: “psic., pedag., privare di elementi essenziali allo sviluppo culturale, sociale e psichico dell’individuo” – De Mauro Paravia).

Livello 3 di violenza, secondo me, perché un cane cresciuto in questo modo richiede il doppio del tempo vissuto perché possa essere recuperato ed in alcuni casi il recupero totale della sua integrità psichica non è nemmeno possibile.

Quanti cani di vostra conoscenza riconoscete in questa descrizione?

 
 
 

Post N° 20

Post n°20 pubblicato il 19 Agosto 2008 da credoquiaabsurdum978
 

Dell’abbandono ed altre sevizie - parte 2.
Livello 4. Negazione delle esigenze elementari.
Con una vita intensa, talvolta ci si ricorda del cane ‘dopo tutto il resto’. Si torna a casa e lui ha sporcato. E giù una bella sgridata. O magari un’operazione di quella suggerita dagli educatori cinofili del Pleistocene: una bella strofinata del muso del cane nelle sue deiezioni (ci sono cani che si beccano questo trattamento anche dopo anni ed anni!).

Oppure: mi è accaduto personalmente di discutere col proprietario di un dobermann che si vantava di aver trovato, presso un supermercato locale, una sotto-sotto marca di croccantini che costa 0,80 eur/kg: potete immaginare la qualità di cosa si ingoia il povero dobermann, che, non a caso (l’aneddotto ammetto che è un po’ cruento), mi raccontava il proprietario, quando riesce ad acchiappare un coniglio selvatico se lo mangia, ossa e testa comprese…

Altro esempio: vietato castrare un cane maschio, ‘altrimenti, che maschio è?’ (dubbio realmente espresso da una persona alla quale, un paio d’anni fa, stavo valutando se affidare l’alano maschio di un mio collega che aveva deciso di liberarsene). Molto meglio avere un cane reso ingestibile dagli ormoni e sottoporlo a sfibranti prove di forza ogni volta che deve essere trattenuto o viene riacchiappato dopo essere fuggito per via di una femmina in calore. Un cane intero ha dentro di sé la natura che urla ‘accoppiati!’: condivido pienamente la decisione di chi non vuole cucciolate da gestire e piazzare: è una scelta saggia. Ma liberate il vostro cane dal tormento di non poter appagare i suoi naturali appetiti.

Ricapitolando: quando negate al vostro cane anche il diritto alle uscite fisiologicamente necessarie per espletare o risparmiate sul suo cibo o lo costringete ad una vita di astinenza sessuale perché la castrazione è contraria ai vostri principi da ‘uomini veri’, siete già ad un bel livello 4: complimenti! Ancora uno sforzo e sarete dei ‘carnefici veri’!

Livello 5. Violenza psicologica.

Le vocalizzazioni esasperate in momenti di forte eccitazione, per noi primati sono inevitabili.

E’ bene, tuttavia, ricordare, che ai cani non arreca alcun vantaggio nella comprensione che voi urliate loro dietro ogni cinque minuti per qualsiasi cosa.

Intimorire, confondere e soverchiare il vostro cane con la voce e la vostra fisicità per lui imponente è inutile (al fine della sua gestione) e gratuita violenza psicologica.

Forse non avete mai picchiato il vostro cane, ma se lui, quando vi si avvicina:

-         lo fa sempre lentamente;

-         lo fa descrivendo delle curve più o meno ampie a seconda di quanto glielo permette l’ambiente in cui vi trovate;

-         arriva a testa bassa ed orecchie abbassate e buttate all’indietro;

-         vi guarda da sotto in su e con sguardi rapidi e mai diretti;

-         mugola;

-         ha la coda tra le zampe;

-         si butta pancia all’aria sempre con la coda tra le zampe;

-         rilascia qualche goccia di urina

forse è un cane particolarmente remissivo ed incerto; ma è più probabile che voi lo abbiate sistematicamente intimorito e sopraffatto nel tempo.

Ricordatevi che i cani soffrono della violenza psicologica (soprattutto se già fragili di natura) quanto  di quella fisica. Peraltro, un cane insicuro e costantemente intimorito, è anche un cane che può avere reazioni esasperate ed inattese.

Già a questo livello di violenza, qualcuno dovrebbe intervenire col proprietario a salvaguardia del cane.

Sì, ma chi?   

Livello 6. Violenza fisica e coercizione.  

Una volta, discutendo del collare a strangolo con la mia capoturno in canile, dove svolgevo attività di volontariato, ebbi un confronto piuttosto acceso. Lei usava (e credo usi tuttora) sul suo cane un collare a ‘semi-strangolo’ (delicatezze della lingua italiana!!!), parte in catena e parte in nylon. “Quindi, secondo te, io faccio violenza sul mio cane con questo collare???”, mi urlò, incredula ed inorridita del fatto che qualcuno, chiunque fosse, osasse mettere in discussione il suo perfetto ed immacolato animalismo.

Maledetta ignoranza, dico io…

Non (e sottolineo, NON) interagite mai col vostro cane utilizzando la fisicità, se non per occupare spazi che non volete occupi il vostro cane (per esempio).

Qualsiasi interazione fisica col vostro cane (diretta o mediata – vedi guinzagli e collari) deve essere piacevole o, al minimo, non traumatica.

Cosa si deve intendere per ‘traumatico’?

Immaginate che qualcuno faccia a voi quello che state facendo al vostro cane. Per iniziare, dovrebbe farvi astenere dalle aggressioni vere e proprie e dall’utilizzo di strumenti da aguzzini.

In secondo luogo, ricordatevi che l’uso che facciamo noi primati delle mani è assolutamente incomprensibile per i canidi.

Probabilmente, se il pollice opponibile e la postura eretta l’avessero raggiunta prima loro di noi, il mondo sarebbe stato un posto migliore…

In ultimo: la violenza sugli animali è punita ai sensi dell’Art. 727 C.P. già citato. Quando un minimo di coscienza animalista e di corretta cultura cinofila si saranno fatte strada nel nostro Paese, anche ‘l’idiota medio’, quello che continua a strattonare il cane legato ad una catena a strangolo o che lo punisce frustandolo col guinzaglio in un attimo di stizza, verrà severamente punito.

Livello 7. Brutalizzazione.

A questo livello, gli attori umani degli episodi che si verificano, non sono semplicemente ‘persone senza cuore’ o ‘stupidi teppisti’, come le bolla spesso il maledetto buonismo e permissivismo all’italiana. Sono delinquenti, persone deviate e pericolose. Chi ha la freddezza di torturare un animale indifeso, ha perso sufficienti inibizioni per poter essere pericoloso anche per i suoi simili. Non vi è perizia o studio o opinione che mi possa convincere del contrario.

Per la società civile, quella ‘veramente civile’: denunciate sempre, sempre e comunque qualsiasi caso di violenza del quale veniate a conoscenza.
L’Italia è una fabbrica inarrestabile di Leggi: facciamole applicare!

 

 

 

 
 
 

Finalmente un po' di responsabilità anche sulle spalle dei padroni!

Post n°21 pubblicato il 16 Gennaio 2009 da credoquiaabsurdum978
 

Purtroppo, la proposta di legge che vi consiglio di leggere dà ancora troppo peso alla razza cui i proprietari intendono rivolgersi, come se un meticcio o un pastore tedesco (mai inserito nelle liste di proscrizione del Ministero) che vive un rapporto disagiato e stressante col suo padrone non potesse mordere... Ma trovo lodevolissima (FINALMENTE!!!) la decisione di porre al centro di qualsiasi responsabilità della condotta del cane il PADRONE e di sottolinerae il grave livello di ignoranza della maggior parte di proprietari e conduttori di cani.

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0004820.pdf

Se qualcuno avesse notizia di qualche proposta di legge più recente di questa o in discussione alla Camera dei Deputati in vece di questa, me informi!

 
 
 

“Educatori cinofili” al Parco Nord (Bresso)

Post n°22 pubblicato il 03 Aprile 2009 da credoquiaabsurdum978
 

Forse,  negli ultimi w-e, è capitato anche a qualcuno di voi di imbattervi in questi bizzarri individui, evidentemente improvvisatisi “ammaestratori di cani” per arrotondare lo stipendio, che da qualche settimana mi capita di incontrare al Parco Nord.

Stare ad ascoltare i consigli che questi figuri sbraitano all’indirizzo dei loro clienti è quantomeno divertente.

È così incredibile che gente come questa impartisca lezioni fondate su concetti superati da anni ed anni, così poco rispettosi dei cani e di una vera e sana relazione uomo-cane, che viene da chiedersi come possa saltare in mente ai “clienti” di questi figuri di alzarsi tutti i sabati per andare ad ascoltare tante stupidaggini…pagando pure!!!

Ho sentito uno di questi tizi urlare ad un conduttore particolarmente imbranato: “devi farti rispettare dal cane, deve capire che comandi tu e bla bla bla…”.

Ma per cortesia! Non sarebbe meglio se gente come questa si limitasse a fare il suo vero mestiere? …Perché non posso credere che il loro lavoro sia questo: sarebbe uno scandalo che buffoni simili avessero clienti ed entrate sufficienti per vivere da questa attività di ‘ammaestratori di cani”…

Per tutti i proprietari di cani: scegliere un buon educatore è importante quanto scegliere un buon medico: voi vi affidereste al primo ciarlatano che vi capita, se si trattasse della vostra salute?

Ed allora, perché affidare la qualità della lunga convivenza che vivrete con Fido, la sicurezza vostra, del vostro cane e degli altri a ciarlatani del genere?

 
 
 

Che le colpe dei cani...ricadano sui padroni!

Post n°23 pubblicato il 07 Aprile 2009 da credoquiaabsurdum978

In tre anni (cioé da che ho la mia lupetta) che frequanto il Parco di Monza quasi con cadenza giornaliera, non mi ero mai imbattuto in questa coppia.

Il padrone, un fighetto senza nessunissima autorità sul cane, uno che - a occhio e croce - può aver scelto la razza del cane dalle foto di qualche articolo su qualche pseudo-rivista tipo For Men Magazine o Men's Health; il cane in questione, uno splendido weimaraner dagli occhi azzurri, tanto bello quanto invadente ed incontenibile.

Come dicevo, mai incontrata questa coppia prima di due giorni fa e poi di nuovo ieri. In entrambi i casi il cane si fionda su di me e mi salta letteralmente addosso (ieri anche sulla mia ragazza, spaventandola e sporcandola...); domenica mi salta per ben tre volte al viso, mentre io cerco di voltarmi senza muovermi e cerco di dargli le spalle perché il messaggio sia per lui inequivocabile ('non voglio interagire con te'). Il cane, alla fine, si rassegna e se ne va, chiamato da lontano e senza nessuna convinzione da quel debosciato del suo padrone. Esatto, da quel debosciato del suo padrone: dove era lui, infatti, mentre io (e la mia ragazza) subivano le 'attenzioni' del suo cane? Altrove! impegnato a parlare con altri proprietari di cani o al cellulare. Non senza aver visto la scena entrambe le volte, questo idiota si é ben guardato dallo scusarsi per il disagio che il suo cane poteva aver causato e non si é rivolto a noi in alcun modo, limitandosi a richiamare il cane che, peraltro, non lo degna della minima attenzione (denotando quindi un rapporto praticamente inesistente).

Ora, perché racconto questo aneddoto?
Perché purtroppo sono questi padroni, maleducati, incivili ed idioti che riescono a rendere spiacevole l'incontro con un cane persino a coloro che ne sono consapevoli e fieri compagni di vita... Figuratevi a chi magari per paura o scarsa confidenza non é particolarmente empatico verso gli amati quadrupedi... 

 

 
 
 
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