Il 16 giugno 1904 James Joyce vide passeggiare lungo il fiume Liffey, a Dublino , una bella ragazza alta , dritta , rossa di capelli , fiera come lo sono le ragazze irlandesi[...]
Lui le rivolse la parola e lei....rispose.
Due giorni dopo , di sera, andarono in una parte buia del porto, e incominciarono a baciarsi.
Ma all'improvviso lei prese l'iniziativa. Lei!
Aveva provato un vero " colpo di fulmine" nei riguardi di quel ragazzo appena più grande di lei; se n'era innamorata profondamente, e quella sera fece un gesto che intuì decisivo per i loro rapporti.
Gli mise la mano nei pantaloni e , secondo la biografa di Nora , l'americana B. Maddox, lo fece diventare uomo."
2 dicembra 1909..." cara Nora , tuo Jim"
Mia cara,
dovrei cominciare col chiederti perdono, forse, per la lettera delirante che ti ho scritto ieri sera. Mentre la scrivevo, la tua lettera era dinanzi a me ed i miei occhi erano
fissati, come lo sono ora ancora, su una certa parola. C’è qualcosa di osceno e di lubrico nell’aspetto stesso delle parole. La loro sonorità stessa è simile all’atto in sé, breve, brutale, irresistibile e satanico.
Cara, non ti offendere per ciò che ti ho scritto. Tu
mi ringrazi per il bel nome che ti ho dato. Sì, cara,
è un bel nome: “Il mio bel fiore selvatico dei campi!”
Il mio fiore blu-notte di pioggia!” Vedi che sono ancora un po’ poeta. Ti mando anche un libro molto grazioso in regalo: ed è il regalo di un poeta alla donna che ama. Ma[...]
...molto vicino e nell’intimo di quest’amore spirituale che ho per te, esiste anche un desiderio selvaggio, bestiale, di ogni centimetro del tuo corpo, di ciascuna delle sue parti segrete e vergognose, di ognuno dei
suoi odori e dei suoi movimenti.
Il mio amore per te mi induce a pregare lo spirito della Bellezza e dell’Amore eterno riflesso nei tuoi occhi, ma anche di rivoltare sotto di me questo tuo ventre così morbido [...]
Ti ho insegnato a lasciarti andare all’ascolto della mia voce che canta o sussurra al tuo cuore la passione, la pena ed il mistero della vita,
Il cazzo è ancora caldo, rigido, tremante per l’ultima spinta brutale che ti ha inferto, che già si ode un inno leggero salire dai chiostri bui del mio cuore, cantare la mia adorazione tenera e pietosa per te. Nora la mia cara fedele, la mia piccola scolara canaglia dagli occhi morbidi, sii la mia puttana, la mia amante, fin quando lo vorrai, la mia puttanella da scopare, sei sempre il mio splendido fiore selvatico dei campi, il mio fiore blu-notte di pioggia.
Jim.
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Ho volontariamente omesso delle parti, mi sembrava di violare eccessivamente un loro spazio segreto.
In effetti non so se chi abbia pubblicato queste lettere si sia posto o meno la questione che fossero appunto private.
Inviato da: cassetta2
il 25/02/2021 alle 19:30
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:18
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:16
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:01
Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 07:57