Creato da googlearth2 il 03/12/2010

Guarda e passa

Hic et nunc...nella condizione "senza forma". Prosit.

 

 

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Lonely

Post n°33 pubblicato il 19 Ottobre 2011 da googlearth2

Solitario ...Delirio.

 Solida. Su quel precipizio emotivo, penso...penso...penso.. Penso che ora non servono, non contano più nulla né i 'forse' né i 'perché'..né i 'se' né i 'ma' .. né i 'su' né i 'giù'...niente 'avanti'...niente 'indietro'.....

 Densa. Penso che ora sia necessaria un po' di leggerezza....e ho deciso. Esco da Me..da ciò che sono, da quello che non sono ma che potrei essere..da quello che potrei essere ma non voglio essere...da ciò che possiedo e da ciò che mi manca....da ciò che non voglio...da ciò che non avrò.

 Sciolta. Esco a fare due passi lontano da ciò che sento...lontano da ciò che non ho sentito e non sentirò. Non (s)correrò...non scivolerò....non dirò nulla..non cercherò niente. Silenziosa la mia mente...muta la mia anima.. Sarò come un'ombra che fa due passi accanto a sé finché c'è luce....fuori da sé...fuori di sé..... Niente essenza...sarò solo assenza.

 Diluita. Non c'è bisogno di acconsentire..di dissentire...di Essere... Sono un Essere pessimamente stronzo, ricco di tannico...con lo zucchero o il sale nel sangue a seconda dei miei momenti...con un carattere di Mer...? Ora smetto...ora posso addirittura non essere un Essere.... Posso vedere il mio tutto diventare niente..Un'ombra che verrà risucchiata nel buio...

....

....

....un monumento di vapore.

Sparita.

 

[Ho continue variazioni di umore, posso passare da un ottimismo sfrenato a un pessimismo abissale nell’arco di quattro battiti cardiaci; posso passare da un’indifferenza artica per il mondo a una totale straziata compassione per qualsiasi forma di vita animata e inanimata, posso sentirmi sottilmente felice, mediamente inquieta, ilare poi funebre, catatonica poi iperattiva.]


Decisa...a non lasciare che 'pesi' il mio Essere.......Solitaria.

 

La solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri. H.H.

 
 
 
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"In ogni caos c'è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto." (CGJ)

 

Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l'aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l'hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.(A.B.)

 

 

- Magari non era affatto la donna della sua vita. Probabilmente era solo una stupidella viziata e vagamente frigida, lo sa?- disse.

- No, non lo era - disse l'uomo. Poi disse che era sicuramente la donna della sua vita.

- E perchè?

- Perchè era cattiva. Era matta, cattiva, e tutta sbagliata. Era vera, se capisce cosa voglio dire. Era una strada piena di curve assurde, e correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di tornare. Senza nemmeno sapere bene dove stava andando.

Fece una piccola pausa.

- Era una di quelle strade su cui ci si ammazza. -

 

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Quando si ama qualcuno, si ha sempre il tempo per quella persona. E se quella non viene da noi, allora noi l’aspettiamo. In questo modo, aspettare diventa tanto imperativo quanto respirare. Ma a respirare impariamo proprio aspettando. L’attesa ci insegna a convivere con l’assenza, e noi finiamo per affezionarci a un sogno come se fosse vero. Allora, la vita si trasforma in una stazione ed è il vento ad annunciarci l’arrivo del treno, prima ancora del colpo d’occhio. L’amore nell’attesa ci insegna a vedere il futuro, a desiderarlo, a organizzare ogni cosa affinché sia possibile. E’ forse per questo che ho già imparato ad aspettare, rimettendo alla vita tutto quello che non so, o non posso scegliere. Perché è più facile aspettare che desistere. E’ più facile desiderare che dimenticare. E’ più facile sognare che darsi per vinti. E, per chi vive sognando, è molto più facile vivere. (M.R.P.)

 

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“Non c’è uomo […] che differisca più da un altro che da sé stesso nel corso del tempo”

 

La mia mente sentii fendersi come se il mio cervello si fosse spaccato.

Cercai di ricongiungere i due orli ma non riuscivo a farli combaciare.

Il pensiero anteriore al successivo tentavo in ogni modo di allacciare ma la sequenza era un groviglio muto, gomitoli sul pavimento sparsi.

(n.937 E.D.)

 

"La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L'ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco." A. B.

 

"La gente pensa che la cosa peggiore sia perdere una persona a cui si vuole bene. Beh, si sbaglia. La cosa peggiore è perdere sé stessi mentre si vuole troppo bene a qualcuno, dimenticarsi che anche noi siamo importanti. Per cambiare ci vuole coraggio…per buttare giù certezze e ricostruirne, cancellare abitudini e reinventarne ci vuole forza...ma quando inizi a guardarti allo specchio senza riconoscerti, forse il cambiamento è l'unica via d'uscita degna di considerazione. "

 
 

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