Creato da hunkapi.genova il 30/01/2008
Associazione culturale per la divulgazione delle tradizioni degli indiani d'america















 

Area personale

 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

FACEBOOK

 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

giulianobertoldiluciapellegrino1987atunadiaantojettodolcerottywaki_pmariano1948simone.pizzeghellopernicelucad.sansoneneuromante57simonamontuoriilsorrisodivittoriohopelove10brrdnl
 

Ultimi commenti

Auguri per una serena e felice Pasqua...Kemper Boyd
Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 11:04
 
Ti porgo i miei complimenti per questo tuo spazio web,...
Inviato da: P308
il 21/02/2008 alle 12:27
 
La mania dei muri imperversa, le cavallette statunitensi...
Inviato da: Anonimo
il 08/02/2008 alle 08:40
 
Ciao Bimbayoko, ci fa sempre molto piacere vederti! Serena...
Inviato da: hunkapi_genova
il 31/01/2008 alle 00:58
 
Grazie per aggiornarmi su queste importanti iniziative,vi...
Inviato da: Anonimo
il 30/01/2008 alle 21:59
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« SuAnne Grande CorvoSurvival elegge i 'terr... »

Eagle Butte

Post n°93 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da hunkapi.genova
 

tratto da: http://www.peacereporter.net

Nasce una nuova struttura ricreativa per la comunità indiana del South Dakota, contro disoccupazione e tendenze suicide.
Speranza per gli adolescenti. La lieta novella per i ragazzi della riserva indiana di Eagle Butte, nel South Dakota, ha il beneaugurale nome di Cokata Wikoni. In Lakota, la lingua dei nativi, significa centro della vita. Così è stata chiamata la struttura ricreativa ultimata nei giorni scorsi nel piccolo villaggio all'interno della Cheyenne River Reservation, terra degli ultimi Cheyenne. E mai come adesso il nome (Cokata Wikoni) è destino (la vita). Lo è perché i piccoli indiani in America non hanno vita facile. E a volte il loro destino è stata la morte. Come quando hanno scelto insieme il suicidio rituale, una via di fuga che tra il 2002 e il 2003 ha mietuto le vite di 17 ragazzi. Depressione, solitudine, abuso di alcool, disoccupazione, perdita di riferimenti e di identità hanno sinora portato i giovani cheyenne a compiere scelte scellerate per la propria vita. "Per questo - spiega Julie Garreau, direttrice dello Youth Project, che ha costruito il centro - Cokata Wikoni rappresenta la speranza per il futuro. Vogliamo che questo posto diventi un luogo sicuro dove i nostri figli possano apprendere, divertirsi e costruire i loro sogni. Insieme, dobbiamo assumerci la responsabilità delle scelte e delle direzioni che la nostra comunità prenderà.
Imparare dal passato. L'entusiasmo di Julie Garreau non è mai venuto meno nel tempo. Intervistata da PeaceReporter due anni fa, spiegava quale avrebbe potuto essere l'alternativa alla catena di suicidi (cinque tentativi in una settimana, secondo le statistiche del 2005): "I ragazzi volevano un posto dove poter giocare a basket, studiare, collegarsi a internet, e imparare la lingua della comunità Lakota, cui appartengono". Il centro, sempre nelle parole di Julie Garreau, rappresenta il passato, il presente e il futuro della gente Lakota. Attraverso di esso, la comunità potrà intraprendere passi importanti e auto-sostenersi onorando le proprie tradizioni. Si tratta di una grande struttura di metallo, cemento e plastica che occupa uno spazio di 4 mila metri quadri, circondato da novemila metri quadrati di giardino. Il corridoio centrale è piastrellato di blu e fiancheggiato da toni caldi rossi e verdi, a rappresentare il fiume Cheyenne e l'erba che ammantava un tempo le praterie del Dakota. Tra i progetti della Garreau anche quello di costruire un 'muro della storia', ovvero un viaggio pittorico attraverso le generazioni dei Lakota.
Un faro per il futuro. "I ragazzi che visiteranno il centro - conclude la Garreau - riceveranno ispirazione e forza attraverso le storie dei loro antenati, e sicuramente miglioreranno la qualità della loro vita e delle generazioni venture". All'inaugurazione del centro era presente anche Billy Mills, indiano Oglala Sioux, residente a pochi chilometri da Eagle Butte e vincitore della medaglia d'oro nei 10 mila metri alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Ciò che i giovani indiani d'America troveranno nel centro è prima di tutto l'opportunità di decidere cosa fare del loro tempo libero. E nella nuova struttura non si ha che l'imbarazzo della scelta: internet cafè, laboratorio informatico, palestra con campo da basket regolamentare e attrezzistica, spazi per l'arte e per la danza, consultorio, cucina e biblioteca. Tutti gli ambienti sono stati ricavati dietro richiesta dei teen-agers di Cheyenne River. I ragazzi sono stati direttamente coinvolti nell'ideazione della struttura attraverso un sondaggio che ha individuato necessità e interessi di bambini e adolescenti della Riserva. Non solo gli spazi saranno disponibili per l'istruzione e l'allenamento, ma anche per le attività organizzative di associazioni locali e gruppi giovanili. Nella speranza dei volontari dello Cheyenne, il centro diventerà il faro di una comunità giovanile il cui rischio di smarrirsi è stato finora sin troppo elevato.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963