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Un blog creato da suede1968 il 19/06/2005

Il club dei pollici

Gli amici del Forum Libri, stanchi dei nick che si autorispondono, autoapprovano, autouppano, hanno deciso di combattere qs mistificazioni con un club speciale: l'ICP. Basta multinick! (FBI e CIA ci invidiano l'idea...)

 
 

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Citazioni nei Blog Amici: 2
 

 

Carino

Post n°96 pubblicato il 27 Gennaio 2008 da easyreader
Foto di suede1968

Carino questo blog, soprattutto perchè vedo che qui vi piace leggere!
Ho già aggiunto il blog tra i miei preferiti.

Ma se vi piace leggere, allora venite a trovarci!

Da noi è possibile leggere online interi romanzi, già pubblicati e disponibili in libreria, ma anche scrivere racconti nel genere preferito e vederli poi pubblicati (gratis) in antologia.

Beh, io vi invito, poi vedete voi:
http://blog.libero.it/easyreader0111

 
 
 

BUON NATALE!!!!

Post n°95 pubblicato il 24 Dicembre 2007 da maffi62
Foto di suede1968

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Le pecorelle e il nostro bravo cane da guardia!

Post n°93 pubblicato il 05 Novembre 2007 da maffi62

Beh si può essere pecore nere anche solo per metà....o solo quando fa comodo...certo è che con noi ci si diverte di più...

Sappiamo essere serie quando occorre, ironiche se serve  e pronte a commuoverci se proprio dobbiamo

"Bruchiamo" l'erba senza buttarci su quella del vicino, perchè, comunque, la nostra è sempre più verde della sua...siamo democratiche, ma se ci incazziamo beh... forse è meglio che non proviate a farci arrabbiare....

Eh, care pecore amiche, oggi mi sento particolarmente in vena di "neritudine".... per quanto io cerchi di amalgamare la mia pelliccia a quella delle altre, beh....mi rendo conto che il mio è solo un "mantello" che copre il mio vello nero!

Buon lunedì a tutte!

 
 
 

CANZONE DI NOTTE

Post n°92 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da LADYZAZZA74
Foto di suede1968

Ed ecco il testo integrale della citazione fatta da Monica :

E un'altra volta è notte e suono

non so nemmeno  io per che motivo

forse perché son  vivo

e voglio in questo modo dire  "sono"

o forse perché è un modo pure questo

per non andare a letto

o forse perché ancora c'è da bere

e mi riempio il bicchiere.

 

E l'eco si è smorzato appena

delle risate fatte con gli amici,

dei brindisi felici

In cui ciascuno chiude la sua pena

In cui ciascuno non è come adesso

da solo con sé stesso

A dir "Dove ho mancato, dove è stato"

A dir "Dove ho sbagliato"

 

Eppure fa piacere a sera

Andarsene per strade ed osterie,

vino e malinconie

E due canzoni fatte alla leggera

In cui gridando celi il desiderio

Che sian presi sul serio

Il fatto che sei triste o che t'annoi

E tutti i dubbi tuoi

 

Ma i moralisti han chiuso i bar

E le morali han chiuso i vostri cuori

E spento i vostri ardori

È bello,  ritornar normalità

È facile tornare con le tante

Stanche pecore bianche.

Scusate, non mi lego a questa schiera:

Morrò pecora nera.

 

Saranno cose già sentite

O scritte sopra un metro un po' stantio,

Ma intanto questo è mio

E poi, voi queste cose non le dite

Poi certo per chi non è abituato

Pensare è sconsigliato

Poi è bene essere un poco diffidente

Per chi è un po' differente

 

Ma adesso avete voi il potere

Adesso avete voi supremazia,

diritto e Polizia

Gli dei, i comandamenti ed il dovere

Purtroppo non so come siete in tanti

E molti qui davanti

Ignorano quel tarlo mai sincero

Che chiamano "Pensiero"

 

Però non siate preoccupati

Noi siamo gente che finisce male:

galera od ospedale

Gli anarchici li han sempre bastonati

E il libertario è sempre controllato

Dal clero, dallo stato

Non scampa, fra chi veste da parata

Chi veste una risata

 

O forse non è qui il problema,

E ognuno vive dentro ai suoi egoismi

Vestiti di sofismi

E ognuno costruisce il suo sistema

Di piccoli rancori irrazionali,

Di cosmi personali

Scordando che poi infine tutti avremo

Due metri di terreno

 

E un'altra volta è notte e suono

Non so nemmeno io per che motivo

Forse perché son vivo

O forse per sentirmi meno solo

O forse perché è notte e vivo strani

Fantasmi e sogni vani

Che danno quell'ipocondria ben nota

Poi... la bottiglia è vuota

 

 
 
 

L'altra immagine

Post n°91 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da salote
Foto di suede1968

Questa probabilmente è equivocabile, come giustamente osserva Vega, anche se è leggermente modificata. Comunque bisogna tener conto che noi ovviamente la si guarderebbe dal punto di vista della pecora nera, non di quelle bianche.

Per ora ho trovato queste, ma se ne possono trovare altre.

Intanto lasciate i vostri pareri.

Beeee a tutte!

Silvia

 
 
 

La nostra immagine

Post n°90 pubblicato il 25 Ottobre 2007 da salote
 
Foto di suede1968

Care pecorelle,

questa è l'immagine forse più appropriata: mi sembra che il vostro umore sia reso molto bene!

 
 
 

Ed eccoci qui pecore nere del pianeta!!!

Post n°89 pubblicato il 22 Ottobre 2007 da suede1968
 

Carissime (uso il femminile perché siamo soprattutto donne a quanto pare),
il giorno della nostra rivincita quantomeno morale è iniziato.
Come il Fight Club e come l'ICP dobbiamo essere dotati di un inno, un'immagine, uno statuto.
L'inno, come ben sapete io l'avrei già trovato, sempre che siate tutte d'accordo: "Ci vuole un fisico bestiale" di Luca Carboni e direi che è molto azzeccata al nostro club.
Intanto se alcune di voi vogliono inziare a scrivere le loro pessime esperienze, direi che possono dare libero sfogo alle loro invettive.
Grazie a tutte,
Monica.

 
 
 

GLI UOMINI E LA "PRIMAVERA"

Post n°88 pubblicato il 24 Agosto 2007 da maffi62

Lo so, l'estate è al termine e la prossima stagione sarà l'autunno, ma è un po' di tempo (non so voi) che ricevo proposte "quasi indecenti" sulla mia messaggeria.

Niente di che, per carità, sono adulta e vaccinata, ma....anche gli appuntamenti in ufficio dalle 17 alle 19, se avessi una qualche voglia strana, mi mancava!

Cosa starà mai succedendo ai maschietti di "Libero?" Sono stati tutti scaricati da fidanzate e mogli o hanno il desiderio recondito di provare qualcosa di elettrizzante? O forse sentono la "primavera" prima del tempo?

 
 
 

Il trio emiliano

Post n°87 pubblicato il 16 Dicembre 2006 da salote
 

Sabato 9 dicembre 2006, ore 4,00, a Bologna piove che è una bellezza, ma è ancora presto per l'appuntamento con Maffi.
Alle 9,30, mentre mi incammino con calma verso la stazione, sotto un cielo per metà plumbeo e per l'altra metà azzurro intenso, il telefonino mi annuncia l'arrivo di un messaggio: è Maffi che mi informa che Ice è rimasto bloccato dal maltempo e che... *mancano parti del testo*. Il mio cellusauro è programmato solo per comunicazioni laconiche, quindi telefono subito al mittente col dubbio terribile che anche questo raduno salterà. Dopo le presentazioni di rito (era la prima volta che sentivamo le rispettive voci), Maffi conferma che Ice non ci sarà, mi informa che quindi anche Istinto resterà a Piacenza, ma mi rassicura che lei è sul treno in vista di Bologna. Meno male, va'.
Il treno è in perfetto orario, un sacco di facce sconosciute scendono e tra queste ci sarà senz'altro quella di Maffi, ma chissà qual è, aveva detto che mi avrebbe richiamato appena toccato il suolo bolognese... Finalmente il telefono suona:
- Ciao! Sono arrivata e sono già al binario 11 da dove parte il nostro treno!
- Ah! Bene, io ti stavo aspettando al 9 dove sei arrivata! Senti, mettiti sotto una delle lettere che vedi in alto e stai ferma lì
- Quali lett... ah, sì, mi metto sotto
la E.
- Ok. Click
Scema che sono, potevo anche chiederle com'è fatta o vestita, con tutta 'sta gente per il motorsciò... Beh, vabbe' Monica mi ha detto che ha i capelli scuri...
Sotto la E c'è una bella signora bionda, non può essere lei... però mi guarda con insistenza... anch'io la scruto... un'occhiata di intesa e per quel che mi riguarda siamo già amiche. E già che siamo in confidenza scopro che il biondo è il suo colore naturale, era l’altra volta che era tinta.
Maffi: potrei descrivervela nel dettaglio, ma a che servirebbe? Di lei credo basti dire che ha un sorriso che mette allegria, uno sguardo che nasconde qualche sofferenza di troppo, e una parlantina che tradisce un'irrefrenabile voglia di star bene.
Cerchiamo di metterci in contatto con Suede, non risponde, sarà in bagno. Comunque Maffi le ha già mandato un sms per informarla della defezione dei maschietti, quindi dovrebbe essere tutto a posto.
Qualche minuto e Suede mi chiama a sua volta, si scusa perché era in bagno (appunto, dicevo) e ci aspetta, ma sembra un po' confusa quando le dico che sarà il raduno delle tre comari. Boh, starà ancora dormendo. raduno
In mezz'ora di viaggio e di chiacchiere siamo a destinazione e nel piazzale della stazione, sotto un sole caldo e accecante, ci aspetta Suede! Ragazzi, che trio!
Giunte a quella discarica abusiva che è la macchina della nostra amata moderatrice, Suede si prepara a guidare Ice nell'intricata rete viaria di Reggio Emilia... Io guardo il punto interrogativo comparso sulla faccia di Maffi, Maffi guarda il mio altrettanto sorpreso, entrambe guardiamo Suede... capiamo che non ha capito. L'errore fatale è stato fidarsi della tecnologia e del cellulare di Maffi che manda messaggi come e se gli pare, infatti Suede non ne ha ricevuto nessuno e scopre adesso che la maledizione del raduno ha colpito ancora! Che sia la parola raduno che porta un po’ sfiga? Ma il trio del gnocco fritto non si dà per vinto e decide di opporsi alla malasorte.
Dove andiamo, dove non andiamo... è presto per andare a mangiare... ok, vi porto alla Casa del Tibet. Non è che capiamo benissimo di cosa si tratta, a parte che è una delle uniche tre al mondo, ma ci fidiamo di Suede e si parte attraversando quartieri reggiani dai nomi quantomeno bizzarri. Non arriviamo mai, incontriamo poche macchine, una l’abbiamo dietro, sbagliamo strada, Suede si infila in un isolato cortile di un privato per invertire il senso di marcia... l’auto ci segue: ovviamente è quella del privato. Soccia che sfiga! Scende una donna che ci chiede sorridente se ci siamo perse... Sì, cioè no, eh! eh! ehm, grazie scusi. Be’, gentili i reggiani.
Riprendiamo la salita: ma ci starà portando nel Tibet vero? No, puntiamo verso Votigno di Canossa e il panorama è bellissimo con questo sole fuori stagione... peccato che accechi e che Suede non ci veda una mazza!
Lassù si intravede qualcosa... sì, ci siamo, un borgo medioevale colonizzato da una comunità buddista. Il parcheggio è vuoto... non è che è chiusa, vero? Ci inoltriamo, nemmeno un cane, anzi uno sì che ci abbaia contro ma non è aggressivo. Deserto, tutto chiuso e non c’è anima viva. Certo che però è un gran bel posto, se poi ci fosse qualcosa di aperto sarebbe anche più interessante. Qualcosa di malefico sta cercando insistentemente di rovinarci la giornata, ma non ha fatto i conti con la tenacia del trio e niente può scalfire la nostra allegria. Comunque se vi capita di passare sulle colline reggiane non perdetevela ‘sta Casa del Tibet perché è innegabile che trasmetta una certa pace. E dopo questo spot della pro-loco vitignolese, riprendo il racconto.
Scendiamo a valle, la fame comincia a farsi sentire e Suede ci porta al ristorante, oddiomio sembra chiuso... fiuuu! Meno male, è aperto! Gnocco fritto, affettati misti, tortelli vari, tris di dolci (veramente non era compreso nel menù, ma Maffi gliel’ha fatto inserire a forza). Mangiamo e parliamo, parliamo e mangiamo; ci chiama Maryintown, Vega ci manda un messaggio, Monica infama per telefono Istinto che da Piacenza poteva ben venire lo stesso senza Ice. Poi continuiamo a parlare e prendiamo il caffé: ridendo e scherzando sono già le 16. Il ristoratore, abbagliato dalla nostra travolgente avvenenza, ci concede ben 3,90 euro di sconto.
Che facciamo adesso? Finiamo col parcheggiare l’auto e l’ora che ci rimane prima di tornare in stazione la passiamo a passeggiare e chiacchierare. Ci infiliamo dentro un negozio etnico in cui riusciamo a toccare praticamente tutto. Maffi pare conoscere la provenienza di qualsiasi manufatto, è un fenomeno. Nel frattempo cerca invano di farmi comprare qualcosa che dia al mio appartamento da miscredente un’aria natalizia, ma la smonto a ogni nuova proposta. L’angolo degli strumenti musicali ci assorbe per parecchio anche perché, tolte le maracas, di quasi tutti ignoriamo, né sappiamo immaginare, da che parte si usino. Però ci divertiamo un sacco.
Purtroppo dobbiamo incamminarci e il trio sta per dividersi. Maffi ed io salutiamo la nostra ospite e saliamo sul treno.
La nostra allegria si è un po’ spenta, anche i discorsi che facciamo raccontano di amarezze, poi arriviamo a Bologna. Il treno che porterà Maffi a casa è già sul binario, ci lasciamo con un gran abbraccio e l’intenzione di rivederci presto.
Sono le 18,30 e mentre cammino verso casa penso che ricorderò per un pezzo questa giornata: le due Moniche non possono sapere quale benedizione siano state per me.

 
 
 

DIVERTITEVI

Post n°86 pubblicato il 07 Dicembre 2006 da vega15dgl2
 

 Provo ad aggiungere un nuovo tag per jellati.

Divertitevi, sbafate e pensate a me che sono colei  che ...perde sempre il treno, l'auto o quello che è.

Alla prossima!

 
 
 
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