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Messaggi di Febbraio 2019

 

Incontro con Vittorino Andreoli

Post n°413 pubblicato il 28 Febbraio 2019 da Giuseppe_TV
 

Pubblicato il 27 feb 2019 da Vittorino Andreoli

2019 feb 24 - incontro con Vittorino Andreoli su La famiglia digitale - Come possiamo far fronte ai mutamenti, profondi e inarrestabili, della nostra epoca? Abbiamo strumeneti adatti per prevederli e intervenire? Corso di cultura 2019 - Ex Alunni dell'Antonianum. Fonte: tvavicenza - tele chiara

 
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Innovativo ambulatorio per adolescenti e giovani adulti all’Aou di Padova

Post n°412 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da Giuseppe_TV
 

Padova, 13 febbraio 2019 – La letteratura internazionale sostiene che circa il 75% di tutti i disturbi mentali insorge prima dei 24 anni ma di questi solo una minima percentuale arriva all’osservazione professionale, soprattutto nel caso della psicosi in cui una sintomatologia spesso poco visibile rende difficile la prevenzione, la diagnosi e l’intervento precoce.



Dopo circa un anno di sperimentazione, parte quest’anno l’ambulatorio di Prevenzione in Malattia Mentale rivolto ad adolescenti e giovani adulti per i quali si sospetti uno stato mentale a rischio di disturbo psichiatrico maggiore.

 

L’Azienda Ospedaliera di Padova ha aperto una nuova strada con la proposta della Clinica Psichiatrica di aprire un innovativo Ambulatorio, uno tra i primi in Italia, che si rivolge ad adolescenti e giovani adulti in uno spazio a loro dedicato.
Tale scelta permette di accedere a valutazioni e trattamenti specialistici in tempi brevi e risulta oltremodo strategica per ridurre l’influenza negativa dello stigma che nonostante la buona volontà, è ancora attivo nel rendere difficoltoso l’accesso dei giovani ai servizi di salute mentale.

L’Ambulatorio di prevenzione malattia mentale, di cui è Responsabile la dott.ssa Carla Cremonese, offre un rapido accesso ai molti giovani che attraversano momenti difficili della loro vita o che presentano diverti tipi di stress, ansia, depressione o altro, e non sanno a chi rivolgersi. L’Ambulatorio, pensato per dare una valutazione tempestiva ai giovani tra i 15 e i 24 anni che si dovessero trovare in situazioni di particolare complessità, permette di programmare un progetto terapeutico e psicoterapeutico integrato e personalizzato, che coinvolge sia il paziente che i suoi familiari.

Uno dei primi segnali a cui prestare attenzione in questi casi, è un blocco del funzionamento nella vita quotidiana come, per esempio, difficoltà scolastiche non presenti prima, rifiuto di uscire o di vedere gli amici, un cambiamento del carattere o l’impossibilità di continuare un’attività lavorativa senza apparenti motivi.

 

Questi cambiamenti repentini rendono ancora più evidente la necessità di fornire ad adolescenti e giovani adulti delle risposte che siano oltremodo rapide e specifiche.

L’individuazione precoce dei segnali anomali, la prevenzione della psicosi e dei disturbi depressivi costituiscono l’obiettivo primario della moderna psichiatria, che si è posta il compito di ridurre il rischio ed eventualmente la gravità di una transizione da uno stato mentale a rischio per psicosi o disturbo depressivo alla malattia mentale conclamata.

È solo in tempi recenti che l’intervento precoce, già diffuso nelle principali aree della sanità, è diventato parte della salute mentale nei paesi con i sistemi sanitari più avanzati. È stato infatti provato che migliora il decorso e gli esiti dei disturbi mentali, riduce la sofferenza di chi è affetto da quel disturbo e riduce l’impatto della malattia psichiatrica sul funzionamento sociale e sulle traiettorie di sviluppo delle abilità sociali e delle funzioni cognitive.

 

L’accesso all’Ambulatorio dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova avviene tramite richiesta di prima visita prescritta dal medico di base e con la successiva prenotazione dell’appuntamento alla segreteria della Clinica al numero 049/8213800 o e-mail: psichiatria3@aopd.veneto.it. Costo previsto il ticket per visita ambulatoriale.

Il percorso di valutazione prevede una prima visita con il giovane e almeno uno dei familiari (la presenza dei familiari è obbligatoria per i minori di 18 anni).
Possono essere programmati successivi 3-4 incontri che si concludono con una relazione di restituzione sulla presenza o meno di uno stato a rischio e dell’eventuale proposta di progetto terapeutico integrato e personalizzato.

Link all'articolo originale:
https://www.insalutenews.it/in-salute/salute-mentale-innovativo-ambulatorio-per-adolescenti-e-giovani-adulti-allaou-di-padova/?fbclid=IwAR0we5PlXiH81Qry0AeRTai9ZvQwtiB-91keivCQ_K3QasBIx1oSkc0tWnE#.XGaMvfF0OE4.facebook

 
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Rems, criminale è la nostalgia del manicomio

Post n°411 pubblicato il 02 Febbraio 2019 da Giuseppe_TV
 
Tag: REMS

Un articolo pubblicato da Pietra Angolare il 29 gennaio 2019

Quando qualche autorevole magistrato di sorveglianza evoca un manicomio giudiziario come Castiglione delle Stiviere «all’avanguardia per quanto riguarda trattamenti e terapie…un errore non coltivare quell’esperienza», nel presente clima culturale e politico di reistituzionalizzazione e ricarcerizzazione, bisogna proprio allarmarsi.

 

Così facendo si dimenticano i tanti trattamenti inumani, degradanti, violenti, osceni, strutturali ed illegali connaturati ai manicomi giudiziari, rimasti in larga parte “latrine” (secondo la qualificazione di Lombroso), come reso evidente dall’Indagine della Commissione parlamentare Marino sulle condizioni degli Opg.

La vecchia dottrina penalistica ed alienistica classificava gli autori di reato in rei-folli (i rei divenuti successivamente folli) e in folli-rei ( i soggetti già folli che commettevano reati), tutti destinati alla discarica del manicomio giudiziario – poi ingentilito con l’ossimoro ospedale psichiatrico giudiziario- in cui gli internati erano marchiati da presunzioni giuridiche assolute di pericolosità sociale rivedibili a scadenze fisse, cancellate, dopo un lungo lavorio dalla Corte Costituzionale, dalla Legge Gozzini ed infine, dalla legge 81 del 2014.

E’ vero che questa legge ha sancito la chiusura degli Opg, ma al contempo, ha previsto un termine per le misure di sicurezza detentive (prima indeterminate); ha espunto l’handicap sociale dai criteri di valutazione della pericolosità sociale; ha reso obbligatori i programmi terapeutici individualizzati e, solo in via subordinata, ha previsto l’istituzione di piccole strutture terapeutiche denominate Rems (Residenze per la esecuzione delle misure di sicurezza detentive psichiatriche), come uno degli esiti del proscioglimento per infermità o seminfermità mentale con ritenuta attualità della pericolosità sociale. Le Rems come strutture sanitarie e non penitenziarie, come strutture e non istituzioni totali, come strutture sicure non chiuse, strutture di gestione dell’aggressività e della fragilità, e non di contenzione e di trattamenti sanitari obbligatori, strutture temporanee. E dunque, non le Rems al posto degli Opg, secondo la diversa narrazione del Capo del Dap e di magistrati che aderiscono alle correnti psichiatriche istituzionalizzanti.

E’ vero che attualmente alcune centinaia di soggetti con patologie psichiatriche, ritenuti pericolosi, sono in lista di attesa per una assegnazione alle Rems oppure illegalmente trattenuti nelle patrie galere, ma ciò non è certamente imputabile a carenze della legge, né all’insensibilità di tutte le Regioni.

 

Tante sono le omissioni che continuano a minare la completa e puntuale attuazione del trattamento penale degli infermi di mente. Le proposte degli Stati Generali non sono state recepite da questo Governo. In particolare, la mancata abrogazione dell’art. 148 del codice penale e la riduzione della possibilità di ricorrere a misure alternative, ha impedito la creazione di un sistema unitario con la possibilità di un adeguato trattamento in carcere. L’interlocuzione tra il sistema di giustizia penale ed il sistema dei servizi psichiatrici, auspicata dal Consiglio Superiore della Magistratura con due Risoluzioni precise e stringenti, non vede attivo un livello nazionale, ma è lasciata alle singole Regioni (sono stati prodotti protocolli solo in Emilia, Lazio, e a Brescia). Le prassi del Dap non sono cambiate rispetto a quelle praticate con la vecchia normativa. Non è stata attivata la Conferenza nazionale sulla salute mentale e l’Accordo Stato-Regioni del 26 febbraio 2015 non è stato ancora rivisto.

Non stupisce, dunque, se, in un clima politico “repressivo” e regressivo, riprenda vigore l’ipotesi di soluzioni istituzionalizzanti piuttosto che la scelta di un sistema incentrato sulla comunità.

by Simone Pieranni via il manifesto

Link all'articolo:
http://pietraangolare.blogspot.com/2019/01/rems-criminale-e-la-nostalgia-del.html

 
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