
Claudio entra nell'ambulatorio in tarda serata ,
scuote il capo : la spalla non va ancora bene ,
il suo fisioterapista gli ha consigliato di lasciar perdere
e lui è stanco per gli scarsi risultati ottenuti sinora .
Lo sottopongo ai soliti controlli , la spalla è in effetti rigida .
Mi siedo accanto a lui e chiedo se , per caso , non vi sia
dell'altro che turbi la sua vita in questo momento
poiche' è esperienza consolidata ormai che
tra stato emotivo e disturbi del corpo
vi siano strette correlazioni .
Claudio da principio mi guarda un attimo e scuote la testa ,
ma mentre si veste comincia a mormorare che si
, in effetti ,
è un brutto periodo per lui , che è molto stanco e sfiduciato........
ed inizia a raccontarmi :
mi racconta di un calvario di 11 mesi
di una figlia tanto attesa e accolta con felicita'
ma su cui il destino sembra accanirsi con inspiegabile crudelta' ,
due infarti , la necrosi dell'intestino , un rene bloccato ,
un grave handicap neurologico .
Mi racconta dei 200 chilometri che fa in auto ogni giorno per raggiungerla e starle vicino , dei medici che da 11 mesi gli ripetono che non sopravvivera' le prossime 24 ore , del sentirsi impotente e arrabbiato .
Mi racconta del pianto continuo della bambina
che si placa non appena sente la voce dei genitori ,
delle favole che lui le racconta
mentre la manina di lei gli afferra forte il dito della mano ,
della conquista di un altro giorno di vita ,
dell'incertezza di cio' che il giorno successivo ha in serbo .
Dico qualcosa ma Claudio è ormai un fiume in piena
credo che parli piu' per ricordare a se stesso
che per raccontare a me
e nel suoi occhi io vedo uno sguardo
che conosco bene per averlo incrociato altre volte:
lo sguardo " sull'oltre " :
oltre il consueto , oltre l'abitudine , oltre le convenzioni ,
oltre cio' che tocchiamo e compriamo e buttiamo
e che chiamiamo " realta' " .
Claudio ammette che questa esperienza
ha sovvertito ormai in maniera irreversibile
la sua visione dell'esistenza ,
che adesso non è migliore o peggiore di quanto fosse prima ,
ma solo diversa .
La visione "dell'oltre" apre orizzonti impensabili
ad una mente abituata a considerare reale
solo cio' che è tangibile ,
i ricordi dolorosi del passato perdono di intensita'
l'angoscia per il futuro rivela la propria inutilita'
ed una diversa serenita' guida la nostra nuova esistenza
ma il prezzo da pagare per questa nuova prospettiva
è assai amaro .
Inviato da: bluiceee
il 14/03/2015 alle 15:17
Inviato da: Katartica_3000
il 27/12/2014 alle 16:11
Inviato da: Katartica_3000
il 10/12/2014 alle 22:01
Inviato da: Katartica_3000
il 10/12/2014 alle 21:58
Inviato da: jopper67
il 03/12/2014 alle 12:02