Cacchio, se non fossi maschio penserei di essere incinto. Continuo a commuovermi per qualsiasi gesto d'amore, inteso come amore verso gli altri e la vita.
Piango un casino, piango quando guardo su youtube i video "free hughs", piango quando riesco a scovare sul giornale notizie di gente che fa del bene, piango quando vedo quanto poco basti per dare sollievo ad una persona.
Dal punto di vista delle relazioni sociali siamo allo sfascio, sempre più spesso i pensieri sono omologati e dettati da quel cazzo di totem che ci mettiamo in casa (che tristezza i salotti con i divani rivolti verso la televisione). Ci si rinchiude in casa attaccandosi alla propria avidità (poi ci si lamenta che le piazze sono in mano agli extracomunitari, ma porca puttana, è da anni che gli italiani vanno al centro commerciale anzichè in piazza), senza rendersene conto non ci si muove per paura di perdere quello che si possiede, anzi, spesso si pensa di essere ciò che si ha. Come nel "piccolo principe" si tengono le rose sotto vetro per non farle appassire, o ancora come dice Fromm si preferisce cogliere il fiore per farlo nostro anzichè ammirarlo dove si trova e condividerne la beltà con gli altri. Il risultato è che ci si ritrova con le città piene di protesi peniche inconscie chiamate suv, di donne cartonate con il dischetto pieno di frasi di circostanza da ripetere ad ogni contatto, di miseria intellettuale e di paura del contatto. Più soldi si possiedono e più si è sicuri di se perche più si può comprare ed avere, solo che per avere più soldi e più oggetti si sacrifica il tempo da dedicare a se e agli altri per le piccole cose, solo per parlare, per esprimere un'emozione, per confrontarsi, per consolarsi, per non far crescere quell'odio verso chi non è come noi stessi.
Ci sto veramente male, provo dolore al cuore quando mi rendo conto di trovarmi direttamente o indirettamente di fronte ad un caso di mancata comunicazione. Come quando un cane e un gatto dopo essersi annusati si attaccano perchè l'uno non capisce le movenze dell'altro (diverso codice) e le interpreta come una minaccia. Non capisco, mi struggo ma non capisco come si possa rinunciare a conoscersi, come ci si possa nascondere dietro frasi che non collimano con il proprio pensiero per troncare un rapporto, come si possa perdere l'occasione di viversi, anche solo per un istante. Schemi mentali indotti da "dettami morali" che valgono solo nella propria repubblica delle banane (Italia o altro Stato non cambia molto, ve lo dico per certo).
Que hacer? che fare? un'idea: gettiamo la televisione (si risp sul canone), usiamo internet, impariamo altre lingue per comprendere altre persone, usciamo e sorridiamo a tutti, non parliamo per frasi fatte ma non stiamo a tacere per paura del giudizio di chicchessia, non crediamo esistano persone perfette, non cediamo agli stereotipi, non fermiamoci alle apparenze (chiediamo sempre il perchè, sempre, sempre). Es. pratico, ci stavo cascando, quasi quasi compravo l'ipod, cazzo compravo l'ipod, 150 euri per ascoltare la musica in giro. Ma porca puttana, in giro canto io, oppure compro un lettore ad un decimo e col resto dei soldi faccio un regalo a due tre persone che amo, che mi inviteranno a cena, con cui mi divertirò, che mi faranno conoscere altre persone, che mi consiglieranno libri, che apriranno catene e diffonderanno opportunità. It's soooo easy! WHY NOT?