
In una sera limpida e fredda, che ti si appoggia sulle spalle con tutta la sua lucida sincerità, ti può capitare di startene a vagar ramingo nelle diverse stanze della tua mente, del tuo corpo, come fossi nella tua vecchia casa, quella dell'infanzia, dell'adoloscenza, della strada fatta sin qui.
Ed allora inizi ad aprire una porta, e vedere oggetti impolverati, scansati in tempi ormai lontani e mai più degnati di un pensiero, meglio così pensi. All'inizio corri per le scale, hai quasi fretta di vedere cosa hai lasciato, cosa di ciò che sei oggi c'era già ieri, sei incuriosito dai ricordi e dalle scelte fatte, da te, dagli altri, da nessuno.
Poi ti può capitare di vedere persone sedute in qualche angolo, persone che per un momento, per quel momento infinito hai creduto di poter conoscere, ma quelle non parlano, perchè non ne riconosci la voce, in altre stanze invece ti aspettano festanti gli amici che ancora camminano con te, non per forza soggetti al relativo concetto di gravità, forse a due metri dal terreno, sopra per chi ci crede, sotto dico io, ma sempre nella mia casa dell'anima.
E ti accorgi che stai camminando lento, ora in ogni stanza vorresti pensare, vorresti toccare gli oggetti, vorresti ridargli il giusto peso, dedicar loro la giusta attenzione, ma non ti è concesso, lo senti , come senti il freddo di questa sera che ti passa dentro dalle asole della giacca e non puoi far altro che dimenticare ciò che avevi dimenticato, ricordare ciò che avevi già ricordato.
Le stanze della tua mente le puoi percorrere a piedi scalzi, così da sentir la terra, ed attraverso essa lasciar scorrere i profumi, le sensazioni. Le parole che hai tenuto in gola finalmente potranno uscire senza ferire nessuno, senza alcun effetto contingente. Per quelle che invece hai detto, beh, per quelle c'è l'aria, c'è una stanza nella mente di qualcun altro in cui troveranno la giusta collocazione.
Alla fine, sereno, puoi solo lasciare la casa dei ricordi, senti e capisci che è l'unica cosa da fare.
Saluti con un gesto tutto e tutti, ma ti spiace, vorresti un gesto diverso, un gesto che possa contenere tutte le proposte del mondo, tutte le scuse che non hai mai potuto fare, tutte le domande di una vita. Ma tu sei solo e loro sono la nel giardino, parole, uomini, bimbi, animali, donne, oggetti, luoghi, fantasmi , fate, ambiazioni e disillusioni, sono decisamente troppi.
Bastasse un gesto, per tenere i ricordi dolci e lasciare quelli amari, come ad esempio, lasciarsi andare su di una seggiola davanti ad una scrivania , facendo un bel respiro, indossando la sciarpa con i colori delle tue speranze e sfregare le mani per non sentire freddo e tornare alla casa del tuo oggi, cercando di non riaprire alcune stanze, cercando di chiuderne alcune, cercando di scardinarne altre...
bastasse un gesto... vi giuro che lo farei